Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano su 3-6-9-12, Diventare Grandi All'epoca degli Schermi Digitali. Il Pdf esplora l'impatto dei dispositivi digitali sui bambini, delineando linee guida per un uso consapevole in diverse fasce d'età, con un focus sull'educazione digitale e il ruolo dei genitori, per il corso di Psicologia a livello universitario.
Mostra di più15 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
docsity
3-6-9-12, DIVENTARE GRANDI
ALL'EPOCA DEGLI SCHERMI
DIGITALI
Pedagogia
Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (UCSC MI)
14 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/3-6-9-12-diventare-grandi-all-epoca-degli-schermi-digitali-2/9525300/3-6-9-12, DIVENTARE GRANDI ALL'EPOCA DEGLI SCHERMI DIGITALI
L'autore di questo testo è lo psichiatra e psicologo francese Tisseron dell'università di Parigi che si occupa
della questione tecnologia digitale e famiglia. Con questo testo non vuole dare ricette ma vuole proporre
alcuni suggerimenti, partendo dall'analisi di alcune età che definisce critiche rispetto all'uso dei devices. I
destinatari del libro sono genitori/insegnanti/educatori.
Queste età corrispondono a:
L'idea che propone è che come esistono regole nella dieta alimentare è possibile immaginare una "dieta"
che riguardi gli schermi per imparare a usarli correttamente, senza demonizzarli o idealizzarli troppo.
Quattro le indicazioni che vengono date che nel corso del libro vengono spiegate:
Tisseron nel libro non dice cosa i genitori devono fare, non vuole sostituirti a loro e si augura che le
istituzioni si preoccupino del problema perché lo considera un problema sociale.
C'è un gap culturale tra adulti e giovani: gli adulti sono cresciuti con i libri e oggi fanno fatica a comprendere
i giovani che invece utlizzando gli schermi digitali per la socializzazione, per il tempo libero, per le attività
lavorative. Ma più che concentrarsi sui cambiamenti nel funzionamento del cervello dei ragazzi di oggi,
sarebbe meglio pensare a ricucire questo GAP, pensando che le due culture non per forza si escludono a
vicenda e quindi il cervello capace di utilizzare le competenze che provengono dalla cultura digitale senza
perdere quelle capacità critico-argomentative figlie della cultura letteraria precedente.
L'obiettivo di ridurre questo gap può avvenire con un'EDUCAZIONE AGLI SCHERMI - SCREEN EDUCATION,
attraverso:
Bisogna che la scuola prenda in considerazione l'inserimento dell'educazione digitale tra le attività
scolastiche; già il Miur nel 2018 ha pubblicato un documento che va in questa direzione sul sito di
Generazioni Connesse mettendo in evidenza alcune aree specifiche su cui lavorare affinchè si sviluppino
conoscenze e competenze, alleandosi con le famiglie.
Alle famiglie viene suggerito di porre attenzione alle 3 A:
1
Document shared on https://www.docsity.com/it/3-6-9-12-diventare-grandi-all-epoca-degli-schermi-digitali-2/9525300/-
Già nei primi anni 90 abbiamo studi rispetto ai danni della televisione sui più piccoli e ai rischi di un
consumo eccessivo per ogni età. Ma sottolineare i rischi non è servito a fermare questo comportamento
che negli anni è aumentato sempre di più ed è diventato sempre più solitario. Anche perché si è aggiunto
che lo schermo sia un mezzo per allontanarsi dai propri problemi (un po' come le sostanze) e che i genitori
abbiano un po' rinunciato a educare in questo ambito.
Anche perché l'educazione agli schermi non inizia con gli schermi ma molto prima, fin dal momento in cui il
bambino costruisce i suoi primi punti di riferimento spaziali e temporali. La regolarità degli orari del pasto,
della nanna, i rituali legati al bagnetto permettono di costruire un rapporto con la durata strutturato e
strutturante.
Molti genitori dicono "adesso basta, l'hai guardata abbastanza" questo il contrario dell'autoregolazione
perché occorrerebbe dire "hai diritto a una mezz'ora/un'ora di schermo, preferisci guardarlo adesso o più
tardi?", stimolando la capacità di scelta e di libertà. Dopo che il bambino avrà imparato a parlare sarà bene
invitarlo a raccontare quello che ha visto sullo schermo (come lo si invita raccontare cosa gli è successo
nella sua giornata) perché aiutato dall'adulto apprenderà allora a costruire un racconto di quello che ha
visto, con un prima, un durante e un poi, e più tardi diventerà il narratore della sua stessa esistenza.
LO STATO DELLE NOSTRE CONOSCENZE
PRIMA DEI 3 ANNI: il bambino ha bisogno di costruire i suoi punti fermi spaziali e temporali
TISSERON -> sostiene che è importante preservare i bambini di quest'età dagli schermi non interattivi,
sarebbe opportuno proporre un bagno nella realtà (dispositivi comunicativi, sensoriali e corporei concreti).
Il bambino accede alla conoscenza e alle relazioni attraverso il corpo, il movimento, la percezione concreta
delle immagini e dei suoni. Anche un bambino molto piccolo può vivere processi estremamente complessi
quali il conoscere, valutare, memorizzare, percepire il mondo che lo circonda. L'adulto dovrebbe proporre
attività cinestesiche, sensoriale, corporea, motoria perché importanti chiavi di accesso che permettono di
entrare nel mondo del bambino e costruite con lui relazioni significative utili per il suo sviluppo.
Se il corpo è davvero centrale per la crescita di un bambino dell'età compresa tra 0-3 il dispositivo per
eccellenza che viene incontro a questo bisogno evolutivo è il GIOCO MOTORIO E SENSO MOTORIO. Giocare
usando il corpo significare fare un'esperienza che permette di conoscere se stesso, gli altri, esprimersi,
conoscere il mondo intorno a se, sviluppare, la propria motricità, avviare processi di simbolizzazione
(prerequisiti per un uso consapevole degli schermi digitali).
2
Document shared on https://www.docsity.com/it/3-6-9-12-diventare-grandi-all-epoca-degli-schermi-digitali-2/9525300/
Gli SCHERMI INTERATTIVI offrono altre opportunità rispetto agli schermi non interattivi e si adattano alle
forme senso-motorie dell'intelligenza infantile (numerosi lavori dimostrano che il bambino a meno di tre
anni non trae nessun vantaggio dall'uso deglischermi non interattivi: televisione e lettori DVD. Nel bambino
che guarda DVD i suoi apprendimenti di vocabolario sono minori rispetto ai bambini che non li guardano.
Mettere un bambino davanti al televisore non comporta vantaggi ma al contrario rischi).
I GIOCHI TRADIZIONALI però sembrano più adatti allo sviluppo dei bambini perché il bambino ha bisogno di
costruire i suoi punti di riferimento corporei, senso-motori e temporali.
Inoltre TISSERON sottolinea l'importanza del raccontare e narrativizzare, permettere ai minori di
confrontarsi con i racconti come esperienza fondamentale. Di fronte agli schermi bisogna essere capaci di
appassionare al coinvolgimento narrativo, vedere gli schermi come se si stesse sfogliando un libro -> io
leggo, guardo uno schermo ma non mi limito a osservare ma mi viene istintivo confrontarmi con gli altri.
Questo dovrebbe permettere ai bambini di non perdere, diventando grandi, la possibilità di appassionarsi a
ciò che vedono e sentono.
Educare alla capacità di raccontare non è solo una competenza tecnico-linguistica, quando parliamo di
racconti non ci riferiamo solo al racconto orale, alla lettura e alla scrittura ma a tutto ciò che è narrativa.
La Media education è una possibilità per l'educazione alla narrazione -> EDUCARE AI, CON E PER I MEDIA.
Alcuni punti importanti sono:
CREARE CONVERGENZE NARRATIVE -> usare il racconto deve diventare la capacità di sintesi di maneggiare
fonti e diverse modalità di rapportarsi con il mondo.
DECLINARE LA SINTESI IN TRE MODI -> la sintesi è brevità (l'essenziale), è unione di diversi elementi (cross-
medialità), è artificialità (messa in scena, rielaborazione e contributi personali).
IL RACCONTO COME AZIONE SOCIALE CHE CREA RELAZIONI E LEGAMI -> Nessuno scrive o fa foto per se
stesso, ma raccontare per il piacere di comunicare ad altri. Creare qualcosa per fare comunicazione e
opportunità espressive per coinvolgere gli altri, permettono di instaurare relazioni.
TRASFORMARE IL TECNOLOGICO IN PEDAGOGICO - IL DIGITALE COME OPPORTUNITA' CREATIVA -> II
digitale non deve essere la tecnica da padroneggiare ma opportunità per conoscere più cose ed essere
espressivi in maniera autoprodotta.
TRA I 3 E I 6 ANNI: il bambino ha bisogno di scoprire le sue possibilità e di confrontare la sua comprensione
del mondo con quella degli adulti
Gli schermi interattivi fanno lavorare due tipi di intelligenza:
3
Document shared on https://www.docsity.com/it/3-6-9-12-diventare-grandi-all-epoca-degli-schermi-digitali-2/9525300/