Slide dall'Universitas Studiorum Insubriae su Macroeconomia. Il Pdf esplora il modello AD-AS, le ipotesi di prezzi flessibili e salari rigidi, e la costruzione della curva AD. Questo documento di Economia, adatto per l'Università, include spiegazioni dettagliate sull'inclinazione della curva AD e le sue implicazioni per l'equilibrio economico.
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Il modello Aggregate Demand-Aggregate Supply (AD-AS) è il principale modello a prezzi flessibili (flexprice) della sintesi neoclassica. Abbandoniamo l'ipotesi di rigidità dei prezzi, si assume che il livello dei prezzi sia flessibile. Ipotizziamo invece che il salario nominale sia "rigido": esogeno. Come vedremo tra breve, nel modello AD-AS, l'offerta aggregata ha determinanti proprie e quindi non si adegua automaticamente alla domanda aggregata. Le altre ipotesi, dove non diversamente speficato rimangono valide.
Data l'offerta di moneta, per ogni livello dei prezzi, dalla [5.5] si ricava l'equazione di una retta LM. In altri termini, ci sono tante rette LM quanti sono i possibili livelli dei prezzi. Il piano (Y, i) quindi è coperto da un fascio di rette LM parallele. Più in alto e sinistra più bassa l'offerta reale di moneta perché più alti I prezzi. Ipotesi che P2 > P1 > Po. L'equilibrio sul mercato dei beni continua ad essere rappresentato dalla IS. Tutte le grandezze nella IS sono valutate in termini reali (ad eccezione del tasso di interesse) e non sono influenzate direttamente dal livello dei prezzi, quindi è la stessa del modello a prezzi fissi.
Y = x'(À' - bi) [5.1] Cambia invece la domanda di moneta in termini nominali che è funzione del livello dei prezzi, del reddito e del tasso di interesse Md p = ky - hi [5.2] Torniamo all'ipotesi di monetary targeting l'offerta di moneta - variabile di scelta [5.3] della banca centrale - è quindi esogena: M. Si ha equilibrio sul mercato della moneta quando Mª = M M Da cui P = kY - hi [5.4]: che ci dice che l'offerta reale di moneta (ossia il rapporto tra offerta nominale di moneta e livello dei prezzi) diminuisce all'aumentare del livello dei prezzi. Esplicitando per i otteniamo i = ky 1M h P [5.5] La [5.5] è una relazione di equilibrio per il mercato della moneta tra tasso di interesse, reddito e livello dei prezzi .
Sul piano (Y, P) la scheda AD è un'iperbole equilatera con asintoto orizzontale nell'asse delle ascisse e asintoto verticale nella retta di equazione: Y = BĀ' Troviamo i valori di equilibrio sostituendo il valore del tasso di interesse nella IS e nella LM. Otteniamo: l'equazione della cosiddetta curva o scheda AD (Aggregate Demand).
Y* = BÃ' + Y P M [5.6] i* = "BA' - YM ba' P [5.7] har ba' dove B = h+bka' , Y = h+bka' I passaggi sono quasi uguali a quelli fatti per ottenere la forma ridotta della IS- LM. Il livello dei prezzi però è endogeno e non esogeno, le due equazioni precedenti quindi non rappresentano una forma ridotta. La [5.6] è la curva AD indica, per ogni livello dei prezzi, la quantità di equilibrio per il mercato dei beni e della moneta, cui ci si riferirà con il termine "domanda aggregata>>. E' una relazione di equilibrio per il mercato dei beni e per il mercato della moneta tra livello del reddito aggregato e livello medio generale dei prezzi .
Perché la scheda AD è inclinata negativamente? Prendiamo le nostre IS-LM. Parametrizziamo la LM al livello dei prezzi (la curva si sposta al variare dei prezzi).
> Quindi la quantità reale di moneta in circolazione diminuisce:
< N̄ Po EN P1 > eccesso di domanda di moneta > le famiglie vendono titoli e inducono un aumento del tasso di interesse > L'aumento del tasso di interesse fa diminuire gli investimenti, > la diminuzione degli investimenti si ripercuote negativamente sul reddito. > L'aumento del tasso di interesse e la diminuzione del reddito, infine, inducono una diminuzione del fabbisogno di liquidità in termini reali > Il sistema si sposta da A e converge (ricordiamo che l'equilibrio è stabile) al punto B, caratterizzato da un tasso di interesse maggiore e da un reddito di equilibrio Y1 minore Nel grafico inferiore della figura è riportata la coppia di valori (P1, Y1) ossia le coordinate del punto B che appartiene, ancora per costruzione, alla scheda di domanda aggregata.
Per semplicità (!) linearizziamo arbitrariamente la AD, scrivendo M - P, in luogo di M /P. Otteniamo quindi che
Y = BÃ' + y(M - P) [5.6bis] i = " BĀ' -- Y, (M - P) [5.7bis] La [5.6bis] istituisce una relazione lineare decrescente tra livello di output e livello dei prezzi di equilibrio per i mercati dei beni e della moneta. La [5.7bis] istituisce una relazione lineare crescente tra tasso di interesse e livello dei prezzi di equilibrio per i mercati dei beni e della moneta. Invertiamo la [5.6bis] ed otteniamo l'equazione della AD sul piano (Y, P):
Y P=LĀ + M - - Y Y [5.6ter] Questa è la nostra retta AD. Data l'intercetta - À' + M è chiaro che un aumento della spesa pubblica o un > aumento della quantità nominale di moneta provoca una traslazione verso l'alto della retta AD
Guardiamo il lato dell'offerta. Ipotesi:
Dalle ipotesi precedenti segue la funzione di produzione dell'impresa: Y = f (N) dove Y è il prodotto e N la quantità di lavoro impiegato. Cosa sappiamo di questa funzione?
d d2Y dN dN dY dN2 <0 Dalla funzione di produzione possiamo ricavare la funzione di fabbisogno di lavoro, che ne è l'inversa La scriviamo come segue: N = f-1(Y). Supponiamo, ad esempio, che la funzione di produzione sia di tipo Cobb-Douglas, con coefficiente pari a 0,5: Y = VN [5.8] La produttività marginale del lavoro sarà quindi: PMg = dY dN 2VN 1 Si osserva immediatamente che la produttività marginale è decrescente nel lavoro impiegato. La funzione di fabbisogno di lavoro quindi è: N = Y2 [5.9]
Ricordando le ipotesi:
Sul piano (Y, P) la scheda AS è una retta uscente dall'origine con pendenza 2W NB Non sempre la AS è una retta. Per semplificarci la vita abbiamo fatto ipotesi particolari sulla tecnologia che generano una AS lineare. Se modificassimo le ipotesi sulla funzione di produzione la funzione AS non sarebbe più una retta. La Condizione di Secondo Ordine (CSO) è d2II/dy2 < 0. È facile verificare che la CSO è soddisfatta perché d2II/dY2 = - 2W. PERCHE' LA AS E' INCLINATA POSITIVAMENTE? In breve: perché un incremento del livello dei prezzi consente un aumento della produzione perché le imprese vogliono continuare a massimizzare il profitto Nella figura è rappresentata la funzione di costo marginale CM g = 2WY. Dato il livello dei prezzi Po, l'impresa sceglie la produzione ottimale in modo che il costo marginale CMg = 2WY sia uguale a Po. Pertanto Yo = Po/2W . Il punto A = (Yo, Po) appartiene alla AS. Supponiamo ora che il livello dei prezzi aumenti da Po a P1. Per massimizzare il profitto, le imprese devono aumentare il costo marginale in misura corrispondente. Per accrescere il costo marginale l'impresa deve accrescere la produzione fino a Y1. Il punto B = (Y1, P1) appartiene alla AS.
Il costo marginale si può scrivere come segue: CMg = W dN 3 PMg dY = dY 13 quando l'impresa impiega solo lavoro per dN produrre, il costo marginale è pari al rapporto tra salario (nominale) e produttività marginale del lavoro.