Documento di Università sulla Farmacovigilanza, recettori farmacologici e processi di autorizzazione. Il Pdf, un approfondimento universitario, illustra i meccanismi d'azione dei farmaci, le procedure autorizzative europee e gli studi post-autorizzazione, fornendo una panoramica completa sull'argomento.
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Recettori: i farmaci non generano un effetto ma agiscono modificando l'attività dei recettori; in seguito, alla loro somministrazione, il loro PA entra in circolazione e viene trasportato fino ad un target con il quale interagisce. In particolare, i farmaci, possono antagonizzare recettori cellulari superficiali, antagonizzare recettori nucleari, inibire enzimi, bloccare canali ionici, inibire trasportatori, inibire proteine coinvolte nella trasduzione del segnale. La maggioranza viene riconosciuta da un tipo specifico di cellula e poi agirà sulla sua superficie o all'interno della stessa, stimolando o inibendo i recettori. Il recettore è una macromolecola, facente parte dell'organismo, che lega un farmaco e avvia l'effetto dello stesso; la maggior parte sono proteine che hanno subito modifiche post-trasduzionali, come legami covalenti con carboidrati, lipidi e fosfati. I principali recettori sono quelli di membrana e possono essere di molti tipi diversi (più il recettore è interno alla cellula e più sarà il tempo per attivarlo):
I farmaci possono anche antagonizzare i recettori di superficie, legandosi ad essi, impediscono il legame dell'agonista con interruzione della trasmissione mediata dall'agonista. In clinica, con questa azione, abbiamo i bloccanti del recettore dell'angiotensina come Losartan che è un antipertensivo che blocca il recettore per l'angiotensina 2 dando vasodilatazione e blocco della secrezione di aldosterone oppure i beta bloccanti come propranololo che bloccano il recettore beta adrenergico e vengono usati per angina o infarto. Possono esserci anche dei modulatori allosterici che si legano ad un sito diverso da quello per il farmaco e modificano il sito per il legame del farmaco che si può legare oppure no. Questo meccanismo è quello delle benzodiazepine che si legano e provocano il legame di GABA sul recettore che apre il canale al cloro. Abbiamo anche recettori intracellulari che trasducono il segnale portato da ormoni e altri mediatori lipofili; possono essere nucleari come quello per gli estrogeni, l'ormone tiroideo ... oppure citoplasmatici come quello per mineralcorticoidi o glucocorticoidi. Essi interagiscono con il genoma, modificando l'espressione genica e la composizione proteica della cellula, senza cacate di eventi ionici o metabolici. Il legame al DNA del recettore permette di attivare o reprimere la trascrizione genica. Esistono degli antagonisti per questi recettori come il Mifepristone che è antagonista del recettore nucleare ed è un abortivo che agisce sui recettori per gli estrogeni e il progesterone. Altri sono l'aldosterone che p antagonista del recettore mineralcorticoide e viene usato per cirrosi o insufficienza cardiaca o anche il Raloxifene che p antagonista del recettore degli estrogeni utile per il trattamento del cancro al seno. I farmaci possono anche inibire gli enzimi, come le statine che bloccano l'HMG-COA reduttasi e impediscono la produzione di colesterolo, sono ipocolesterolemizante. Altri sono l'aspirina o altri inibitori delle ciclossigenasi oppure Captopril che inibiscono l'enzima ACE (ACE inibitori). Gli enzimi possono anche essere attivati dai farmaci come la nitroglicerina che attiva la guanilato ciclasi per l'angina.
Passaggio attraverso le membrane biologiche: ci sono diversi meccanismi per attraversare le membrane biologiche:
In base all'endocitosi, possiamo avere 2 diverse esocitosi:
In base alla richiesta energetica, vengono divisi in trasporti attivi (richiedono ATP) o passivi (non richiedono ATP). Quello passivo, avviene secondo gradiente con il passaggio di ioni e molecole dal compartimento a maggior concentrazione verso quello a minor concentrazione e avviene per 3 modi diversi:
Nel trasporto attivo invece avviene contro gradiente di concentrazione e crea lui gradienti di concentrazione; è sempre mediato da proteine di membrana e avviene in 2 modi diversi:
Avviene tramite trasportatori coinvolti nell'eliminazione di farmaci a livello renale, biliare, intestinale e cerebrale come OATs o OCTs (organic anion/cation transporter) e molti altri. Una proteine fondamentale, coinvolta nel trasporto attivo, è la glicoproteina P che viene codificata dal gene ABCB1 ed è ATP-dipendente e presenta un'attività basale anche senza il substrato. Ha 12 domini transmembrana che sono responsabili della formazione del canale e sono divisi in 2 porzioni, il TMD1 e il TMD2 connesse da un linker. Una volta formato il canale, esso lega il farmaco e lo trasporta grazie all'idrolisi di 2 ATP in modo unidirezionale. I domini 4,5,6,10,11,12 sono quelli coinvolti nel trasporto della molecola. Essa ha 2 meccanismi d'azione diversi:
Nel fegato è utile per portare il farmaco nella bile, nel rene nelle urine, nella placenta li allontana dal bambino portandoli nel sangue della madre, nell'intestino li riporta nel lume, nel SNC impedisce l'ingresso eccessivo del farmaco ... VEDI TABELLE; IMPORTANTI. La glicoproteine P è connessa anche con l'epilessia, in essa infatti, c'è un meccanismo di resistenza che blocca l'accesso dei farmaci antiepilettici come il Fenobarbitale, a causa di iperespressione