Capitolo 3: Residui ed Élite nel pensiero di Vilfredo Pareto

Documento di Appunti su Capitolo 3 - Residui ed Élite. Il Pdf esplora il pensiero di Vilfredo Pareto, distinguendo azioni logiche e non-logiche, e descrivendo le sei classi di residui e le derivazioni, elementi chiave della sua sociologia per Filosofia universitaria.

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23 pagine

CAPITOLO 3 - RESIDUI ED ÉLITE
VILFREDO PARETO
o economista, ingegnere e sociologo nel 19. e il 20. Secolo
o nasce a Parigi, laurea in matematica e fisica, diploma di laurea in ingegneria
o inizia a scrivere articoli, discorsi e memorie collaborando con giornali internazionali per
supportare
attivamente le
battaglie liberiste
.
o Entra nell’ambito
economia politica
, poi diviene professore di Economia Politica e di Sociologia
a Losanna
o esce il suo
Cours d’économie politique
, che lo imporrà come uno dei
più grandi economisti
o nei suoi ultimi anni scrive il “
Trattato di sociologia generale
o rappresenta l’Italia fascista e la Giovane Italia presso la Società delle Nazioni à verrà in seguito
accusato di essersi
compromesso con il fascismo
e messo all’indice
o in realtà egli
è rimasto un liberale
fino alla fine, perché già dagli inizi del fascismo mette in
guardia i contemporanei dai pericoli che ne possono sorgere
o Sostiene infatti che i
Paesi europei
sono afflitti da una
malattia che minaccia di provocare
un’altra catastrofe
(dopo quella della Prima guerra mondiale)
o si è schierato contro tutti gli “ismi” (socialismo, fascismo, comunismo, pacifismo…), sia di destra
sia di sinistra, e anche contro la borghesia, che giudica debole e priva di iniziativa
o In questa sua
posizione è isolato
, ma raccoglie anche
stima e consensi
à accoglie tutti gli
espatriati e i perseguitati senza discriminazioni di fede politica
LE AZIONI UMANE
o Per Pareto,
l’individuo si manifesta attraverso le proprie azioni
perciò, per conoscerlo, lo
scienziato, non potendo studiarne i pensieri intimi, le intenzioni, deve basarsi sulle azioni.
o È
dal loro insieme
che si
costituisce
quella trama che egli chiama
società
.
o Ed è solo studiando le
AZIONI
che è possibile capire il funzionamento della società, che cosa la
regola, su che cosa si basa il suo equilibrio o a cosa è dovuto il suo disequilibrio.
o Non è possibile a suo avviso dedurre la realtà dalle grandi idee, dai sistemi teorici.
o Pareto
osserva i fatti, li descrive, li classifica, li studia
a fondo cercando in questo processo,
tipicamente induttivo, di ricavare la legge che li determina e le possibili relazioni tra di loro.
o nota che tendenzialmente
l’uomo è un essere irragionevole
, che la sua condotta è
guidata da
stati d’animo, istinti, bisogni psichici
à l’uomo non accetta di essere in balia di oscuri istinti e
cerca di
camuffare
tutte le azioni che compie con un
velo di razionalità
à è perciò
irragionevole ma raziocinante.
o le azioni possono essere
divise in:
AZIONI LOGICHE
(molto rare, ad es. le operazioni scientifiche, economiche, militari…)
- Un’azione viene definita logica quando esiste un
rapporto razionale tra i mezzi usati e il fine
che si propone il soggetto, e tale fine risulta razionale anche per un osservatore esterno
- le azioni logiche comprendono
tutte quelle azioni in cui il soggetto che le compie si pone un
fine
(per es. costruire un ponte) e
sceglie i mezzi per raggiungerlo
(disegna i progetti, acquista i
materiali adatti, sceglie l’équipe che esegua l’opera ecc.) in un modo che appare adeguato
(logico) sia a lui sia all’osservatore esterno
- Le azioni logiche sono il risultato di un
ragionamento
AZIONI NON-LOGICHE
(rappresentano la maggior parte e sono determinate principalmente da
sentimenti, da pulsioni, da istinti, da un particolare stato psichico)
- le azioni non logiche hanno origine principalmente da un
determinato stato psichico:
sentimenti, subcoscienza
ecc.
- Spetta alla
psicologia
occuparsi di questo stato psichico
- i mezzi non sono adeguati ai fini, per cui il fine che si propone il soggetto non corrisponde a
quello percepito dall’osservatore.
- Esiste però nell’uomo una tendenza a far apparire come azioni logiche anche le azioni non-
logiche, mediante lo sviluppo di
teorie morali, religiose o politiche
(es. integralismo islamico).
o A Pareto non interessa studiare le azioni logiche, esse presentano
un’evidenza di fatto
per cui
non hanno bisogno che ne sia svelato il motivo recondito
o invece le
azioni non-logiche l’oggetto del suo studio
, ed egli le classifica in
quattro classi
differenti
1.
Le azioni non-logiche di genere
(o tipo) à
non hanno un fine logico
né per chi le compie
né per chi le osserva, e sono rarissime, quasi inesistenti, proprio perché gli individui tendono a
giustificare razionalmente il loro operato à
sono irragionevoli ma “raziocinanti”.
2.
Le azioni non-logiche di genere
à
hanno un
fine logico
,
razionale per il soggetto
che le
compie, ma non per l’osservatore: siamo nel campo delle azioni religiose, magiche e rituali. Un
esempio è la danza della pioggia: molte popolazioni quando c’è un periodo di siccità si
riuniscono per danzare. Il fine è quello di far piovere, ma per il sociologo che le osserva, il mezzo
utilizzato, cioè la danza, non è logico.
3.
Le azioni non-logiche di genere
à non hanno un
fine logico
per il soggetto che le compie,
ma lo hanno
per l’osservatore
, e sono le azioni e i
movimenti istintivi
, dettati dall’inconscio
adattivo, per proteggerci, diremmo oggi: se un insetto ci vola davanti agli occhi alziamo
istintivamente la mano per scacciarlo, ma non impieghiamo il ragionamento per farlo, perché
agiamo d’istinto.
4.
le azioni non-logiche di 4° genere
à hanno un
fine logico sia per chi le compie
, sia per chi le
osserva
. La differenza con le azioni logiche sta nel fatto che il fine che si pone il soggetto è
diverso da quello che può constatare l’osservatore. Si tratta di tutte le azioni conseguenti a
errori scientifici, a illusioni politiche o a manipolazioni culturali.
o l’esempio dei
pacifisti citato da Pareto
à il pacifista persegue come scopo quello di ottenere la
pace attraverso manifestazioni, cortei, crea disordini. Un osservatore che conosca la storia sa
che questo comportamento ottiene l’effetto contrario, perché dà motivi a chi vuole la guerra di
giustificarla, aumentando le possibilità che si creino dei conflitti. È ciò che è avvenuto con i
cortei della Prima guerra mondiale dei noninterventisti, ma che ancora oggi possiamo notare
nelle nostre strade e nelle nostre piazze durante le manifestazioni.

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Anteprima

Vilfredo Pareto

  • economista, ingegnere e sociologo nel 19. e il 20. Secolo
  • nasce a Parigi, laurea in matematica e fisica, diploma di laurea in ingegneria
  • inizia a scrivere articoli, discorsi e memorie collaborando con giornali internazionali per supportare attivamente le battaglie liberiste.
  • Entra nell'ambito economia politica, poi diviene professore di Economia Politica e di Sociologia a Losanna
  • esce il suo Cours d'économie politique, che lo imporrà come uno dei più grandi economisti
  • nei suoi ultimi anni scrive il "Trattato di sociologia generale"
  • rappresenta l'Italia fascista e la Giovane Italia presso la Società delle Nazioni > verrà in seguito accusato di essersi compromesso con il fascismo e messo all'indice
  • in realtà egli è rimasto un liberale fino alla fine, perché già dagli inizi del fascismo mette in guardia i contemporanei dai pericoli che ne possono sorgere
  • Sostiene infatti che i Paesi europei sono afflitti da una malattia che minaccia di provocare un'altra catastrofe (dopo quella della Prima guerra mondiale)
  • si è schierato contro tutti gli "ismi" (socialismo, fascismo, comunismo, pacifismo ... ), sia di destra sia di sinistra, e anche contro la borghesia, che giudica debole e priva di iniziativa
  • In questa sua posizione è isolato, ma raccoglie anche stima e consensi > accoglie tutti gli espatriati e i perseguitati senza discriminazioni di fede politica

Le Azioni Umane

  • Per Pareto, l'individuo si manifesta attraverso le proprie azioni perciò, per conoscerlo, lo scienziato, non potendo studiarne i pensieri intimi, le intenzioni, deve basarsi sulle azioni.
  • È dal loro insieme che si costituisce quella trama che egli chiama società.
  • Ed è solo studiando le AZIONI che è possibile capire il funzionamento della società, che cosa la regola, su che cosa si basa il suo equilibrio o a cosa è dovuto il suo disequilibrio.
  • Non è possibile a suo avviso dedurre la realtà dalle grandi idee, dai sistemi teorici.
  • Pareto osserva i fatti, li descrive, li classifica, li studia a fondo cercando in questo processo, tipicamente induttivo, di ricavare la legge che li determina e le possibili relazioni tra di loro.
  • nota che tendenzialmente l'uomo è un essere irragionevole, che la sua condotta è guidata da stati d'animo, istinti, bisogni psichici > l'uomo non accetta di essere in balia di oscuri istinti e cerca di camuffare tutte le azioni che compie con un velo di razionalità > è perciò irragionevole ma raziocinante.
  • le azioni possono essere divise in:
    • AZIONI LOGICHE (molto rare, ad es. le operazioni scientifiche, economiche, militari ... )
      • Un'azione viene definita logica quando esiste un rapporto razionale tra i mezzi usati e il fine che si propone il soggetto, e tale fine risulta razionale anche per un osservatore esterno
      • le azioni logiche comprendono tutte quelle azioni in cui il soggetto che le compie si pone un fine (per es. costruire un ponte) e sceglie i mezzi per raggiungerlo (disegna i progetti, acquista i materiali adatti, sceglie l'équipe che esegua l'opera ecc.) in un modo che appare adeguato (logico) sia a lui sia all'osservatore esterno- Le azioni logiche sono il risultato di un ragionamento
    • AZIONI NON-LOGICHE (rappresentano la maggior parte e sono determinate principalmente da sentimenti, da pulsioni, da istinti, da un particolare stato psichico)
      • le azioni non logiche hanno origine principalmente da un determinato stato psichico: sentimenti, subcoscienza ecc.
      • Spetta alla psicologia occuparsi di questo stato psichico
      • i mezzi non sono adeguati ai fini, per cui il fine che si propone il soggetto non corrisponde a quello percepito dall'osservatore.
      • Esiste però nell'uomo una tendenza a far apparire come azioni logiche anche le azioni non- logiche, mediante lo sviluppo di teorie morali, religiose o politiche (es. integralismo islamico).
  • A Pareto non interessa studiare le azioni logiche, esse presentano un'evidenza di fatto per cui non hanno bisogno che ne sia svelato il motivo recondito
  • invece le azioni non-logiche l'oggetto del suo studio, ed egli le classifica in quattro classi differenti
    1. Le azioni non-logiche di 1° genere (o tipo) > non hanno un fine logico né per chi le compie né per chi le osserva, e sono rarissime, quasi inesistenti, proprio perché gli individui tendono a giustificare razionalmente il loro operato -> sono irragionevoli ma "raziocinanti".
    2. Le azioni non-logiche di 2° genere > hanno un fine logico, razionale per il soggetto che le compie, ma non per l'osservatore: siamo nel campo delle azioni religiose, magiche e rituali. Un esempio è la danza della pioggia: molte popolazioni quando c'è un periodo di siccità si riuniscono per danzare. Il fine è quello di far piovere, ma per il sociologo che le osserva, il mezzo utilizzato, cioè la danza, non è logico.
    3. Le azioni non-logiche di 3° genere > non hanno un fine logico per il soggetto che le compie, ma lo hanno per l'osservatore, e sono le azioni e i movimenti istintivi, dettati dall'inconscio adattivo, per proteggerci, diremmo oggi: se un insetto ci vola davanti agli occhi alziamo istintivamente la mano per scacciarlo, ma non impieghiamo il ragionamento per farlo, perché agiamo d'istinto.
    4. le azioni non-logiche di 4° genere > hanno un fine logico sia per chi le compie, sia per chi le osserva. La differenza con le azioni logiche sta nel fatto che il fine che si pone il soggetto è diverso da quello che può constatare l'osservatore. Si tratta di tutte le azioni conseguenti a errori scientifici, a illusioni politiche o a manipolazioni culturali.
  • l'esempio dei pacifisti citato da Pareto > il pacifista persegue come scopo quello di ottenere la pace attraverso manifestazioni, cortei, crea disordini. Un osservatore che conosca la storia sa che questo comportamento ottiene l'effetto contrario, perché dà motivi a chi vuole la guerra di giustificarla, aumentando le possibilità che si creino dei conflitti. È ciò che è avvenuto con i cortei della Prima guerra mondiale dei noninterventisti, ma che ancora oggi possiamo notare nelle nostre strade e nelle nostre piazze durante le manifestazioni.

Generi e Specie delle Azioni

Le azioni hanno un fine logico?

OGGETTIVAMENTE SOGGETTIVAMENTE CLASSE 1 - Azioni logiche Il fine oggettivo e identico a quello soggettivo SI sì CLASSE 2 - Azioni non-logiche Il fine oggettivo differisce da quello soggettivo 1° genere ..... no no 2° genere ..... no sì 3º genere ..... sì no 4º genereTOGLIERE IL VELO

  • Se le azioni logiche hanno alla base il ragionamento, quelle non-logiche abbiamo visto essere motivate dal sentimento, dallo stato d'animo
  • grande numero di azioni non-logiche, lo scopo del sociologo è quello di svelare le giustificazioni pseudologiche che l'uomo continua ad addurre.
  • Le azioni non-logiche sono vedute solitamente sotto l'aspetto logico da coloro che le compiono e da coloro che ne discorrono, che ne fanno la teoria > nasce la necessità di un'operazione di somma importanza del nostro studio, la quale mira a togliere questi veli e a ritrovare le cose che sotto stanno celate
  • lo scopo del sociologo è la verità, non l'utilità, anche se spesso, per una società, si rende più utile lasciare che gli uomini credano alle loro illusioni che tengono unita la società piuttosto che svelarne la vera essenza, come nell'esempio della danza della pioggia
  • l'osservatore occidentale sa bene che l'azione di danzare non influisce sulla probabilità di pioggia, ma essa svolge comunque un ruolo sociale importante > agisce sui sentimenti di solidarietà mantenendo coeso il gruppo e dandogli speranza anche in periodi di crisi e carestia dovuti alla siccità > svelare l'inefficacia può essere dannoso a livello sociale
  • compito della scienza è di osservare la realtà > Pareto critica i suoi contemporanei di stampo positivista, che si proponevano come riformatori in grado di migliorare la società, che per lui non è il compito del sociologo.
  • Nella sua ricerca della verità Pareto ritrova nell'azione non-logica una faccia latente, stabile (costituita dai residui) e una faccia manifesta, variabile (la seconda dalle derivazioni)

Il Quadrato di Pareto

  • Pareto simbolizza con un quadrato il meccanismo delle azioni e delle giustificazioni
  • A livello del singolo individuo il quadrato può essere utilizzato per spiegare come sono generate le azioni

Derivate C B Derivazioni Residui A D AzioniA. i RESIDUI sono la parte costante e latente delle azioni, e non devono essere confusi coi sentimenti. Oltre ai sentimenti sono presenti gli appetiti, gli interessi, i gusti, le inclinazioni I sentimenti forti creano le istituzioni, creano l'etica delle società. I residui possono operare un cambiamento agendo su altri residui e sulle derivazioni B. le DERIVAZIONI sono gli argomenti che gli individui adducono per giustificare le proprie azioni, sono argomenti logici, sofismi, la manifestazione del bisogno di ragionare che prova l'uomo. Sono dei veli che l'uomo costruisce usando l'immaginazione per coprire istinti e sentimenti. Secondo Pareto Gesù Cristo è stato il più grande creatore di derivazioni indeterminate C. le DERIVATE sono le ideologie e le teologie elaborate dai filosofi, dai riformatori, dalla religione e dalla politica per dare alle derivazioni un carattere universale. A volte divengono residui di altri fenomeni (ad esempio la credenza che porta sfortuna essere in 13 a tavola è legata al tradimento di Giuda; in molti grandi hotel manca il piano n. 13, e via dicendo). Non influenzano i comportamenti, non creano l'etica. Ma servono alle élite per astrarre e battersi sul palcoscenico della storia D. le AZIONI, ciò che è direttamente osservabile e che a sua volta può influire sugli altri elementi del quadrato. Es. l'omicidio: possiamo dire che noi non uccidiamo perché la religione condanna l'omicidio? Secondo Pareto, la maggior parte degli uomini non uccide non perché Dio punisce (questa è già un'elaborazione successiva, è una derivata), ma perché nel suo stato psichico l'uomo non ha la tendenza a uccidere i suoi simili. È proprio questa tendenza a non uccidere che dà luogo a un comportamento incruento (azione) e alle derivate ("non uccidere"). Per dare maggior forza e credibilità alle giustificazioni legate all'omicidio e all'orrore che esso produce, l'uomo si crea una spiegazione logica (derivazione): inizialmente lo si attribuisce a una credenza, a un culto, e in seguito il culto viene sistematizzato nella teologia (derivata: "Dio punisce chi uccide")

I Residui

  • Pareto precisa che i residui non sono una realtà concreta, ma un concetto analitico creato dal sociologo che permette di analizzare la realtà.
  • È la parte che non muta ed è il vero movente delle azioni -> il sociologo può risalire ai residui analizzando solo l'azione.
  • I residui sono quella parte di sentimenti che si riesce a dedurre dall'osservazione delle azioni.
  • Gli altri istinti Pareto li chiama interessi, sono istinti che non si tramutano in azione ma restano semplici gusti, appetiti, disposizioni come gli interessi economici o politici ...
  • Es. studio dei riti, le religioni, le superstizioni, le magie dei diversi popoli, lo studioso trova che in comune a tutti vi è la tendenza ad attribuire un significato benefico o malefico a giorni, numeri, luoghi, persone ecc., per ragioni che mutano con le società
  • Un'azione religiosa molto frequente è legata ai riti di purificazione > nella nostra cultura è diffuso il rito del battesimo, ma in tutte le epoche la maggior parte delle culture ha rivolto particolare importanza ai riti di purificazione (attraverso il sangue, le acque lustrali ecc.). Questo per Pareto è il fattore costante, ovvero un istinto alla base di tutte le società umane, che le porta ad adottare comportamenti apparentemente differenti, ma il cui scopo di fondo è comune > ripristinare l'integrità dell'individuo

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