Il Disimpegno Morale secondo Bandura: meccanismi e agency morale

Slide dalla Lumsa Università sul disimpegno morale. Il Pdf illustra i meccanismi cognitivi e sociali del disimpegno morale e l'agency morale, distinguendo tra empatia e compassione, per studenti universitari di Psicologia.

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23 pagine

Il disimpegno morale
Prof.ssa Laura Seragusa
A.A. 2020-2021
Cattedra di Psicologia Investigativa
Università LUMSA
Obiettivi di apprendimento
2
1. Analizzare i meccanismi di disimpegno
morale
2. Comprendere i fattori chiave inerenti il
disimpegno morale
3. Discutere esempi di disimpegno morale.
Al termine della lezione sarete in grado di

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Anteprima

Obiettivi di apprendimento

Al termine della lezione sarete in grado di

  1. Analizzare i meccanismi di disimpegno morale
  2. Comprendere i fattori chiave inerenti il disimpegno morale
  3. Discutere esempi di disimpegno morale.

GOAL Università LUMSA 2

Sommario

Argomenti della lezione

  1. Il disimpegno morale
  2. L'agency morale
  3. Gli 8 meccanismi di disimpegno morale

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Il DISIMPEGNO MORALE

Una definizione

Con il concetto di "disimpegno morale", Albert Bandura (2016) fa riferimento alla capacità che abbiamo di disimpegnarci dalle nostre autosanzioni morali e di venire a patti con i nostri criteri morali, riuscendo a mantenere comunque un senso di integrità.

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Agency Morale

Definizione

È la capacità di essere un agente ovvero di esercitare "un'influenza intenzionale sul proprio funzionamento e sul corso degli eventi determinati dalle proprie azioni" (Bandura, 2016) La capacità agentica non è di per sé intrisa di fini o valori predefiniti, può essere usata per finalità benigne o maligne. Con il disimpegno morale le persone usano il ragionamento per nobilitare azioni francamente nocive o per allontanare da sé la responsabilità delle stesse. I meccanismi di disimpegno morale operano attraverso meccanismi cognitivi e sociali ma solo pochi di essi riescono a realizzare un vero e proprio autoinganno, in particolare i meccanismi che operano sul distanziamento dai risultati delle proprie azioni (il non vedere supporta l'autoinganno) e quelli che operano sulla diffusione o sullo spostamento della responsabilità.

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Agency morale

Caratteristiche

Agency morale Censura comportamenti inumani Promuove comportamenti compassionevoli INIBITORIO PROATTIVO È importante distinguere il concetto di empatia che consiste nella reazione emotiva all'esperienza altrui, dalla compassione che invece si manifesta nello sforzo e nel desiderio di alleviare la sofferenza percepita negli altri.

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Agency Morale

Componenti

Agency morale Si manifesta tramite Pensiero anticipatorio Autoreazione Autoriflessione

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Agency Morale

Pensiero anticipatorio

È la capacità di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e di anticiparle a se stessi. Nell'ipotizzare la messa in atto di una condotta finalizzata ad uno scopo l'essere umano attraversa un processo di decision making nel quale operano vari meccanismi di autoregolazione che tengono presente, tra l'altro, l'obiettivo che si vuole perseguire, l'auto-percezione di efficacia, l'anticipazione delle conseguenze delle proprie azioni e quindi il risultato atteso.

MECCANISMI SANZIONATORI LEGALI SOCIALI AUTO-VALUTATIVI. Ci si astiene dal comportamento trasgressivo quindi per: 1. paura delle conseguenze legali. 2. non incorrere nella censura sociale. 3. non sentirsi in colpa. Qualora vengano prodotti danni a causa delle violazioni morali la risposta più comune è la messa in atto di azioni con intento riparativo.

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Agency Morale

Autoreazione e autoriflessione

L'agency implica anche una reazione (autoreazione appunto) alle proprie condotte in termini di auto-approvazione o di auto-censura a seconda delle valutazioni che delle stesse facciamo e se rispondano o no ai propri criteri morali. L'autoriflessione permette di riflette sui propri valori, sulla propria efficacia personale e su valori conflittuali al fine di scegliere una condotta piuttosto che un'altra.

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Agency Morale

Componenti

Agency morale Si manifesta tramite INIBITORIO Pensiero anticipatorio PROATTIVO Autoreazione Autoriflessione

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Meccanismi di disimpegno morale

Aree

I meccanismi di disimpegno morale operano in 4 aree: 1. livello del comportamento, 2. livello dell'agency, 3. livello del risultato, 4. livello della vittima.

INTEGRITY NIW VALUES RESPECT ETHICS

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Gli 8 Meccanismi del disimpegno morale

Loci e meccanismi corrispondenti

LOCUS DEL COMPORTAMENTO 1. Giustificazione Morale 2. Confronto vantaggioso 3. Etichettamento eufemistico LOCUS DEL RISULTATO 6. Minimizzare Ignorare o distorcere le conseguenze ALBERT BANDURA Moral Disengagement How People Do Harm and Live with Themselves LOCUS DELL'AGENCY 4. Spostamento della responsabilità 5. Diffusione della responsabilità LOCUS DELLA VITTIMA 7. Deumanizzazione 8. Attribuzione della colpa alla vittima

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Locus del comportamento

1. Giustificazione morale

" Coloro che riescono a farvi credere a delle assurdità possono farvi commettere delle atrocità" (Voltaire) Si tratta di giustificazioni sociali e morali che nobilitano le pratiche dannose in virtù di finalità giuste e scopi onorevoli. Tale processo trasforma la condotta riprovevole in socialmente e personalmente accettabile ritraendola al servizio di scopi altamente morali.

Giustificazioni Morali coinvolgono la moralità in una missione valida disimpegnano la moralità dal comportamento Per esempio giustificazioni di tipo religioso (santa inquisizione; jihad), ideologico (ideologia pedofilica) sociale (la razza pura), economico e costituzionale.

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Locus del comportamento

2. Confronto vantaggioso

«A volte i giudizi sui comportamenti dipendono anche dal confronto di essi con altri.» (Bandura 2006) Un'azione riprovevole viene resa più accettabile confrontandola con una ancora più riprovevole. maggiore è la forza del contrasto più alto sarà l'effetto dell'autoassoluzione

«io non ho stuprato mia moglie, non è possibile stuprare la moglie visto che è la moglie; ci sono persone che picchiano le mogli e fanno loro del male. Io ho solo voluto un rapporto che è nei doveri coniugali» (detenuto per stupro e violenza domestica)

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Locus del comportamento

3. Etichettamento eufemistico

«La chiamano pulizia etnica. Ma di pulito non c'è niente. Non le mani degli assassini. Non le coscienze di chi ha taciuto.» (Srebrenica 1995)* il modo in cui chiamiamo gli eventi modella la percezione che abbiamo degli stessi. Alcune azioni fortemente nocive possono essere chiamate con nomi nobilitanti e in questo modo vengono più facilmente accettate. In questo modo, attraverso termini che addolciscono l'impatto delle azioni disumane le persone vengono desensibilizzate e disimpegnate moralmente. *(Nel 1995 morirono più di 8000 musulmani Bosniaci ad opera dei Serbi)

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Locus dell'Agency

4. Spostamento della responsabilità

«Sono stati commessi più crimini odiosi in nome dell'obbedienza che in nome della ribellione» (C. P. Snow) il proprio ruolo agentico viene oscurato spostando la responsabilità altrove. In uno studio di Bandura et al. del 1999, si evince come maggiore è la prossimità dell'autorità che ordina di compiere l'azione lesiva maggiore è il livello di obbedienza. Laddove invece gli ordini vengano dati da un'autorità lontana o contraddittoria è minore la tendenza ad obbedire.

Responsabilità verso i propri superiori per gli effetti delle proprie azioni .

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Locus dell'Agency

5. Diffusione della responsabilità

«Nessun fiocco di neve in una valanga si è mai sentito responsabile» (Voltaire) È più facile autoassolversi da un comportamento nocivo quando questo è stato messo in atto da un gruppo poiché può essere attribuita la responsabilità più agli altri che a se stessi. Di fatto se tutti sono responsabili nessuno lo è veramente. L'assunzione di decisioni in gruppo (il gruppo diventa l'agente) o la molteplice suddivisione delle attività ne sono due esempi. L'azione collettiva da legittimità alle azioni lesive.

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Il locus del risultato

6. Minimizzazione

«Il cyberbullismo dilaga. L'alienazione fisica dalla vittima dà ai prepotenti un falso senso di libertà che permette loro di dire quello che vogliono.» (Tami Hoag) Quando non ci si può sottrarre alla responsabilità delle proprie azioni, i risultati di tali condotte vengono ignorati, distorti, minimizzati. Senza una reale percezione degli effetti delle proprie condotte, tenendoli fuori dalla vista, dalla mente o minimizzandoli, non può esserci una situazione moralmente insostenibile. Gli effetti, per esempio, dell'abuso verbale non sono subito riscontrabili- I perpetratori di violenze tramite il mpondo virtuale, cyberviolenza, non dispongono di informazioni di prima mano su come le loro vittime reagiscono alla violenza verbale, il fatto di non vedere, di non sapere può aiutare nell'autoassoluzione e nell'idea di non aver fatto alcun danno.

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Il locus della vittima

7. Deumanizzazione

«Dalla spersonalizzazione alla deumanizzazione il passo è breve» (Bandura,2016) Quando alla vittima viene privata di qualità umane, quando di contro viene investita di attribuzioni simboliche o animalesche assistiamo ad una legittimizzazione dell'atto nocivo. La valutazione delle proprie azioni in parte dipende dal modo in cui vengono percepite le persone verso le quali è diretta l'azione- Se le vittime vengono private della dignità, depersonalizzate e gli vengono attribuite caratteristiche negative, sarà più difficile identificarsi con esse e provare sentimenti di empatia e solidarietà.

Spersonalizzazione Deumanizzazione gli esseri umani vengono trattati con distacco emotivo e scarso riguardo per la loro individualità le vittime vengono private dalle qualità umane e/o investite di qualità demoniache

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Il locus della vittima

8. Attribuzione della colpa alla vittima

«Lui beve perché lei si lamenta, lei si lamenta perché lui beve ... » (Watzlawhich. 1967) In una catena di eventi è sempre possibile identificare un atto difensivo del proprio avversario come un atto provocatorio iniziale scaricando così la colpa sull'altro. Nell'attribuzione della colpa alla vittima questa viene giudicata responsabile di aver attirato su di se i maltrattamenti a causa del proprio comportamento provocatorio o immorale. es. il caso di una donna vittima di stupro alla quale viene attribuita la colpa di essere andata in giro vestita con abiti succinti e provocanti

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