Architettura Antica Grecia: palazzi cretesi e origine del tempio

Documento di Università sull'Architettura Antica Grecia. Il Pdf esplora l'architettura greca antica, analizzando i palazzi cretesi come Cnosso e l'origine del tempio, con esempi come la tomba di Lefkandi e il Partenone, per la materia Arte.

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Margherita Risaliti!
Prof.ssa Tottone!
Storia dell’Architettura!
Architettura Antica Grecia
La Grecia antica è un concetto, non un territorio, quindi per parlare di architettura greca biso-
gna considerare non solo le regioni e le città della Grecia, ma estenderci e considerare le regio-
ni occidentali dell’Asia minore (tra cui l’Anatolia, attuale Turchia). La civiltà greca non nasce
come uno stato a se ma va considerato come il risultato di un fenomeno migratorio che com-
prende: mar Egeo, la sponda ionica, le regioni occidentali dell’Anatolia, la terra ferma greca,
l’isola Euboea, il Peloponneso, l’Attica, fino a comprendere a nord la Macedonia, a sud l’isola di
Creta e, in seguito, anche le colonie greche mediterranee (Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e
Campania). In sintesi la civiltà greca va considerata come il risultato di un fenomeno di migra-
zione di popoli dei Balcani, dell’Europa centrale e del Mar Nero. !
L’unica popolazione stanziale in Grecia erano gli Ioni che occupavano parti della penisola Attica
e del Peloponneso, mentre una popolazione proveniente dai Balcani furono i Dori che invade-
ranno i territori già occupati dagli Ioni, obbligati a spostarsi, in particolare nell’Anatolia. La venu-
ta dei Dori ha portato un processo di sgretolamento delle città più antiche che si erano stanzia-
te nelle isole come Creta (in cui era fiorente la civiltà minoica, da Minosse) oppure civiltà sorte
nel Peloponneso, come quella micenea (da Micene).
I palazzi cretesi
Nel 8 a.C. circa iniziarono a sorgere le poleis, città-stato con governi autonomi, sempre in lotta
tra loro. Della civiltà cretese (minoica) si conservano i resti di grandiose residenze (del sovrano).
Spiccano i palazzi di Malia, Festo e di Cnosso, con gli ambienti tutti intorno alla corte centrale. !
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Palazzo Cnosso
È la dimostrazione della forza e del
potere raggiunto dalla città nel XVI
sec. a.C. L’abitazione ricopriva un
vasto territorio, 20 mila m^2, con ol-
tre mille stanze e sfarzose sale da
ricevimento, di culto e private. !
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Descrizione palazzi cretesi (in par-
ticolare Cnosso)!
I palazzi avevano numerosi magazzini
(per conservare il surplus della pro-
duzione agricola) ed erano privi di
fortificazioni, a dimostrazione del fat-
to che la civiltà non temeva nemici,
grazie al dominio sul mar Egeo.!
Per quanto riguarda la pianta dei pa-
lazzi, è presente un cortile centrale ha
forma regolare, con profondità dop-
pia della larghezza. Il suo perimetro
esterno è irregolare. Presenta nume-
rosi ingressi ma per motivi difensivi
anteceduti da stretti e ciechi corridoi.
Sempre all’ingresso si potevano pre-
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sentare strutture puntiforme (PROPILEI), per creare una “difesa” dal sole, tagliando
l’incidenza diretta.!
All’interno dei palazzi le colonne mostrano un diametro del busto minore, rastrema-
te verso il basso e colorate con colori vivaci per netto contrasto con le pareti di
fondo.!
Luogo più importante dei palazzi era il MEGARON, de-
finito già nei poemi omerici come la parte più intima e
solenne del palazzo reale, dove si tenevano i banchetti,
ardeva il fuoco e dove si ritrovava la famiglia, quindi era
anche la parte più finemente decorata. (A Creta il me-
garon viene introdotto nell’ultima fase (tardo-minoica)
ed è caratterizzato da enormi colonne a forma di tronco
di cono rovesciato). !
Il megaron, ha pianta rettangolare è composto da un
corpo centrale che si contraddistingue per la presenza di 4 pilastri, o colonne, al centro, che
devono sostenere il tetto, aperto al centro per il tiraggio del fumo del fuoco, per l’illuminazione
degli ambienti e l’areazione. È preceduto da un doppio vestibolo, uno più interno e uno più
esterno, caratterizzato anche lui da 2 colonne sul fronte. !
L’origine del tempio, la tomba di Lefkandi
L’origine del tempio greco è stata meglio precisata
dallo scavo della tomba monumentale di Lefkandi
(isola di Euboea), negli anni 80, quando è stata
messa alla luce una necropoli posizionata intorno
ad un grandioso edificio che non si capisce se è la
casa dell’eroe (Heroon) dove è sepolto o se è nato
come tomba del guerriero. Si tratta di una grande
capanna (10x45 m) che terminava ad abside e al-
l’interno troviamo una serie di ambienti comunicanti
tra loro. Al centro di quella che sembra essere una
struttura reale, vennero trovati degli sposi, con un
corredo funebre e 4 cavalli. La struttura è circonda-
ta da 67 pali in legno che rappresentavano i soste-
gni per il tetto a capanna (doppio spioventi) in pa-
glia e legno. La trave centrale era sostenuta da una
fila di pali che correva al centro dell’edificio, le pa-
reti in argilla e il telaio in legno. Questa tomba mo-
numentale è il primo esempio certo di PERISTASI (il
colonnato che corre intorno al tempio), un altro
elemento che caratterizza tempi greci. !
Thermos (Etolia)
Un megaron tardo-miceneo viene trasformato in un tempio per Apollo, chiamato Thermos;
intorno ad un primo edificio viene costruita una prima fila di 36 colonne lignee che dovevano
L’architettura micenea, nel frattempo, procede
introducendo costruzioni di grossi blocchi di
pietra, con una pianta più ordinata, per fare le
fortificazioni che mancavano, troviamo, anche
qua, il megaron. (Es palazzo Pilos).
Perchè è importante il megaron? Perchè è storicamente accettato da tutti che dalla sua
struttura derivi la forma del tempio greco (o ellenico). Il nucleo centrale del megaron diven-
terà la cella del tempio (il naos) ed è il luogo più importante dove si trova il piedistallo con
la statua del dio a cui è dedicato il tempio.

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Architettura Antica Grecia

Margherita Risaliti Prof.ssa Tottone Storia dell'Architettura Architettura Antica Grecia La Grecia antica è un concetto, non un territorio, quindi per parlare di architettura greca biso- gna considerare non solo le regioni e le città della Grecia, ma estenderci e considerare le regio- ni occidentali dell'Asia minore (tra cui l'Anatolia, attuale Turchia). La civiltà greca non nasce come uno stato a se ma va considerato come il risultato di un fenomeno migratorio che com- prende: mar Egeo, la sponda ionica, le regioni occidentali dell'Anatolia, la terra ferma greca, l'isola Euboea, il Peloponneso, l'Attica, fino a comprendere a nord la Macedonia, a sud l'isola di Creta e, in seguito, anche le colonie greche mediterranee (Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania). In sintesi la civiltà greca va considerata come il risultato di un fenomeno di migra- zione di popoli dei Balcani, dell'Europa centrale e del Mar Nero.

L'unica popolazione stanziale in Grecia erano gli loni che occupavano parti della penisola Attica e del Peloponneso, mentre una popolazione proveniente dai Balcani furono i Dori che invade- ranno i territori già occupati dagli loni, obbligati a spostarsi, in particolare nell'Anatolia. La venu- ta dei Dori ha portato un processo di sgretolamento delle città più antiche che si erano stanzia- te nelle isole come Creta (in cui era fiorente la civiltà minoica, da Minosse) oppure civiltà sorte nel Peloponneso, come quella micenea (da Micene).

Palazzi Cretesi

Nel 8 a.C. circa iniziarono a sorgere le poleis, città-stato con governi autonomi, sempre in lotta tra loro. Della civiltà cretese (minoica) si conservano i resti di grandiose residenze (del sovrano). Spiccano i palazzi di Malia, Festo e di Cnosso, con gli ambienti tutti intorno alla corte centrale.

  • Palazzo Cnosso È la dimostrazione della forza e del potere raggiunto dalla città nel XVI sec. a.C. L'abitazione ricopriva un vasto territorio, 20 mila m^2, con ol- tre mille stanze e sfarzose sale da ricevimento, di culto e private.
  • Descrizione palazzi cretesi (in par- ticolare Cnosso) I palazzi avevano numerosi magazzini (per conservare il surplus della pro- duzione agricola) ed erano privi di fortificazioni, a dimostrazione del fat- to che la civiltà non temeva nemici, grazie al dominio sul mar Egeo. Per quanto riguarda la pianta dei pa- lazzi, è presente un cortile centrale ha forma regolare, con profondità dop- pia della larghezza. Il suo perimetro esterno è irregolare. Presenta nume- rosi ingressi ma per motivi difensivi anteceduti da stretti e ciechi corridoi. Sempre all'ingresso si potevano pre- 34 Magazzini acc. Cortile Occidentale Cortile Centrale 2. Magazzini OCC.1 sentare strutture puntiforme (PROPILEI), per creare una "difesa" dal sole, tagliando l'incidenza diretta.

All'interno dei palazzi le colonne mostrano un diametro del busto minore, rastrema- te verso il basso e colorate con colori vivaci per netto contrasto con le pareti di fondo.

Luogo più importante dei palazzi era il MEGARON, de- finito già nei poemi omerici come la parte più intima e solenne del palazzo reale, dove si tenevano i banchetti, ardeva il fuoco e dove si ritrovava la famiglia, quindi era anche la parte più finemente decorata. (A Creta il me- garon viene introdotto nell'ultima fase (tardo-minoica) ed è caratterizzato da enormi colonne a forma di tronco di cono rovesciato).

L'architettura micenea, nel frattempo, procede introducendo costruzioni di grossi blocchi di pietra, con una pianta più ordinata, per fare le fortificazioni che mancavano, troviamo, anche qua, il megaron. (Es palazzo Pilos).

Il megaron, ha pianta rettangolare è composto da un corpo centrale che si contraddistingue per la presenza di 4 pilastri, o colonne, al centro, che devono sostenere il tetto, aperto al centro per il tiraggio del fumo del fuoco, per l'illuminazione degli ambienti e l'areazione. È preceduto da un doppio vestibolo, uno più interno e uno più esterno, caratterizzato anche lui da 2 colonne sul fronte.

Perchè è importante il megaron? Perchè è storicamente accettato da tutti che dalla sua struttura derivi la forma del tempio greco (o ellenico). Il nucleo centrale del megaron diven- terà la cella del tempio (il naos) ed è il luogo più importante dove si trova il piedistallo con la statua del dio a cui è dedicato il tempio.

Origine del Tempio Greco

Tomba di Lefkandi

L'origine del tempio greco è stata meglio precisata dallo scavo della tomba monumentale di Lefkandi (isola di Euboea), negli anni 80, quando è stata messa alla luce una necropoli posizionata intorno ad un grandioso edificio che non si capisce se è la casa dell'eroe (Heroon) dove è sepolto o se è nato come tomba del guerriero. Si tratta di una grande capanna (10x45 m) che terminava ad abside e al- l'interno troviamo una serie di ambienti comunicanti tra loro. Al centro di quella che sembra essere una struttura reale, vennero trovati degli sposi, con un corredo funebre e 4 cavalli. La struttura è circonda- ta da 67 pali in legno che rappresentavano i soste- gni per il tetto a capanna (doppio spioventi) in pa- glia e legno. La trave centrale era sostenuta da una fila di pali che correva al centro dell'edificio, le pa- reti in argilla e il telaio in legno. Questa tomba mo- numentale è il primo esempio certo di PERISTASI (il colonnato che corre intorno al tempio), un altro elemento che caratterizza tempi greci.

azimut ~ 102º 15 Lefkandi auf Euboa,um 1000; Begräbnisstätte und Heroon eines Basileus, um 1000 0 5 10 m 11 0 O 0 20 0

Thermos (Etolia)

Un megaron tardo-miceneo viene trasformato in un tempio per Apollo, chiamato Thermos; intorno ad un primo edificio viene costruita una prima fila di 36 colonne lignee che dovevano1 sostenere una trabeazione, ovvero l'elemento orizzontale sostenuto dai pali e dalle colonne. Intorno al 630 a.c. questo nucleo fu sostituito da un vero PERIPTERO (tempio circondato da tutti i lati da colonne) rettangolare di 5x15 colonne e fu uno dei primi grandi edifici con copertura a tegole, sostenuta da PERISTASI; pareti esterne in mattone e colonne che attraversano il tempio. È interessante anche perché questo tempio presen- ta per la prima volta un portico nella parte posteriore del tempio, chiama- to OPISTODOMO.

A B 00 C N Marinara 0 20 40 80 m.

Denominazione dei Templi

I templi (facciata guarda est) possono essere denominati in base a come sono posizionate le colonne e in base al numero di colonne che hanno sul fronte:

Posizione delle Colonne

  1. In antis: il più semplice, dove il pronao (ovvero l'atrio nella parte frontale del tempio da cui si accede alla cella del tempio, naos, dove si trovava la statua dedicata al dio; die- tro alla cella si poteva trovare, a volte, una sala chiusa chiamata adyton, usata come santuario o sala dell'oracolo dove potevano entrare solo i sacerdoti) ha 2 o 4 colonne tra le ante (pareti della cella proiettate in avanti); fatta eccezione per alcune feste parti- colari, dove era prevista la partecipazione del popolo, normalmente non poteva entrare nel tempio nessu- no e il rituale e i sacrifici si facevano su un altare 1 2 esterno al tempio, in asse rispetto al tempio, quindi sempre lungo l'asse est- 5 6 7 8 ovest. 3 4 1) IN ANTIS - 2) DOPPIAMENTE IN ANTIS - 3) PROSTILO - 4) ANFIPROSTILO - 5) PERIPTERO - 6) DIPTERO 7) PSEUDO PERIPTERO - 8) PSEUDO DIPTERO
  2. Doppiamente in antis: ab- biamo la presenza del pronao e dell'opistodomo .
  3. Prostilo: presenta una fila di colonne sul fronte.

9 10 11 IN RELAZIONE AL NUMERO DI COLONNE SUL PROSPETTO: 9) TETRASTILO - 10) OCTASTILO - 11) ESASTILO - (Sette colonne: EPTASTILO - Nove colonne: ENNASTILO - Dieci colonne: DECASTILO - Se la pianta è circolare: THOLOS - Se è circolare senza cella: MONOPTERO

  1. Anfiprostilo
  2. Periptero: presenta un colonnato intorno al tempio.
  3. Diptero: presenta due colonnati.
  4. Pseudo periptero: il colonnato, di fatto sono delle semi colonne.
  5. Pseudo diptero: quando il primo giro di colonne manca del tutto o quando il primo giro è addossato alle pareti della cella.

Numero di Colonne

  1. Tetrastilo: 4 colonne sul fronte
  2. Octastilo: 8 colonne sul fronte
  3. Esastilo: 6 colonne sul fronte
  4. Eptastilo: 7 colonne sul fronte
  5. Ennastilo: 9 colonne sul fronte, più raro
  6. Decastilo: 10 colonne sul fronte
  7. Tholos: se la pianta è circolare
  8. Monoptero: se la pianta è circolare ma senza cella

Ordini Architettonici

Sebbene gli ordini abbiano origini antichissime, le nostre conoscenze sono condizionate dai trattati del 500; noi siamo abituati a dividere tra 5 generi diversi (dorico, tuscanico, ionico, corinzio, composito) e li di- stinguiamo anche con sufficiente chiarezza nei diversi generi per le caratteristiche morfologiche, ovvero la forma degli elementi. Importante da ricordare è che questa classifica- zione è il frutto di una codificazione che viene condotta a termine della prima metà del 500, ed è una classi- ficazione che è il risultato di un lun- go e complesso processo storico, che ha inizio nei primi decenni del 400 con Brunelleschi e si conclude un secolo dopo.

Come si arriva a questa suddivisio- ne? Il punto di partenza è la letteratura, sempre il "De architettura" che a Dorica Tuscanica Ionica Corinzia Composita partire dal Rinascimento inizia ad essere studiato dagli artisti che sa- pevano il latino soprattutto e si comincia a confrontare ciò che si apprendeva dal testo di Vi- truvio (testo sacro dell'architettura, tra l'altro anche il più antico che ci è pervenuto, (10 libri) di Marco Vitruvio Pollione, scrittore e architetto romano che vive in età tardo-ellenistica. ) con ciò che era possibile osservare direttamente nella realtà, ovvero i resti ancora visibili dell'architet- tura antica, in particolare a Roma. È una schematizzazione che, per quanto astratta, ha una base di realtà che si basa sul costruito ma che è schematica e convenzionale essendo una raffigurazione che non esaurisce tutte le possibili soluzioni che si trovano nella realtà costrui- ta; cioè vedremo tanti esempi di ordini dorici, per esempio, ma non tutti saranno perfettamen- te sovrapposti al disegno a cui siamo abituati, che mette insieme tutte le caratteristiche prin- cipali di quell'ordine.

Gli ordini architettonici sono caratterizzati da:

  • morfologia (la forma degli elementi),

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