Il disagio sociale: cause, manifestazioni e assistenza in Italia

Documento sul disagio sociale, le sue manifestazioni e le cause, inclusi fattori economici e relazionali. Il Pdf esplora le diverse forme di disagio, come quello adolescenziale e legato al lutto, e le conseguenze come il cyberbullismo, per la materia Educazione civica, adatto alla Scuola superiore.

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23 pagine

IL DISAGIO SOCIALE
Il disagio è uno stato di sofferenza fisica, psichica e relazionale causato da condizioni o
situazioni spiacevoli per motivi economici, morali o di salute.
Il termine “disagio” indica una situazione di non agio. La parola è composta dal prefisso
“dis”, che ha valore negativo, riscontrabile in parole come disgusto, disordine, disoccupato, e
dal sostantivo “agio” che significa comodità. Il dizionario della lingua italiana di De Mauro ed.
Paravia, indica il disagio come “mancanza di agi e comodità: condizione o situazione
incomoda, spiacevole, senso di imbarazzo, d’impiccio”.
Il disagio spesso è temporaneo e limitato all’evento che lo crea.
Chiunque nella vita ha provato una sensazione di disagio, che è stata superata una volta
che l’imbarazzo è stato superato. Ad esempio può accadere che una persona venga
avvicinata per strada da un conoscente che fa parte di un gruppo. Nel tentativo di attirare
l’attenzione del gruppo su di sé, quel conoscente inizia ad alzare la voce e a gesticolare in
modo eccessivo. Questo comportamento può generare nella persona avvicinata un senso di
disagio, che però tende a scomparire una volta che si allontana dal gruppo. Questi tipi di
situazioni creano un disagio che è temporaneo. Una persona può provare disagio sul lavoro,
perchè può pensare di essere inadeguata o incapace, ha il timore di essere giudicata dagli
altri o teme che tutta l’attenzione dei presenti sia rivolta su di essa.
Il disagio è la manifestazione delle difficoltà di vivere serenamente con sé o con gli altri, a
volte è fisiologico.
Il disagio che una persona può provare in determinate circostanze non deve però essere
confuso con il disagio adolescenziale o il disagio di un lutto, entrambi presentano un fattore
scatenante legato all’età o ad un evento che non dipende dalla volontà del soggetto. Il
disagio adolescenziale dipende sia dall’età, sia dal bisogno di affermarsi e di crearsi uno
spazio proprio, infatti il passaggio dall’infanzia all’età adulta comporta una sofferenza
psichica dovuta dalla lotta tra il bisogno di affermarsi e la volontà di rimanere bambino.
Il lutto, inteso come mutamento di una situazione, deve essere elaborato, perché il soggetto
può entrare in depressione.
Il lutto, che è un termine molto ampio e che indica sofferenza, è legato ad un cambiamento
avvenuto nella propria vita e condizione sociale. Una separazione, un divorzio creano
situazioni di disagio e scatenano nel soggetto diverse conflittualità che portano
all’accettazione del cambiamento. L’elaborazione del lutto è un percorso lungo e a volte
complesso, che deve essere superato con determinazione, una volta elaborato il lutto ritorna
il piacere e la gioia di vivere.
Il disagio adolescenziale, soprattutto se combinato con altri fattori, può favorire l’insorgere di
comportamenti a rischio. Non va collegato solo a problematiche personali o familiari, ma può
anche entrare in contrasto con elementi esterni che alimentano tensioni e reazioni
problematiche.
In passato, l’educazione era fondata sul senso del dovere e sull’obbedienza. Quando il
minore non rispettava le regole, spesso provava un senso di colpa, e la correzione del
comportamento avveniva attraverso l’intervento educativo dell’adulto, che assumeva un
ruolo autorevole e normativo.
Oggi, invece, è soprattutto attraverso le aspettative dei genitori che si trasmette ai figli l’idea
di dover rispettare determinati doveri o standard, più che tramite un’autorità educativa
diretta.
I fattori socio-ambientali possono causare situazioni di emarginazione sociale, generando
ansia che si manifesta anche attraverso comportamenti aggressivi.
I fattori socio-ambientali possono essere determinati da:
- Precaria situazione economica
- Disoccupazione
- Condizioni abitative inadeguate, perchè fatiscenti o non idonee al nucleo familiare
Il disagio sociale è causato da varie forme di inadeguatezza che la persona percepisce in
base all’ambiente in cui vive e che lo portano ad avere uno stato di malessere e di
sofferenza psicologica. Il disagio sociale può causare:
- Frustrazione
- Solitudine
- Timidezza
Il disagio può generare nel soggetto difficoltà persistenti, che col tempo possono
trasformarsi in un disadattamento all’ambiente. Se la situazione si prolunga, il malessere che
ne deriva può diventare così profondo da favorire l’insorgere di comportamenti devianti.
(Disadattamento = la persona non riesce ad adattarsi alle richieste, alle regole o alle
relazioni del contesto in cui vive: famiglia, scuola ecc).
Il cyberbullismo
I social network rappresentano un nuovo modo di comunicare con
le altre persone e sono parte integrante della vita quotidiana dei
giovani.
Internet e i cellulari rappresentano un aspetto importante nella vita
dei giovani e della società di oggi.
Gli smartphone e i social rappresentano un nuovo modo di
relazionarsi con gli altri, esprimere emozioni, scambiarsi
informazioni, apprendere cose nuove, dando l’opportunità di
crescere e di costruire valori tramite i quali si interpreta la realtà.
I social media, se utilizzati malamente, possono creare frustrazione, depressione e portare il
ragazzo a gesti estremi.
I social media possono comportare rischi per la sicurezza e la privacy, poiché i ragazzi e le
ragazze spesso non sono pienamente consapevoli delle conseguenze delle loro azioni
online.
Gli adolescenti spesso diffondono in rete informazioni personali, come l’indirizzo di casa, la
scuola che frequentano, il numero di cellulare e foto di sé e con amici che possono finire in
mani sbagliate e diventare possibili armi di ricatto.
Per questi motivi, è necessario saper gestire la propria privacy che oltre a dare sicurezza,
salvaguarda anche la reputazione propria e altrui. In certi casi postare foto o pubblicare frasi
particolari può negli anni compromettere la possibilità di trovare lavoro, in quanto può
rimanere traccia delle bravate inopportune.

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Anteprima

Il Disagio Sociale

Il disagio è uno stato di sofferenza fisica, psichica e relazionale causato da condizioni o situazioni spiacevoli per motivi economici, morali o di salute. Il termine "disagio" indica una situazione di non agio. La parola è composta dal prefisso "dis", che ha valore negativo, riscontrabile in parole come disgusto, disordine, disoccupato, e dal sostantivo "agio" che significa comodità. Il dizionario della lingua italiana di De Mauro ed. Paravia, indica il disagio come "mancanza di agi e comodità: condizione o situazione incomoda, spiacevole, senso di imbarazzo, d'impiccio". Il disagio spesso è temporaneo e limitato all'evento che lo crea. Chiunque nella vita ha provato una sensazione di disagio, che è stata superata una volta che l'imbarazzo è stato superato. Ad esempio può accadere che una persona venga avvicinata per strada da un conoscente che fa parte di un gruppo. Nel tentativo di attirare l'attenzione del gruppo su di sé, quel conoscente inizia ad alzare la voce e a gesticolare in modo eccessivo. Questo comportamento può generare nella persona avvicinata un senso di disagio, che però tende a scomparire una volta che si allontana dal gruppo. Questi tipi di situazioni creano un disagio che è temporaneo. Una persona può provare disagio sul lavoro, perchè può pensare di essere inadeguata o incapace, ha il timore di essere giudicata dagli altri o teme che tutta l'attenzione dei presenti sia rivolta su di essa. Il disagio è la manifestazione delle difficoltà di vivere serenamente con sé o con gli altri, a volte è fisiologico.

Disagio Adolescenziale e Lutto

Il disagio che una persona può provare in determinate circostanze non deve però essere confuso con il disagio adolescenziale o il disagio di un lutto, entrambi presentano un fattore scatenante legato all'età o ad un evento che non dipende dalla volontà del soggetto. II disagio adolescenziale dipende sia dall'età, sia dal bisogno di affermarsi e di crearsi uno spazio proprio, infatti il passaggio dall'infanzia all'età adulta comporta una sofferenza psichica dovuta dalla lotta tra il bisogno di affermarsi e la volontà di rimanere bambino. Il lutto, inteso come mutamento di una situazione, deve essere elaborato, perché il soggetto può entrare in depressione. Il lutto, che è un termine molto ampio e che indica sofferenza, è legato ad un cambiamento avvenuto nella propria vita e condizione sociale. Una separazione, un divorzio creano situazioni di disagio e scatenano nel soggetto diverse conflittualità che portano all'accettazione del cambiamento. L'elaborazione del lutto è un percorso lungo e a volte complesso, che deve essere superato con determinazione, una volta elaborato il lutto ritorna il piacere e la gioia di vivere. Il disagio adolescenziale, soprattutto se combinato con altri fattori, può favorire l'insorgere di comportamenti a rischio. Non va collegato solo a problematiche personali o familiari, ma può anche entrare in contrasto con elementi esterni che alimentano tensioni e reazioni problematiche.

Evoluzione dell'Educazione e Disagio Sociale

In passato, l'educazione era fondata sul senso del dovere e sull'obbedienza. Quando il minore non rispettava le regole, spesso provava un senso di colpa, e la correzione del comportamento avveniva attraverso l'intervento educativo dell'adulto, che assumeva un ruolo autorevole e normativo.Oggi, invece, è soprattutto attraverso le aspettative dei genitori che si trasmette ai figli l'idea di dover rispettare determinati doveri o standard, più che tramite un'autorità educativa diretta. I fattori socio-ambientali possono causare situazioni di emarginazione sociale, generando ansia che si manifesta anche attraverso comportamenti aggressivi.

Fattori Socio-Ambientali del Disagio

  • Precaria situazione economica
  • Disoccupazione
  • Condizioni abitative inadeguato, perchè fatiscenti o non idonee al nucleo familiare

Il disagio sociale è causato da varie forme di inadeguatezza che la persona percepisce in base all'ambiente in cui vive e che lo portano ad avere uno stato di malessere e di sofferenza psicologica. Il disagio sociale può causare:

  • Frustrazione
  • Solitudine
  • Timidezza

Il disagio può generare nel soggetto difficoltà persistenti, che col tempo possono trasformarsi in un disadattamento all'ambiente. Se la situazione si prolunga, il malessere che ne deriva può diventare così profondo da favorire l'insorgere di comportamenti devianti. (Disadattamento = la persona non riesce ad adattarsi alle richieste, alle regole o alle relazioni del contesto in cui vive: famiglia, scuola ecc).

Il Cyberbullismo

I social network rappresentano un nuovo modo di comunicare con le altre persone e sono parte integrante della vita quotidiana dei giovani. Internet e i cellulari rappresentano un aspetto importante nella vita dei giovani e della società di oggi. Gli smartphone e i social rappresentano un nuovo modo di relazionarsi con gli altri, esprimere emozioni, scambiarsi informazioni, apprendere cose nuove, dando l'opportunità di crescere e di costruire valori tramite i quali si interpreta la realtà. I social media, se utilizzati malamente, possono creare frustrazione, depressione e portare il ragazzo a gesti estremi. I social media possono comportare rischi per la sicurezza e la privacy, poiché i ragazzi e le ragazze spesso non sono pienamente consapevoli delle conseguenze delle loro azioni online. Gli adolescenti spesso diffondono in rete informazioni personali, come l'indirizzo di casa, la scuola che frequentano, il numero di cellulare e foto di sé e con amici che possono finire in mani sbagliate e diventare possibili armi di ricatto. Per questi motivi, è necessario saper gestire la propria privacy che oltre a dare sicurezza, salvaguarda anche la reputazione propria e altrui. In certi casi postare foto o pubblicare frasi particolari può negli anni compromettere la possibilità di trovare lavoro, in quanto può rimanere traccia delle bravate inopportune.I cyberbulli pubblicano online contenuti offensivi o aggressivi che non avrebbero mai il coraggio di dire di persona, e traggono forza dalla debolezza e dalla vulnerabilità della loro vittima. Il cyberbullismo ha la stessa origine del bullismo, in quanto le persone che lo attuano credono di poter diventare importanti nel web insultando e umiliando gli altri, soprattutto se la vittima viene considerata un soggetto debole. I cyberbulli pubblicano anonimamente, possono nascondersi dietro false identità, possono anche usare la propria identità contando sul fatto che la vittima non avrà mai il coraggio di affrontarli di persona. La differenza tra il bullismo e il cyberbullismo è che il bullismo si presenta in età scolare e vede coinvolti i compagni di classe o dell'istituto, mentre il cyberbullismo coinvolge persone di qualsiasi età e di qualsiasi parte del mondo. Il cyberbullismo indica una serie di azioni intenzionali e aggressive fatte da una sola persona o da più persone tramite web, sms, chat, foto, video, ecc., con l'intenzione di fare del male ad un'altra persona. Il bullismo si distingue per la presenza di un'intenzionalità, per la durata nel tempo delle azioni aggressive e per lo squilibrio di potere tra il bullo e la vittima scelta. Il bullo conosce la vittima e questo fenomeno tende ad affermarsi nell'ambiente scolastico. I cyberbulli al contrario non conoscono le vittime, che possono avere qualsiasi età e non si rendono conto delle sofferenze che provocano. Il cyberbullo spesso non si rende conto che, una volta diffusi online, video o immagini diventano difficili da controllare e possono rimanere in rete per diverso tempo. La vittima può essere raggiunta ovunque e in qualsiasi ora tramite cellulare, pc, ecc.

Forme di Cyberbullismo

Il cyberbullismo può manifestarsi in diverse forme, tra cui:

  • Esclusione: escludere una persona deliberatamente da un gruppo online per provocare un sentimento di emarginazione
  • Cyberstalking: molestie, persecuzioni e denigrazioni ripetute, mirate ad intimorire altri utenti
  • Impersonation: fingere di essere un'altra persona per inviare messaggi o pubblicare contenuti offensivi o volgari
  • Denigrazione: straparlare di qualcuno per danneggiare con cattiveria e gratuitamente la reputazione del soggetto tramite e-mail, sms, social network
  • Flaming: messaggi online violenti o volgari mirati a suscitare liti verbali
  • Harassment: spedire ripetutamente online messaggi offensivi con lo scopo di ferire i sentimenti di chi riceve il messaggio
  • Exposure: diffondere nel web informazioni private di terze persone
  • Trickery: ottenere con bugie la fiducia di qualcuno e diffondere online le informazioni

La Violenza di Genere

La violenza di genere si riferisce a qualsiasi forma di violenza diretta contro le donne. Secondo quanto riportato sul sito del Ministero dell'interno, digitando "Violenza di genere", si trova la seguente definizione:"È violenza contro le donne ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà." Questa definizione è tratta dall'articolo 1 della "Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne", adottata dall'Assemblea Generale il 20 dicembre 1993. Con l'espressione "violenza di genere" si intendono tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori dello stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso. La normativa contro la violenza di genere mira a 3 obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli e proteggere le vittime. Con l'introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori (stalking), che sono rappresentati da ogni atteggiamento violento e persecutorio e che costringono la vittima a cambiare la propria vita, fino alla legge sulle "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere", risultano infatti rafforzati la tutela giudiziaria e il sostegno delle vittime, una serie di aggravanti e la possibilità di permessi di soggiorno per motivi umanitari per vittime straniere di violenza. Della raccolta dati e del monitoraggio si occupa l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), organismo interforze Polizia-Carabinieri. Per le segnalazioni è attivo il 1522, numero verde di pubblica utilità della rete nazionale antiviolenza.

Relazioni Patologiche e Violenza

Si ha uno sbagliato concetto di amore quando il sentimento è condizionato dal senso di proprietà e possesso della persona al punto di trasformarla in oggetto. Chiunque spera per sé stesso di trovare un compagno per la vita con cui condividere momenti positivi ma anche negativi. Impedire alla fidanzata, moglie, di uscire di casa, non lasciarle minimamente spazio trasforma la relazione non in un rapporto d'amore, ma in un rapporto patologico ed errato. Ripetere continuamente ti amo può essere indice di una personalità possessiva e potenzialmente violenta, in cui il sentimento si trasforma in un senso di proprietà che può attivare meccanismi perversi. Chi vive con una persona violenta spesso nutre la speranza che la situazione migliori, difficilmente il partner viene riconosciuto per ciò che è realmente, ma viene idealizzato, e si resta con lui con la speranza di riuscire a cambiarlo. Le relazioni patologiche si fondano su un sentimento ambivalente, in cui convivono emozioni positive e negative verso la stessa persona. La differenza tra una relazione sana, una felice e una patologica dipende soprattutto dalla presenza o assenza di comunicazione e dalla capacità di scambiarsi i ruoli all'interno della coppia. Una relazione è sana quando i partner sanno assumere ruoli diversi nel tempo: amici, amanti, complici, capaci di prendersi cura l'uno dell'altro, e cercano progressivamente un legame più profondo. Una relazione è felice quando i partner sono in grado di dare e ricevere a seconda delle situazioni, adattandosi ai bisogni reciproci e scambiandosi i ruoli.

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