Documento universitario sulle malattie dell'apparato locomotore, con un focus sulla traumatologia. Il Pdf, utile per studenti universitari, descrive lesioni traumatiche, distorsioni di caviglia e ginocchio, e lussazioni di spalla e gomito, includendo sintomatologia e principi di trattamento.
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La lesione traumatica è prodotta dalla violenta compressione di un agente esterno sulla superficie del corpo, oppure dall'urto del corpo spinto contro un ostacolo. I traumi minori si dividono in base al danno recato:
I traumi a bassa energia sono: Ecchimosi: stravaso ematico modesto con infiltrazione del tessuto sottocutaneo Ematoma: stravaso emorragico che tende a infiltrare tessuti profondi e si incunea in fessure accidentali. N.B-> Dipende da energia del trauma e dalla sede: in base alla sede ci sono varie conformazioni anatomiche che favoriscono una o l'altra situazione. Trauma cranico ecchimosi perché sotto la cute c'è subito l'osso, nella coscia ematoma. -> ematoma -> ecchimosi
La cute si presenta iperemica ed arrossata, raramente ischemica. L'ecchimosi si evidenzia rapidamente (poche ore) nelle contusioni lievi con rottura dei vasi superficiali, più tardivamente (3-4 giorni) se l'insulto interessa i tessuti più profondi.
N.B->Un ematoma intramuscolare non è individuabile all'inizio e ciò può creare una sindrome compartimentale che può portare all'amputazione.
Traumi ad alta energia: gamma di lesioni che vanno dalla infiltrazione ematica del muscolo alla frammentazione e necrosi di alcuni fasci muscolari fino ad interessare i tessuti più profondi.
Dolore locale, difficoltà alla contrazione del muscolo interessato o all'utilizzo del segmento osteoarticolare coinvolto. N.B->Bisogna indagare sulla dinamica del trauma perché ci dà informazioni sull'energia che si è trasferita nel trauma. N.B-> La funtio lesa è maggiore nel trauma ad alta energia. Per i traumi generali vale l'approccio trp RICE (riposo, ghiaccio, bendaggio e scarico dell'arto). Si è poi evoluto in POLICE (protezione, si prescrive ausili (OL), ghiaccio, bendaggio e scarico).
Traumatologia maggiore, quando energia trasferita arriva nei tessuti profondi si arriva allo scheletro e si sviluppano: Distorsioni Lussazioni Fratture
Le distorsioni sono l'insieme delle lesioni capsulo-legamentose prodotte da una sollecitazione meccanica che tende a modificare i reciproci rapporti dei capi articolari. Perdita temporanea del rapporto tra i capi articolari. Sono spesso accompagnate da lesioni delle componenti non ossee circostanti (capsule articolari, legamenti, menischi, cartilagini articolari, ecc.). Si dividono in base all'entità della distorsione in:
N.B->Cambia il grado di coinvolgimento delle capsule capsulo-legamentose. Ognuna ha un approccio e un trattamento diverso. Nella distorsione lieve il pz cammina, in quelle più gravi il carico è impedito.
Sindesmosi tibio-peroreale (tascio anterior) Sindesmosi tibio-poronsale Fascio posteriore) Legamento peroneo-astragalico anteriore Lagamerta peroneo-astragalico posteriore Legamento peroneo calcaneare Legimento delvideo Visime medidle Composta dalla articolazione tibio-peroneo-astragalica. La stabilità è legata alla capsula articolare e dai legamenti mediali e laterali (reciprocamente L. Deltoideo e L. Del Rouviere) e dai legamenti sindesmosici. Il trauma, quasi sempre indiretto, mette in tensione queste strutture anatomiche col rischio di lacerazione. Il meccanismo lesivo può essere duplice: Inversione del piede: meccanismo più comune. Mette in stress il compartimento laterale coi legamenti peroneo astragalici e calcaneari, il malleolo laterale e la sindesmosi. Eversione del piede: più raro. Mette in stress il compartimento mediale coi legamenti tibio astragalici e calcaneari, il malleolo mediale e la sindesmosi. N.B-> Trauma nelle distorsioni è dato da cause indirette: è una forzatura oltre ai limiti di quell'articolazione. La caviglia compie movimento che è concesso ma va oltre alle sue capacità. Si ha un'inversione del piede o un'eversione. In base all'entità della lesione avremo:
Principi di trattamento si differenziano in base al tipo di distorsione: distorsioni lievi: bendaggio elastico o con colla di zinco per 2-3 settimane in modo da ridurre edema ed escursione articolare.Distorsioni moderate: tutore rigido o gessatura per ridurre escursione articolare in inversione ed eversione da tenere per 3-4 settimane distorsioni severe: gessatura o tutore per 6 settimane o eventualmente intervento chirurgico di riparazione legamentosa. N.B->Distorsioni lievi vale il RISE. In quelle moderate servono tutori per tenerle più rigide per conferire stabilità all'articolazione.
DISTORSIONE DI GINOCCHIO: è la più frequente come quella di caviglia. Il ginocchio ha lo svantaggio che quando subisce distorsione è a più elevata energia (sportivi/stradali).
N.B->Ci sono più lesioni. Se si rompe crociato si rompe anche menisco e poi collaterale mediano. Chi ha ginocchio varo si ha consumo della parte interna del ginocchio. Si usano plantari per correggere l'asimmetria dei due assi oppure intervento chirurgico per prevenire il consumo articolare (artrosi) che cambia biomeccanica del ginocchio. Si deve rompere in tanti punti per correggere l'asimmetria.
Clinica: Ginocchio ecchimotico, tumefatto e caldo Presenza di ballottamento rotuleo Dolore alla palpazione di LCL o LCM Dolore alla palpazione emirime meniscali
Principi di trattamento: Primo esame: RX (segni indiretti o distacchi ossei) Eventualmente RMN o TC (segni diretti di lacerazione). Distorsioni lievi: sufficiente bendaggio e riduzione del carico per 2-3 settimane Distorsionimoderate o gravi: artrocentesi evacuativa, tutore rigido in estensione o lieve flessione, astensione del carico per 3-4 settimane, eventuale ricostruzione chirurgica N.B->Il pz si oppone alla valutazione clinica quindi crea problemi nella diagnosi. Si cerca quindi di fare esami strumentali che alcuni magari non servono perché non si sa cosa si cerca e poi si danno trattamenti non definitivi che poi deve essere rivalutato quando si ha una diagnosi definitiva. Quindi si fa di solito una radiografia perché oltre al motivo precedente il medico la prescrive. Artrocentesi: è il drenaggio del liquido intrarticolare perché il versamento può avvenire anche dentro le articolazioni: liquido sinoviale o sangue. Se emartro quindi presenza di sangue deve far sempre sospettare una lesione legamentosa o osteocondrale. Serve per sgonfiare e quindi si ha decompressione del sito interessato e poi per evitare il riassorbimento del liquido (più nelle articolazioni, nei muscoli non si assorbe facilmente) e per vedere tipo di lesione: se c'è sangue c'è una stata lesione. Se liquido sinoviale invece è un'infiammazione e quindi è più facile che si riassorba.