Storia del Cristianesimo II: Medioevo, Università degli Studi di Firenze

Documento da Università degli Studi di Firenze su Storia del Cristianesimo II Medioevo. Il Pdf esplora i processi di cristianizzazione, il simbolismo liturgico e la cultura teologica, adatto a studenti universitari di Storia.

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23 pagine

Storia dele cristianesimo Il
Medioevo
Storia Medievale
Università degli Studi di Firenze (UNIFI)
22 pag.
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Storia del Cristianesimo, Il Medioevo
di G. Filoramo e D. Menozzi
Cap. 1 PROCESSI DI CRISTIANIZZAZIONE
1. Le conversioni al monoteismo salvifico
Conversione del Re Clodoveo nel VII secolo è il riconoscimento della potenza di Dio cristiano
e disconoscimento del politeismo germanico.
Cristianizzazione dei Franchi: PRIMA FASE -> sottomissione del popolo alla gerarchia
temporale ed ecclesiastica -> i Franchi ora avevano delle pratiche comuni uguali per tutti.
Testimonianza del tipo di cristianesimo che prevalse in Gallia è nella produzione letteraria di
Gregorio Vescovo di Toures (573 - 594).
Il Vescovo esigeva adorazione soprattutto esteriore della divinità e una venerazione dei santi
per il loro potere così da poter eliminare i mali fisici.
I vescovi continuano ad essere scelti per iniziativa dell'aristocrazia e dei re ma iniziò la fusione
tra i romani e i barbari.
L’attività missionaria verso il centro germanico si svolse con un intreccio di ambizioni politiche
dei Merovingi e il fervore degli evangelizzatori monastici.
Impegno re Franchi dal 6 secolo per convertire la popolazione germanica anche delle classi
rurali, esempio più famoso tra i missionari fu il monaco anglosassone Wynfrith che fu fatto
vescovo missionario con il nome di Bonifacio da papa Gregorio II.
Impegno riformatore di Bonifacio che convertì masse di politeisti, il vescovo alla fine fu fatto
martire.
Il Regno dei visigoti aveva spostato il regno e centro politico in Spagna e nel 589 si erano
adeguati al credo Niceno.
Spagna 711 fu invasa dai musulmani.
L’Italia conobbe lacerazioni del tessuto ecclesiastico provocate dall'irruzione dei longobardi.
Nel 569 erano già monoteisti cristiani ma credevano nella forma arianeggiante. Il politeismo
fu affrontato in Occidente fin dai romani e poi anche in età di Gregorio Magno nel 597.
Quando i Sassoni furono sottomessi e battezzati, l’imperatore Ludovico il Pio organizzò la
missione di Danimarca imponendo il battesimo agli alleati ma ebbe esiti deludenti.
1028 il re di Danimarca e Inghilterra, Canuto il Grande, conquistò la Norvegia dopo aver stretto
accordi con il Papa e l’imperatore.
2. Il simbolismo liturgico
Ritualismo liturgico in latino aveva una grande forza di persuasione delle volte anche più forti
di quella della credenza.
Il rito fondamentale per l’ingresso al mondo cristiano era il battesimo, la sua evoluzione verso
un significato puramente rituale si manifestò da quando si diffuse la prassi di battezzare i
bambini senza il suo “consenso” alla pratica religiosa. Fare il battesimo agli infanti portava al
bambino un obbligo importante in quanto per il resto della sua vita doveva continuare la sua
fedeltà alla religione cristiana. Ormai si credeva che il rito battesimale di per sé procurasse la
grazia divina.
Al tempo di Carlo Magno il battesimo agli adulti lo si faceva in maniera sbrigativa e violenta.
La sottomissione politica fu sempre associata all’accettazione del rito battesimale.
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Anteprima

Storia del Cristianesimo, Il Medioevo

di G. Filoramo e D. Menozzi

Cap. 1 PROCESSI DI CRISTIANIZZAZIONE

1. Le conversioni al monoteismo salvifico

Conversione del Re Clodoveo nel VII secolo è il riconoscimento della potenza di Dio cristiano e disconoscimento del politeismo germanico.

Cristianizzazione dei Franchi: PRIMA FASE -> sottomissione del popolo alla gerarchia temporale ed ecclesiastica -> i Franchi ora avevano delle pratiche comuni uguali per tutti.

Testimonianza del tipo di cristianesimo che prevalse in Gallia è nella produzione letteraria di Gregorio Vescovo di Toures (573 - 594).

Il Vescovo esigeva adorazione soprattutto esteriore della divinità e una venerazione dei santi per il loro potere così da poter eliminare i mali fisici.

I vescovi continuano ad essere scelti per iniziativa dell'aristocrazia e dei re ma iniziò la fusione tra i romani e i barbari.

L'attività missionaria verso il centro germanico si svolse con un intreccio di ambizioni politiche dei Merovingi e il fervore degli evangelizzatori monastici.

Impegno re Franchi dal 6 secolo per convertire la popolazione germanica anche delle classi rurali, esempio più famoso tra i missionari fu il monaco anglosassone Wynfrith che fu fatto vescovo missionario con il nome di Bonifacio da papa Gregorio II.

Impegno riformatore di Bonifacio che convertì masse di politeisti, il vescovo alla fine fu fatto martire.

Il Regno dei visigoti aveva spostato il regno e centro politico in Spagna e nel 589 si erano adeguati al credo Niceno.

Spagna 711 fu invasa dai musulmani.

L'Italia conobbe lacerazioni del tessuto ecclesiastico provocate dall'irruzione dei longobardi.

Nel 569 erano già monoteisti cristiani ma credevano nella forma arianeggiante. Il politeismo fu affrontato in Occidente fin dai romani e poi anche in età di Gregorio Magno nel 597.

Quando i Sassoni furono sottomessi e battezzati, l'imperatore Ludovico il Pio organizzò la missione di Danimarca imponendo il battesimo agli alleati ma ebbe esiti deludenti.

1028 il re di Danimarca e Inghilterra, Canuto il Grande, conquistò la Norvegia dopo aver stretto accordi con il Papa e l'imperatore.

2. Il simbolismo liturgico

Ritualismo liturgico in latino aveva una grande forza di persuasione delle volte anche più forti di quella della credenza.

Il rito fondamentale per l'ingresso al mondo cristiano era il battesimo, la sua evoluzione verso un significato puramente rituale si manifestò da quando si diffuse la prassi di battezzare i bambini senza il suo "consenso" alla pratica religiosa. Fare il battesimo agli infanti portava al bambino un obbligo importante in quanto per il resto della sua vita doveva continuare la sua fedeltà alla religione cristiana. Ormai si credeva che il rito battesimale di per sé procurasse la grazia divina.

Al tempo di Carlo Magno il battesimo agli adulti lo si faceva in maniera sbrigativa e violenta.

La sottomissione politica fu sempre associata all'accettazione del rito battesimale.

Lo scrittore Rabano Mauro descrisse il passaggio del battezzando attraverso la sua rinuncia a Satana e l'esorcismo sacerdotale per passare alla signoria di Cristo accettando il segno della croce. Visto che ormai in epoca carolingia il battesimo veniva fatto quasi esclusivamente ai bambini prese valore la figura del padrino e della madrina i quali permettevano un allargamento della famiglia del fanciullo come una specie di matrimonio (funzione sociale e politica).

L'uso dell'acqua battesimale ha una sua storia la quale la si può ritrovare nell'alto medioevo quando veniva utilizzata l'acqua e il sale e il sacramento del battesimo veniva fatto nelle case della famiglia; a partire dalla metà del 9 secolo si affermò l'uso di battezzare i bambini nelle Chiese.

L'eucarestia o messa implica la partecipazione attiva dei fedeli come assemblea dei credenti riuniti intorno al sacerdote. Il distacco liturgico fra popolo e clero fu proprio fisico in quanto la struttura della Chiesa fu divisa tra la navata e il presbiterio.

L'alleanza politica nel 8 secolo tra la dinastia dei pipinidi - carolingi e la Chiesa di Roma ebbe un'efficacia duratura su tutto lo sviluppo liturgico dell'Occidente; la liturgia romano - franca divenne il fondamento di tutta la posteriore liturgia della cristianità occidentale.

3. Il sacrificio eucaristico

eucarestia = azione di ringraziamento a Dio.

9 secolo: miracolo della trasformazione precede l'azione sacrificale e le conferisce una realtà nell'uccisione e nella consumazione della vittima.

Amalario da dei significati culturali al simbolismo liturgico, esempio: calice divenne il sepolcro del Cristo. Amalario: espressione esuberante del simbolismo liturgico.

Persino, discepolo di Pascasio, si richiama alla tradizione dello spiritualismo patristico ed afferma la diversità del corpo sacramentale dal corpo storico del Cristo = visione dualistica della realtà.

Posizione spiritualistica estrema rappresentata dal simbolismo universale di Giovanni Scoto Eriugena (pensatore irlandese vissuto nella corte di Carlo il Calvo). Lui interpreta l'universo come manifestazione della divinità e le giudicò entità sensibili.

La conversione consapevole al monoteismo salvifico non fu sempre fatto centrale nel processo di cristianizzazione dei popoli.

Condotta dei discepoli era irregolare sia nel modo di frequentare la messa sia al modo di accedere alla mensa del Signore.

Differenza fra i laici che ogni tanto andavano a messa e la seguivano e il clero che si comunicavano ad ogni celebrazione.

Oddone (riformatore di monasteri) attribuì al sacrificio eucaristico il carattere di una prova per chi si avvicina al sacramento. La partecipazione al sacrificio eucaristico diventa l'emblema del giudizio finale, la quale vuole una lunga preparazione penitenziale.

Ultimo significato dato all'eucaristia (intorno al 1050), pane e vino non mutano ma si unisce la presenza spirituale di Cristo.

4. Le pratiche penitenziali

La partecipazione alla messa (anche se in maniera passiva) contribuiva alla manifestazione della presenza dei singoli nella società cristiana.

Problema nell'alto medioevo era quello di rimediare ai propri errori/peccati dopo la purificazione del battesimo.

Peccati:

  • vizi carnali della gola
  • Vizi della lussuria
  • Vizi dell'anima (es. avaria)

Unica forma di penitenza che uguagliava la purezza del battesimo era l'imposizione delle mani da parte del vescovo e la consegna del cilicio (Cintura ruvidissima e nodosa da portarsi sulle carni per penitenza) al penitente.

In Occidente i fedeli più sensibili non volevano questa forma di penitenza, motivi:

  1. Provocava dolore e ferite
  2. Era pubblicamente umiliante

Concilio di Toledo 589: conversione ufficiale del Regno dei Visigoti al cattolicesimo.

Il peccatore pentito doveva stare separato nella vita religiosa dagli altri fedeli e non poteva fare la comunione finché non aveva compiuto la penitenza che il vescovo gli dava.

Il cristianesimo in Irlanda nel 6 secolo divenne dominante nella sua forma monastica.

Nel 7 secolo si sviluppo la penitenza privata, in Irlanda e in Galles nacquero appunto libri penitenziali dove dentro erano contenuti una serie di peccati e penitenze corrispondenti alla loro gravità, es. ira -> pazienza, invidia -> carità verso il prossimo, il desiderio -> generosità.

Digiuno rimedio sempre fondamentale.

I libri sulle penitenze dei peccati non erano regolamentati, venivano scritti a seconda dei criteri che sceglie l'autore secondo la sua esperienza e la sua sensibilità. La loro attenzione è massima per quanta riguarda la sessualità e l'aborto.

Come forma di "incentivo" venne fatta una propaganda di paura nella quale si diceva che veniva rimessa la penitenza pubblica.

Fu formulato che a peccati pubblici corrispondesse una penitenza pubblica e a peccati privati corrispondesse una pena privata.

Con il clero che non praticava più la loro vita di povertà e di astinenza sessuale queste forme di penitenza andarono sempre più a scemare, tant'è che la penitenza normale era ormai quella privata.

Cap. 2 SVILUPPI DEL CULTO E DELLE CREDENZE

1. Angeli, demoni e pratiche magiche

Medioevo ha una notevole ricchezza di determinazioni sull'aldilà celeste.

Visione 8 secolo: combattimento aereo tra angeli e demoni per la salvezza o la dannazione delle anime umane.

11 - 12 secolo: volo aereo delle anime verso il cielo (schema cosmologico)

Significativa localizzazione e presenza angelica in appositi luoghi di culto; arcangelo Gabriele assunse un ruolo importante tant'è che nei longobardi gli fu esaltato il carattere di guerriero e divenne il protettore del Regno.

Queste entità angeliche crebbero in maniera quasi esponenziale finché nel 745 il concilio romano contrassegno agli angeli Michele, Gabriele e Raffaello l'entità angelica.

Arcangelo Gabriele: patrono impero carolingio

Demonologia: studio delle credenze relative agli spiriti o demoni nel periodo alto medioevale si nutrì di esperienze anche se i teologi volevano combattere il politeismo e la magia unificando il demonio come ribelle a Dio.

Esorcismi diffusi in tutte le civiltà religiose tant'è che a partire dal 3 secolo gli esorcisti entrarono all'interno della gerarchia ecclesiastica.

Il primissimo compito degli esorcisti era quello di prestare aiuto al prete nel momento del battesimo il quale era il momento in cui la persona rinuncia a Satana.

Si crea una gerarchia di demoni sotto il controllo di Satana (= dal più potente a quello meno potente).

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