La scuola come istituzione sociale e i diversi modi di apprendere

Slide di Scuola superiore sulla scuola come istituzione sociale e i concetti di apprendimento. Il Pdf esplora i diversi modi di apprendere (formale, non formale, informale) e l'importanza di un sistema formativo integrato per l'Educazione civica.

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LA SCUOLA
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CHE COS’E’ LA SCUOLA??
E’ un’istituzione
sociale in cui si
attuano esperienze
educative.
Le attività sono
scandite da tempi e
tappe prestabilite.
Le attività vengono
programmate.
Le attività sono
regolamentate da
norme specifiche
Le attività si
svolgono in
luoghi prestabiliti
Le attività si
realizzano tramite
l’assunzione di ruoli
predeterminati
(come quello
dell’insegnante)

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Anteprima

LA SCUOLA

CHE COS'E' LA SCUOLA ?? E' un'istituzione sociale in cui si attuano esperienze educative. Le attività sono scandite da tempi e tappe prestabilite. Le attività vengono programmate. Le attività sono regolamentate da norme specifiche Le attività si svolgono in luoghi prestabiliti Le attività si realizzano tramite l'assunzione di ruoli predeterminati (come quello dell'insegnante)

LE FUNZIONI DELLA SCUOLA

  1. ISTRUZIONE Trasmettere conoscenze e competenze pratiche da parte di una persona competente ad una che non lo è.
  2. FORMAZIONE Trasmissione di conoscenze disciplinari, di valori fondamentali e sviluppo di capacità relazionali (educazione)
  3. ALLOCAZIONE SOCIALE Funzione di orientamento, ossia aiutare gli studenti a scegliere il proprio percorso formativo e professionale. VS il concetto di SELEZIONE: vale a dire quando la scuola esclude gli studenti dall'istruzione perché socialmente e culturalmente svantaggiati

LA LEZIONE DI DON MILANI

BIOGRAFIA

Don Lorenzo Milani (Firenze, 27 maggio 1923 - Firenze, 26 giugno 1967), è stato un presbitero, scrittore, docente ed educatore cattolico italiano. La sua figura di prete è legata all'esperienza didattica rivolta ai bambini poveri nella disagiata e isolata scuola di Barbiana, nella canonica della chiesa di Sant'Andrea. I suoi scritti innescarono aspre polemiche, coinvolgendo la Chiesa cattolica, gli intellettuali e politici dell'epoca; Milani fu un sostenitore dell'obiezione di coscienza opposta al servizio militare maschile; per tale motivo fu processato - e poi assolto - per apologia di reato.

LA SCUOLA DI BARBIANA

La scuola sollevò immediatamente molte critiche, gli attacchi ad essa furono tanti, sia dal mondo della chiesa sia da quello laico. Le risposte a queste critiche vennero date con "Lettera a una professoressa", libro scritto dagli allievi della scuola insieme a don Milani (e infatti come autore del libro è indicato "Scuola di Barbiana"), che spiegava i principi della Scuola di Barbiana e al tempo stesso costituiva un atto d'accusa nei confronti della scuola tradizionale, definita "un ospedale che cura i sani e respinge i malati", in quanto non si impegnava a recuperare e aiutare i ragazzi in difficoltà, mentre valorizzava quelli che già avevano un retroterra familiare positivo, esemplificando questo genere di allievi con il personaggio di "Pierino del dottore" (cioè Pierino, figlio del dottore, che sa già leggere quando arriva alle elementari).

"NON C'E' NULLA CHE SIA PIU' INGIUSTO CHE FAR LE PARTI UGUALI TRA DISEGUALI."

LA SCUOLA DI BARBIANA - CONTESTO

Don Milani fu inviato quale priore di Barbiana (frazione di Vicchio), un piccolo borgo sperduto sui monti della diocesi di Firenze, a causa di alcuni dissapori con i fedeli della sua precedente parrocchia e con la Curia Fiorentina. Qui incominciò un'esperienza educativa unica e rivolta ai giovani di quella comunità che, anche per ragioni geografiche ed economiche, erano fortemente svantaggiati rispetto ai coetanei di città.

L'INSEGNAMENTO PERSONALIZZATO

La pedagogia di Don Milani afferma che nella scuola è necessario attuare un intervento diversificato secondo le caratteristiche degli allievi. Oggi si parla di "insegnamento personalizzato": che prevede l'utilizzo di strategie didattiche che assicurino a tutti gli allievi il raggiungimento delle competenze fondamentali. L'insegnante diventa un facilitatore dell'apprendimento: un educatore che segue da vicino i progressi dell'allievo ed un tecnico esperto in metodi e problemi dell'apprendimento.

IL SISTEMA SCOLASTICO

Che cos'è un sistema? E' un insieme di elementi che comunicano e interagiscono tra loro, quando questi elementi funzionano correttamente si avrà l'equilibrio del sistema. Pensate al sistema come il nostro corpo umano, formato dai vari organi, ed il loro buon funzionamento garantisce l'equilibrio del sistema corpo.

LA SCUOLA COME SISTEMA

Si parla di SISTEMA SCOLASTICO perché la scuola è un insieme di: persone, cose, ruoli, istituzioni norme, posizioni sociali. Tutti questi elementi, posti in relazione tra loro, permettono di impartire una "istruzione formale" (conforme alle norme dello Stato). Il sistema scolastico deve essere distinto dal SISTEMA FORMATIVO: è un sistema più ampio di quello scolastico e comprende tutti i tipi di formazione (quella universitaria, quella professionale nelle aziende, ecc.)

SISTEMA SCOLASTICO E FORMATIVO

SISTEMA SCOLASTICO SISTEMA FORMATIVO PERSONE (studenti, insegnanti ... ) RUOLI (docente, dirigente, ecc.) COSE (aule, edifici, ecc.) ISTITUZIONI (scuola primaria, secondaria ... ) NORME (leggi, regolamenti, ... ) POSIZIONI SOCIALI (status di docente, di studente, ... ) TUTTI I TIPI DI FORMAZIONE (università, formazione professionale, ecc.)

SCOLARIZZAZIONE E ANALFABETISMO

Con il termine SCOLARIZZAZIONE intendiamo "il livello di diffusione dell'obbligo di istruzione scolastica registrato in un determinato Paese". Il livello di scolarizzazione è possibile ricavarlo dal: - TASSO DI ANALFABETISMO: ossia la percentuale di individui analfabeti presenti nella popolazione totale - TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: ossia la percentuale di individui alfabetizzati sul totale della popolazione

PERCENTUALE DI ANALFABETI (2019)

Percentuale di persone oltre i 15 anni di età che non sanno leggere e scrivere sul totale della popolazione. Anno 2019. Analfabeti (%) maggiore di 57,20 da 41,80 a 57,20 da 30,30 a 41,80 . da 19,80 a 30,30 da 10,95 a 19,80 da 4,45 a 10,95 inferiore a 4,45 dato non disponibile Ed. DeAgostini del: 2016

ASPETTATIVA DI VITA SCOLASTICA (2019)

Numero di anni dell'iter di studi degli studenti (dalla scuola primaria all'università Anno 2019. Fonte DeaWing - De Agostini Geografia Aspettativa di vita scolastica (anni) maggiore di 11,15 da 9,65 a 11,15 da 8,35 a 9,65 da 6,80 a 8,35 da 5,30 a 6,80 da 3,60 a 5,30 inferiore a 3,60 dato non disponibile

ABBANDONO SCOLASTICO (2000-2017)

Numero di bambini in età scolare che abbandonano gli studi. I dati sono forniti in milioni, per livello scolastico e sesso. Periodo 2000-2017 Fonte: UN - The Sustainable Development Goals Report 2019 400 300 Female, 67 200 Male, 71 Female, 30 100 Male, 31 Female, 34 Male, 30 0 2000 2005 2010 2015 2017 . Primary . Lower secondary Upper secondary

DIVERSE TIPOLOGIE DI ANALFABETISMO

ANALFABETI FUNZIONALI ANALFABETISMO TECNOLOGICO ANALFABETISMO POLITICO ANALFABETISMO DI RITORNO

LA RELAZIONE EDUCATIVA A SCUOLA

LA SCUOLA E' ANZITUTTO UN AMBIENTE DOVE SI INSTAURANO E SI STABILISCONO RELAZIONI, PIÙ' O MENO INTENSE, CON LE PERSONE CHE INCONTRIAMO OGNI GIORNO.

LA RELAZIONE PRINCIPALE CHE SI REALIZZA A SCUOLA E' QUELLA TRA INSEGNANTE E ALLIEVO, IN QUESTA PARTICOLARE RELAZIONE L'INSEGNANTE CERCA DI SVILUPPARE LE POTENZIALITÀ' DI OGNI ALLIEVO. L QUESTO TIPO DI RELAZIONE VIENE CHIAMATA RELAZIONE EDUCATIVA

CARATTERISTICHE DELLA RELAZIONE EDUCATIVA

1) La comunicazione: l'insegnante oltre a trasmettere contenuti e conoscenze deve entrare in relazione con l'allievo per stimolare la motivazione allo studio. 2) L'empatia: è la capacità di accettare e comprendere i sentimenti e le emozioni degli altri, astenendosi dal dare giudizi. 3) Il dialogo: è l'elemento base della relazione educativa, richiede accettazione reciproca tra gli interlocutori e disponibilità a imparare l'uno dall'altro. L'insegnante NON dovrebbe adottare una comunicazione direttiva (controllata totalmente dall'insegnante), bensì ricorrere ad una impostazione dialogica dell'insegnamento, ovvero centrata sui reali bisogni degli allievi.

LA METODOLOGIA DI CARL ROGERS

Lo psicologo statunitense Carl Rogers (1902-1987) ha sviluppato una metodologia d'aiuto basata sul concetto di non direttività per stabilire un'efficace rapporto interpersonale. Perché la relazione d'aiuto abbia successo ci devono essere delle condizioni: - Comprensione empatica - Autenticità: essere spontaneo e trasparente nella relazione - Accettazione incondizionata - Genuinità: essere congruente con se stessi

LUOGHI E MODI PER IMPARARE

Un sistema formativo integrato

La scuola non è l'unica agenzia educativa che assolve l'importante funzione formativa. Accanto alla scuola esistono numerose fonti di apprendimento non istituzionale come: · Associazioni: culturali, sportive, politiche, religiose · Corsi organizzati: pittura, informatica, lingue straniere, ecc. · Mass media: internet, giornali, social media, radio, televisione. · Percorsi personali

Diversi modi di apprendere

Le scienze umane e sociali distinguono tre modi di apprendere: 1) Apprendimento formale: si realizza all'interno delle istituzioni scolastiche attraverso percorsi sequenziali, al termine dei quali si ottiene un titolo di studio ufficialmente riconosciuto. 2) Apprendimento non formale: comprendono attività didattiche e corsi, al di fuori del sistema scolastico, come corsi di cucina, ginnastica, musica, ecc. che non rilasciano titoli di studio ma soddisfano i bisogni delle persone. 3) Apprendimento informale: sono le conoscenze e abilità che si acquisiscono dall'esperienza quotidiana e dalle opportunità educative presenti nei contesti che si frequentano. Per perseguire un apprendimento completo e significativo si deve stabilire un rapporto di integrazione reciproca e continua tra queste tre diverse modalità (e luoghi) di apprendimento. La scuola dovrebbe integrare le fonti extra-scolastiche nei propri percorsi di apprendimento ...

SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO

E' QUINDI NECESSARIO CHE LA SCUOLA E L'EXTRA-SCUOLA DIANO LUOGO A UN SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO CHE COINVOLGA TUTTE LE AGENZIE FORMATIVE (FAMIGLIA, ASSOCIAZIONI, MASS MEDIA E LA SCUOLA) CREANDO UN'ALLEANZA PEDAGOGICA, OVVERO COOPERANDO PER UN UNICO FINE FORMATIVO: CREARE CITTADINI CONSAPEVOLI. Le agenzie dovrebbero rispettare questi 3 principi Raccordo: devono essere collegate e comunicare ● · Reciprocità: costanti relazioni tra agenzie · Interdipendenza: avere una reciproca dipendenza

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