L'Italia divisa tra Bizantini e Longobardi: arrivo e società longobarda

Slide sull'Italia divisa tra Bizantini e Longobardi. Il Pdf è una presentazione schematica di Storia per la Scuola superiore, che illustra l'arrivo dei Longobardi in Italia, la loro società e i principali sovrani, come Autari e Agilulfo.

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15 pagine

L’Italia divisa tra Bizantini e Longobardi
L’arrivo dei Longobardi in Italia
565: alla morte di Giustiniano, gran parte dei territori
della penisola italiana, dell’Africa del nord e parte
della penisola iberica erano ritornati sotto il controllo
dell’Impero bizantino.
568: i Longobardi, una popolazione barbara forse
originaria della penisola scandinava e già stanziata
da tempo al confine con i territori romani, invade
l’Italia settentrionale e occupa Pavia, che diventa
capitale del regno.
Vengono creati i ducati di Spoleto e Benevento

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Anteprima

L'Italia divisa tra Bizantini e Longobardi

L'Italia divisa tra Bizantini e Longobardi

Italia Longobarda

Ducato di Brescia Ducato di Tuscia (Ducato di Lucca) Ducato di Spoleto Ducato Romano Ducato di Benevento

Bizantini

Longobardi

L'arrivo dei Longobardi in Italia

565: alla morte di Giustiniano, gran parte dei territori della penisola italiana, dell'Africa del nord e parte della penisola iberica erano ritornati sotto il controllo dell'Impero bizantino. 568: i Longobardi, una popolazione barbara forse originaria della penisola scandinava e già stanziata da tempo al confine con i territori romani, invade l'Italia settentrionale e occupa Pavia, che diventa capitale del regno. Vengono creati i ducati di Spoleto e Benevento

La situazione dell'Italia dopo l'arrivo dei Longobardi

  • Regno longobardo: comprende diversi ducati nell'Italia settentrionale e centro-meridionale. La capitale è Pavia.
  • Territori controllati dai Bizantini: la costa veneta, l'esarcato di Ravenna (sede del governatore bizantino), la «Pentapoli» della costa adriatica, Roma (sempre più controllata dal Papa), le città costiere del Meridione (una parte della Campania, Puglia, Calabria), le isole (Sicilia, Sardegna e Corsica).

Mappa dell'Italia nel VII secolo d.C.

Cividale Aquileia. Monza Milano. Venezia Torino. Pavia Genova Nizza Spoleto. DUCATO DI SPOLETO MARE ADRIATICO Corsica Roma. DUCATO DI ROMA Bari Benevento · DUCATO DI Brindisi Napoli . BENEVENTO Salerno Sardegna MAR TIRRENO MAR IONIO Palermo Sicilia

L'Italia verso la metà del VII sec. d.C.

Territori bizantini Territori longobardi Esarcato .Ravenna Rimini .Pesaro Fano® ·Senigallia · Ancona Pentapoli (5 città)

Conseguenze culturali, sociali, religiose dell'arrivo dei Longobardi

L'arrivo dei Longobardi comportò:

  • un ulteriore indebolimento e declino delle città, visto che i Longobardi si insediarono soprattutto nelle zone rurali;
  • una riduzione dei commerci;
  • una frattura religiosa (i Longobardi professavano l'arianesimo) e nuove persecuzioni ai danni dei cattolici;
  • un peggioramento delle condizioni di vita dei popoli sottomessi, che furono privati dei loro diritti.

La società longobarda

La società longobarda prevedeva:

  • un re (eletto solo in occasioni particolari
  • le sippe / fare: gruppi familiari;
  • i duces: i capi delle sippe; un'assemblea di guerrieri, detti arimanni (avevano pieni diritti politici);
  • gli aldi: uomini semiliberi, in genere artigiani o contadini che potevano possedere case, terreni e servi;
  • gli Italici: erano le popolazioni asservite ai Longobardi e non avevano diritti.

I principali sovrani longobardi

Autari (584-590)

  • si scontro con i Franchi, che volevano scacciare i Longobardi dall'Italia, e riuscì a respingerli;
  • insieme alla moglie Teodolinda, avviò un processo di conversione dei Longobardi dall'arianesimo al cattolicesimo;
  • migliorò le condizioni di vita degli Italici che furono tenuti a versare un semplice tributo ai Longobardi.

Agilulfo (591-616)

  • avviò una politica espansionistica giungendo a minacciare Roma. Decise, però, di fermarsi in cambio di un tributo in denaro, scendendo a patti con il papa Gregorio Magno che riconobbe la sovranità dei Longobardi sui territori conquistati;
  • porto avanti la conversione al cattolicesimo dei Longobardi.

Rotari (636-652)

  • emanò l'editto di Rotari (643) con cui le leggi longobarde vennero fissate per iscritto e, in alcuni casi, migliorate: si passò, per esempio, dalla faida (vendetta personale) al guidrigildo (risarcimento in denaro)

Liutprando (712-744)

  • progettò di riunire tutta l'Italia e di creare un unico regno longobardo, sottraendo territori ai Bizantini;
  • per realizzare il suo progetto politico cercò un'alleanza con il Papa Gregorio II a cui donò, in cambio di un appoggio, alcuni castelli del Ducato romano tra cui quello di Sutri (Donazione di Sutri, 728): ha inizio il potere temporale della Chiesa.

Astolfo (749-756)

  • nel 751 sottrasse ai Bizantini tutti i territori nell'Italia centro-settentrionale, conquistando anche Ravenna e la Pentapoli adriatica;
  • nel 754 si scontrò con l'esercito dei Franchi guidato dal re Pipino "il Breve", arrivato in Italia in aiuto del Papa.
  • nel 756 fu firmata una pace tra Longobardi e Franchi: Astolfo fu costretto a cedere Ravenna e alcuni territori dell'Italia centrale al Papa, ma la pace non durò a lungo.

L'inizio del potere temporale della Chiesa

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Chiesa acquisisce sempre più potere, diventando non solo un punto di riferimento spirituale per i fedeli (potere spirituale), ma anche una potenza politica con un proprio patrimonio fondiario (potere temporale). L'artefice di ciò fu il papa Gregorio I, detto "Magno" (590-604), il quale, oltre ad occuparsi della conversione al cristianesimo dei barbari, si impegno anche sul piano politico intervenendo, per esempio, negli scontri tra Longobardi e Bizantini.

Donazione di Sutri e Patrimonium Petri

Tuttavia, l'evento che segna l'inizio del potere temporale della Chiesa è la Donazione di Sutri (728): i territori ceduti da Liutprando al Papa costituirono il cosiddetto Patrimonium Petri, cioè il primo nucleo del futuro Stato della Chiesa.

Il monachesimo

Il monachesimo, cioè la diffusione di uno stile di vita monacale basato sulla preghiera, la meditazione e il digiuno, fu un fenomeno che S1 sviluppò nel corso dell'Alto Medioevo. Sant'Antonio, che visse in solitudine nel deserto egizio dedicandosi alla preghiera e alla meditazione, è considerato il fondatore.

Monachesimo in Occidente e Oriente

Il monachesimo si sviluppò sia in Occidente sia in Oriente, ma ebbe caratteristiche differenti:

  • in Occidente i monaci vivevano in comunità chiamate "cenobi" e conducevano una vita comunitaria, dedicandosi non solo alla preghiera ma anche ad altre attività come il lavoro dei campi e la conservazione e ricopiatura dei testi (si pensi al monastero di Montecassino, fondato da San Benedetto da Norcia, che aveva come Regola "ora et labora" (prega e lavora) o al monachesimo irlandese, sviluppatosi grazie a san Patrizio e Colombano e impegnato soprattutto nell'opera di ricerca, conservazione e trasmissione dei testi antichi, non solo religiosi, attraverso la copiatura dei manoscritti in laboratori chiamati scriptoria.
  • in Oriente, invece, i monaci vivevano isolati dal resto della comunità (eremiti) e praticavano l'ascetismo.

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