Documento da E-campus Università su PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PDP (Piano Didattico Personalizzato). Il Pdf esplora questi strumenti fondamentali per l'inclusione scolastica, descrivendo la loro redazione e finalità, con riferimenti al PAI e altri organismi di supporto per l'Università.
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e-CAMPUS
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Corso di Perfezionamento
Sessione 0.13
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato)
e
Il PDP (Piano Didattico Personalizzato)
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·2007-2016 Università degli Studi eCampus -Via simbardi 10-22060 Novedrate (Co)-C.F. 9002752130-Tel: 031.79421 -Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite-CAMPUS
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Il Piano educativo individualizzato (indicato in seguito con il termine P.E.I.), è il
documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di
loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato
periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e
all'istruzione, di cui ai primi quattro commi dell'art.12 della legge n .104 del
1992.
Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12, congiuntamente
dagli operatori sanitari individuati dall'USL e/o USSL e dal personale insegnante
curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente ,con la partecipazione
dell'insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli
esercenti la potestà parentale dell'alunno. Il PEI in sintesi è la programmazioni
degli interventi sia educativi e sia didattici inerenti ai bisogni e alle potenzialità
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che ha l'alunno avendo come riferimento il diritto all'integrazione scolastica e
allo studio (Schiavone N., 2013).
È stilato all'inizio di ogni anno scolastico, comprovato ed eventualmente
aggiornato in via di svolgimento. Il Pei non riguarda esclusivamente la
documentazione didattica individuale per gli alunni con disabilità, ma fornisce
anche una concisa descrizione in cui sono chiariti gli obiettivi a breve, medio e
lungo termine, grazie allo svolgimento del lavoro in rete. A volte a conclusione
dell'anno scolastico il documento viene predisposto dal docente di sostegno, alla
firma della famiglia. Altre volte invece è la famiglia a doverlo richiedere
(Schiavone N., 2013)
Tra gli strumenti e le strategie da mettere in campo per il successo formativo
degli studenti va menzionato il Piano Didattico Personalizzato (PDP). In
proposito, la Circolare 8/2013 sottolinea che il Consiglio di Classe e il team-
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docenti, una volta individuati i "bisogni", devono formalizzare dei percorsi
personalizzati e individualizzati per gli alunni, utilizzando appunto il Piano
Didattico Personalizzato (PDP).
Il PDP, introdotto dalla Legge 170/2010 e dal D.M. 5669/2011 per gli alunni
DSA, con l'attuale normativa, può essere predisposto anche per gli alunni BES,
che non presentano certificazioni o diagnosi.
Il PDP deve essere il risultato di una progettualità condivisa a livello di
Consiglio di Classe o di Team dei docenti, perché la progettazione degli
interventi da adottare riguarda tutti gli insegnanti.
In realtà, l'intera comunità scolastica è chiamata ad organizzare i curricoli, in
funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini, a gestire in modo alternativo
le attività d'aula, a favorire e potenziare gli apprendimenti e ad adottare i
materiali, gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le strategie
didattiche più adeguate ai reali bisogni degli alunni.
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Il PDP è, inoltre, uno strumento di lavoro flessibile, che gli insegnanti usano in
itinere e può essere modificato ogniqualvolta sia segnalato un cambiamento nei
bisogni o nelle difficoltà degli alunni.
La Direttiva individua anche la possibilità di una progettazione più centrata sulla
classe, con l'individuazione di uno specifico piano per tutti gli alunni della
classe con BES, focalizzando l'attenzione sulle strategie inclusive.
Il PDP è lo strumento che garantisce l'applicazione delle norme previste dalle
Legge 170/2010, dalla D.M. del 27/12/2012 e dalla C.M. n.8 del 06/03/2013,
che contribuisce a costruire la storia e l'evoluzione dell'alunno con BES/DSA e,
nel contempo lo tutela, in quanto è un documento con una sua rintracciabilità,
che registra il percorso ed i progressi dell'alunno, sicché quanto vi è
concordemente riportato ha una sua importante valenza. Inoltre, il PDP è utile
per presentare lo studente ad una commissione esterna, in sede di esame.
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Questo documento deriva dallo sforzo congiunto della scuola e della famiglia e
la sottoscrizione di esso da parte del Dirigente, degli insegnanti del Consiglio di
Classe o del Team-docenti e dalla famiglia sottolinea appunto il riconoscimento
di una fondamentale corresponsabilità di più figure nel percorso educativo
dell'alunno. Nel caso in cui la famiglia non partecipi alla stesuradel PDP e non
intenda firmarlo, la scuola deve acquisire agli atti la firma per presa visione e
deve redigere un verbale di presentazione.
Inoltre, ogni istituzione scolastica può individuare il modello di PDP che ritiene
più funzionale e snello.
Fogarolo (2013) afferma che:
"Il PDP deve funzionare e quindi contenere indicazioni:
ØSignificative
ØRealistiche
ØCoerenti
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ØConcrete e verificabili"
Aggiunge inoltre che gli strumenti (affinchè siano realmente compensativi e
dispensativi):
quelli compensativi devono:
ØEsistere
ØFunzionare
ØEssere convenienti (Fogarolo, 2013)
misure dispensative devono
ØRiguardare le prestazioni e non gli obiettivi didattici
ØEvitare che il disturbo o la difficoltà possa comportare un generale insuccesso
scolastico
ØEssere sempre accompagnate da sistemi alternativi per svolgere in modo
diverso, e possibilmente in autonomia, le medesime prestazioni richieste ai
compagni.
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Sempre Fogarolo (2013) afferma:
"La predisposizione di un PDP unico per tutti gli alunni con esigenza di
personalizzazione, a parte la contraddizione in termini (piano sia
individualizzato che collettivo), è difficilmente gestibile anche per questioni di
privacy, considerando che il documento va necessariamente condiviso con la
famiglia di ciascuno di essi e non può contenere informazioni riservate relative
agli altri."
Guardando quanti passaggi effettuare potrebbe risultare difficile e difficoltoso
per un insegnante predisporre un PDP per la mole di lavoro che sembra
richiedere.
In realtà il PDP, se ben fatto, non è una fatica in più ma mi aiuta a faticare meno
in classe e un bravo insegnante è in grado di prevedere il problema e
l'imprevisto e predispone l'ambiente affinchè non si verifichi ....
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La scelta del PDP modulare Il PDP non è la conseguenza del riconoscimento di
un deficit o disabilità, ('Questo alunno è BES quindi la scuola deve predisporre
un PDP') ma parte integrante dell'identificazione della situazione di bisogno
('Questo alunno è BES perché secondo la scuola ha bisogno di un PDP')
(Fogarolo, 2013)
Il PDP diventa la scelta logica dell'insegnante che si rende conto della necessità
di una didattica speciale
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Quali elementi indispensabili in un PDP per i BES?
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a. l'alunno ha bisogno di interventi di personalizzati per potenziare l'autonomia
di studio;
b. l'alunno ha bisogno di interventi per migliorare le competenze di accesso al
testo (testi facilitati, promuovere la comprensione del testo, promuovere diverse
strategie di lettura ... )
c. l'alunno ha bisogno di interventi personalizzati con strategie di facilitazione
(verifica preventiva della sostenibilità delle prove ; dividere eventualmente gli
obiettivi in sotto-obiettivi; valorizzare linguaggi alternativi al codice scritto (o al
codice parlato, nel caso di difficoltà di linguaggio)
d. Attivazione o meno della risorsa compagni (attivazione di attività di tipo
cooperativo)
e. Promuovere competenze compensative (se sono disponibili strumenti
compensativi, ma manca nell'alunno la capacità di usarli ... )
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