Slide dall'Università di Torino su "Dalla crisi coreana alla destalinizzazione". Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, esplora il maccartismo negli Stati Uniti e la "destalinizzazione", analizzando le limitazioni delle libertà individuali.
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UNIVERSITÀ DI TORINO
1404
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Dal 1949, da un lato la definizione
della "questione tedesca", dall'altro la
costituzione della Cina comunista,
spostarono l'epicentro della guerra
fredda dall'Europa all'Asia.
In pochi mesi, infatti, l'Estremo
Oriente divenne la zona più "calda"
del pianeta, soprattutto a causa della
crescita delle tensioni nella penisola
coreana. Questa infatti, dalla fine della
Seconda guerra mondiale, era stata
divisa in due parti: al Nord si era
instaurato un regime comunista, che
beneficiava degli aiuti sovietici; al Sud,
invece, nella zona liberata dagli Stati
Uniti, operava un governo filo-
occidentale.
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l'invasione dell'esercito del Nord
diede avvio alla guerra di Corea, il
primo conflitto a essere combattuto
nell'epoca della guerra fredda;
l'intervento americano, stabilito in
applicazione della "teoria del
contenimento", fu immediato e
decisivo nel frenare e respingere
l'attacco.
Soldati statunitensi prendono Seul
A differenza dell'Urss, che scelse di non esporsi direttamente onde evitare lo scontro diretto
con gli Usa, la Cina optò per l'intervento militare, provocando un'ulteriore escalation bellica.
Fortunatamente, la situazione andò appianandosi e il fronte militare si attestò lungo il 38º
parallelo, dove tuttora resiste, a oltre sessant'anni di distanza dall'armistizio, firmato nel
1953.
Guarda dalla sitografia:
Cartina della guerra di
Corea (NZ history)
Leggi nella sitografia:
Pablo Picasso,
"Massacro in Corea"
(Zanichelli)
Il momento dell'armistizio fra coreani e americani
Il conflitto tra le due Coree rappresentò il momento di
maggiore tensione nella fase iniziale della guerra fredda,
producendo conseguenze rilevanti.
Infatti, oltre a spostare l'attenzione sull'Asia e a
conferire grande visibilità alla Cina comunista, lo
scoppio delle ostilità provocò una nuova corsa agli
armamenti su entrambi i fronti; tutte le principali
potenze aumentarono in modo massiccio le spese
militari per ampliare i propri arsenali e per dotarsi di
ordigni sempre più micidiali.
Non a caso, ad esempio, fu proprio in questi anni che
anche la Gran Bretagna riuscì a munirsi della bomba
atomica, affermandosi come la terza potenza nucleare dopo
Stati Uniti e Unione Sovietica.
In conseguenza delle tensioni create dalla guerra di Corea, aumentò sensibilmente l'armamento nucleare dei
due blocchi e si intensificarono gli esperimenti
IS THIS
TOMORROW
AMERICA UNDER COMMUNISM!
Inoltre, all'interno dei singoli Stati, il conflitto allarmò molto le opinioni
pubbliche nazionali, sempre più angosciate dall'idea dello scoppio
imminente di una nuova guerra mondiale, ancora più distruttiva di quella -
già devastante - appena conclusa.
Così, una parte delle classi dirigenti, anche nelle democrazie occidentali, pensò
di utilizzare a proprio vantaggio tali paure, alimentando un clima di "caccia
alle streghe" nei confronti di tanti oppositori, in quanto considerati
fiancheggiatori, se non veri e propri agenti del nemico.
Se la "demonizzazione" dell'avversario era una prassi costante nei regimi
stalinisti, nei sistemi democratici tale politica repressiva finì per produrre una
grave ferita, mettendo in pericolo i diritti fondamentali di cittadinanza.
Ciò avvenne in particolare negli Stati Uniti, dove nei
primi anni Cinquanta operò un'apposita commissione
parlamentare d'inchiesta, presieduta dal senatore
repubblicano Joseph Mccarthy, incaricata di
vagliare l'orientamento politico di migliaia di
cittadini, allo scopo di scovare e punire i
" comunisti" che si annidavano nella società
americana e, in particolare nel mondo
dell'informazione e dell'arte (stampa, cinema,
letteratura).
Ad esempio, a finire sotto accusa furono grandi
personaggi della cultura anglosassone, come il
regista Charlie Chaplin e lo scrittore Arthur Miller.
Il senatore Mccarthy, che diede il via alla stagione del "maccartismo"
La stagione del maccartismo rappresentò una fase buia nella storia degli
Stati Uniti poiché la "crociata anticomunista", condotta con metodi
inquisitori, incompatibili con le regole della democrazia, finì
semplicemente per restringere le libertà in un paese che poneva la
libertà degli individui al centro del discorso pubblico.
Leggi nella sitografia: Guido
Fink, Maccartismo
(Enciclopedia del Cinema
Treccani)
L'evento che, più di tutti, facilitò l'uscita dalla fase più tesa della guerra fredda fu la
morte di Josef Stalin, avvenuta il 5 marzo 1953.
La scomparsa del dittatore georgiano, che aveva contribuito in modo decisivo alla
sconfitta del nazifascismo ma che, in maniera altrettanto decisa, aveva favorito la
divisione del mondo in due blocchi irriducibilmente antagonisti, suscitò nel mondo
occidentale la speranza di un mutamento nelle relazioni diplomatiche tra Est e Ovest;
allo stesso tempo, vi era la consapevolezza che il percorso da intraprendere sarebbe stato
piuttosto travagliato.
Guarda nella sitografia:
I funerali di Stalin
(immagini) (Archivio
fotografico del PCI,
Fondazione Gramsci)
Leggi dalla sitografia: Lara
Piccardo, "Consiglio di mutua
assistenza economica"
(Comecon) (Dizionario
dell'Integrazione Europea)
Lo mostrò, ad esempio, la brusca reazione sovietica alla scelta di adesione della
Repubblica Federale Tedesca alla Nato, avvenuta il 9 maggio 1955; appena cinque giorni
dopo, infatti, l'Urss e le democrazie popolari, il cui legame si era già cementato sul piano
commerciale nel 1949 con l'istituzione del "Comecon" (il Consiglio di mutua assistenza
economica), firmarono insieme il "Patto di Varsavia", un'alleanza militare che voleva
costituire il contraltare della Nato.
Leggi dalla sitografia:
Patto di Varsavia
(stralcio) (Wikipedia)
Nel mondo comunista la morte di Stalin rappresentò,
ovviamente, un trauma emotivo e politico, soprattutto
per la base degli attivisti e dei militanti.
Il suo successore, Nikita Krusciov, si trovò a gestire una fase
molto delicata, vale a dire il passaggio dal sistema di potere
staliniano - un totalitarismo "perfetto", fondato sul terrore
e su un vero e proprio "culto della personalità" - a un
nuovo ordine, basato certamente sulla dura repressione
verso qualsiasi forma di opposizione, ma privo di quegli
eccessi e di quella crudeltà che aveva
segnato indelebilmente lo stalinismo.
Leggi nella sitografia:
Nikita Kruscev
(Enciclopedia on line
Treccani)
Nikita Krusciov, che avviò la "destalinizzazione"
Guarda nella sitografia: 22
febbraio 1956 - Krusciov
denuncia Stalin al XX Congresso
(Portale storico della Presidenza
della Repubblica)
Il momento cruciale della svolta, accuratamente preparato dal gruppo dirigente sovietico, si ebbe
nel febbraio 1956, durante i lavori del XX congresso del Pcus (il Partito Comunista dell'Unione
Sovietica ), quando in un "Rapporto segreto" Krusciov denunciò i crimini di Stalin, rivelando ai
delegati tutto l'orrore dei suoi misfatti.
Il documento divenne di dominio pubblico grazie alla sua pubblicazione sulla stampa
americana, che suscitò vasto clamore, specie nel movimento comunista internazionale, e
anche tante sofferenze nella base.
Leggi nella sitografia: Marcello
Flores, "Il New York Times
informò il mondo" (la
Repubblica)
Le conseguenze non si fecero attendere, soprattutto in alcune "democrazie
popolari", dove la destalinizzazione fu vissuta come un'occasione per
allentare i vincoli soffocanti con l'Urss.
Già alcuni duri scioperi, avvenuti nella Germania orientale nell'estate del
1953 e in Polonia nel giugno del 1956, avevano mostrato la crescente
volontà degli operai di riappropriarsi di un loro diritto fondamentale per
poter rivendicare e ottenere migliori condizioni di vita.
Ma gli avvenimenti più importanti e - per taluni aspetti - dirompenti si registrarono in Ungheria,
dove nell'ottobre 1956 iniziò un ampio movimento di protesta, che sfociò in una vera e propria
insurrezione popolare; questa vide come protagonisti non solo gli operai ma anche studenti e
cittadini di diverse categorie, i quali reclamavano tutti insieme l'apertura di concreti spazi di
democrazia (ad esempio con la possibilità di costituire altri partiti) e l'allentamento del legame
di ferro con Mosca (ad esempio con l'uscita dal Patto di Varsavia).
In pochi giorni, tuttavia, il leader riformatore dei comunisti magiari, Imre Nagy, venne
arrestato, per essere poi giustiziato qualche tempo dopo; soprattutto, a sedare la rivolta
intervennero per la prima volta i carri armati sovietici, che riportarono subito l'ordine, al
prezzo però di una vera e propria carneficina.
Guarda dalla sitografia:
"L'umanità in lutto. I sovietici
soffocano nel sangue la breve
libertà ungherese", video de "La
Settimana Incom" (YouTube -
Archivio storico Luce)
Un carro armato sovietico viene distrutto a Budapest