Documento su risposte a domande probabili all'esame Contabilità e bilancio. Il Pdf, utile per il ripasso e la preparazione di esami universitari di Economia, copre argomenti come le fonti giuridiche, la classificazione delle imprese, i principi contabili e la valutazione di titoli e crediti.
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Quali sono le fonti giuridiche e professionali per la redazione del bilancio di esercizio nella disciplina nazionale?
La redazione del bilancio di esercizio è disciplinato sia a livello nazionale che internazionale. In Italia, tale disciplina comprende fonti giuridiche, rappresentate dai principi contabili emessi dall'OIC, e da fonti professionali, rappresentate dalle norme del Codice Civile e da altri decreti legislativi integrativi.
Il Codice Civile disciplina il bilancio delle società per azioni, estesa poi a tutte le società di capitali. Tale disciplina viene ulteriormente differenziata a seconda delle dimensioni della società: al crescere delle dimensioni, aumenta la complessità del bilancio e la necessità di fornire informazioni sempre più dettagliate per favorire la comprensibilità e l'intelligibilità di tale documento contabile.
Dall'altro lato, l'OIC è l'Organismo Italiano di Contabilità e ha il compito di interpretare i principi contabili civilistici e integrarli in occasione di aree non disciplinate. Più precisamente le sue funzioni sono: emettere ed aggiornare i principi contabili italiani, fornire un'attività di supporto al Parlamento e agli altri organi contabili, prendere parte al processo di elaborazione dei principi contabili internazionali.
La segmentazione della disciplina di bilancio: quali sono le diverse classi di imprese definite nel codice civile e quali differenti obblighi hanno in tema di redazione del bilancio?
Il Codice Civile disciplina la redazione del bilancio delle società di capitali, stabilendo nell'art. 2423, all'interno del primo comma della clausola generale, i documenti costitutivi il bilancio di esercizio redatto in forma ordinaria: Stato Patrimoniale, Conto Economica, Nota Integrativa e Rendiconto Finanziario. Tuttavia, il Codice Civile prevede delle semplificazioni per le imprese di minori dimensioni.
In particolare, le società che per due anni consecutivi non superano due dei seguenti limiti vengono definite piccole imprese: totale attivo 4.4 milioni, totale ricavi 8.8 milioni, numero dipendenti 5fi unità. In questo caso, redigono un bilancio in forma abbreviata: sono esentate dalla redazione del Rendiconto Finanziario e possono redigere una Nota integrativa "semplificata", meno dettagliata.
Le società che, invece, per due anni consecutivi non superano due dei seguenti limiti vengono definite micro imprese: totale attivo 175 mila, totale ricavi 35fi mila, numero dipendenti 5 unità. In questo caso, possono redigere il bilancio delle micro imprese, composto soltanto da Stato Patrimoniale e Conto Economico.
Inoltre, godono anche di altre semplificazioni, come la possibilità di non applicare il criterio del costo ammortizzato nella valutazione delle titoli di debito e raggruppare alcune voci negli schemi di bilancio.
Cosa s'intende per "clausola generale" di redazione del bilancio di esercizio (art. 2423)?
La clausola generale è contenuta nell'art. 2423 C.C., si articola in 6 commi e ha l'obiettivo di rendere intellegibile il bilancio di esercizio.
Il primo comma è relativo al contenuto del bilancio. Quest'ultimo è un tutto inscindibile di 4 documenti: Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa e Rendiconto Finanziario. Tali documenti costituiscono il bilancio in forma ordinaria: tale comma non esplicita le varie eccezioni nei casi di piccole e micro imprese. Inoltre, specifica che la redazione del bilancio è di competenza degli amministratori.
Il secondo comma chiarisce i postulati di redazione del bilancio, che deve essere rappresentare in modo chiaro, veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale dell'impresa in funzionamento.
La "chiarezza" è riferita sia al contenuto che alla rappresentazione degli schemi di bilancio: questo implica il rispetto degli schemi obbligatori previsti per la redazione del bilancio, il divieto di raggruppamento delle voci e di effettuare compensazioni di partite.
Per "verità" non si intende, invece, una verità assoluta ed oggettiva poiché il bilancio è composto da valori stimati e congetturati. Sarebbe meglio parlare allora di veridicità, ovvero di attendibilità dei dati inseriti in bilancio.
Infine, per "correttezza" si fa riferimento all'onestà e alla neutralità dei redattori di bilancio, al fine di evitare favoritismi nei confronti di determinati portatori di interesse.
Il terzo comma prevede l'esposizione in bilancio di quelle informazioni complementari necessaria alla comprensione del bilancio: il codice civile attribuisce quindi ai redattori dei bilancio la facoltà di elaborare ulteriori schemi, come ad esempio il prospetto delle variazioni delle parti ideali del patrimonio netto.
Il quarto comma introduce il principio della rilevanza. Qualora l'osservanza delle normative civilistiche abbia effetti irrilevanti, non occorre rispettare le imposizioni previste. Un'informazione è considerata rilevante quando la sua mancata esposizione potrebbe cambiare significativamente la decisione del lettore del bilancio in termini di finanziare o meno la società. Questo comma si collega al successivo, che introduce l'obbligo di deroga: qualora le normative civilistiche non consentano di rappresentazione la situazione aziendale in modo coerente con i postulati del bilancio, la società può derogare a tali norme, iscrivendo le motivazioni nella nota integrativa e inserendo eventuali utili da deroga in una riserva non distribuibile.
Infine, l'ultima comma prevede l'omogeneità della moneta di conto: il bilancio deve essere redatto in euro e senza decimali.
Quali sono i principi di redazione del bilancio (art 2423 bis)?
I principi di redazione del bilancio sono contenuti nell'art. 2423bis del codice civile.
Il primo principio fondamentale (che non è citato, al contrario, nella disciplina internazionale) è quello della prudenza: vengono inseriti in bilancio soltanto gli utili effettivamente realizzati alla data di chiusura del bilancio. Diventa quindi fondamentale il principio di realizzazione. Conseguenza di tale principio è anche l'inserimento in bilancio delle perdite e dei rischi, anche se conosciuti dopo la chiusura dell'esercizio, e l'elenco separato delle voci eterogenee, al fine di evitare compensazioni di partite.
Secondo principio è quello della prospettiva della continuità aziendale: le valutazioni inserite in bilancio devono avvenire nell'ipotesi che l'azienda perduri nel tempo e sia quindi un'impresa in funzionamento, opposta a quella in liquidazione. In seguito alla pandemia da Covid, è stato emesso un decreto deroga a tale principio: le imprese entrate in crisi a causa della pandemia, possono continuare a redigere il bilancio come se fossero un'impresa in funzionamento; tale deroga ovviamente non viene applicato per le imprese che ero già in una condizione di crisi prima della pandemia.
Terzo principio è la rappresentazione sostanziale, in base al quale si presta maggiore attenzione alla sostanza dell'operazione, piuttosto che alla sua forma.
Quarto principio è quello della competenza, che stabilisce un criterio per attribuire i costi e ricavi all'esercizio in chiusura. In particolare, per i ricavi viene stabilito il principio di realizzazione (il ricavo è di competenza se è stato completato il ciclo produttivo), per i costi il principio di correlazione (un costo è di competenza se correlato ad un ricavo realizzato).
Quinto principio è quello della costanza dei criteri di valutazione, al fine di consentire comparazioni temporali e limitare la discrezionalità dei redattori del bilancio nell'effettuare le valutazioni. Con il bilancio si cerca di effettuare anche comparazioni spaziali, ovvero tra diverse imprese, ma è il più difficile da effettuare poiché ciascuna impresa adotta i propri criteri di valutazione. Un'eventuale variazione dei criteri di valutazione deve trovare rappresentazione nella Nota Integrativa.
ffiltri principi di redazione del bilancio introdotti dall'OIC (e quindi non contenuti nell'art. 2423bis) sono l'utilità delle informazioni di bilancio per il lettore, la verificabilità delle informazioni inserite in bilancio, la conformità del processo di formazione del bilancio ai principi contabili.
Si illustri la struttura e il contenuto dello stato patrimoniale.
Lo Stato Patrimoniale è un documento costitutivo del bilancio di esercizio che permette di rappresentare e valutare la composizione quali-quantitativa del capitale di funzionamento: in altre parole, la situazione patrimoniale e finanziaria dell'azienda in funzionamento.
Lo stato patrimoniale è redatto a sezioni contrapposte ed è composto da 4 macroclassi nell'attivo (crediti v/soci, immobilizzazioni, attivo circolante, ratei e risconti) e 5 macroclassi nel passivo (patrimonio netto, fondi rischi e oneri, fondo TFR, debiti, ratei e risconti), ciascuna composta da diverse classi e voci. I primi due livelli di aggregazione rappresentano l'elemento rigido dello schema di bilancio, in quanto non è ammessa nessuna variazione da parte dei redattori. L'analiticità del terzo livello è lasciata invece alla discrezione dei redattori.
Per ciascuna voce è necessario indicare anche l'importo corrispondente dell'esercizio precedente, in modo da consentire di effettuare una comparazione temporale.
Qual è il criterio di classificazione delle attività nello stato patrimoniale civilistico?
Le voci sono classificate in base al criterio della destinazione economica, cioè in base alla destinazione che esse subiscono in seno alla specifica realtà aziendale nella quale vengono effettivamente impiegate.
Le voci dell'attivo sono esposte al netto dei relativi fondi rettificativi: questo vale in particolar modo per le immobilizzazioni e per i crediti, e per i relativi fondi ammortamenti e fondi svalutazione. Si tratta di fondi che sono direttamente correlabili ad una specifica voce dell'attivo e per questo possono essere portate a sua diretta riduzione. Tale caratteristica non è rispettata invece dai fondi rischi ed oneri e dal fondo TFR che, infatti, vengono esposti in una specifica macroclasse nel passivo.
Si illustri la struttura e il contenuto del conto economico.
Il conto economico rappresenta la situazione reddituale dell'impresa, fornendo una sintesi dei componenti positivi e negativi di reddito attribuiti sulla base del criterio della competenza economica. Viene redatto in forma scalare, rappresentazione che non consente di apprezzare l'area della gestione che ha generato i diversi componenti di reddito.
I costi sono classificati per natura: vengono quindi aggregati i componenti negativi aventi la medesima natura. Tale rappresentazione differisce da quella che classifica i costi per destinazione (utilizzata nella disciplina internazionale) che classifica invece i costi in base all'area di gestione che li ha generati.
Il conto economico è formato da 4 macroclassi e consente di determinare alcuni risultati intermedi come la differenza tra il valore e il costo della produzione e il risultato ante imposte.
Nel conto economico i proventi e i ricavi, gli oneri e i costi devono essere esposti al netto dei relativi resi, abbuoni e premi. Le variazioni delle rimanenze per cui sia almeno iniziato il processo di trasformazione vengono inseriti tra il valore della produzione, mentre le variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo vengono inserite tra i costi della produzione.
Si delineino contenuto e informazioni presenti nel rendiconto finanziario
Il rendiconto finanziario è un documento che è stato introdotto con il decreto legislativo 139/2fi15 che ha modificato l'art. 2423, rendendo tale documento obbligatorio. Il rendiconto permette di apprezzare le condizioni di economicità della gestione e, in particolare, consente di determinare la dinamica, in termini di variazioni (flussi), che ha generato i valori al termine dell'esercizio (e quindi inseriti in bilancio). Permette di valutare la liquidità e la solvibilità dell'azienda, la possibilità di autofinanziamento e la capacità di affrontare impegni a breve termine.
La grandezza presa a riferimento sono le disponibilità liquide e vengono individuate le cause che possono, durante l'esercizio, generare variazioni in esse. In particolare, l'OIC distingue 3 aree: area operativa, area di finanziamento e area di investimento.