Propedeutica alla storia della lingua italiana: dal latino volgare al fiorentino

Documento sulla Propedeutica alla storia della lingua italiana. Il Pdf, di Letteratura per l'Università, esplora l'evoluzione della lingua italiana dal latino volgare al fiorentino, analizzando fattori linguistici, economici e sociali che hanno contribuito all'unificazione linguistica e alle variazioni della lingua.

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Propedeutica alla storia della lingua italiana si occupa degli aspetti della lingua italiana nel
passato e nel presente analizzando: grammatica, sintassi e lessico, inoltre analizza l’italiano
in tutte le sue forme(scritto e orale) in qualunque epoca e con caratteristiche affini e non, gli
aspetti diacronici(passati) sincronic(presenti) e la parte monografica ovvero la lingua della
canzone italiana.
-ALLE RADICI DELL’ITALIANO
nel 117 d.c l‘impero romano era nella sua massima espansione ed era unito militarmente ed
economicamente. Roma era al centro di tutto e si parlava latino,nonostante ciò non in tutto
l'impero romano si parlava latino poiché vigeva anche il greco che aveva maggior prestigio
culturale.
L’area in cui si parlavano le lingue romanze(lingue neolatine) era la Romània.
L’italiano chiaramente deriva dal latino non quello classico( quello usato dai grandi scrittori
come Cicerone,Cesare,Virgilio e Orazio diventato poi un modello letterario codificato)ma
quello volgare ovvero il latino parlato che quindi muta nel tempo (509 a.c nascita
repubblica- 476 d.c caduta impero romano d’occidente) nello spazio in quanto parlato in un
vasto territorio quindi n uguale in tutte le località e nella società (variava in base a classe
social, istruzione, occupazione,età,contesto ed interlocutore)
-FORMAZIONE DELL’ITALIANO
dove? L’italiano nasce a Firenze con il fiorentino letterario del 300 (secondo Tullio de marco
l’80%del lessico fondamentale italiano di oggi corrispondeva quello fiorentino del 1300)
Quando?non esistono date specifiche ma vengono prese in considerazione il 1300 e il 1400
come? In ambito letterario
MA PERCHÉ PROPRIO IL FIORENTINO? Questo Perché l’Italia centro settentrionale del
1300 faceva parte del sacro romano impero, gli imperatori e il re in quel periodo risiedevano
in Germania, le piccole regioni cercavano quindi autonomia causa del regime inesistente, si
venne a creare quindi una frammentazione geopolitica,in cui quasi ogni città era uno stato
ricco e sempre più ricco ne spesso faceva guerra con la città vicina per maggiore spazio, ci
fu quindi una polverizzazione politica a cui si accompagnava una frammentazione
linguistica(dialetti).
Nel 1300 sicuramente c’erano tante micro parlate tutte derivanti dal neolatino tutte però con
differenze tra loro.
L'italiano però deriva proprio dal fiorentino grazie a:
-ragioni linguistiche: il fiorentino era la varietà più simile al latino(questo portò a prestigio
culturale), inoltre il fiorentino aveva una posizione intermedia tra le parlate italiane, il
fiorentino era una via di mezzo tra saetti settentrionali e meridionali e questo lo rendeva
adatto a penetrare in altre regioni.
-ragioni economico sociali:i banchieri,i mercanti egli artigiani erano la parte più
intraprendente della società, quelli fiorentini erano. Più intraprendenti d’europa( facevano
affari in tutta Europa) il fiorino, nonché la moneta di Firenze, diventa il simbolo del potere
economico fiorentino e di scambio, la parola forino viene quindi utilizzata in gran parte
d’Europa, allo stesso modo anche la parola banco/a.
Si venne a creare una forte alfabetizzazione(la maggior parte della popolazione non sapeva
leggere scrivere ,grazie a mercanti e banchieri si iniziò ad insegnare la lingua) questo
perché mercanti e banchieri dovevano sapere la lingua per il loro mestiere ( se si mettessero
insieme i testi scritti nell'italia medievale non in latino la maggioranza viene dalla toscana,
balestracci ha nominato la toscana di quel tempo ma regione con la penna in mano questo
portò a una fioritura culturale poiché vendo capacità di lettura mercanti e finanzieri iniziarono
a leggere opere più importanti non solo legate al proprio mestiere).
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-ragioni letterarie: Dante,Petrarca e Boccaccio diventano esito modellietterari e
linguistici,legati tutti quanti a Firenze
dante=nato nel 1265, fiorentino
petrarca =nasce ad Arezzo da genitori fiorentini ne erano stati esiliati
boccaccio=morto nel 1375,ha trascorso importanti tratti della sua vita a Firenze
Tutti loro hanno scritto opere importanti:
(Commedia, canzoniere e decameron) diventano bestseller e modelli da imitare dal punto di
vista grammaticale, anche scrittori di altre regioni leggono queste opere e iniziano ad
imitarne la lingua, abbandonando la lingua madre e apprendendo una lingua pressoché
straniera il fiorentino diventa così una base grammaticale e sintattica della lingua italiana.
LA LINGUA DI DANTE PETRARCA E BOCCACCIO
DANTE E LA DIVINA COMMEDIA
In Italia i grandi scrittori sono tanti anche modelli linguistici, la commedia dantesca è
stanzialmente vicina all’uso fiorentino di fine 1200.
la commedia è stata scritta dal 1306 fino più meno al 1321 anche se non tutta è stata scritta
Firenze, dante scrive in un fiorentino gli anni 70 del 1200 ovvero di quando lui era giovane,
si analizza quindi:
-RAPPORTO TRA LESSICO DANTESCO E LESSICO ITALIANO
casa(mantenuta uguale in lessico e fonetica)
artista parola che ha iniziato a circolare grazie al fatto che è stata usata da dante (colui che
crea un prodotto a cui vengono dati dei riconoscimenti, per Dante l‘arte era quello di
mestiere,occupazione e professione)
ragazzo per noi giovane uomo e/o fidanzato,per dante ragazzo era uno stalliere soltanto nel
corso del 500 questa parola assume altri significati da quello dantesco quasi come un falso
amico ( gentile che per dante voleva dire nobile ed onesta e per dante voleva dire decorosa
esteriormente, il verbo pare invece voleva dire manifestare palesemente e non sembrar
come per noi)
!parole uguali nella forma ma che con gli anni hanno cambiato significato!
La parola ragazzo (prestito adattato) può sembrare una parola toscana ma non lo è, deriva
dall’arabo quindi un arabismo(carciofo,materasso tazza) esistono poi i prestiti non adattati
che sono i prestiti in cui l’italiano mantiene un suono simile ma non uguale alla lingua di
provenienza(computer mouse) ad oggi gran parte delle parole italiane si trattano di prestiti
non adattati soprattutto i sostantivi.
Le parole usate prima dell’Ottocento derivanti da altre lingue faceva parte dei prestiti adattati
(parole derivanti da altre lingue ma adattate una volta in italiano, adattate quindi alla lingua e
alla morfologia) vengono inoltre riconosciuti come prestiti solo se si conosce la storia di
quella parla (regalo derivante dalla Spagna, cugino derivante dalla Francia,compleanno
derivante dallo spagnolo, moda parola francese)
-SCELTE LESSICALI DI DANTE
parole che dante ha scelto di introdurre nel suo lessico da sperimentatore adattò le parole
alle sue opere tra paradiso,purgatorio e inferno dante alterna parole di registri(modo di
parlare e di scrivere in base al contesto e all’interlocutore) diversi
merda a differenza nostra dante non aveva a disposizione molti sinonimi di questa parola
evidentemente neanche l’uso della parola infantile(cacca) o magari c’era ma non aveva il
nostro significato, probabilmente non aveva neanche a disposizione feci.
Aveva però a disposizione la parola sterco.
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Propedeutica alla storia della lingua italiana

Propedeutica alla storia della lingua italiana si occupa degli aspetti della lingua italiana nel passato e nel presente analizzando: grammatica, sintassi e lessico, inoltre analizza l'italiano in tutte le sue forme(scritto e orale) in qualunque epoca e con caratteristiche affini e non, gli aspetti diacronici(passati) sincronic(presenti) e la parte monografica ovvero la lingua della canzone italiana.

Alle radici dell'italiano

  • ALLE RADICI DELL'ITALIANO nel 117 d.c l'impero romano era nella sua massima espansione ed era unito militarmente ed economicamente. Roma era al centro di tutto e si parlava latino,nonostante ciò non in tutto l'impero romano si parlava latino poiché vigeva anche il greco che aveva maggior prestigio culturale. L'area in cui si parlavano le lingue romanze(lingue neolatine) era la Romania. L'italiano chiaramente deriva dal latino non quello classico( quello usato dai grandi scrittori come Cicerone, Cesare, Virgilio e Orazio diventato poi un modello letterario codificato)ma quello volgare ovvero il latino parlato che quindi muta nel tempo (509 a.c nascita repubblica- 476 d.c caduta impero romano d'occidente) nello spazio in quanto parlato in un vasto territorio quindi n uguale in tutte le località e nella società (variava in base a classe social, istruzione, occupazione,età,contesto ed interlocutore)

Formazione dell'italiano

  • FORMAZIONE DELL'ITALIANO dove? L'italiano nasce a Firenze con il fiorentino letterario del 300 (secondo Tullio de marco l'80%del lessico fondamentale italiano di oggi corrispondeva quello fiorentino del 1300) Quando?non esistono date specifiche ma vengono prese in considerazione il 1300 e il 1400 come? In ambito letterario MA PERCHÉ PROPRIO IL FIORENTINO? Questo Perché l'Italia centro settentrionale del 1300 faceva parte del sacro romano impero, gli imperatori e il re in quel periodo risiedevano in Germania, le piccole regioni cercavano quindi autonomia causa del regime inesistente, si venne a creare quindi una frammentazione geopolitica,in cui quasi ogni città era uno stato ricco e sempre più ricco ne spesso faceva guerra con la città vicina per maggiore spazio, ci fu quindi una polverizzazione politica a cui si accompagnava una frammentazione linguistica(dialetti). Nel 1300 sicuramente c'erano tante micro parlate tutte derivanti dal neolatino tutte però con differenze tra loro. L'italiano però deriva proprio dal fiorentino grazie a:
  • ragioni linguistiche: il fiorentino era la varietà più simile al latino(questo portò a prestigio culturale), inoltre il fiorentino aveva una posizione intermedia tra le parlate italiane, il fiorentino era una via di mezzo tra saetti settentrionali e meridionali e questo lo rendeva adatto a penetrare in altre regioni.
  • ragioni economico sociali:i banchieri,i mercanti egli artigiani erano la parte più intraprendente della società, quelli fiorentini erano. Più intraprendenti d'europa( facevano affari in tutta Europa) il fiorino, nonché la moneta di Firenze, diventa il simbolo del potere economico fiorentino e di scambio, la parola forino viene quindi utilizzata in gran parte d'Europa, allo stesso modo anche la parola banco/a. Si venne a creare una forte alfabetizzazione(la maggior parte della popolazione non sapeva leggere né scrivere , grazie a mercanti e banchieri si iniziò ad insegnare la lingua) questo perché mercanti e banchieri dovevano sapere la lingua per il loro mestiere ( se si mettessero insieme i testi scritti nell'italia medievale non in latino la maggioranza viene dalla toscana, balestracci ha nominato la toscana di quel tempo ma regione con la penna in mano questo portò a una fioritura culturale poiché vendo capacità di lettura mercanti e finanzieri iniziarono a leggere opere più importanti non solo legate al proprio mestiere).
  1. ragioni letterarie: Dante, Petrarca e Boccaccio diventano esito modellietterari e linguistici,legati tutti quanti a Firenze dante=nato nel 1265, fiorentino petrarca =nasce ad Arezzo da genitori fiorentini ne erano stati esiliati boccaccio=morto nel 1375,ha trascorso importanti tratti della sua vita a Firenze Tutti loro hanno scritto opere importanti: (Commedia, canzoniere e decameron) diventano bestseller e modelli da imitare dal punto di vista grammaticale, anche scrittori di altre regioni leggono queste opere e iniziano ad imitarne la lingua, abbandonando la lingua madre e apprendendo una lingua pressoché straniera il fiorentino diventa così una base grammaticale e sintattica della lingua italiana.

La lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio

Dante e la Divina Commedia

In Italia i grandi scrittori sono tanti anche modelli linguistici, la commedia dantesca è stanzialmente vicina all'uso fiorentino di fine 1200. la commedia è stata scritta dal 1306 fino più meno al 1321 anche se non tutta è stata scritta Firenze, dante scrive in un fiorentino gli anni 70 del 1200 ovvero di quando lui era giovane, si analizza quindi:

Rapporto tra lessico dantesco e lessico italiano

  • RAPPORTO TRA LESSICO DANTESCO E LESSICO ITALIANO casa(mantenuta uguale in lessico e fonetica) artista parola che ha iniziato a circolare grazie al fatto che è stata usata da dante (colui che crea un prodotto a cui vengono dati dei riconoscimenti, per Dante l'arte era quello di mestiere, occupazione e professione) ragazzo per noi giovane uomo e/o fidanzato,per dante ragazzo era uno stalliere soltanto nel corso del 500 questa parola assume altri significati da quello dantesco quasi come un falso amico ( gentile che per dante voleva dire nobile ed onesta e per dante voleva dire decorosa esteriormente, il verbo pare invece voleva dire manifestare palesemente e non sembrar come per noi) !parole uguali nella forma ma che con gli anni hanno cambiato significato! La parola ragazzo (prestito adattato) può sembrare una parola toscana ma non lo è, deriva dall'arabo quindi un arabismo(carciofo,materasso tazza) esistono poi i prestiti non adattati che sono i prestiti in cui l'italiano mantiene un suono simile ma non uguale alla lingua di provenienza(computer mouse) ad oggi gran parte delle parole italiane si trattano di prestiti non adattati soprattutto i sostantivi. Le parole usate prima dell'Ottocento derivanti da altre lingue faceva parte dei prestiti adattati (parole derivanti da altre lingue ma adattate una volta in italiano, adattate quindi alla lingua e alla morfologia) vengono inoltre riconosciuti come prestiti solo se si conosce la storia di quella parla (regalo derivante dalla Spagna, cugino derivante dalla Francia, compleanno derivante dallo spagnolo, moda parola francese)

Scelte lessicali di Dante

  • SCELTE LESSICALI DI DANTE parole che dante ha scelto di introdurre nel suo lessico da sperimentatore adattò le parole alle sue opere tra paradiso,purgatorio e inferno dante alterna parole di registri(modo di parlare e di scrivere in base al contesto e all'interlocutore) diversi merda a differenza nostra dante non aveva a disposizione molti sinonimi di questa parola evidentemente neanche l'uso della parola infantile(cacca) o magari c'era ma non aveva il nostro significato, probabilmente non aveva neanche a disposizione feci. Aveva però a disposizione la parola sterco.

2pensando a questa parola usata da Dante dobbiamo quindi far riferimento al fatto che Dante non aveva a disposizione tutti quei sinonimi che abbiamo noi ad oggi. Parole molto basse non per forza si trovavano solo nei canti dell'inferno ma anche nel paradiso. Dante usa anche parole di alto livello(auliche) per esprimere concetti più diversi come: trasumanare (umano con prefisso tras) al di là dell'umano. è stata un parola inventata da Dante, uno dei più famosi neologismi danteschi per accrescere il proprio livello lessicale. si combinano insieme un prefisso e un suffisso e in questo modo si creano parole nuove(cap8) questo avviene principalmente per i verbi parasintetici. Dante non si è solo limitato ad alternare parole di livello diverso o ad usare il fiorentino in tutte le sue forme o inventato parole nuove ma ha anche preso parole da altre lingue: sembianza (aspetto esteriore) può sembrare una parola a tutti gli effetti fiorentina ma effettivamente deriva dalla lingua provenzale (semblanza) quando in un poeta medievale troviamo una parola che finisce in anza, molte di queste parole derivano dal provenzale. in realtà Dante induce il numero dei provenzalismi rispetto ai precedenti scrittori.

Plurilinguismo dantesco

  • Dante mette quindi in atto un plurilinguismo dantesco senza farsi scrupoli Dante usa parole straniere: provenzalismi -anza voci toscane non fiorentine (ora in lucchese issa) forme settentrionali (capo che diventa co e casa che diventa ca) forme della poesia siciliana (face che diventa fa) brani in latino brani in lingue inventate

Petrarca e il Canzoniere

PETRARCA E IL CANZONIERE Il canzoniere di Petrarca è stato composto tra il 1336 il 1374(arco di tempo molto lungo). Petrarca a differenza di Dante lui scrive in monolinguismo scrive quindi in un toscano dalla forte impronta fiorentina ma in uno stile elevato e antirealistico(non in tutta la forma del fiorentino) quasi mono stile senza riferimenti spazio temporali, usando perifrasi senza indicare il nome dell'oggetto concreto. Nel corso della stesura del canzoniere Petrarca ha portato avanti un lavoro di selezione osservando quali parole erano veramente degne di essere usate in poesia(come le parole dolce e Laura che Petrarca usa in continuazione) Petrarca affida l'aggettivo dolce anche a sostantivi che non starebbero bene insieme a questo aggettivo. la parola laurea assomiglia a lauro nonché la pianta simbolo della poesia (l'alloro) ma anche a l'aura(a brezza, il venticello) questo creava un gioco di parole nelle sue poesie. Petrarca ridusse anche tutte le forme extra toscane per esempio tutte quelle che si erano sviluppate con il prestigio della scuola siciliana, eliminandole quasi completamente e facendo lo stesso anche con i provenzalismi.

Petrarchismo

PETRARCHISMO: è un fenomeno di imitazione del fenomeno di Petrarca nel canzoniere che avviene molto precocemente, il canzoniere diventa un modello linguistico e stilistico di riferimento per i poeti non toscani e innesca un vasto processo di imitazione, i versi di Petrarca diventano la prima grammatica dei poeti italiani che vogliono allontanarsi dal proprio volgare municipale(pag 39). Chiaramente non una grammatica esplicita ma implicita che fin da subito si rivela più efficace della commedia di Dante questo perché Petrarca essendo selettivo nelle parole è più facile da imitare.

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