Valutazioni e scelte dell'allenatore nel coaching sportivo, Appunti

Documento da Universita Niccolo Cusano su Valutazioni e scelte dell'allenatore. Il Pdf esplora il coaching sportivo, la gestione dei dati oggettivi e soggettivi, e la pianificazione del monitoraggio per l'Educazione fisica a livello universitario.

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24 pagine

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Corso di Laurea in Scienza e Tecnica dello Sport (LM-68)
Disciplina: COACHING SPORTIVO
Docente: Lorenzo Marcelli
MODULO 7- 8 – Valutazioni e scelte dell’allenatore
INDICE
Lezione 1 – Come allenatore e atleta percepiscono l’allenamento…………………...Pag .................. 3
Lezione 2 – La gestione di dati oggettivi.................................................................Pag ...................... 7
Lezione 3 – La gestione di dati soggettivi…………………………………...……………Pag ................ 10
Lezione 4 – Pianificazione pluriennale del monitoraggio dell’allenamento.….….....Pag ................ 16
Lezione 5 – La gestione dello staff ..........................................................................Pag ................... 19
Lezione 6 – L’allenatore efficace ………………………………………………………….Pag ................ 22
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Anteprima

Corso di Laurea in Scienza e Tecnica dello Sport (LM-68)

Disciplina: COACHING SPORTIVO

Docente: Lorenzo Marcelli MODULO 7- 8 - Valutazioni e scelte dell'allenatore

INDICE

Lezione 1 - Come allenatore e atleta percepiscono l'allenamento Pag 3 Lezione 2 - La gestione di dati oggettivi. Pag 7 Lezione 3 - La gestione di dati soggettivi. Pag 10 Lezione 4 - Pianificazione pluriennale del monitoraggio dell'allenamento. Pag 16 Lezione 5 - La gestione dello staff Pag ..... 19 Lezione 6 - L'allenatore efficace Pag 22

Lezione 1 - Come allenatore e atleta percepiscono l'allenamento

Nei moduli precedenti abbiamo discusso nel dettaglio alcuni aspetti importanti del processo di allenamento, con particolare riferimento al carico di lavoro, a come questo può essere quantificato e alla complessità dell'ottimizzazione dell'allenamento. Affinché il carico di allenamento possa essere somministrato correttamente sarebbe opportuno verificare che il carico pianificato coincida con il carico a cui l'atleta viene sottoposto e che le risposte dell'atleta siano coerenti con quanto pianificato. Mentre questo processo non è particolarmente complesso negli sport individuali ed in particolare nelle discipline di endurance, verificare la corrispondenza tra carico pianificato e carico misurato è più difficile nel contesto dei giochi sportivi. Nel tentativo di offrire alcune soluzioni pratiche per risolvere almeno parzialmente tale problematica, alcuni ricercatori hanno proposto di estendere l'utilizzo della Session RPE all'allenatore. Per ciascun atleta, l'allenatore è chiamato a selezionare un valore di RPE in fase di pianificazione (prima dell'allenamento) e anche in fase post allenamento, in questo secondo caso in analogia con quanto l'atleta è chiamato a fare post allenamento per la quantificazione della Session RPE. In questa lezione descriveremo vantaggi e limiti dell'utilizzo di questo approccio nel contesto dei giochi sportivi.

Sono stati condotti una serie di studi scientifici per verificare se la percezione del carico dell'allenatore coincide con quella dell'atleta. Da un punto di vista concettuale questo confronto è interessante a due diversi livelli. In primo luogo, questa metodica mette l'allenatore di fronte alla necessità di stimare in anticipo il carico di allenamento che sarà somministrato, favorendo pertanto una riflessione dell'allenatore circa il carico di lavoro che sta per proporre. Nel caso dei giochi sportivi, tale valutazione deve essere differenziata per i vari giocatori. Nel secondo livello concettuale, l'allenatore può utilizzare questa strategia per raffinare la sua stima della percezione dell'atleta e incrementare le sue capacità di giudizio. Inoltre, da un punto di vista pratico, una 3discrepanza marcata tra percezione dell'allenatore e dell'atleta determina la necessità di valutare meglio la proposta dell'allenatore oppure lo stato di salute/fitness dell'atleta. In altre parole, è opportuno che l'allenatore si preoccupi di verificare i motivi per il quale la sua percezione differisce in maniera importante rispetto a quella dell'atleta.

I dati raccolti da Scantlebury et al. (2018) su atleti provenienti da diversi giochi sportivi mostrano come i valori di percezione dell'allenatore pianificati prima dell'allenamento èpossano differire in maniera importante rispetto a quelli riportati dall'atleta. Riscontriamo alcuni casi singoli dove, su una scala di RPE da 0 a 10, le differenze tra i valori dell'allenatore e quelli dell'atleta erano addirittura superiori a 5 punti di RPE. Nel confronto tra percezione dell'allenatore post esercizio e quella dell'atleta post esercizio si nota una leggera riduzione delle discrepanze, pur evidenziando alcuni casi dove questa differenza risulta comunque marcata. Da questi dati risulta evidente come sia difficile per un allenatore di giochi sportivi fissare in anticipo quello che sarà il carico di allenamento dei propri giocatori. Tra l'altro, a differenza degli sport di endurance, nei giochi sportivi non è pratico chiedere all'atleta di modulare l'attività sulla base dei valori di RPE pianificati perché aspetti situazionali giocano un ruolo importante nel determinare il carico di lavoro dell'atleta.

Un altro studio che mostra ampia discrepanza tra i valori di RPE pianificati dall'allenatore e quelli percepiti dall'atleta è quello di Rabelo et al. (2016). Gli autori hanno testano lungo l'arco di una stagione una squadra professionistica di calcio a 5. I risultati mostrano come il carico di allenamento pianificato dall'allenatore è spesso marcatamente più elevato rispetto a quello risportato dagli atleti sia nel periodo di preparazione che in quello competitivo. Tale risultato sembra essere indipendente dai livelli di percezione dello sforzo delle sessioni di allenamento. Ovvero il carico pianificato dall'allenatore è mediamente più elevato sia in sessioni facili, che in sessioni di impegno moderato che in sessioni ad elevato impegno.

4Anche i dati riportati da Macpherson et al. (2019) sono mediamente in linea con quanto appena discusso. L'aspetto originale proposto da questi autori è quello di operare una stima della percezione dello sforzo differenziata per componente tecnica, percezione dello sforzo degli arti in esercizio (le gambe nel caso specifico) e la percezione dello sforzo respiratorio. Ciò richiede all'allenatore uno sforzo supplementare sia in fase di pianificazione che in fase di giudizio post esercizio. Gli autori mostrano una sovrastima del carico di lavoro percepito dall'atleta quando questo viene pianificato in anticipo dall'allenatore. Questo risultato è stato osservato per la percezione dell'impegno tecnico e dello sforzo delle gambe. Molto minore è la discrepanza tra la percezione dell'atleta e quella dell'allenatore quando entrambi valutano la sessione di allenamento nel post esercizio. Inoltre gli autori riportano come nel corso delle sessioni di allenamento migliori la capacità dell'allenatore di stimare il carico percepito dall'atleta.

Meno in linea con quanto mostrato sinora sono i dati di Rodríguez-Marroyo et al. (2014). Gli autori riportano come il carico di lavoro stimato dall'allenatore sia in linea con quello percepito da atleti di pallavolo, sia durante le partite che durante sessioni di allenamento tecnico-tattico. Durante allenamenti fisici invece il carico percepito dagli atleti risulta significamente superiore rispetto a quello stimato dall'allenatore. Rodríguez-Marroyo et al. (2014) hanno inoltre testato l'effetto del livello di qualificazione dell'allenatore, non trovando differenze sostanziali nella stima del carico di lavoro dell'atleta nel confronto tra allenatori esperti e allenatori principianti.

Da quanto mostrato in questa lezione si evince la difficoltà di modulare il carico di lavoro nei giochi sportivi in quanto il carico pianificato dall'allenatore spesso si discosta in maniera importante dal carico percepito dall'atleta al termine della sessione di allenamento. Seppur con i limiti del caso opportunamente descritti, abbiamo presentato l'utilizzo dell'RPE da parte dell'allenatore come strumento per migliorare la scelta del carico e per comprendere quali atleti monitorare in maniera più approfondita. In attesa di ulteriori sviluppi su quest'ambito di ricerca, l'allenatore può sperimentare sul campo l'eventuale efficacia di tale strumento.

Bibliografia

Macpherson, T. W., McLaren, S. J., Gregson, W., Lolli, L., Drust, B., & Weston, M. (2019). Using differential ratings of perceived exertion to assess agreement between coach and player perceptions of soccer training intensity: An exploratory investigation. Journal of sports sciences, 37(24), 2783-2788. Rabelo, F. N., Pasquarelli, B. N., Gonçalves, B., Matzenbacher, F., Campos, F. A., Sampaio, J., & Nakamura, F. Y. (2016). Monitoring the intended and perceived training load of a professional futsal team over 45 weeks: a case study. The Journal of Strength & Conditioning Research, 30(1), 134-140. Rodríguez-Marroyo, J. A., Medina, J., García-López, J., García-Tormo, J. V., & Foster, C. (2014). Correspondence between training load executed by volleyball players and the one observed by coaches. The Journal of Strength & Conditioning Research, 28(6), 1588-1594. Scantlebury, S., Till, K., Sawczuk, T., Weakley, J., & Jones, B. (2018). Understanding the relationship between coach and athlete perceptions of training intensity in youth sport. The Journal of Strength & Conditioning Research, 32(11), 3239-3245.

Lezione 2 - La gestione di dati oggettivi

Nei moduli precedenti abbiamo discusso nel dettaglio le diverse variabili oggettive che potrebbero essere misurate durante esercizio, le metriche che potrebbero essere estratte da queste variabili e i dispositivi wearable che potrebbero essere utilizzati per acquisire queste informazioni. Uno degli aspetti complessi del monitoraggio dell'allenamento è saper scegliere quali informazioni ottenere, che tipo di analisi condurre, come visualizzare ed utilizzare i dati. L'allenatore ha un ruolo importante in questo processo, sia perché spesso è coinvolto in prima persona nelle scelte sia perché deve essere in grado di farsi supportare da membri dello staff con capacità specifiche nell'analisi, nella gestione e nell'interpretazione dei dati. E' pertanto opportuno che l'allenatore abbia quantomeno conoscenze di base circa la gestione dei dati e che i diversi esperti coinvolti sappiano dialogare con l'allenatore per rendere questo processo fruttuoso.

Presentiamo quindi un articolo scritto da Lacome et al. (2018) che fornisce alcune indicazioni interessanti su come gestire il monitoraggio di dati oggettivi. Innanzitutto gli autori pongono l'accento sul fatto che la raccolta di dati deve essere finalizzata a supportare in maniera efficace le decisioni dello staff. E' pertanto necessario che prima di addentrarci all'interno di aspetti più tecnici legati all'acquisizione e alla gestione dei dati non si perda il fine ultimo che è quello di tendere all'ottimizzazione dell'allenamento. Dopo questa doverosa premessa passiamo in rassegna gli step principali che intercorrono tra l'acquisizione dei dati e il supporto alle decisioni dello staff. Per partire con il piede giusto, la fase di acquisizione dati deve essere condotta sempre allo stesso modo (evitare di introdurre errori legati a disattenzioni di chi raccoglie i dati), possibilmente utilizzando talvolta test o esercitazioni standardizzate ed è vincolata all'utilizzo quotidiano dei dispositivi indossabili (es. GPS). La possibilità di utilizzo dei dati è successivamente legata ad aspetti relativi all'immagazzinamento degli stessi, in funzione dei database che vengono utilizzati, della loro semplicità di utilizzo per l'utente e della capacità dell'esperto di estrarne le indicazioni 7

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