Pedagogia al nido: sentimenti e relazioni, Università di Torino

Documento da Università di Torino su Pedagogia al nido: sentimenti e relazioni di Rosanna Bosi. Il Pdf, di Psicologia per l'Università, esplora le rappresentazioni sociali del nido, il ruolo dei modelli di riferimento e l'importanza del gioco, analizzando le relazioni tra bambini, educatori e genitori.

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24 pagine

Pedagogia al nido. Sentimenti e
relazioni di Rosanna Bosi
Pedagogia
Università di Torino (UNITO)
23 pag.
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PEDAGOGIA DELL'INFANZIA
Pedagogia al nido – Rosanna Bosi
Il senso più profondo dell'asilo nido è il suo essere luogo di relazioni.
Il nido non è la prima scuola del bambino, non è fatto per un apprendimento precoce.
Questo non significa che non ci si aspetti un'alta qualificazione pedagogica degli operatori
al suo interno.
L'asilo nido non è una struttura assistenziale, non è un correttivo educativo ma quello che
dovrebbe avvenire al suo interno è lo sviluppo di relazioni significative tra adulti e
bambini e tra bambini.
Come sostiene Bolwby, è attraverso la relazione di attaccamento che il bambino struttura
una prima rappresentazione di sé, dell'altro e del mondo circostante. Il compito primario del
nido è quello di consentire al bambino di sviluppare legami significativi, di garantirgli una
base sicura per la costruzione del sé e delle proprie competenze.
1. Nido: rappresentazioni mentali e aspettative, pg. 19
Le rappresentazioni sociali sono le credenze, le immagini, le valutazioni relative a un
qualche fatto, che sono diffuse e condivise in una società.
Per rappresentazione sociale del nido perciò si intendono le valutazioni, le concezioni,
credenze e aspettative che l'opinione pubblica, gli operatori, i genitori, gli amministratori, i
politici hanno rispetto al servizio.
È chiaro allora come quello che un nido è in una società, il modo in cui viene utilizzato
dipendono fortemente dalle rappresentazioni sociali che si sono costruite su di esso.
Analogamente, per rappresentazione sociale del bambino e dell'infanzia si intendono le
concezioni, gli atteggiamenti che caratterizzano le modalità con cui i bambini sono vissuti e
trattati in una comunità.
Il ruolo dei modelli di riferimento, pg. 20
Le rappresentazioni mentali che gli educatori si fanno dipendono dalla propria storia
personale, dalla cultura di appartenenza, da quella della famiglia di origine e dai modelli
teorici acquisiti durante il periodo di formazione professionale. Da questi derivano diversi
modelli psicopedagogici e culturali sull'infanzia a cui corrispondono comportamenti e
pratiche educative differenti.
C'è l'immagine di un bambino autosufficiente che possiede in sé le ragioni del
proprio sviluppo (questo vale sia nel modello piagetiano che in quello freudiano).
Ci sono delle concezioni centrate sul contesto dove lo sviluppo viene determinato
fondamentalmente dagli stimoli e dai rinforzi ambientali.
Ci sono gli approcci centrati sull'interazione del bambino con l'ambiente sociale (i
rappresentanti di questa prospettiva sono Bowlby e Vygotskij).
C'è l'approccio sistemico-relazionale che deriva dalla teoria generale dei sistemi per
il quale lo sviluppo della persona e della condotta può essere compreso in base alle
relazioni nelle quali l'individuo è inserito. Per la teoria del sistemi un sistema è
un'entità unica che consiste in parti in relazione tra loro, tale che l'intero è diverso
dalla somma delle parti e qualsiasi cambiamento in una delle parti influenza la
globalità del sistema.
Nel primo modello l'intervento pedagogico è centrato sul bambino, mentre nel secondo
l'intervento è centrato sul contesto il quale deve garantire le condizioni necessarie alla
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Pedagogia dell'infanzia

docsity Pedagogia al nido. Sentimenti e relazioni di Rosanna Bosi Pedagogia Università di Torino (UNITO) 23 pag.

Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-al-nido-sentimenti-e-relazioni-di-rosanna-bosi/4282214/ Downloaded by: Giuliaibrahim (giuliaibrahim3@gmail.com)PEDAGOGIA DELL'INFANZIA Pedagogia al nido - Rosanna Bosi Il senso più profondo dell'asilo nido è il suo essere luogo di relazioni. Il nido non è la prima scuola del bambino, non è fatto per un apprendimento precoce. Questo non significa che non ci si aspetti un'alta qualificazione pedagogica degli operatori al suo interno. L'asilo nido non è una struttura assistenziale, non è un correttivo educativo ma quello che dovrebbe avvenire al suo interno è lo sviluppo di relazioni significative tra adulti e bambini e tra bambini. Come sostiene Bolwby, è attraverso la relazione di attaccamento che il bambino struttura una prima rappresentazione di sé, dell'altro e del mondo circostante. Il compito primario del nido è quello di consentire al bambino di sviluppare legami significativi, di garantirgli una base sicura per la costruzione del sé e delle proprie competenze.

Nido: rappresentazioni mentali e aspettative

Rappresentazioni sociali del nido

1. Nido: rappresentazioni mentali e aspettative, pg. 19 Le rappresentazioni sociali sono le credenze, le immagini, le valutazioni relative a un qualche fatto, che sono diffuse e condivise in una società. Per rappresentazione sociale del nido perciò si intendono le valutazioni, le concezioni, credenze e aspettative che l'opinione pubblica, gli operatori, i genitori, gli amministratori, i politici hanno rispetto al servizio. È chiaro allora come quello che un nido è in una società, il modo in cui viene utilizzato dipendono fortemente dalle rappresentazioni sociali che si sono costruite su di esso. Analogamente, per rappresentazione sociale del bambino e dell'infanzia si intendono le concezioni, gli atteggiamenti che caratterizzano le modalità con cui i bambini sono vissuti e trattati in una comunità.

Ruolo dei modelli di riferimento

Il ruolo dei modelli di riferimento, pg. 20 Le rappresentazioni mentali che gli educatori si fanno dipendono dalla propria storia personale, dalla cultura di appartenenza, da quella della famiglia di origine e dai modelli teorici acquisiti durante il periodo di formazione professionale. Da questi derivano diversi modelli psicopedagogici e culturali sull'infanzia a cui corrispondono comportamenti e pratiche educative differenti.

  • C'è l'immagine di un bambino autosufficiente che possiede in sé le ragioni del proprio sviluppo (questo vale sia nel modello piagetiano che in quello freudiano).
  • Ci sono delle concezioni centrate sul contesto dove lo sviluppo viene determinato fondamentalmente dagli stimoli e dai rinforzi ambientali.
  • Ci sono gli approcci centrati sull'interazione del bambino con l'ambiente sociale (i rappresentanti di questa prospettiva sono Bowlby e Vygotskij).
  • C'è l'approccio sistemico-relazionale che deriva dalla teoria generale dei sistemi per il quale lo sviluppo della persona e della condotta può essere compreso in base alle relazioni nelle quali l'individuo è inserito. Per la teoria del sistemi un sistema è un'entità unica che consiste in parti in relazione tra loro, tale che l'intero è diverso dalla somma delle parti e qualsiasi cambiamento in una delle parti influenza la globalità del sistema.

Nel primo modello l'intervento pedagogico è centrato sul bambino, mentre nel secondo l'intervento è centrato sul contesto il quale deve garantire le condizioni necessarie alla Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-al-nido-sentimenti-e-relazioni-di-rosanna-bosi/4282214/ Downloaded by: Giuliaibrahim (giuliaibrahim3@gmail.com)crescita del bambino. Piaget e Freud ipotizzano, in modo diverso, una crescita per stadi:

  • Nel modello di Piaget l'intelligenza rappresenta una forma di adattamento e le strutture intellettuali sono in grado di rapportarsi alla realtà esterna tramite due meccanismi: assimilazione e l'accomodamento. Per assimilazione si intende incorporare un evento o un oggetto in uno schema già acquisito. Per accomodamento si intende la modificazione degli schemi noti per accogliere nuovi oggetti o eventi che fino a quel momento erano ignoti. Piaget si sofferma prevalentemente sull'ambiente mentre meno evidente appare il ruolo dell'interazione e delle relazioni.
  • Il modello psicoanalitico invece prende in considerazione gli aspetti affettivi ed emotivi che guidano il comportamento del bambino fin dai primi mesi di vita. Alla base del comportamento umano vi è il concetto di pulsione. Un principio guida di questa teoria è quello del determinismo psichico secondo il quale tutto ciò che accade nella nostra mente non avviene per caso. Tale concetto viene spiegato con la metafora dell'iceberg: ciò che è visibile è solo la punta dell'iceberg, mentre la parte preponderante rimane sommersa.

Vygotskij sottolinea il ruolo e l'importanza delle relazioni sociali nello sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino. Un concetto di Vygotskij è quello della zona prossimale di sviluppo: l'area di sviluppo possibile di estensione e di arricchimento attraverso l'interazione con i coetanei e attraverso il supporto dell'adulto. La prospettiva sistemica prende in considerazione l'influenza dell'ambiente, le cui diverse componenti sono interdipendenti e si influenzano reciprocamente. In conclusione dalle diverse rappresentazioni dello sviluppo infantile consegue una diversa concezione dell'infanzia da cui derivano diverse modalità di intervento.

Identità professionale

Quale identità professionale? pg. 23 Storicamente l'educazione dei bambini piccoli non ha mai avuto un riconoscimento. Si pensava che la donna, in quanto tale, era geneticamente capace di allevare ed educare i piccoli e quindi l'allevamento non richiedeva specifiche competenze. Dall'apertura del servizio si è consolidato un sapere essenzialmente pratico, trasmesso e appreso attraverso l'esperienza diretta e ben poco attraverso la formazione. Aggiornamento e formazione devono partire dall'esperienza e devono diventare patrimonio di un gruppo educativo. Uno degli elementi centrali a cui deve essere finalizzata la formazione va identificato nella presa di coscienza del proprio ruolo, delle proprie rappresentazioni, delle pratiche. Un nido di qualità allora sarà un nido attento al clima relazionale, attento alle opportunità di scambio tra adulto e bambino, tra adulti e tra bambini, attento alle relazioni diadiche perché è nella diade che si compie il processo di apprendimento. Si tratta cioè di capire che il nucleo della professionalità non risiede in tecniche, ma nella capacità di stabilire relazioni in primo luogo con i bambini ma anche con gli adulti.

Cos'è il nido e per chi

Cos'è il nido e per chi, pg. 26 Il nido è un luogo di educazione e di crescita dei piccoli ma al suo interno possiamo trovare concezioni educative che rimandano alle diverse immagini di bambino.

  • Da un lato il bambino dell'apprendimento, cioè un bambino attivo, pronto ad apprendere autonomamente. Il bambino è visto prevalentemente negli aspetti sociali e di competenza. Il compito dell'educatore, di conseguenza, è quello di accompagnare il bambino nei processi di socializzazione e di sviluppo dell'intelligenza.
  • Dall'altro il bambino dell'attaccamento, caratterizzato dal bisogno di attaccamento e dall'angoscia di separazione. Prevalgono in questa rappresentazione gli aspetti di fragilità, la visione di un bambino piccolo e indifeso. Il compito dell'adulto è quello di proteggere il bambino.

Alcuni luoghi comuni infondati sui bambini:

  1. Interpretazione di un comportamento particolare del bambino (che disturba), come manifestazione del carattere. Questa attribuzione del comportamento del bambino a caratteristiche individuali è un processo errato che serve a non far pensare ad aspetti più rilevanti, come quelli dell'interazione e il contesto in cui il comportamento del bambino è situato.
  2. "È piccolo, non capisce". Sulla base di questo assunto gli adulti intrattengono in presenza del bambino conversazioni delicate e a volte anche drammatiche.
  3. Concezione dell'infanzia come fase preparatoria della vita non come un valore in sé.

Ruolo delle aspettative nell'immagine del servizio

Il ruolo delle aspettative nell'immagine del servizio, pg. 29 Il nido è un servizio per il bambino o per la famiglia? Se l'asilo nido nella mente dell'educatore si configura come un servizio il cui destinatario è la famiglia in cui entrambi i genitori lavorano, è evidente che il nido non è pensato dallo stesso educatore come servizio educativo. La diversa sensibilità utilizzata da un educatore di fronte al disagio del bambino deriva dalla propria esperienza infantile e di separazione, dal ricordo del proprio disagio e da se e come è stato contenuto o meno.

Ruolo delle aspettative nell'educazione del bambino

Il ruolo delle aspettative nell'educazione del bambino, pg. 30 Le aspettative degli adulti cambiano in relazione al variare della rappresentazione sociale dell'infanzia, ma non solo. Accanto alle rappresentazioni sociali ci sono le aspettative personali. Possiamo cosi parlare dell'esistenza di:

  • Aspettative sociali (esterne). Ad esempio le aspettative verso i bambini di una società agricola non saranno le stesse di quelle che si hanno in una società industriale.
  • Aspettative personali (interne), molto presenti ad esempio nel momento del concepimento e della nascita.

La nascita psicologica del bambino precede il parto stesso. Non sempre poi il bambino corrisponde ai sogni precedenti e alle attese, e il genitore dovrà rivedere tutto questo e ricercare un nuovo equilibrio tra il bambino ideale e quello reale. La nascita del figlio impone una revisione della propria identità e dell'identità di coppia. Ogni contatto con il bambino evocano in noi più emozioni e rappresentazioni, che determinano comportamenti, strategie educative. Ad esempio per alcuni genitori è difficile pronunciare un "No!" probabilmente per il ricordo della frustrazione subita da bambino in circostanze analoghe. Lo sviluppo del bambino viene influenzato dalle aspettative sociali e dalle percezioni e attese dei suoi genitori. L'immagine interna che il genitore ha del proprio bambino gli viene restituita ad ogni interazione significativa con lui. Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-al-nido-sentimenti-e-relazioni-di-rosanna-bosi/4282214/ Downloaded by: Giuliaibrahim (giuliaibrahim3@gmail.com)

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