Documento da Sapienza - Università di Roma su Psicometria. Il Pdf presenta appunti di Psicometria per universitari, focalizzandosi sui concetti fondamentali della statistica applicata alla psicologia, con definizioni di popolazione, campionamento, variabili e costrutti teorici.
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Psicometria (Sapienza - Università di Roma) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Pamela Bartoli (pamelabartoli@icloud.com)PSICOMETRIA
La statistica è la disciplina che si occupa dello studio dei fenomeni collettivi attraverso metodi matematici, al fine di formulare previsioni o fornire modelli esplicativi. Il termine psicometria si utilizza quando l'applicazione dei metodi statistici ha lo scopo di descrivere e comprendere fenomeni di tipo psicologico-sociale = statistica applicata alla psicologia. In particolare, si occupa di sviluppare strumenti per l'assesment psicologico (es. test per la valutazione della personalità), e applicare i modelli di analisi statistica allo studio delle variabili psicologico-sociali e delle loro relazioni. La scienza statistica è comunemente suddivisa in due branche principali
Popolazione: insieme degli elementi cui si rivolge il ricercatore per la sua indagine. A volte è impossibile o troppo costoso condurre una ricerca sull'intera popolazione > in questi casi è opportuno condurre l'indagine su una parte della popolazione = selezionare un campione: sottoinsieme di una popolazione. Metodi di campionamento: rappresentano l'insieme delle operazioni che il ricercatore attua per selezionare il campione dalla popolazione di riferimento.
Rappresentatività: capacità del campione di costituire Unità statistiche un'immagine su scala ridotta della popolazione. Per campione rappresentativo si intende un campione che abbia tutte le più importanti caratteristiche della popolazione da cui proviene. Solo se il campione è rappresentativo è possibile estendere alla popolazione i risultati. Parametro (con lettere greche): misura effettuata sulla popolazione (es. media, deviazione standard ecc.). Si chiama invece indicatore/statistica (con lettere latine) la stessa quantità riferita ad un campione estratto dalla popolazione. Costrutti teorici: ciò che si intende misurare. Possono essere non direttamente osservabili. Definizione concettuale: la definizione del costrutto in termini astratti o teorici Definizione operativa: l'insieme delle procedure che consentono di misurare il costrutto. Variabili: l'esito della misurazione. Assumono valori diversi in un dato intervallo Casi (o unità statistiche): ciò a cui si applica la misurazione. Dopo aver raccolto i dati, e prima di iniziare qualsiasi trattamento statistico, i dati grezzi vanno in genere riportati in apposite matrici, definite matrici casi per variabili (es. Excel).
Scaricato da Pamela Bartoli (pamelabartoli@icloud.com)Un test rappresenta un procedimento tramite il quale è possibile ottenere una misurazione di un costrutto psicologico. Può essere definito come l'applicazione di una procedura sistematica per l'osservazione e la descrizione di un comportamento, che si serve dell'utilizzo di una scala numerica o di un sistema di classificazione. Dai comportamenti osservati è possibile fare delle inferenze circa i costrutti indagati con il test. Gli item sono gli elementi minimali di un test. Tipi di test
L'attendibilità di un test riguarda l'accuratezza con cui quest'ultimo misura un costrutto psicologico. La validità di un test rappresenta il grado in cui esso misura effettivamente ciò che dovrebbe misurare.
Il termine di misurazione fa riferimento alle procedure utilizzate per assegnare dei numeri agli oggetti, in modo tale che le relazioni fisiche tra gli oggetti corrispondano alle relazioni aritmetiche tra i numeri. Le regole tramite le quali i valori numerici sono assegnati agli oggetti determina il livello di misurazione che viene ad essere definito. Nel 1946 lo psicologo Stanley Smith Stevens ha proposto una classificazione che distingue quattro livelli di misura
Le quattro classi si differenziano in base alle proprietà formali della scala di misura. Le variabili nominali e ordinali sono dette anche variabili qualitative (o categoriali), le altre due quantitative/metriche. Ogni livello possiede le proprietà del livello precedente, a cui si aggiungono nuove proprietà. Scale Likert: proposte negli anni '30 con l'obiettivo i misurare atteggiamenti e opinioni. Composta da un set di affermazioni circa l'oggetto di un atteggiamento. Al rispondente viene chiesto di esprimere il proprio grado di accordo o disaccordo su una scala di risposta a 5/7 passi. La somma di tali valutazioni fornisce una stima dell'atteggiamento del rispondente.
Frequenza (f): numero delle volte in cui un determinato evento si verifica in un gruppo di altri eventi. Nel caso di variabili quantitative, la frequenza indica quante volte si presenta un determinato valore assunto dalla variabile Esempio: per la variabile età; quante volte si presenta il valore "22 anni"? Nel caso di variabili qualitative, la frequenza indica quante volte si verifica una determinata categoria della variabile Esempio: per la variabile genere; quante volte si presenta la categoria "maschio"? Per definizione, ogni variabile assume valori diversi all'interno di un determinato campione. Una distribuzione si riferisce all'insieme di valori che si osservano per una determinata variabile. Come descrivere in maniera sintetica una distribuzione? Le tra caratteristiche principali sono
Gli indici di tendenza centrale consentono di individuare gli aspetti tipici, ovvero i valori più rappresentativi dell'intera distribuzione. Esistono diversi indicatori