Documento di Biologia dall'Università sulle Patologie Vascolari Acute del Snc: Trombosi dei Seni Venosi. Il Pdf esplora le cause, i sintomi e le classificazioni di queste condizioni neurologiche, incluse le diverse tipologie di cefalee, fornendo indicazioni diagnostiche e considerazioni cliniche.
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Cortical Vein Inferior Sagittal Sinus Thalamostriate Vein Superior Sagittal Sinus Vein of Trolard (Superior Anastamotic Vein) Internal Cerebral Vein Superficial Middle Cerebral Vein Anterior Intercavernous Sinus Vein of Labbe (Inferior Anastamotic Vein) Basal Vein of Rosenthal Posterior Intercavernous Sinus Sigmoid Sinus Ophthalmic Vein Sphenoparietal Sinus Cavernous Sinus Basal Vein of Rosenthal Superior Petrosal Sinus Basilar Venous Plexus Transverse Sinus Straight Sinus Thalamostriate Vein Internal Cerebral Vein Vein of Galen Sigmoid Sinus Jugular Vein Jugular Vein
si distingue:
A questi grandi vasi arrivano vene che portano il sangue refluo (esempio: seno sagittale superiore riceve diverse vene che portano il sangue refluo dalle due superfici mediali degli emisferi cerebrali e vene superfici laterali).
Es. Se si verifica una trombosi dei seni sagittali > il sangue refluo della parte anteriore del seno sagittale superiore (sangue refluo dei lobi frontali) incontra un trombo, non riesce a defluire e quindi non raggiunge il seno retto, seno trasverso, vena giugulare. Questo causa un& STASI VENOSA: un rallentamento del flusso ematico in quelle zone. Si verifica un'ischemia da ostacolato deflusso venoso.
Poiché in questa area di rallentamento flusso c'è sangue, globuli rossi-> è definito come INFARTO ROSSO. Si determinano infarti rossi a livello dei lobi frontali con la conseguente sintomatologia neurologica focale (deficitaria o irritativa), in generale avremo:
Uno dei segni clinici tipici di trombosi venosa del seno sagittale superiore, rilevabile tramite TAC è il SEGNO del DELTA VUOTO.CEFALEE
Cefalee = dolori riferiti al neurocranio. La cefalea, dunque, NON è una malattia, ma un sintomo che si instaura anche nell'ambito di patologie neurologiche che possono mettere a rischio la vita del paziente. Molte persone banalizzano le cefalee non rendendosi conto che sono un "sintomo da ascoltare".
Cefalea: Dolori riferiti al Neurocranio Nevralgia: VS Dolori riferiti allo Splancnocranio
Data la potenziale pericolosità, quando ci troviamo davanti al sospetto di una forma secondaria, dobbiamo valutare:
N.B. Possiamo avvalerci di tecniche di imaging quali TC e RM per indagare.CEFALEE PRIMARIE: EMICRANIA
spettri di fortificazione che i pz vedono durante l'aura Cessata l'aura, inizia l'attacco di emicrania (dolore) che può essere associato a fotofobia, fonofobia e vomito/ nausea. N.B. L'aura non potrebbe MAI esser confusa con una crisi epilettica perché dura di più rispetto alle crisi epilettiche che durano solo 10-20 minuti. N.B. Nella stessa persona NON si può avere emicrania con aura e emicrania senza aura. Il pz soffre di un solo tipo di emicrania. (questo concetto è stato detto a lezione dal professore, tuttavia l'autore ha trovato fonti discordanti in letteratura, quindi vi invita a porre attenzione alla questione).
D/D AURA EMICRANIA L'aura dura di più VS CRISI EPILETTICA L'aura dura poco (circa 10min) EMICRANIA L'aura dura troppo poco VS ICTUS L'aura dura di più
Si tratta di un dolore di tipo costrittivo, diffuso, persistente, non pulsante e bilaterale, a "fascia o "a casco" (che da la sensazione di avere "cappello stretto che ci comprime la testa"). Colpisce in maggior numero le donne. È spesso associata a stress/ ansia/ depressione o altri disturbi psichici, oppure a posture scorrette e problemi masticatori. NON si associa a fotofobia e fonofobia. Ha una durata variabile: può durare pochi minuti fino a giornate intere.CEFALEE PRIMARIE: CEFALEA A GRAPPOLO
È la forma più rara, monolaterale, nella zona orbitale/periorbitale. È più frequente nei maschi. Il dolore è di tipo gravativo, orbitario-periorbitario, monolaterale. Spesso insorge di notte svegliando il pz e impedendogli di continuare a dormire. Anche in questo caso possono essere associati nausea e vomito per l'intensità del dolore. Durata del dolore è variabile. Detta "a grappolo" perché le crisi si concentrano in una settimana/stagione che è il periodo attivo chiamato "grappolo" e poi i dolori sono seguiti da un periodo di remissione che può durare mesi/anni. Gli attacchi spesso accadono sempre alla stessa ora, per esempio nelle prime del sonno e hanno una riattivazione periodica stagionale. Nel 15% dei casi, il dolore cambia lato da un grappolo all'altro e questo è indice di forma primaria (invece un dolore la cui sede è fissa, ci fa preoccupare perché può essere una forma secondaria e potenzialmente pericolosa) Segni molto frequenti di cefalea a grappolo:
N.B. Miosi e Ptosi possono essere segno di preoccupazione, perché un aneurisma del Circolo di Willis può comprimere in maniera "pulsante" il III Paio di nervi cranici (Oculomotore).
Le cefalee si caratterizzano per il dolore nelle splancnecranio). Tuttavia, in base alla distribuzione e qualità del dolore possiamo orientarci:
Queste informazioni ci aiutano a distinguere altri tipi di dolore come quello determinato da sinusite; per esempio, per comprendere se si tratta di sinusite o meno ci avvaliamo di una manovra semeiologica: si preme con le due dita sulla fronte a livello dei seni frontali e si vede se così facendo si evoca dolore. Se il pz. sente dolore ha una infiammazione dei seni paranasali da sinusite. Qualunque sia il sospetto diagnostico che abbiamo, durante l'iter diagnostico somministriamo SEMPRE il paziente a una indagine diagnostica, una RM ad esempio o una TC, che ci permette di scongiurare cause secondarie di grande pericolosità e che ci permette di impostare una giusta terapia per il pzNEVRALGIA DEL TRIGEMINO: patologia dolorosa che colpisce il n. Trigemino
la nevralgia trigeminale riguarda lo splancnocranio mentre la cefalea riguarda il neurocranio.
Non è una patologia molto frequente. Colpisce l'adulto, con una prevalenza femminile 2:1
PRIMITIVA (o idiopatica): Il dolore riguarda una branca del trigemino, più frequentemente l'oftalmica. È un dolore intermittente, poco sopportabile, questo dolore viene a volte scatenato dalla stimolazione di certe zone particolari, le cosiddette aree trigger della cute o della mucosa del cavo orale, che possono variare da una persona all'altra. Per cui la stimolazione di una certa zona della mucosa e/o della cute nel paziente scatena la crisi dolorosa, che è improvvisa, violenta, tipo scossa elettrica, che dura poco salvo poi ripresentarsi. Tra una crisi e l'altra il dolore non c'è. Non ci sono segni focali neurologici. SECONDARIA: ad esempio può svilupparsi in relazione ad un tumore (ex: neurinoma) che va a comprimere le fibre del nervo trigemino (il neurinoma del nervo acustico è una tra le più frequenti cause di nevralgia del trigemino .; se molto voluminoso il neurinoma può comprimere non solo il nervo acustico (ipoacusia) e nervo trigemino (nevralgia) ma anche comprimere il ponte (quindi sofferenza del nucleo faciale dal lato del ponte interessato- paralisi periferica del faciale omolaterale al dolore e all'ipoacusia), può comprimere il cervelletto (segni cerebellari). Nella nevralgia secondaria il dolore è sempre presente ma varia nell'intensità. È un dolore sordo che poi si riacutizza e diventa più importante nel corso della crisi. Tra una crisi e l'altra il dolore continua comunque ad esserci, benché ad un livello più basso di intensità. Possono esserci (o non esserci) segni focali neurologici legati alla compromissione di altre strutture (angolo ponto-cerebellare, cervelletto, ponte, peduncolo cerebellare .. ) La differenza della manifestazione del dolore tra la nevralgia primitiva e quella secondaria è lampante, sembra si presti poco a confusione ma in realtà non è così perché tutto quello che ci viene riferito o che noi recepiamo da una persona dipende da che linguaggio stiamo parlando, e noi e la persona che abbiamo di fronte. Quindi non sempre si riesce in maniera netta, chiara, a capire se c'è dolore o se non c'è dolore tra una crisi e l'altra. In questa situazione ci dobbiamo affidare a qualcosa di più obbiettivo, come possono essere i segni neurologici focali associati (ma abbiamo detto che questi segni possono non esserci) Nella forma idiopatica ci troviamo di fronte ad una situazione in cui abbiamo un nervo trigemino apparentemente normale, le cui fibre scaricano troppo, producendo queste sensazioni dolorose; dall'altra parte, nella forma secondaria, abbiamo un nervo trigemino che è compresso o da un tumore o da un ascesso o è comunque interessato da un processo patologico, tale per cui come conseguenza abbiamo una sofferenza delle fibre trigeminali, sofferenza che si manifesta anche con dolore, che è una forma di parestesia. Le fibre sensitive possono produrre due tipologie di segni e sintomi: