Slide dall'Università di Verona su Elementi di Base di Economia Civile e Teoria Aziendale. Il Pdf, pensato per l'Università e la materia Economia, esplora i concetti di bisogni e beni, la definizione di economia e la gerarchia dei bisogni secondo Maslow.
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ELEMENTI DI BASE DI ECONOMIA CIVILE E TEORIA AZIENDALE Economia e impresa sociale Prof. Giorgio Mion CdL Scienze dell'educazione
1PERCHÉ L'ECONOMIA ... C x BISOGNI ? BENI Stato di malessere del corpo, di inquietudine dell'intelletto o di scontento dello spirito dal quale si vuole uscire Risorse materiali o immateriali dal cui utilizzo si ritiene - con o senza fondatezza - di poter dare soddisfare i bisogni In questa evidente sproporzione risiede la ragione dell'Economia e dello sviluppo del pensiero economico UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
2PERCHÉ L'ECONOMIA ... Nella lingua italiana, dunque, il lemma 'economia' delinea: . ... sia l'attività tesa alla produzione, al procacciamento ed all'utilizzo delle risorse scarse «Uso razionale del denaro e di qualsiasi mezzo limitato, che mira a ottenere il massimo vantaggio a parità di dispendio o lo stesso risultato col minimo dispendio») (da Vocabolario Treccani) . ... sia la scienza deputata allo studio delle attività economiche «Scienza, sviluppatasi a partire dal sec. 16° in diverse scuole e teorie, che può essere in generale definita come lo studio delle leggi che regolano la produzione, la distribuzione e il consumo delle merci, con riguardo sia all'attività del singolo agente economico, sia al più generale assetto sociale di uno stato, di una collettività nazionale» (da Vocabolario Treccani) Nell'evoluzione delle scienze economiche diviene fondamentale non solo l'analisi fenomenologica/funzionale (come si innescano i meccanismi di produzione, consumo, ecc.), ma anche le motivazioni che spingono i singoli e le organizzazioni nell'espletamento di tali attività UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
3PERCHÉ L'ECONOMIA ... «Le ragioni degli uomini per sentirsi felici o infelici sono innumerevoli, ovvero sono infinitamente varie le condizioni dalla cui realizzazione credono che dipenda la loro felicità o infelicità, condizioni di cui la realizzazione costituisce allora un ideale»). M. Pantaleoni, Erotemi di economia Il concetto di 'bisogno' diviene quindi centrale in economia, seppure tale concetto non debba essere banalizzato o standardizzato Ad esempio, seguendo l'impostazione di Maslow, i bisogni hanno natura e contenuto diverso, così da stabilire anche un diverso rapporto con il consumo di beni
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4 4PERCHÉ L'ECONOMIA La piramide di Maslow definire una sorta di gerarchia tra i bisogn umani. Nonostante la schematizzazione non sia avulsa da critiche, essa consente di evidenziare come:
MORALITA', VERITA', GIUDIZIO, SERENITA', CREATIVITA' AUTOREALIZZAZIONE PIRAMIDE DEI BISOGNI DI MASLOW (1954) AUTOSTIMA, RISPETTO DEGLI ALTRI E DAGLI ALTRI, PRODUTTIVITA' STIMA AFFETTO, AMICIZIA, ACCETTAZIONE E COMPRENSIONE DEL PROPRIO MODO DI ESSERE SOCIALI SENSO DI SICUREZZA, DI STABILITA', DI PROTEZIONE, DI FAMIGLIA, DI LAVORO ABRAHAM HAROLD MASLOW FU UNO DEI PRIMI PSICOLOGI A STUDIARE QUELLO CHE FACEVANO LE PERSONE FELICI E LE LORO ABITUDINI. SECONDO LUI, UNA VOLTA SODDISFATTI I BISOGNI DI BASE PER IL CIBO, LA SICUREZZA, L'AMORE E L'AUTOSTIMA, ABBIAMO BISOGNO DI ESPRIMERE LA NOSTRA CREATIVITÀ E L'AUTO-REALIZZAZIONE SICUREZZA FAME, SETE, RIPOSO, SESSO, RESPIRO, TERMOREGOLAZIONE SOPRAVVIVENZA UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
5PERCHÉ L'ECONOMIA ... Nel tempo, si sono evoluti molti studi (nell'ambito della cosiddetta Economia comportamentale) tesi a definire l'incerto rapporto tra soddisfacimento dei bisogni e consumo/disponibilità di beni (ricchezza) Una domanda legittima, infatti, è: a livelli crescenti di ricchezza disponibile, cresce 'automaticamente' anche la possibilità di soddisfare i propri bisogni in termini quantitativi e qualitativi? In realtà, è stato provato che il rapporto non è così semplice, ma esistono effetti (talvolta definiti addirittura 'paradossi') per cui la relazione in oggetto non si realizza, ad esempio perché la persona - abituandosi a maggiori livelli di consumo - coltiva nuovi bisogni e, quindi, anche nuovi stati di insoddisfazione non più colmabili con la ricchezza disponibile GLI VE UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
6PROBLEMI DI CONVENIENZA ECONOMICA I problemi dell'umanità sono, quasi tutti, «economici»): per natura
7L'ATTIVITÀ ECONOMICA L'attività economica consiste nelle azioni tese al coordinamento tra beni (finiti) e bisogni (infiniti) Produzione · Trasformazione delle risorse procacciate (incapaci, allo "stato grezzo", di soddisfare un certo bisogno) Distribuzione · Cessione a titolo gratuito dei beni prodotti a soggetti terzi Scambio · Cessione dietro corrispettivo dei beni prodotti a soggetti terzi Il tutto finalizzato all'atto finale, ovverosia il consumo da parte del beneficiario finale, che tende così a voler soddisfare il proprio bisogno UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di ECONOMIA AZIENDALE
8PROTOPOSTULATI DELL'ECONOMIA Scarsità dei beni in natura, che determina la necessità di compiere delle scelte, facendo così sorgere continuamente problemi di convenienza economica Razionalità dell'agire umano in campo economico: ogni azione - osservata in se come azione economica - è pragmatica, cioè tesa al raggiungimento di un'utilità. Tuttavia, tale razionalità è sempre:
9I BENI (ECONOMICI) I beni - oggetto delle attività economiche - si contraddistinguono per alcune caratteristiche fondamentali: v Esclusività, in base al fatto che un soggetto possa o meno essere escluso dal consumo di un bene una volta che esso sia stato prodotto v Rivalità, in base al fatto che il consumo di un certo bene da parte di un soggetto esclusa o meno il consumo contestuale anche da parte di un altro soggetto UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
10I BENI (ECONOMICI) ESCLUSIVI NON ESCLUSIVI RIVALI Beni privati · Cibo, abiti, automobili, ecc. · Beni posizionali Beni comuni · Acqua, pesce, spazi pubblici, ... Beni di club · Spettacoli teatrali, tv on demand, ... NON RIVALI Beni pubblici · Illuminazione pubblica, giustizia, difesa, ... UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
11IL PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ Gli scambi di beni economici avvengono nel quadro della reciprocità, ovverosia si compiono nell'ambito di una relazione tra (almeno) due attori. Per questo, nell'economia classica (e, in generale, anche nella visione più intuitiva dell'economia), la reciprocità degli scambi assume la configurazioni di reciprocità condizionale
12IL PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ Nondimeno, esistono anche scambi in cui la reciprocità determina scambi NON EQUIVALENTI. Si tratta del caso della reciprocità relazionale, che presuppone la preesistenza di una relazione tra gli agenti rispetto allo scambio il quale non appare motivato dalla equivalenza nel valore dei beni scambiati Si tratta di scambi non auto-esplicativi (perché non c'è identità di valore nello scambio), ma eterodiretti (si spiegano nell'ambito di una relazione più ampia che preesiste agli scambi d attribuisce ad essi significato) In tali scambi, entra in gioco un'ulteriore tipologia di beni definiti 'relazionali', proprio perché emergono come oggetto di scambi non equivalenti nell'ambito di una relazione complessa tra i soggetti agenti UNIVERSITÀ di VERONA Dipartimento di MANAGEMENT
13I BENI RELAZIONALI Gli scambi di beni relazionali sono contraddistinti da:
Essi, dunque, presuppongono un coinvolgimento ideale dei soggetti
Il concetto di beni relazionali afferma dunque:
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