Documento universitario sulle micosi cutanee e annessiali. Il Pdf esplora i miceti, dermatofiti, lieviti e muffe, i fattori predisponenti, le tecniche diagnostiche e le manifestazioni cliniche di onicomicosi e candidiasi, offrendo una trattazione chiara e completa per lo studio della dermatologia.
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Pag. 1 a 15 Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Dermatologia #4 - prof. Veraldi - Micosi cutanee e annessiali Dermatologia #4 Micosi cutanee e annessiali Prof. Veraldi - 20/03/2024- Autore: Eleonora Sala - Revisore: Claudia Alberghina 1. I Miceti I funghi (o miceti) sono dei micro ma anche macro-organismi che fanno parte di un regno dipendente rispetto ad altri microorganismi. In natura esistono oltre 100 mila specie di miceti, delle quali circa 250 risultano patogene per l'uomo. Questi microrganismi possono essere unicellulari o pluricellulari, aerobi o anaerobi facoltativi ed in generale prediligono ambienti caldi e umidi a pH acido, come la pelle. I miceti di interesse dermatologico sono 3:
1.1 I Dermatofiti Ne esistono solo 3 generi:
1.1.1 Aspetti microbiologici dei Dermatofiti Questi microrganismi si presentano sotto forma di ife, ovvero filamenti settati di lunghezza e larghezza variabili, più o meno ramificati e incrociati. L'unione di più ife costituisce un micelio. Durante l'analisi microbiologica si possono notare, inoltre, delle strutture sferiche: sono le spore, ovvero forme riproduttive derivate dalle secrezioni delle ife per settazione.
1.1.2 Trasmissione La trasmissione avviene per:
1.1.3 Aspetti microbiologici clinici I dermatofiti sintetizzano enzimi chiamati cheratinasi, che sciolgono la cheratina. Queste specie infettano infatti solo quelle zone che contengono cheratina: le sedi di infezione sono epidermide, annessi piliferi e unghie. La caratteristica produzione di cheratinasi rende impossibile l'infezione di altri organi, ad esempio, per ingestione accidentale.Pag. 2 a 15 Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Dermatologia #4 - prof. Veraldi - Micosi cutanee e annessiali
1.2 I Lieviti Si tratta di organismi unicellulari, saprofiti che infettano la cute, gli annessi piliferi e l'apparato ungueale come i dermatofiti ma, in contrapposizione a questi, possono anche attaccare le mucose e gli organi interni.
1.3 Le Muffe Organismi unicellulari che infettano cute, annessi, soprattutto l'apparato ungueale, e organi interni. Si tratta in realtà soprattutto di infezioni miste: è infatti difficile che una muffa possa da sola dare nel soggetto immunocompetente infezione, in genere si somma ad una precedente infezione da lieviti o da dermatofiti. Infezioni pure da muffe sono invece presenti talvolta nel paziente immunodepresso.
2. Fattori predisponenti allo sviluppo di micosi cutanee Le micosi sono molto frequenti, ogni anno nel mondo ci sono circa 60 milioni di casi. Questo è perché vi sono molti fattori predisponenti, che risultano suddivisibili in due categorie: Fattori predisponenti ambientali
● IRC
3. La diagnosi delle micosi cutanee Alla base della diagnosi dovrebbe sempre essere presente un'indagine microbiologica volta a identificare il patogeno. Tra i possibili metodi utilizzati si ricordano:
4. Classificazione delle micosi cutanee La classificazione si basa sulla porzione di corpo coinvolta:
5. Le dermatofitosi Denominate dai dermatologi più spesso "epidermofitosi" perché colpisce solo l'epidermide, categoria all'interno della quale si ritrovano Tinea corporis, Tinea manuum, Tinea cruris e Tinea pedis.
5.1 Tinea corporis Colpisce soprattutto i bambini in estate perché i dermatofiti preferiscono le alte temperature e l'alta umidità. La trasmissione avviene attraverso il contatto con animali (cani e gatti), interumana o tramite il terreno (un tipico esempio è la sabbia); il tempo di latenza della manifestazione va da 1 a 3 settimane (questa tempistica vale un po' per tutte le Tinee). Le zone maggiormente colpite sono le aree fotoesposte, quindi il volto (in questo caso prende il nome di Tinea faciei) e gli arti superiori. Le specie più frequentemente coinvolte sono M. canis, M. gypseum, T. rubrum e T. mentagrophytes. Un sintomo importante è il prurito, che risulta essere lieve/medio; nei soggetti atopici risulta notevolmente maggiore e di conseguenza le lesioni appaiono più infiammate ed edematose. Morfologicamente la lesione viene descritta come inizialmente puntiforme con evoluzione in senso centrifugo. Questo accade proprio perché i dermatofiti si espandono alla ricerca di ulteriore cheratina. Si presenta dunque come una lesione rotondeggiante singola con bordo rilevato ed eritematoso e una porzione centrale più o meno desquamativa. Se non trattata, la lesione si estende in senso centrifugo: i dermatofiti si nutrono di cheratina, per cui si muovono verso la periferia alla ricerca della cheratina che manca al centro della lesione. Non si troveranno quindi dermatofiti all'interno della lesione: l'esame micologico deve essere fatto al bordo, perché solo lì si trovano dermatofiti. Esistono però diverse tipologie di presentazione morfologica dalle più alle meno eclatanti, si riportano dunque alcuni esempi: