Documento dall'Università degli Studi di Firenze su "Valutare l'architettura" di Paolo Costa. Il Pdf esplora la Post-Occupancy Evaluation (POE) e il rapporto tra sociologia e progettazione, con casi studio per studenti universitari di Psicologia, offrendo un'analisi dello spazio effettivo e delle intenzioni progettuali.
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docsity Riassunti "Valutare l'architettura" di Paolo Costa Sociologia Università degli Studi di Firenze (UNIFI) 24 pag. Prova gratis! docsity AI Genera mappe concettuali, riassunti e altro con l'AI ~Clicca qui Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunti-valutare-l-architettura-di-paolo-costa/7022883/ Downloaded by: greta-starnino (gretastar05@gmail.com)Valutare l'architettura
La progettazione architettonica può essere oggetto di valutazione. Post-Occupancy Evaluation (POE, o valutazione post-occupativa): par- ticolare pratia di valutazione della progettazione che si è diffusa dagli Stati Uniti degli anni '60 fino all'Europa e in altri paesi del mondo. è un tipo di ricerca sociale applicata che si pone nell'ambito delle valutazio- ni ex post, dal momento che studia gli spazi costruiti dopo che sono stati consegnati e occupati dai suoi destinatari.
Nei tempi del Movimento Moderno era diffusa la convinzione che ci fosse un unico modo per progettare, quello razionalista, per cui gli eventuali fallimenti del progetto una volta realizzato ed abitato non erano necessari a metterlo in discussione, ma dipendevano dall'inca- pacità dei destinatari a vivere gli spazi in modo corretto. Invece, i primi sostenitori della POE adottavano un punto di vista opposto, secondo cui per meglio comprendere i motivi dei fallimenti dell'architettura fosse necessario tenere in maggiore considerazione proprio il punto di vista degli abitanti degli spazi progettati.
Libro strutturato in 4 capitoli: 1. cornice concettuale nella quale inserire la valutazione post-occupa- tiva 2. realtà empirica della POE 3. tipologia degli approcci più ricorrenti all POE 4. bilancio e proposte per diffondere POE dkf
Fin dal Rinascimento l'identità del progettista è stata vista come com- posta da tre componenti: 1. artista 2. tecnologo 3. ingegnere sociale Queste tre identità sono sempre state messe in relazione con gli obiet- tivi dell'architettura. Esistono opere che sono il risultato di un unione tra artista e tecnologo (opere espresse in forma massima). La terza componente identitaria del progettista, quella dell'ingegnere sociale, è invece più complessa da rintracciare, questo perché è un identità più implicita.
Uno degli obiettivi del progettista è quello di realizzare spazi che at- traverso le loro caratteristiche intervengono sulle esperienze dei loro abitanti, con l'intenzione di migliorarle.
Esistono 3 momenti di interazione tra architettura e scienze sociali: 1. momento di elaborazione teorico-metodologica che precede la pro- gettazione (ex ante) 2. un momento di collaborazione nella progettazione (in itinere) 3. un momento di valutazione degli esiti progettuali (ex post) EX ANTE: la conoscenza prodotta in ambito sociologico può contribui- Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunti-valutare-l-architettura-di-paolo-costa/7022883/ Downloaded by: greta-starnino (gretastar05@gmail.com) 1re ad ampliare la sensibilità progettuale. IN ITINERE: le scienze sociali possono svolgere un ruolo nel corso stesso della progettazione, contribuendo direttamente con le loro co- noscenze a prendere alcune decisioni progettuali. EX POST: le scienze sociali collaborano alla valutazione degli esiti del progetto e dei suoi effetti sui destinatari (la POE è la pratica di valuta- zione ex post che studia gli spazi costruiti dopo che siano stai abitati e che assume come punto di vista quello di chi li vive).
Esistono 4 fasi che descrivono il corso dell'attività progettuale: 1. definizione degli obiettivi generali del progetto, dei principi che lo dovranno orientare e informare. 2. gli obiettivi generali vengono tradotti in una programmazione più specificata del progetto, con la definizione più precisa degli elementi che esso dovrà comprendere. 3. progettazione intesa in senso stretto (disegno delle soluzioni che si ritiene soddisfino gli obiettivi generali e specifici che sono stati tracciati nelle fasi precedenti) 4. costruzione, durante la quale il progetto viene realizzato material- mente.
Nella pratica progettuale accade spesso che le scelte prese debbano essere rimesse in discussione, così da modificare quanto precedente- mente deciso. Schon ha mostrato come in questa fase ci sia un conti- nuo alternarsi circolare e ricorsivo di momenti di pensiero e di azione, un flusso continuo di generazione di idee e di assunzione di scelte che spesso vengono poi scartate o cambiate durante il tempo dedicato alla progettazione.
È sempre presente uno scarto tra le intenzioni iniziali del progetto, quelle espresse nella fase strategica, e quelle che il progetto conse- gnato si propone di soddisfare. Al momento della consegna, le in- tenzioni espresse dal progetto sono tali ancora solo potenzialmente. Secondo Gans il progetto finale costituisce uno spazio potenziale, che diviene spazio effettivo solo nella misura e nei modi in cui viene fatto proprio da coloro che successivamente lo vanno ad abitare. Il punto è che tra lo spazio potenziale e lo spazio effettivo si dà sempre uno scar- to. Perché ci sono degli scarti? Perché non è ma data la possibilità di riuscire a prevedere le caratteristiche e i bisogni di coloro che andran- no ad abitare il progetto, poi perché mentre gli abitanti e i loor bisogni mutano nel tempo, le opportunità offerte dal progetto sono date al momento della sua realizzazione.
Quindi esistono due scarti diversi: 1. scarto pre-occupativo: si realizza antecedentemente alla consegna del progetto, ed è relativo alle differenze tra obiettivi strategici stabiliti inizialmente e obiettivi che esso si propone di soddisfare al momento della consegna. 2. scarto post-occupativo: emerge dal confronto tra opportunità diver- se offerte dal progetto al momento della consegna e le intenzioni degli abitanti. Il primo è interno al campo della progettazione, il secondo attiene al confronto tra il prodotto della progettazione e quanto avviene quando esso è vissuto dai suoi abitanti. Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunti-valutare-l-architettura-di-paolo-costa/7022883/ Downloaded by: greta-starnino (gretastar05@gmail.com) 2La Post-Occupancy Evaluation si occupa principalmente del secondo tipo di scarto, dal momento che si poe il problema di studiare cosa sia successo al progetto dopo che è stato abitato.
Il concetto di affordance fu proposto dall psicologo James Gibson, che lo introdusse per avanzare una nuova ipotesi di relazione tra esseri animali e ambiente, che ha avuto vaste implicazioni prima nell'ambito ristretto della psicologia della percezione e successivamente anche in altre discipline, tra cui la progettazione architettonica e il design. Gibson afferma che gli esseri animali percepiscono l'ambiente attra- verso la percezione delle affordance che esso offre. Le affordance esprimono sempe una relazione tra due ambiti separati. Esempio finestra. Gli spazi costruiti che vogliono andare incontro ai loro destinatari dovrebbero essere realizzati in modo da offrire loro affordance deside- rabili. Un progetto dovrebbe quindi mirare a creare spazi che offrono il più possibile affordance positive (desiderabili) e minimizzano quelle meno desiderabili. Gibson ipotizzava che la percezione delle affordance fosse prima diretta e immediata e poi, eventualmente, che essa potesse diventare mediata e consapevole. Perciò il concetto di affordance può essere impiegato come strumento concettuale fecondo in ambito valutativo: per esplorare la relazione tra intenzioni iniziali del progetto e il suo uso effettivo; per portare all'accu- mulazione di conoscenza per una migliore progettazione; e per mini- mizzare il rischio di una vasta gamma di insuccessi progettuali.
Le conoscenze che possono emergere da un'esperienza di valutazio- ne post-occupativa sono materiale prezioso per chi studia il rapporto tra uomo e ambiente. La valutazione degli effetti del costruito produce conoscenze orientate non solo alle scienze sociali, ma anche al mondo della progettazione.
La valutazione consente di far emergere quali siano gli elementi del progetto su cui è necessario reintervenire. L'analisi può creare le con- dizioni per un rapporto più valido tra gli abitanti e lo spazio in cui vivo- no. A questo primo livello però le conoscenze prodotte sono legate al singolo caso valutato.
La POE va intesa come un momento necessario per ridurre lo scarto dopo la consegna; quindi è una sorta di prolungamento del processo progettuale che studia le modalità attraverso cui portarlo ad un mag- giore compimento.
Una valutazione può produrre conoscenze spendibili anche a livelli di generalizzazione superiori. La POE può essere considerata un'occasio ne di apprendimento. L'output di una valutazione può essere visto an- che come l'input per i processi progettuali futuri. La POE è vista come momento di un ciclo progettuale che non si esaurisce nella realizzazio- Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunti-valutare-l-architettura-di-paolo-costa/7022883/ Downloaded by: greta-starnino (gretastar05@gmail.com) 3ne di un singolo oggetto o spazio ma che, al contrario, prosegue nel tempo.
Una volta che un progetto architettonico sia stato abitato, esso può essere valutato da molti punti di vista e possono essere presi in con- siderazione aspetti anche molto diversi tra loro in relazione ai diversi bisogni a cui uno spazio costruito deve in qualche modo rispondere.
Lo spazio deve rispondere alle funzioni che gli abitanti gli attribuiscono, deve rispettare dei requisiti tecnici che consentano tali funzioni, deve essere economicamente sostenibile e quindi adeguato alle capacità economiche di chi lo abita o genstisce, deve essere percepito come esteticamente accettabile e deve veicolare significati decodificabili dagli abitanti.
è necessario ricostruire quali siano le intenzioni che il progetto origina- riamente si è posto e le opportunità che esso intende offrire al termine della progettazione; questo perché l'obiettivo della POE è confrontare spazio potenziale e spazio effettivo.
Il processo di progettazione copre un tempo e coinvolge una molte- plicità di attori tale che si dà sempre uno scarto tra intenzioni iniziali e finali del progetto, ovvero uno scarto pre-occupativo. Ripercorrere le fasi del progetto è essenziale per comprendere come si sia arrivati a certe scelte progettuali. La ricostruzione del processo progettualeha due finalità: 1. rintracciare quali siano le intenzioni che il progetto si pone nel mo- mento della consegna 2. contribuisce a dare spessore e profondità alle scelte progettuali at- traverso le quali il progetto ha inteso esprimere le proprie intenzioni.
Analizzare le intenzioni del progetto non significa solo ricostruirlo, ma significa coinvolgere direttamente gli attori che prendono parte al pro- cesso progettuale: essa fornisce l'occasione nella quale essi possono partecipare ad una ricostruzione riflessiva del proprio operato.
Una delle finalità della POE è andare a controllare se le funzioni e i significati che sono stati inscritti nel progetto corrispondono a quelli che gli abitanti gli attribuiscono. Alcune modalità con cui gli abitanti usano gli spazi possono essere in relazione con esigenze e bisogni che il progetto non ha previsto. Oppure può evidenziare che alcune scelte progettuali sono decodificate in maniera diversa dagli abitanti, magari perché il codice espresso dalla progettazione è diverso da quello degli abitanti.
Perciò è importante definire chi siano effettivamente questi abitanti che vivono gli spazi oggetto di valutazione. Nella maggioranza dei casi gli abitanti di uno spazio possono essere considerati in sottogruppi che sono portatori di interesse e bisogni spaziali talmente diversi da Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunti-valutare-l-architettura-di-paolo-costa/7022883/ Downloaded by: greta-starnino (gretastar05@gmail.com) 4