Slide da Hub Scuola sulla responsabilità civile degli operatori socio-sanitari. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Diritto, esplora le diverse forme di responsabilità, inclusa quella civile diretta e indiretta, e discute l'assicurazione sulla responsabilità civile.
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La responsabilità civile consiste nell'obbligo di risarcire il danno cagionato in seguito a comportamenti dolosi o colposi; può essere diretta, se ricade sull'operatore, o indiretta se ricade su un soggetto diverso da chi ha causato il danno.
Lavoratori preposti Responsabilità indiretta della struttura socio-sanitaria
e azione di rivalsa verso l'operatore Risarcimento del danno
In base al contratto di assicurazione l'assicuratore si obbliga, in cambio del pagamento di un premio, a risarcire l'assicurato, entro limiti stabiliti, degli eventuali danni subiti dall'assicurato da un sinistro, oppure a pagagli un capitale o una rendita in caso si verifichi un evento relativo alla vita umana. (art. 1882 c.c.).
Nel caso di danni causati in conseguenza di un comportamento colposo di un professionista socio-sanitario, l'assicurazione svolge un'importante funzione so- ciale di tutela di tutti i soggetti coinvolti:
La legge stabilisce inoltre che la polizza preveda una retroattività della garanzia assicurativa a copertura degli eventi dannosi accaduti nei dieci anni precedenti alla stipulazione del contratto, ma solo se denunciati all'impresa assicurativa nel periodo di effettiva validità del rapporto assicurativo. Inoltre, il contratto di assicurazione deve prevedere la copertura per la liquida- zione dei danni richiesti entro dieci anni dopo la cessazione definitiva dell'attività professionale, purché i sinistri si riferiscano al periodo di efficacia della polizza. Per esempio , se una persona assistita denuncia un operatore sanitario per danni da lui causati tre anni prima che l'operatore sottoscriva la polizza assicurativa o cinque anni dopo il pensionamento, la responsabilità civile dell'operatore sarà interamente garantita dall'impresa assicuratrice. Tuttavia, all'atto della stipu- lazione del contratto, l'assicurato deve dichiarare di non essere a conoscenza di sinistri pregressi che potrebbero comportare una richiesta di risarcimento.
L'estensione della copertura assicurativa è inserita nella polizza attraverso le clausole "pregressa decennale" e "postuma decennale"; tuttavia il contratto può prevedere la possibilità, contro il pagamento di un premio maggiore, di estende- re la retroattività o l'ultrattività a un periodo superiore.
Retroattività: clausola "pregressa decennale" Ultrattività: clausola "postuma decennale"
Ultrattività Estensione della copertura assicurativa a un periodo successivo al termine del contratto
PAROLA CHIAVE La responsabilità disciplinare deriva dalla violazione degli obblighi previsti dalla legislazione del lavoro, dai contratti collettivi e dagli accordi individuali con il datore di lavoro. Il codice civile, lo statuto dei lavoratori, le leggi speciali, i contratti collettivi na- zionali di categoria, la contrattazione collettiva aziendale e gli accordi bilaterali con il datore di lavoro regolano il rapporto lavorativo attribuendo alle parti contraenti una serie di diritti e obblighi reciproci. Se il lavoratore viola gli obblighi contrattuali incorre nella responsabilità disci- plinare, dalla quale derivano sanzioni disciplinari applicate dal datore di lavoro in base al cosiddetto principio di tipicità delle sanzioni disciplinari, cioè solo entro i limiti e secondo i criteri stabiliti dalla stessa legge e dai contratti collettivi. Gli operatori socio-sanitari sono soggetti alle disposizioni generali che regola- no il rapporto di lavoro subordinato, tra cui gli obblighi di diligenza, fedeltà, di osservanza dell'orario di servizio e della disciplina specifica del proprio con- tratto collettivo, che può dipendere dal settore in cui gli operatori esercitano la professione. Per esempio, i contratti collettivi stabiliscono che gli operatori socio-sanitari devono assumere comportamenti educati, improntati al rispetto degli utenti e delle loro famiglie, alla collaborazione con colleghi e superiori, in considerazione del fatto che tali lavoratori operano nei settori della cura e dell'assistenza delle persone più fragili.
Il datore di lavoro è tenuto a portare a conoscenza dei dipendenti le sanzioni disciplinari applicate a ciascuna infrazione e le procedure di contestazione, at- traverso codici o regolamenti disciplinari diffusi nei luoghi di lavoro. Le sanzio- ni disciplinari sono stabilite in base alla gravità e alla recidività dell'infrazione (diventano cioè tanto più severe quanto più il comportamento è grave e se viene ripetuto) e possono consistere in richiami verbali o scritti, multe fino al massimo di ore di retribuzione stabilite dal contratto, la sospensione dal lavoro e il licen- ziamento con o senza preavviso.
I dipendenti pubblici non possono chiedere né accettare regali all'interno del contesto di lavoro, a meno che non siano di modico valore
Se l'operatore socio-sanitario è assunto come lavoratore dipendente presso un ente pubblico è tenuto a rispettare anche le disposizioni del codice di comporta- mento della Pubblica amministrazione (d.p.r. 62/2013). Questa norma vieta al dipendente di chiedere e di accettare all'interno del con- testo di lavoro regali, servizi o favori, per sé o per altri, a eccezione di quelli considerati di modico valore, ricevuti in occasione di una relazione di cortesia. Sono considerati di modico valore i doni di valore inferiore a 150 euro, anche se le singole amministrazioni possono prevedere limiti inferiori.
Per esempio, un operatore non può ricevere regali, neanche di modico valore, da parte dei familiari di un paziente in cambio di un trattamento di favore nei suoi confronti; può invece accettare una scatola di cioccolatini in occasione delle festività natalizie come manifestazione di stima, ed è buona prassi in questi casi condividere il regalo con i colleghi. Ovviamente il dipendente pubblico deve rispettare tutti i comportamenti di pre- venzione della corruzione, non accettando, per sé o per altri, denaro in cambio di favoritismi, e ha l'obbligo di segnalare al proprio superiore eventuali fatti illeciti di cui sia venuto a conoscenza. Per esempio , un operatore non può ricevere denaro per accelerare le procedure di ricovero di un paziente presso una struttura socio-sanitaria. La violazione degli obblighi previsti dal codice di comportamento della Pubblica amministrazione comporta sanzioni disciplinari, salvo che gli illeciti commessi possano far sorgere anche responsabilità penale, per esempio nel caso di corru- zione, o civile, se il dipendente assume un comportamento lesivo dell'immagine della struttura per la quale lavora.
Con il termine responsabilità penale s'intende l'obbligo di rispondere per un'a- zione illecita che consiste in un atto o un fatto contrario alle norme del codice penale, dal quale derivano conseguenze negative definite pene. La 1. 24/2017 in- dividua in particolare le responsabilità degli "esercenti le professioni sanitarie", tra i quali sono compresi anche gli operatori socio-sanitari. La responsabilità penale deriva dalle azioni illecite che si configurano come re- ati. L'illecito può consistere in un'azione commissiva, cioè nell'aver agito contro una norma, o in un'azione omissiva, cioè nel non aver adempiuto a un obbligo imposto dalla legge. Il reato può essere:
Causare lesioni a una persona o provocarne la morte per dolo o colpa è sicu- ramente uno dei reati più gravi puniti con la reclusione. Nell'esercizio delle professioni socio-sanitarie è richiesta una particolare diligenza nello svolgi- mento delle attività di cura e assistenza all'utenza e, in caso di danni derivanti da fatti colposi, si applicano le disposizioni del codice penale in materia (artt. 589 e 590 c.p.).
Linee guida Insieme di indicazioni e raccomandazioni basate su conoscenze ed esperienze in ambito clinico e sanitario
Il richiamo alla perizia, cioè l'insieme delle conoscenze e competenze professio- nali correttamente applicate, delimita la responsabilità dell'operatore socio-sa- nitario; infatti il professionista non è ritenuto responsabile se ha applicato le procedure e le tecniche stabilite da leggi, linee guida ministeriali o elaborate da società e associazioni scientifiche delle professioni sanitarie riconosciute dal Ministero della salute. In assenza di indicazioni normative o di linee guida, l'operatore deve applicare le buone pratiche clinico-assistenziali, cioè l'insie- me delle conoscenze, competenze e pratiche basate su esperienze acquisite sul campo e raccolte in pubblicazioni della comunità scientifica. Per esempio , le linee guida indicano la corretta procedura per mantenere l'igiene e la pulizia dei pazienti fragili e quella per spostarli, mentre è buona pratica disinfettare lo strumentario e sanificare la biancheria: un operatore socio-sanitario può esse- re condannato se procura ustioni a una persona anziana lavandola con acqua troppo calda, oppure se durante operazioni di mobilitazione di un paziente ne causa la caduta accidentale dal letto in seguito alla quale il paziente riporta delle fratture.