Slide sulla lingua giapponese classica che esplora gli pseudo-aggettivi. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Lingue, presenta i paradigmi di coniugazione per le forme in -nari e -tari, illustrando come gli pseudo-aggettivi formino diversi nessi sintattici.
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Gli "pseudo-aggettivi" (keiyodoshi 形 容 動 詞 ‘verbi aggettivali') come
gli aggettivi svolgono funzione di modificatori di nomi o, se usati nella
forma avverbiale, dei verbi. Rientrano tra le parti del discorso variabili
(yogen )), ma dal punto di vista morfologico sono parti del discorso
indipendenti non variabili, come i nomi.Due categorie
Come per gli aggettivi, anche nel caso degli pseudo-aggettivi si trovano
due categorie distinte a seconda del verbo ausiliare cui sono legati:
La coniugazione delle due categorie di pseudo-aggettivi segue il
paradigma dei verbi irregolari in -ra, fatta eccezione per le due forme
alternative della forma coordinativa (ren'yokei) (ni, oltre a nari, per gli
pseudo-aggettivi in nari, e to, oltre a tari, per gli pseudo-aggettivi in
tari).La forma nari e la forma tari
La forma nari e la forma tari sono, rispettivamente il risultato
dell'assimilazione delle posposizioni della base connettiva ni e to con il
verbo di stato ari (ni-ari > nari; to-ari > tari), coniugate come suffissi
verbali variabili secondo, il paradigma dei verbi irregolari in -ra.
Gli pseudo-aggettivi in -nari, oltre che per il contesto sintattico,
possono essere talvolta riconosciuti da sequenze sillabiche ricorrenti
presenti nella parte loro terminale come -ka (oroka 'stupido', haruka
'distante', sadaka 'certo'), -yaka (odayaka 'calmo', yuruyaka 'mite'), -
raka (akiraka 'luminoso', kiyoraka 'puro', yasuraka 'rilassato') oppure -
ge (ayashige 'sospetto', osoroshige 'pauroso').
ー げ
チ ら が
ー ち か な り
ー や か な り
ー か
形 容 動 詞
多 い わ よ
パ タ ー ン ボ
こ う い う
な り
な り
Nel caso di quelli in -tari, di norma di origine cinese, si osserva la
presenza di forme costituite da un singolo morfema come -san ((
ん )‘miserevole’, 惨 ( さ ん ) た る 光 景 ‘una scena tragica') o da due
morfemi distinti come konton ( 混 沌 ‘confuso') e seimei ( 清 明
'limpido') .
In questi aggettivi è ricorrente la presenza di morfemi finali come -zen (
然 in shozen 悄 然 ( せ う ぜ ん ) 'scoraggiato’, oppure come -ko ( 乎 in
kakko THEY 'determinato' ) e la duplicazione dello stesso morfema
(come in dodo 堂 々 ( だ う だ う ) ‘maestoso')
Nel caso degli pseudo-aggettivi in -tari, benché sia possibile in linea di
principio la formazione della forma indefinita (MZK), della forma
esclamativa (IZK) e della forma imperativa (MRK), non si registrano
occorrenze testuali reali ed è per questo motivo che nello schema del
paradigma le tre basi (rispettivamente -tara, -tare, -tare) sono indicate tra
parentesi.
MZK
RYK
SSK
RTK
IZK
MRK
静 か な り
静 か な ら
seguito da
-zu, -mu, -ba
静 か な り
seguito da
-ki, -keri
静 か な り
静 か な る
seguito da
koto, toki
静 か な れ
seguito da
静 か な れ
-do, -domo
MZK
RYK
SSK
RTK
IZK
MRK
淡 々 た り
( 淡 々 た ら )
淡 々 た り
淡 々 と
淡 々 た り
淡 々 た る
( 淡 々 た れ )
( 淡 々 た れ )
seguito da
seguito da
seguito da
seguito da
-zu, -mu, -ba
-ki, -keri
koto, toki
-do, -domo
Come per la lingua moderna, gli pseudo-aggettivi, in combinazione con
suffissi e posposizioni, possono realizzare nessi sintattici diversi da
quelli del paradigma illustrato nelle tabelle precedenti e mutare la
propria categoria di parte del discorso o realizzare differenti
combinazioni sintattiche.
Va notato infine che acquisiscono una struttura sintattica affine a quella
degli pseudo-aggettivi gli aggettivi veri e propri seguiti dal suffisso -ge
Per esempio la radice dell'aggettivo utsukushi (L 'bello') seguita da -
ge acquisisce il significato di 'sembrare bello' .
髪 の う つ く し げ に そ が れ た る 末 も 、
Anche le punte dei capelli sembravano tagliate alla perfezione ...
(Genji monogatari - Waka Murasaki)
箏 の 琴 は 、 女 の し わ ざ と お ぼ え て 、 な つ か し く あ は れ な る も の の
音 な れ ど 、 あ や し の 生 女 房 、 童 ( わ ら は ) べ 、 侍 な ど ま で 、 大 方
よ か ら ぬ 爪 鳴 ら し し て 、 な べ て 耳 馴 ら し た る が 、 い と 口 惜 し き な
1 . (Mumyōzōshi)
Per quanto riguarda il koto a 13 corde, considerando che è uno
strumento (lett. attività) da donna, ha un suono piacevole e toccante,
però se lo suonano persone comuni senza alcun talento, come dame
poco esperte di basso rango, giovani damigelle o persino serve, per
quanto generalmente ci si abitua ad ascoltarlo, risulta molto deludente.