Documento di Appunti sul Modulo Santilli – Anno 2024/2025. Il Pdf esplora il concetto di emozione, distinguendolo da affetto, sentimento e stato d'animo, presentando classificazioni e il ruolo delle neuroscienze in Psicologia.
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1)Che cos'è un'emozione? · Dal latino emovere, azione di muovere o allontanare, evitare eventi spiacevoli ed avvicinarsi a quelli piacevoli. Modificazione dello stato di quiete che si esprime con l'impulso all'azione e specifiche reazioni fisiologiche interne, designando diverse risposte emotive. · Nico J.Frijda (1986) esperienze soggettive di tipo valutativo che sono state evocate da eventi esterni oppure mentali e soprattutto dal loro significato (componente cognitiva) · Esperienza complessa e multidimensionale, che svolge un ruolo di organizzatore cognitivo affettivo e che media il rapporto tra l'organismo e l'ambiente.
AFFETTO: comprende sia l'emozione che il sentimento L'affettività è la capacità di provare, esprimere e ricevere sentimenti ed emozioni, ed è strettamente legata al modo in cui viviamo le nostre relazioni affettive e sociali. Si riferisce a un insieme di stati emotivi e sentimenti che guidano il nostro comportamento verso gli altri e verso noi stessi, come l'amore, l'empatia, la tenerezza e la compassione. EMOZIONE: componente biologica innata dell'affettivita' Ha un'insorgenza improvvisa di breve durata, include l'attivazione del sistema nervoso autonomo l'espressione facciale, elementi comunicativi paraverbali e l'espressione manifesta. SENTIMENTO: Manifestazione affettiva prolungata nel tempo, meno intensa dell'emozione. L'emozione si può evolvere in sentimento, una persona si può arrabbiare con qualcuno e col tempo, in seguito a ripetuti episodi di rabbia e rimuginio sul torto subito, tale reazione di rabbia si consolida in sentimento di odio.
STATO D'ANIMO: Tendenza emotiva abbastanza stabile e ricorrente, dovuta in parte al temperamento e in parte alle esperienze personali. Gli stati d'animo sono quindi considerati delle tonalità affettive che contraddistinguono l'umore di base con cui un individuo tende ad affrontare le proprie esperienze (Anolli,2002) .Sono molto più sfumati delle emozioni e implicano un'attivazione abbastanza contenuta. Si riferiscono a una situazione o a un evento specifici, ma rappresentano disposizioni affettive prive di una specifica motivazione all'azione.
2)Che cos'è un'emozione? · Esperienza complessa e multidimensionale, che svolge un ruolo di organizzatore cognitivo-affettivo e che media il rapporto tra l'organismo e l'ambiente. · Modificazione dello stato di quiete che si esprime con l'impulso all'azione e specifiche reazioni fisiologiche interne, designando diverse risposte emotive.
CLASSIFICAZIONE EMOZIONI Approccio categoriale: emozioni vengono concepite come distinte (Ekman, 1992; Tomkins, 1984). Tomkins si è basato sulle espressioni facciali, considerando che a diversi differenti di espressione facciale corrispondono diversi stati emotivi.
1. TOMKINS ha proposto una classificazione delle emozioni in otto categorie: interesse/eccitazione, espressa attraverso uno sguardo fisso con le sopracciglia abbassate; gioia, espressa tramite il sorriso; sorpresa, espressa attraverso il sollevamento delle palpebre e l'apertura della bocca; tristezza, espressa dall'abbassamento degli angoli della bocca e dal sollevamento delle sopracciglia; rabbia, espressa dall'arrossamento del viso, contrazione della mandibola e tensione dei muscoli; disgusto, espressa con arricciamento del naso; disprezzo, espresso con una piegatura delle labbra.
EMOZIONI PRIMARIE: hanno una base espressiva universale e sono Paura, gioia, rabbia, tristezza, sorpresa, interesse e disgusto. EKMAN ha identificato queste emozioni basandosi sullo studio di appartenenti alla tribù Fore in Papua Nuova Guinea. I membri della tribù sono stati in grado di identificare correttamente sei emozioni nelle immagini fotografiche che venivano loro mostrate. Si confermò quindi che le emozioni di base sono associate a segni facciali e vocali ben distinti. Inoltre Ekman attribuisce a ogni emozione una peculiarità in base agli eventi antecedenti, alla valutazione cognitiva, ai meccanismi fisiologici e alla risposta comportamentale. Pertanto, a ogni emozione corrisponderebbero particolari modelli di attivazione del sistema nervoso centrale e del sistema periferico.
Critiche all'APPROCCIO CATEGORIALE Molte delle ricerche sono state svolte su esseri umani o animali o in bambini che ancora non possedevano sufficienti capacità cognitive e di espressione verbale. Tuttavia i ricercatori arrivarono a conclusioni basate essenzialmente sulle proprie interpretazioni, collegando semplici reazioni comportamentali a condizioni emotive dei soggetti osservati senza considerare se per provare determinate emozioni sia necessaria una specifica risposta nel comportamento. Altri autori, tra i quali Plutchik (1994) e Frijda (1986), non basano solo sulle espressioni facciali ma considerano reazioni più estese che coinvolgono diverse parti del corpo.
La ruota delle emozioni di PLUTCHIK Questo modello aiuta a visualizzare le diverse emozioni e come esse siano collegate o derivate l'una dall'altra. La ruota mostra le emozioni in coppie di opposti e illustra come alcune emozioni possano combinarsi per formare emozioni complesse. Le emozioni di base proposte da Plutchik sono otto e vengono organizzate in quattro coppie di opposti:
Ogni emozione ha una diversa intensità. Ad esempio, la paura può variare da "timore" a "terrore", e la rabbia da "fastidio" a "rabbia intensa". Questo livello di intensità è illustrato nella ruota tramite l'uso di diverse tonalità: più il colore è scuro, più intensa è l'emozione. Le emozioni 2possono combinarsi per crearne altre più complesse. Ad esempio, la combinazione di paura e sorpresa può generare la "soggezione", mentre la combinazione di tristezza e disgusto può portare al "rimorso". Questi stati emotivi complessi sono derivati dalle emozioni di base attraverso un processo di mescolanza. · Plutchik sosteneva che le emozioni si sono evolute per aiutare l'organismo a sopravvivere in contesti specifici. Ogni emozione di base è associata a un comportamento di sopravvivenza. Ad esempio:
vi è vi è universalità' delle emozioni di base perchè connesse con l'evoluzione della specie
APPROCCIO DIMENSIONALE Le emozioni sono costiutuite da diverse dimensioni che si fondono. Alla base ci sono un numero ristretto di dimensioni. Uno dei modelli dimensionali più noti è il modello bidimensionale, che descrive le emozioni lungo due dimensioni principali:
1. Valenza (o piacere/dispiacere): - Questa dimensione va dal negativo al positivo e descrive quanto piacevole o spiacevole è l'emozione. -Ad esempio, la gioia ha una valenza positiva, mentre la tristezza ha una valenza negativa. 2. Attivazione (o arousal): -Questa dimensione va da bassa attivazione (calma, rilassamento) a alta attivazione (eccitazione, tensione). - Un'emozione come la rabbia è ad alta attivazione, mentre la tristezza può essere a bassa attivazione. In questo modello, ogni emozione può essere rappresentata come un punto in un piano bidimensionale, con una certa combinazione di valenza e attivazione. Ad esempio:
Esempio di Modello Bidimensionale: Circumplex Model di Russell (1980) Rappresentazione grafica del modello bidimensionale: In questo modello, le emozioni sono disposte in un cerchio (circumplex) attorno a due assi:
Le emozioni come "serenità" si trovano nell'area ad alta valenza e bassa attivazione, mentre "eccitazione" sarebbe in alta valenza e alta attivazione. Le emozioni come "disperazione" si 3collocano a bassa valenza e bassa attivazione, mentre "panico" o "paura" occupano l'area di bassa valenza e alta attivazione.
Attivazione Allerta Tensione Nervosismo Stress Eccitazione Gioia Turbamento Felicità Sgradevolezza Piacevolezza Tristezza Depressione Contentezza Serenità Noia Rilassamento Fatica Calma Disattivazione
MODELLI TRIDIMENSIONALI Alcuni modelli dimensionali più complessi aggiungono una terza dimensione, come ad esempio: Dominanza/sottomissione: Questa dimensione descrive il livello di controllo che si percepisce di avere su una situazione emotiva. Emozioni come la paura e la vergogna sono considerate di bassa dominanza, mentre la rabbia può avere alta dominanza. Quindi, in un modello tridimensionale, ogni emozione è collocata in uno spazio tridimensionale con queste tre variabili:
RUOLO DELLE NEUROSCIENZE Sistemi emotivi primari nel cervello, che regolano i comportamenti affettivi di base. Questi sistemi sono considerati universali tra i mammiferi e sono localizzati in parti antiche del cervello, come il sistema limbico. Panksepp identifica le seguenti emozioni primarie (1998):
Secondo PANKSEPP, questi sistemi emotivi di base operano principalmente a livello inconscio e influenzano profondamente il comportamento e le emozioni coscienti. Panksepp riteneva che le emozioni fossero generate da aree del cervello più antiche, in particolare le strutture subcorticali, come il talamo, l'amigdala, l'ipotalamo e altre parti del sistema limbico. Queste aree sono condivise tra molte specie animali e si sviluppano prima della corteccia cerebrale, il che suggerisce che le emozioni di base siano evolutivamente più antiche rispetto alle funzioni cognitive superiori. Questa prospettiva differisce dalle teorie che vedono le emozioni come derivanti primariamente dall'elaborazione cognitiva. Per Panksepp, le emozioni non dipendono 4