Documento sul Design del Tessuto. Il Pdf esplora la filiera tessile e la sua storia, dalle origini neolitiche all'era industriale, descrivendo le fasi della filatura e le tecniche utilizzate. Il documento, di grado universitario, include anche informazioni dettagliate su otto tipologie di lana e cinque di lino, con le loro caratteristiche e usi.
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Si intende il processo produttivo che comprende tutte le fasi necessarie per trasformare tutte le materie prima in prodotti tessili finiti Prodotti tessili finiti: ovvero abiti, tende La produzione di fibre sono 3:
Successivamente viene la fase di filatura, dove le fibre vengono trasformate in filate. In queste fasi si vanno a pulire le fibre. Dopo aver realizzato il mio filo viene la fase di tessitura o maglieria. I filati vengono intrecciate tra di loro per creare tessuti. Nella maglieria i filati vengono intrecciati, un unico filo che si intreccia, possono essere fatti a mano, con telai o macchine apposta. Dopo questa fase viene la finitura, tutto ciò che va a modificare l'aspetto, la morbidezza, la resistenza del tessuto, il lavaggio, la chimica del tessuto. Dopo la finitura abbiamo la produzione, ovvero quando vengono creati i capi. Infine abbiamo i fornitori che mandano in negozio il capo finito.
Le fasi della filatura:
Alla fine di tutte queste fasi c'è la titolazione, che determina la finezza o spessore del filato. Il titolo è il rapporto tra la lunghezza e il peso del filato. Il numero di chilometro di filo che vediamo scritto, viene fuori da un chilo di lana, che con questo numero si capisce quanto filato è spesso o è fine.
Ci sono 3 tecniche di filatura:
Le prime tracce della produzione della lavorazione tessile risalgono al neolitico. La prima necessita dell'uomo di coprirsi, proteggersi, dove scarseggiava la parte animale. Si sviluppano le prime filature naturali, le prime utilizzate furono il lino, la lana e la canapa. I primi telai venivano utilizzati per creare tessuti grezzi. L'abbigliamento e la tessitura era legata per protezione. In Egitto e Mesopotamia vediamo che le civiltà erano già avanzate in questo ambito, in Egitto si utilizzava il lino, e in Mesopotamia si usava la lana. Erano utilizzati dei telai a mano e il lavoro tessile era un lavoro che facevano le donne. In Cina invece si sono sviluppate altre tecniche, ovvero la seta. Diffondendo questo tessuto in tutta Europa e Asia. Nell'impero romano e cultura greca abbiamo una civiltà che perfezionavano la tessitura importata dall'oriente, dalle loro conquiste. I romani si concentravano sul lino e la lana, migliorano la loro produzione creando cose di alta qualità, tessuti all'interno nella casa per proteggersi dal freddo. In questo periodo la tessitura era manuale, ma pian piano iniziano a svilupparsi i primi telai a pedale. L'economia romana si basa sulla produzione tessile, diventa una delle basi della economia di paese dove si creano le prime botteghe e diventa un'attività commerciale. Esistono delle leggi per regolamentare i tessuti e la qualità. Dopo questo periodo passiamo all'epoca medievale, il medioevo è stato un periodo molto ricco a livello tessile, si diffonde in tutta Europa. In questo periodo il materiale più importante è la lana, sopratutto in Inghilterra, la produzione tessile è molto controllata. In questo periodo vengono migliorati i telai, abbiamo un nuovo tessuto, il velluto, raggiunge un livello molto alto, anche a livello di qualità. Si diffonde il telaio a pedale che semplifica il processo produttivo. Questo nuovo telaio ingrandisce la diffusione. Arriviamo al periodo rinascimento, a livello culturale è un periodo fiorente. Tra il 17/19 esimo secolo la produzione di seta si sposta in Italia e Francia, in particolare si trova a Lione in Francia. Ma i cambiamenti più radicali è che c'è la rivoluzione industriale, nell'ambito tessile ci sono delle innovazioni. Nel 1764 la Spinning Jenny, il primo filatore meccanico; poco dopo viene introdotta la Mule-Jenny che è il filatore idraulico, sempre meccanico. Questo permette più quantità di filato rispetto a quando c'era la filatura manuale. Nel 1785 abbiamo un'altra invenzione, Edmund Cartwright inventa un telaio meccanico, diventa tutto più automatizzato e si diffonde sempre di più la produzione tessile. In questo periodo ci sono cambiamenti economici, dove l'Inghilterra è stato il paese dove si è evoluto maggiormente a livello industriale. Arrivano le grandi fabbriche tessile, la produzione diventa enorme. Nel 20esimo secolo c'è l'introduzione delle fibre sintetiche, il primo è stato il nailon nel 1935. Ci sono le prime sperimentazioni, queste fibre erano un'alternativa economica. Verso la fine del 20esimo secolo le macchine sono automatizzate, abbiamo macchine automatiche, robotiche. Aumenta la velocità della produzione, si vende di più, c'è più precisone nella realizzazione del tessuto. Un altro elemento dal secondo dopo guerra ad oggi è la globalizzazione, a livello politico e sociale. Questo comporta la produzione dislocata, le aziende spostano la produzione nei paesi dove la manodopera costa di meno, ad esempio in Asia. L'industria tessile diventa globale, scambio di merci e soldi. Questo comporta la sovrapposizione e fast fashion, quindi si acquista di più. Questo fa si che il fast fashion ha un qualità bassa e un sacco di spreco.
Ad oggi la produzione affronta nuove sfide, abbiamo il problema della sostenibiltà, c'è il boom economico. C'è il problema delle risorse (ovvero l'acqua), bisogna trovare un modo per gestire le risorse senza consumare troppa acqua nella produzione. Con l'economia circolare possiamo riutilizzare le risorse; con il vintage noi spendiamo poco ma con un capo di alta qualità. Con lo scarto alimentare si può creare il tessuto, e la ricerca si sta concentrando sulle fibre biodegradabili. Un'altro aspetto che si sta diffondendo sulla produzione sono le nuove tecnologie, abbiamo tessuti più tecnologici, materiali innovativi, stampa in 3D, intelligenza artificiale, ingegneria tessile. La distribuzione sta cambiando ed è fondamentale per il brand. Il negozio è il momento della verità, quando il prodotto arriva a contatto con il cliente, subentra la strategia di marketing, e aumenta il valore immateriale del prodotto. Il negozio monomarca permette di controllare l'immagine del prodotto e posizionamento del mercato. Esempio: Nei negozi di lusso si prendono cura di te, si punta sull'aspetto emozionale. La parte di commerce è essenziale, l'acquisto online è cresciuto moltissimo. Anche Il noleggio si è diffuso. Nei negozi fisici ci sono grandi magazzini, outlet, questo tipo di mercato ha un costo enorme per l'azienda, però lo fanno per farti affezionare al brand, ti vendono l'idea di sogno.
Le fibre tessili sono la base per la produzioni di tessuti, sono di forma allungata, molto fini. Ogni fibra ha delle caratteristiche fisiche e chimiche. Si suddividono in 3 categorie:
Vengono dalle fonti biologiche, che possono essere naturali, animali e minerali, non vengono utilizzati processi chimici. Aspetto positivo: sono morbide, sono cotone o lana. Sono fibre leggere e forniscono calore, sono biodegradabili. Aspetto negativo: sono più costose, il cotone richiede molta acqua durante la produzione, non si possono migliorare. Tra le fibre naturali vediamo: Le fibre vegetali, per esempio il lino, la canapa Le fibre da semi, per esempio il cotone Le fibre da foglia e da frutto Il cotone è una fibra vegetale, nel momento della fioritura quando si schiude, la cultura va fatta a mano o a macchina, una pianta può produrre 5 chili di cotone.
Esempi di fibre naturali vegetali:
Esempi di fibre animali: Le fibre animali derivano dalla cheratina e dal fibroma che si trovano nel pelo e nella bava degli animali. Sono fibre morbide e trattengono il calore.
Esempio di fibre minerali: Le fibre minerali non sono molto diffuse in ambito abbigliamento.
Le fibre artificiali derivano da materie prime naturali, per lo più dalla cellulosa quindi dagli alberi. Sono state elaborate in laboratorio, quindi vengono prodotte chimicamente. Aspetto positivo: non sono biodegradabili, sono meno costose e meno dannose per la pelle e ambiente. Mantiene le stesse caratteristiche delle fibre naturali, esempio la traspirazione. Aspetto negativo: richiedono altre risorse a livello di produzione, le sostanze chimiche utilizzate vengono assorbite nelle fibre. Utilizzano alcune fonti di riciclo, si va a recuperare lo scarto.
Esempio fibre artificiali: