Design del Tessuto: filiera, storia e tipologie di fibre tessili

Documento sul Design del Tessuto. Il Pdf esplora la filiera tessile e la sua storia, dalle origini neolitiche all'era industriale, descrivendo le fasi della filatura e le tecniche utilizzate. Il documento, di grado universitario, include anche informazioni dettagliate su otto tipologie di lana e cinque di lino, con le loro caratteristiche e usi.

See more

35 Pages

DESIGN DEL TESSUTO
FILIERIA TESSILE
Si intende il processo produttivo che comprende tutte le fasi necessarie per trasformare tutte le
materie prima in prodotti tessili finiti!
Prodotti tessili finiti: ovvero abiti, tende!
La produzione di fibre sono 3:
-Naturali!
-Artificiali !
-Fibre sintetiche !
Successivamente viene la fase di filatura, dove le fibre vengono trasformate in filate. In queste fasi
si vanno a pulire le fibre.!
Dopo aver realizzato il mio filo viene la fase di tessitura o maglieria. I filati vengono intrecciate tra
di loro per creare tessuti.!
Nella maglieria i filati vengono intrecciati, un unico filo che si intreccia, possono essere fatti a
mano, con telai o macchine apposta.!
Dopo questa fase viene la finitura, tutto ciò che va a modificare l’aspetto, la morbidezza, la
resistenza del tessuto, il lavaggio, la chimica del tessuto.!
Dopo la finitura abbiamo la produzione, ovvero quando vengono creati i capi. !
Infine abbiamo i fornitori che mandano in negozio il capo finito.!
Le fasi della filatura:
-Nella prima fase vanno preparate le fibre, vanno pulite (es. la lana) e miscelate tra loro per
rassicurare una qualità uniforme. !
-Nella seconda fase viene la cardatura, ovvero il processo che va ad orientare le fibre, le mettono
tutte parallele in modo ordinate, in questa fase vengono nuovamente pulite.!
-Nella tersa fase abbiamo la pettinatura, che è una fase opzionale, utilizzata solo per tessuti di
alta qualità, serve ad eliminare le fibre più corte, rimane più liscio il filato. !
-Nella quarta fase avviene la stiratura, in questa fase vengono sovrapposti i filati, tirati e
uniformati, va a distribuire meglio il filato.!
-Nella quinta fase avviene la vera e propria filatura, lo stoppino che è un nastro che viene
assottigliato, e qui si ottiene il filato finale.!
Alla fine di tutte queste fasi c’è la titolazione, che determina la finezza o spessore del filato.!
Il titolo è il rapporto tra la lunghezza e il peso del filato. !
Il numero di chilometro di filo che vediamo scritto, viene fuori da un chilo di lana, che con questo
numero si capisce quanto filato è spesso o è fine. !
Ci sono 3 tecniche di filatura:
-Filatura ad anello: è il metodo più tradizionale, è molto utilizzato, queste fibre vengono stirate
grazie ad un anello di guida e un rocchetto, questo movimento rende il filo molto resistente, per il
materiale di alta qualità risulta molto morbido, è un processo molto costoso.!
-Filatura a rotore: è un metodo più moderno e veloce, in questo caso le fibre vengono messe in
tamburo rotante, ruota ad alta velocità, le fibre all’interno subiscono un effetto di torsione, è
metodo per produrre maggiore quantità di filato, risulta molto robusto, esempio il denim.!
-Filatura open-end: simile a filatura a rotore, le fibre vengono messe in una camera di filatura e
vengono unite in un filato, è un processo più veloce ed economico, i prodotti sono meno
compatti, più ruvidi. Utilizzato sul fast fashion, adatto per prodotti ad uso quotidiano (es.maglietta
basica). !
STORIA DEL TESSUTO
Le prime tracce della produzione della lavorazione tessile risalgono al neolitico. !
La prima necessita dell’uomo di coprirsi, proteggersi, dove scarseggiava la parte animale. Si
sviluppano le prime filature naturali, le prime utilizzate furono il lino, la lana e la canapa. !
I primi telai venivano utilizzati per creare tessuti grezzi. L’abbigliamento e la tessitura era legata
per protezione.!
In Egitto e Mesopotamia vediamo che le civiltà erano già avanzate in questo ambito, in Egitto si
utilizzava il lino, e in Mesopotamia si usava la lana. Erano utilizzati dei telai a mano e il lavoro
tessile era un lavoro che facevano le donne. !
In Cina invece si sono sviluppate altre tecniche, ovvero la seta. Diffondendo questo tessuto in
tutta Europa e Asia.!
Nell’impero romano e cultura greca abbiamo una civiltà che perfezionavano la tessitura importata
dall’oriente, dalle loro conquiste. !
I romani si concentravano sul lino e la lana, migliorano la loro produzione creando cose di alta
qualità, tessuti all’interno nella casa per proteggersi dal freddo. In questo periodo la tessitura era
manuale, ma pian piano iniziano a svilupparsi i primi telai a pedale. !
L’economia romana si basa sulla produzione tessile, diventa una delle basi della economia di
paese dove si creano le prime botteghe e diventa un’attività commerciale. Esistono delle leggi per
regolamentare i tessuti e la qualità.!
Dopo questo periodo passiamo all’epoca medievale, il medioevo è stato un periodo molto ricco a
livello tessile, si diffonde in tutta Europa. In questo periodo il materiale più importante è la lana,
sopratutto in Inghilterra, la produzione tessile è molto controllata. !
In questo periodo vengono migliorati i telai, abbiamo un nuovo tessuto, il velluto, raggiunge un
livello molto alto, anche a livello di qualità.!
Si diffonde il telaio a pedale che semplifica il processo produttivo. Questo nuovo telaio
ingrandisce la diffusione. !
Arriviamo al periodo rinascimento, a livello culturale è un periodo fiorente. Tra il 17/19 esimo
secolo la produzione di seta si sposta in Italia e Francia, in particolare si trova a Lione in Francia. !
Ma i cambiamenti più radicali è che c’è la rivoluzione industraiale, nell’ambito tessile ci sono delle
innovazioni.!
Nel 1764 la Spinning Jenny, il primo filatore meccanico; poco dopo viene introdotta la Mule-Jenny
che è il filatore idraulico, sempre meccanico. Questo permette più quantità di filato rispetto a
quando c’era la filatura manuale. !
Nel 1785 abbiamo un’altra invenzione, Edmund Cartwright inventa un telaio meccanico, diventa
tutto più automatizzato e si diffonde sempre di più la produzione tessile.!
In questo periodo ci sono cambiamenti economici, dove l’Inghilterra è stato il paese dove si è
evoluto maggiormente a livello industriale. !
Arrivano le grandi fabbriche tessile, la produzione diventa enorme. !
Nel 20esimo secolo c’è l’introduzione delle fibre sintetiche, il primo è stato il nailon nel 1935. Ci
sono le prime sperimentazioni, queste fibre erano un’alternativa economica. !
Verso la fine del 20esimo secolo le macchine sono automatizzate, abbiamo macchine
automatiche, robotiche. !
Aumenta la velocità della produzione, si vende di più, c’è più precisone nella realizzazione del
tessuto. !
Un altro elemento dal secondo dopo guerra ad oggi è la globalizzazione, a livello politico e
sociale. Questo comporta la produzione dislocata, le aziende spostano la produzione nei paesi
dove la manodopera costa di meno, ad esempio in Asia. L’industria tessile diventa globale,
scambio di merci e soldi. Questo comporta la sovrapposizione e fast fashion, quindi si acquista di
più. Questo fa si che il fast fashion ha un qualità bassa e un sacco di spreco. !

Unlock the full PDF for free

Sign up to get full access to the document and start transforming it with AI.

Preview

FILIERA TESSILE

Si intende il processo produttivo che comprende tutte le fasi necessarie per trasformare tutte le materie prima in prodotti tessili finiti Prodotti tessili finiti: ovvero abiti, tende La produzione di fibre sono 3:

  • Naturali
  • Artificiali
  • Fibre sintetiche

Successivamente viene la fase di filatura, dove le fibre vengono trasformate in filate. In queste fasi si vanno a pulire le fibre. Dopo aver realizzato il mio filo viene la fase di tessitura o maglieria. I filati vengono intrecciate tra di loro per creare tessuti. Nella maglieria i filati vengono intrecciati, un unico filo che si intreccia, possono essere fatti a mano, con telai o macchine apposta. Dopo questa fase viene la finitura, tutto ciò che va a modificare l'aspetto, la morbidezza, la resistenza del tessuto, il lavaggio, la chimica del tessuto. Dopo la finitura abbiamo la produzione, ovvero quando vengono creati i capi. Infine abbiamo i fornitori che mandano in negozio il capo finito.

Fasi della Filatura

Le fasi della filatura:

  • Nella prima fase vanno preparate le fibre, vanno pulite (es. la lana) e miscelate tra loro per rassicurare una qualità uniforme.
  • Nella seconda fase viene la cardatura, ovvero il processo che va ad orientare le fibre, le mettono tutte parallele in modo ordinate, in questa fase vengono nuovamente pulite.
  • Nella tersa fase abbiamo la pettinatura, che è una fase opzionale, utilizzata solo per tessuti di alta qualità, serve ad eliminare le fibre più corte, rimane più liscio il filato.
  • Nella quarta fase avviene la stiratura, in questa fase vengono sovrapposti i filati, tirati e uniformati, va a distribuire meglio il filato.
  • Nella quinta fase avviene la vera e propria filatura, lo stoppino che è un nastro che viene assottigliato, e qui si ottiene il filato finale.

Alla fine di tutte queste fasi c'è la titolazione, che determina la finezza o spessore del filato. Il titolo è il rapporto tra la lunghezza e il peso del filato. Il numero di chilometro di filo che vediamo scritto, viene fuori da un chilo di lana, che con questo numero si capisce quanto filato è spesso o è fine.

Tecniche di Filatura

Ci sono 3 tecniche di filatura:

  • Filatura ad anello: è il metodo più tradizionale, è molto utilizzato, queste fibre vengono stirate grazie ad un anello di guida e un rocchetto, questo movimento rende il filo molto resistente, per il materiale di alta qualità risulta molto morbido, è un processo molto costoso.
  • Filatura a rotore: è un metodo più moderno e veloce, in questo caso le fibre vengono messe in tamburo rotante, ruota ad alta velocità, le fibre all'interno subiscono un effetto di torsione, è metodo per produrre maggiore quantità di filato, risulta molto robusto, esempio il denim.
  • Filatura open-end: simile a filatura a rotore, le fibre vengono messe in una camera di filatura e vengono unite in un filato, è un processo più veloce ed economico, i prodotti sono meno compatti, più ruvidi. Utilizzato sul fast fashion, adatto per prodotti ad uso quotidiano (es.maglietta basica).

STORIA DEL TESSUTO

Le prime tracce della produzione della lavorazione tessile risalgono al neolitico. La prima necessita dell'uomo di coprirsi, proteggersi, dove scarseggiava la parte animale. Si sviluppano le prime filature naturali, le prime utilizzate furono il lino, la lana e la canapa. I primi telai venivano utilizzati per creare tessuti grezzi. L'abbigliamento e la tessitura era legata per protezione. In Egitto e Mesopotamia vediamo che le civiltà erano già avanzate in questo ambito, in Egitto si utilizzava il lino, e in Mesopotamia si usava la lana. Erano utilizzati dei telai a mano e il lavoro tessile era un lavoro che facevano le donne. In Cina invece si sono sviluppate altre tecniche, ovvero la seta. Diffondendo questo tessuto in tutta Europa e Asia. Nell'impero romano e cultura greca abbiamo una civiltà che perfezionavano la tessitura importata dall'oriente, dalle loro conquiste. I romani si concentravano sul lino e la lana, migliorano la loro produzione creando cose di alta qualità, tessuti all'interno nella casa per proteggersi dal freddo. In questo periodo la tessitura era manuale, ma pian piano iniziano a svilupparsi i primi telai a pedale. L'economia romana si basa sulla produzione tessile, diventa una delle basi della economia di paese dove si creano le prime botteghe e diventa un'attività commerciale. Esistono delle leggi per regolamentare i tessuti e la qualità. Dopo questo periodo passiamo all'epoca medievale, il medioevo è stato un periodo molto ricco a livello tessile, si diffonde in tutta Europa. In questo periodo il materiale più importante è la lana, sopratutto in Inghilterra, la produzione tessile è molto controllata. In questo periodo vengono migliorati i telai, abbiamo un nuovo tessuto, il velluto, raggiunge un livello molto alto, anche a livello di qualità. Si diffonde il telaio a pedale che semplifica il processo produttivo. Questo nuovo telaio ingrandisce la diffusione. Arriviamo al periodo rinascimento, a livello culturale è un periodo fiorente. Tra il 17/19 esimo secolo la produzione di seta si sposta in Italia e Francia, in particolare si trova a Lione in Francia. Ma i cambiamenti più radicali è che c'è la rivoluzione industriale, nell'ambito tessile ci sono delle innovazioni. Nel 1764 la Spinning Jenny, il primo filatore meccanico; poco dopo viene introdotta la Mule-Jenny che è il filatore idraulico, sempre meccanico. Questo permette più quantità di filato rispetto a quando c'era la filatura manuale. Nel 1785 abbiamo un'altra invenzione, Edmund Cartwright inventa un telaio meccanico, diventa tutto più automatizzato e si diffonde sempre di più la produzione tessile. In questo periodo ci sono cambiamenti economici, dove l'Inghilterra è stato il paese dove si è evoluto maggiormente a livello industriale. Arrivano le grandi fabbriche tessile, la produzione diventa enorme. Nel 20esimo secolo c'è l'introduzione delle fibre sintetiche, il primo è stato il nailon nel 1935. Ci sono le prime sperimentazioni, queste fibre erano un'alternativa economica. Verso la fine del 20esimo secolo le macchine sono automatizzate, abbiamo macchine automatiche, robotiche. Aumenta la velocità della produzione, si vende di più, c'è più precisone nella realizzazione del tessuto. Un altro elemento dal secondo dopo guerra ad oggi è la globalizzazione, a livello politico e sociale. Questo comporta la produzione dislocata, le aziende spostano la produzione nei paesi dove la manodopera costa di meno, ad esempio in Asia. L'industria tessile diventa globale, scambio di merci e soldi. Questo comporta la sovrapposizione e fast fashion, quindi si acquista di più. Questo fa si che il fast fashion ha un qualità bassa e un sacco di spreco.

Sfide Attuali e Innovazioni

Ad oggi la produzione affronta nuove sfide, abbiamo il problema della sostenibiltà, c'è il boom economico. C'è il problema delle risorse (ovvero l'acqua), bisogna trovare un modo per gestire le risorse senza consumare troppa acqua nella produzione. Con l'economia circolare possiamo riutilizzare le risorse; con il vintage noi spendiamo poco ma con un capo di alta qualità. Con lo scarto alimentare si può creare il tessuto, e la ricerca si sta concentrando sulle fibre biodegradabili. Un'altro aspetto che si sta diffondendo sulla produzione sono le nuove tecnologie, abbiamo tessuti più tecnologici, materiali innovativi, stampa in 3D, intelligenza artificiale, ingegneria tessile. La distribuzione sta cambiando ed è fondamentale per il brand. Il negozio è il momento della verità, quando il prodotto arriva a contatto con il cliente, subentra la strategia di marketing, e aumenta il valore immateriale del prodotto. Il negozio monomarca permette di controllare l'immagine del prodotto e posizionamento del mercato. Esempio: Nei negozi di lusso si prendono cura di te, si punta sull'aspetto emozionale. La parte di commerce è essenziale, l'acquisto online è cresciuto moltissimo. Anche Il noleggio si è diffuso. Nei negozi fisici ci sono grandi magazzini, outlet, questo tipo di mercato ha un costo enorme per l'azienda, però lo fanno per farti affezionare al brand, ti vendono l'idea di sogno.

LE FIBRE

Le fibre tessili sono la base per la produzioni di tessuti, sono di forma allungata, molto fini. Ogni fibra ha delle caratteristiche fisiche e chimiche. Si suddividono in 3 categorie:

  • fibre naturali
  • fibre artificiali
  • fibre sintetiche

FIBRE NATURALI

Vengono dalle fonti biologiche, che possono essere naturali, animali e minerali, non vengono utilizzati processi chimici. Aspetto positivo: sono morbide, sono cotone o lana. Sono fibre leggere e forniscono calore, sono biodegradabili. Aspetto negativo: sono più costose, il cotone richiede molta acqua durante la produzione, non si possono migliorare. Tra le fibre naturali vediamo: Le fibre vegetali, per esempio il lino, la canapa Le fibre da semi, per esempio il cotone Le fibre da foglia e da frutto Il cotone è una fibra vegetale, nel momento della fioritura quando si schiude, la cultura va fatta a mano o a macchina, una pianta può produrre 5 chili di cotone.

Esempi di Fibre Naturali Vegetali

Esempi di fibre naturali vegetali:

  • Il cotone è morbido, leggero e molto assorbente, ma poco elastico quindi rischia di stroppiciarsi e accorciarsi (es.in lavatrice).
  • il lino è una fibra antichissima, prima fibra utilizzata nell'abbigliamento, ottenuta dalla macinazione dei fasci, lo stelo viene sfibrato, è una fibra anallergica e biodegradabile. La pianta del lino non impoverisce il suolo, la coltivazione non è dannosa. È una fibra che non attira la polvere, resistente all'umidità. È una fibra isolante o termoregolatrice, cioè va bene tutto l'anno e non solo in estate. È un materiale resistente all'uso, può durare anni.
  • il ramiè è una fibra di origini vegetale ma pregiata. Ricavata da alcuni arbusti che sono perenni, sono coltivati in Cina, Giappone, india e America. È una fibra resistente, si stropiccia meno del lino anche dopo diversi lavaggi, molto morbida ed elastica. Buona capacità di resistenza al colore e alle muffe, è più ecosostenibile del cotone.

Esempi di Fibre Animali

Esempi di fibre animali: Le fibre animali derivano dalla cheratina e dal fibroma che si trovano nel pelo e nella bava degli animali. Sono fibre morbide e trattengono il calore.

  • la lana abbiamo la divisione tra la lana cardata (fibre più corte, meno ordinate) e lana filata (fibre più lunghe e ordinate). La lana è una fibra elastica e assorbe bene l'umidità.
  • il cashmere deriva da un animale selvatico, è derivato dalla pettinatura del sottogola di una capra, capra pregiata e rara, il pelo che si riesce a togliere è pochissimo per questo costa molto. Il sottogola ha un pelo lungo e morbido in superficie, mentre in fondo al sottogola è fine. Il cashmere è un materiale che tiene molto caldo, ma è leggero rispetto a un maglione di lana.
  • l'alpaca viene tosato in primavera quando gli viene un pelo lungo, è una lana pregiata e molto morbida e leggera, tiene molto caldo è paragonabile al cashmere. La lanolina è una sostanza presente in tutti i tipi di lana e può essere ipoallergica. Questa lana protegge dal freddo, resistente dall'umidità.
  • l'angora è un'altra lana speciale che deriva dalla pettinatura della capra e coniglio d'angora. È una fibra utilizzata insieme ad altre fibre e mai da sola, è molto pregiata e costosa. È molto morbida e caldissima, utilizzata solo nei capi di alta qualità, tiene molto caldo. Ha delle fibre cave e crea un effetto isolante, è una fibra che viene tinta, ideale per capi voluminosi senza aumentare il peso.
  • la seta è una fibra animale, che deriva dalla bava di una larva che si chiama bombyx mori, è un animale delicato e non facile da allevare perché si nutre solo di foglie di gelso. La seta viene estratta dal filamento che compone il bozzolo, poi viene estratto. Da un bozzolo si può arrivare a estrarre dai 3 ai 900 metri di fibra. Ha la capacità di riflettere la luce, è molto isolante e ha una proprietà di termoregolazione, cioè che va bene sia in estate che in inverno. La seta è una fibra molto delicata, richiede dei detersivi neutri, non è resistente al calore, lavata a mano e tende a sbiadirsi alla luce de sole.

Esempio di Fibre Minerali

Esempio di fibre minerali: Le fibre minerali non sono molto diffuse in ambito abbigliamento.

  • l'amianto è nocivo, infatti era utilizzata dalle tute da pompiere perché era molto resistente per il fuoco.

FIBRE ARTIFICIALI

Le fibre artificiali derivano da materie prime naturali, per lo più dalla cellulosa quindi dagli alberi. Sono state elaborate in laboratorio, quindi vengono prodotte chimicamente. Aspetto positivo: non sono biodegradabili, sono meno costose e meno dannose per la pelle e ambiente. Mantiene le stesse caratteristiche delle fibre naturali, esempio la traspirazione. Aspetto negativo: richiedono altre risorse a livello di produzione, le sostanze chimiche utilizzate vengono assorbite nelle fibre. Utilizzano alcune fonti di riciclo, si va a recuperare lo scarto.

Esempio Fibre Artificiali

Esempio fibre artificiali:

  • la viscosa è la fibra artificiale più diffusa e comune, il costo di produzione è più basso. Deriva dalla cellulosa degli alberi. È una fibra traspirante, resistente, non è elastica e tende a restringersi durante il lavaggio, simile alle caratteristiche del cotone. Viene descritta come seta artificiale perché ha delle caratteristiche simile alla seta perché è morbida, delicata sulla pelle, viene utilizzata per le fodere.
  • L'acetato deriva dalla cellulosa, quindi dalle piante, ma chimica. È una fibra brillante, leggera e anche questa può essere simile alla seta. Ha una buona resistenza alla luce, assorbe molto bene il colore, non fa pieghe, sensibile al calore quindi se sudi potrebbe macchiarsi.
  • Il rayon è stata molto diffusa, prima fibra artificiale prodotta. Anche questa deriva dalla cellulosa. Sta scomparendo perché i prodotti che vengono utilizzati sono inquinanti. È una fibra che ha delle ottime qualità, è molto resistente all'umidità, non è molto costosa, non si accumula la polvere, però non è molto elastica.
  • Il lyocell è una fibra derivata dalla cellulosa ma estratta dall'eucalipto. Ha un ottima resistenza, assorbe l'umidità, molto traspirante e termoregolatore. È una fibra liscia, non crea allergie alla pelle, è versatile ed è meno inquinante del rayon.

Can’t find what you’re looking for?

Explore more topics in the Algor library or create your own materials with AI.