Pedagogia della Comunicazione: media education, narrazione digitale e inclusività

Documento di Università sulla Pedagogia della Comunicazione. Il Pdf esplora temi come la media education, la narrazione digitale e l'inclusività, presentando assi di studio e obiettivi del corso. Il documento, utile per lo studio universitario, include una discussione sul ruolo della comunicazione educativa nella società contemporanea.

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PEDAGOGIA DELLA COMUNICAZIONE
Gli assi di studio:
- pedagogia della comunicazione
- educazione nella società post-moderna
- media education (prendersi cura della comunicazione digitale)
- narrazione digitale
obiettivi del corso:
- identificare le principali sfide formative della cultura della comunicazione
- conoscere e analizzare criticamente i diversi approcci della media education
- acquisire le principali nozioni della metodologia e del digital storytelling
- progettare digital storytelling come video
conoscere
-
cosa s’intende per pedagogia della comunicazione
-
Definire le responsabilità educative ed etiche dei comunicatori
-
Cos’è la media education + diversi approcci
-
Digital storytelling cos’è
-
Processi comunicativi alla luce della media education
-
Individuare sfide educative ed etiche del comunicatore
Introduzione:
La Pedagogia della comunicazione è costituita da 2 parti:
1) Pedagogia dell’inclusività = sostegno dei bisogni educativi speciali (di cui non ci
occupiamo)
2) Tecnologie didattiche = viene declinato l’utilizzo delle tecnologie digitali per l’attivazione
dei processi di apprendimento e di come qualsiasi cosa che riteniamo “conoscenza” possa
essere modificata, aumentata, virtualizzata attraverso le tecnologie. Dunque decliniamo il
settore della pedagogia a livello comunicativo
+ Media education - qual è la storia a livello comunicativo dell’innovazione e innovazione
tecnologica, come siamo arrivati alla società post mediale, come l’uomo cambia all’arrivo della
tecnologia. Un media oggi non è più uno strumento, ma è un ambiente. La società quindi è un
intreccio di ambienti. Questa analisi della società e dei suoi ambienti la facciamo con la media
education.
+ Narrazione digitale (digital storytelling) - usiamo lo storytelling per capire cos’è, tramite i
lavori di Andrea Fontana, un metodo (corporate storytelling) e si analizzerà non solo dal punto
di vita tecnico ma anche comunicativo. Sarà la parte sperimentale.
Conoscere = sapere
Abilità = saper fare
Competenza = saper fare con una finalità strategica
Esame:
30% Mappa concettuale
40% Digital storytelling
30% Esame finale orale
Introduzione libro:
Oggi la pedagogia si apre alla sfera dei contesti organizzativi perchè da un lato si vuole
integrare la prospettiva delle scienze della comunicazione illuminando l’educazione al fine dello
sviluppo umano, dall’altro si vuole sollecitare le scienze dell’educazione a tener conto
dell’apprendimento non formale e informare e le loro nuove frontiere.
Il web al giorno nostro è pieno di fake new per questo le persone devono essere pronte a
fruirne in maniera valida ed efficace, capaci di valutare criticamente quanto proposto. Occorre
riconoscere che nelle pratiche deduttive e correttive, se da una parte c’è chi vuole corrompere e
sedurre, dall’altra deve esserci chi è pronto ad essere sedotto e corrotto ed i processi formativi
stanno attrezzando le persone a questo affronto.
Interessante è la teoria di Kahneman del pensiero lento e quello veloce: il pensiero lento è
quello di tipo argomentativi, discorsivo, analitico e critico, legato alla parola e allo scritto;
mentre quello veloce è di tipo intuitivo legato alle sensazioni. Le due tipologie cooperano fra
loro.
In questa sfera entrano in gioco delle finalità educative perchè in un mondo sempre più
dominato dalle immagini, dalla frammentazione e dalla rapidità, c’è necessità di promuovere la
capacità di riflettere, argomentare e discutere. Bisogna diventare capaci di pagare in termini di
tempo e sforzo personale ciò che il pensiero lento richiede.
La componente razionale discorsiva difficilmente riesce a comunicare prospettive esistenziali e
se nei processi educativi il dialogo e la conversazione devono essere attivati, spesso si ha
bisogno di forme di pedagogia narrativa, cosi anche in sfere più apre come quelle sociali e
politiche, la ricostruzione narrativa diventa più presente e pervasiva. Il racconto non solo riesce
ad agganciare l’attenzione e la partecipazione dell’ascoltatore, ma spesso lo invita a compiere
un viaggio insieme all’interno di quanto devo, favorendo lo sviluppo di nuove prospettive di
significato e di orientamenti decisionali. I testi narrativi allora diventano forme di seduzione che
tramite l’unione di scienza e tecnica diventano storytelling. Anche a livello politico la narrazione
è uno strumento fondamentale ma entra troppo spesso in campo il pensiero veloce e una
partecipazione emotiva, ecco perchè oggi è sempre più necessario promuovere forme di
pensiero lento, di capacità di analisi critica e di ricostruzione razionale. La ricostruzione narrativa
è spesso accompagnata da una sollecitazione sistematica e da una guida attenta alla riflessione.
Bisogna promuovere il dialogo interiore e ricostruire la propria identità personale e
professionale.
LEZIONE 1 = CAPITOLO 1:
Cos’è la comunicazione?
La comunicazione è un processo che usa degli strumenti. È un processo che serve per
scambiare informazioni fra minimo due realtà.
Schema della comunicazione:
A <—> B tramite “x” (mittente, destinatario, informazione, canale, feedback)
Quand’è che la comunicazione è educativa? Ed in che senso e da che punto di vista la
comunicazione può essere un oggetto di analisi e ricerca della pedagogia?

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Gli assi di studio della Pedagogia della Comunicazione

  • pedagogia della comunicazione
  • educazione nella società post-moderna
  • media education (prendersi cura della comunicazione digitale)
  • narrazione digitale

Obiettivi del corso

  • identificare le principali sfide formative della cultura della comunicazione
  • conoscere e analizzare criticamente i diversi approcci della media education
  • acquisire le principali nozioni della metodologia e del digital storytelling
  • progettare digital storytelling come video

Cosa s'intende per Pedagogia della Comunicazione

  • cosa s'intende per pedagogia della comunicazione
  • Definire le responsabilità educative ed etiche dei comunicatori
  • Cos'è la media education + diversi approcci
  • Digital storytelling cos'è
  • Processi comunicativi alla luce della media education
  • Individuare sfide educative ed etiche del comunicatore

Introduzione alla Pedagogia della Comunicazione

La Pedagogia della comunicazione è costituita da 2 parti:

  1. Pedagogia dell'inclusività = sostegno dei bisogni educativi speciali (di cui non ci occupiamo)
  2. Tecnologie didattiche = viene declinato l'utilizzo delle tecnologie digitali per l'attivazione dei processi di apprendimento e di come qualsiasi cosa che riteniamo "conoscenza" possa essere modificata, aumentata, virtualizzata attraverso le tecnologie. Dunque decliniamo il settore della pedagogia a livello comunicativo

+ Media education - qual è la storia a livello comunicativo dell'innovazione e innovazione tecnologica, come siamo arrivati alla società post mediale, come l'uomo cambia all'arrivo della tecnologia. Un media oggi non è più uno strumento, ma è un ambiente. La società quindi è un intreccio di ambienti. Questa analisi della società e dei suoi ambienti la facciamo con la media education.

+ Narrazione digitale (digital storytelling) - usiamo lo storytelling per capire cos'è, tramite i lavori di Andrea Fontana, un metodo (corporate storytelling) e si analizzerà non solo dal punto di vita tecnico ma anche comunicativo. Sarà la parte sperimentale.

Definizioni chiave

Conoscere = sapere Abilità = saper fare Competenza = saper fare con una finalità strategica

Esame

30% Mappa concettuale 40% Digital storytelling 30% Esame finale orale

Introduzione al libro: Pedagogia e comunicazione

Oggi la pedagogia si apre alla sfera dei contesti organizzativi perchè da un lato si vuole integrare la prospettiva delle scienze della comunicazione illuminando l'educazione al fine dello sviluppo umano, dall'altro si vuole sollecitare le scienze dell'educazione a tener conto dell'apprendimento non formale e informare e le loro nuove frontiere.

Il web al giorno nostro è pieno di fake new per questo le persone devono essere pronte a fruirne in maniera valida ed efficace, capaci di valutare criticamente quanto proposto. Occorre riconoscere che nelle pratiche deduttive e correttive, se da una parte c'è chi vuole corrompere e sedurre, dall'altra deve esserci chi è pronto ad essere sedotto e corrotto ed i processi formativi stanno attrezzando le persone a questo affronto.

Interessante è la teoria di Kahneman del pensiero lento e quello veloce: il pensiero lento è quello di tipo argomentativi, discorsivo, analitico e critico, legato alla parola e allo scritto; mentre quello veloce è di tipo intuitivo legato alle sensazioni. Le due tipologie cooperano fra loro.

In questa sfera entrano in gioco delle finalità educative perchè in un mondo sempre più dominato dalle immagini, dalla frammentazione e dalla rapidità, c'è necessità di promuovere la capacità di riflettere, argomentare e discutere. Bisogna diventare capaci di pagare in termini di tempo e sforzo personale ciò che il pensiero lento richiede.

La componente razionale discorsiva difficilmente riesce a comunicare prospettive esistenziali e se nei processi educativi il dialogo e la conversazione devono essere attivati, spesso si ha bisogno di forme di pedagogia narrativa, cosi anche in sfere più apre come quelle sociali e politiche, la ricostruzione narrativa diventa più presente e pervasiva. Il racconto non solo riesce ad agganciare l'attenzione e la partecipazione dell'ascoltatore, ma spesso lo invita a compiere un viaggio insieme all'interno di quanto devo, favorendo lo sviluppo di nuove prospettive di significato e di orientamenti decisionali. I testi narrativi allora diventano forme di seduzione che tramite l'unione di scienza e tecnica diventano storytelling. Anche a livello politico la narrazione è uno strumento fondamentale ma entra troppo spesso in campo il pensiero veloce e una partecipazione emotiva, ecco perchè oggi è sempre più necessario promuovere forme di pensiero lento, di capacità di analisi critica e di ricostruzione razionale. La ricostruzione narrativa è spesso accompagnata da una sollecitazione sistematica e da una guida attenta alla riflessione. Bisogna promuovere il dialogo interiore e ricostruire la propria identità personale e professionale.

LEZIONE 1: Cos'è la comunicazione?

La comunicazione è un processo che usa degli strumenti. È un processo che serve per scambiare informazioni fra minimo due realtà.

Schema della comunicazione

A <- > B tramite "x" (mittente, destinatario, informazione, canale, feedback)

Comunicazione educativa: quando e perché

Quand'è che la comunicazione è educativa? Ed in che senso e da che punto di vista la comunicazione può essere un oggetto di analisi e ricerca della pedagogia?

  1. La comunicazione può essere educativa quando fa progredire l'uomo e la sua conoscenza, ogni volta che impariamo qualcosa (quando siamo destinatari) siamo soggetti alla comunicazione educativa, quando impariamo siamo dentro a processi comunicativi.
  2. Ogni comunicazione è informativa, ma solo in alcuni casi assume una funzione di trasmissione consapevole di nuove conoscenze, o di modellamento (es. i bambini).

I tipi di educazione

Educazione formale = scuola Educazione informale = corsi fuori dalla scuola Educazione non formale = esperienze della vita in cui attiviamo processo informativo

In queste 3 esperienze viviamo delle comunicazioni educative.

Dove c'è apprendimento, c'è comunicazione educativa.

La comunicazione come oggetto di riflessione pedagogica

In che senso la comunicazione può essere oggetto della riflessione pedagogica?

Ci sono due aspetti importanti sul come la comunicazione può essere riflessione pedagogia, la prima è la consapevolezza, la seconda è la responsabilità.

Noi adulti che impariamo, siamo dentro ad una consapevolezza, poi la responsabilità, invece, è quando siamo i mittenti della comunicazione e abbiamo la responsabilità che il messaggio arrivi al ricevente. La responsabilità è la risposta che io do a ciò che succede, a livello comunicativo abbiamo la responsabilità che il messaggio che voglio mandare arrivi a B e che questo lo capisca.

Definizione di Pedagogia della Comunicazione

La pedagogia della comunicazione è quella pedagogia che:

La pedagogia della comunicazione si riferisce allo studio e riflessione del legame fra educazione e comunicazione. Piu precisamente vuole analizzare i fenomeni comunicativi dal punto di vista educativo, puntando principalmente a capire i possibili effetti sulla persona.

Poiché educazione e comunicazione sono strettamente legate, potremmo definire la pedagogia della comunicazione come lo studio sistematico dei processi comunicativi dal punto di vista educativo e diseducativo, ovvero come si utilizza la comunicazione, come la si abita in contesti in relazione, quali limiti e quali sfide comporta.

  • vuole analizzare i fenomeni comunicativi dal punto di vista educativo (processi educativi = processi di crescita di un individuo). Questo accade ogni volta che instauriamo una relazione con qualcuno, è interessante perché se analizzata a livello macro, oggi la pedagogia della comunicazione studia ad esempio gli effetti che hanno i social su alcuni atteggiamenti (es. livello di attenzione).
  • intreccia dimensione educativa, dimensione semiotica, dimensione antropologica filosofica e dimensione psicologica.
  • è lo studio tematico dei processi comunicativi dal punto di vista educativo e diseducativo, ovvero come si utilizza la comunicazione, come la si abita in contesti di relazione, quali limiti e quali sfide comporta

Oggi ricevere una comunicazione significa avere un'esperienza allargata e diversa in cui entrambi i soggetti non rimangono inalterati.

Siamo inseriti in un ambiente complesso in cui la comunicazione ne esprime lo stile e il movimento, la connessione fra individui è comunicativa nei contenuti e nelle relazioni. Comunicare implica una collaborazione e un impegno reciproco, più grande è questo impegno, tanto è profonda la comunicazione. Collaborare vuol dire sia lavorare insieme ma anche soffrire insieme.

Cos'è una comunicazione diseducativa?

La comunicazione educativa è legata all'apprendimento, alla consapevolezza e alla responsabilità. I valori legati alla comunicazione diseducativi sono negativi, cambiano solo i valori delle comunicazioni che trasmettiamo.

Se ad esempio facciamo una comunicazione manipolatoria, la possiamo ritenere comunicazione diseducativa, anche se le tecniche sono identiche a quella educativa, è sempre una questione di responsabilità.

Comunicazione: esperienza allargata

Ricevere una comunicazione significa avere un'esperienza allargata e diversa. Si partecipa a ciò che qualcun altro ha pensato e sentito, e se ha modificato il suo atteggiamento , in modo più o meno profondo. Neanche colui che comunica ne rimane inalterato.

Prima assioma della comunicazione: non si può non comunicare. La Comunicazione è una condizione essenziale dell'essere umano: mezzi, studenti, modi e società cambiano quindi cambia la comunicazione.

Comunicazione e complessità

La complessità è una categoria chiave della nostra contemporaneità, la comunicazione ne esprime stile e movimento. Tale complessità è una categoria con cui rappresentiamo la realtà che è formata da processi o dimensioni che sono tra loro intrecciate, queste dimensioni non sono separabili.

Ad esempio: oggi un processo comunicativo digitale non è separabile dai processi economici, sociali, politici, ecologici, ambientali ...

La connessione fra gli uomini, che è un legame densamente avvincente, è comunicativa nei contenuti e nelle relazioni.

Riflessione pedagogica sulla comunicazione

  1. La comunicazione implica sempre una collaborazione e impegno reciproco. Questo impegno reciproco, non è solo cognitivo ma è anche emotivo.
  2. Collaborare significa non solo lavorare insieme ma anche soffrire insieme. La collaborazione nella comunicazione può implicare anche una fatica da parte di tutti coloro che ne sono coinvolti. La relazione educativa passa in base a come si sta trasformando il mittente della comunicazione., oggi l'informazione non è più proprietaria di un solo gruppo di persone e anche le figure di educatori perdono di autorevolezza (autorevolezza vs autorità). L'informazione che arriva di più è quella che mi parla sia alla parte cognitiva che a quella emotiva (intelligenza emotiva)

Ogni comunicazione che si occupa di educazione ha a che fare con la forma che rappresenta quel messaggio, si parla quindi di parte simbolica (cioè il significato che quella comunicazione ha). La rappresentazione del messaggio è la forma di comunicazione che essa ha e svolge un ruolo di simbolo. Nei simboli le persone si riconoscono. Il destinatario dà valore non tanto al messaggio in sé ma a cosa rappresenta il messaggio.

  1. Più si vuole comunicare in profondità (significati, sentimenti, valori) più si richiede una forma adeguata di rappresentazione
  2. La competenza comunicativa è una conquista, come arte e come tecnica. Quella che si attua nella scuola nasce dall'esercizio ma c'è bisogno anche dell'esperienza. Occorre arricchirle di riflessione critica, di contributi conoscitivi, concettuali e operativi, tecnologici e morali.

La sfida della cultura della comunicazione è formativa, non solo nel senso di educazione ai

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