Storia della psicologia: dalle origini filosofiche all'era digitale

Documento sulla Storia della Psicologia, dalle sue radici filosofiche greche fino all'era digitale e alle neuroscienze. Il Pdf analizza i diversi approcci storiografici e le teorie chiave di pensatori come Pitagora, Ippocrate, Aristotele e Galeno, per studenti universitari di Psicologia.

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STORIA DELLA PSICOLOGIA
1. LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA
Lo studio della storia della psicologia permette di comprendere:
▪ storia interna→ evoluzione storica dei concetti psicologici
▪ storia esterna→ inuenza del conteso scientico, culturale e sociale
È sbagliato leggere la storia di una scienza in funzione del presentismo, ovvero delle conoscenze
attuali, poiché non si tratta di un semplice accumulo di conoscenze, ma di un’evoluzione discontinua.
Difatti, Popper, Koyré e Kuhn aermano rispettivamente che la scienza:
non progredisce per perfezionamento di teorie, ma per falsicazione delle stesse
non progredisce per accumulo di sapere, ma per sostituzione di idee, con rotture radicali
attraversa diverse fasi: scienza normale, caratterizzata da una serie di paradigmi; crisi e
anomalie; rivoluzione scientica, che sostituisce i vecchi paradigmi con dei nuovi
Esistono due approcci di studio per la storia della psicologia (ipotesi storiograche):
▪ storico→ considera le sue radici losoche, permette di comprendere come si siano aermati i
suoi conni, le ragioni del suo ritardo e le inuenze di altre scienze
▪ sistematico→ parte dal metodo sperimentale per denire la sua autonomia scientica
Il termine “psicologia” deriva dal greco (psiche, anima-logos, studio) ed è stato coniato fra il XVI e
XVII secolo da Melantone o Goclenio; in origine, esso indicava lo studio losoco dello “pneuma”,
ovvero l’animo umano.
Il termine è stato ripreso nel 1700 da Christian Wol, che ha considerato la psicologia una delle
quattro branche della metasica, insieme a ontologia, cosmologia e teologia.
Solamente nella seconda metà dell’800, la psicologia conquista la sua autonomia come disciplina
scientica; tale ritardo è associato al pensiero religioso occidentale, che non riteneva adatto l’uomo
come oggetto di studio.
IL PENSIERO GRECO
Un tema centrale nella psicologia di quest’epoca è quello del dualismo mente-corpo, discussa da
Cartesio, ma già presente implicitamente nelle antiche civiltà (egiziana, cinese, ebraica, greca), dove
l’attività psichica veniva spesso collocata nel cuore.
In Grecia si sviluppano diverse teorie:
▪ Pitagora distingue tre facoltà psichiche:
intelligenza
ragione, distingue l’uomo dagli animali
passione, l’unica delle tre con sede nel cuore
▪ Alcmeone, tra i primi a collegare l’attività psichica al cervello e ad aver fatto studi
sull’anatomia umana, teorizzando che fosse il nervo ottico a organizzare i dati sensoriali.
▪ Empedocle credeva che le attività psichiche avessero origine da quattro elementi: fuoco, aria,
terra e acqua; la cui unione genera la nascita e la separazione determina la morte.
▪ Ippocrate introduce un approccio naturalistico di valutazione sociologica e psicologica
dell’uomo. Di grande rilievo è la sua dottrina caratteriologica: gli eetti di danni traumatici e
malattie al sistema nervoso sul comportamento; quest’ultimo è inoltre costituito da quattro
umori e il prevalere di uno porterà un determinato temperamento (collegati ai quattro elementi
di Empedocle). Ha inoltre inventato la cartella clinica e i termini “diagnosi” e “prognosi”, ed è
ricordato per “Delle ferite del capo”, studi neurologici su pazienti con traumi alla testa, in cui
aermò che il cervello è l’organo più potente, da cui tutti gli altri dipendono.
▪ Aristotele propose una teoria cardiocentrica: cervello e cuore controllano la vita corporea,
ma il cervello ha solo potere di “rareddamento” del cuore che, per via della sua attività, va
incontro a surriscaldamento. Per Aristotele l’uomo è un animale, e dato che è parte della
natura, può essere studiato con i metodi delle scienze della natura. Il suo trattato “De anima”
viene considerato il primo testo di psicologia.
▪ Erolo fu il primo a praticare dissezioni del corpo umano, distinguendo i nervi sensoriali e
motori.
▪ Erasistrato studiò il SN e ritenne che i nervi muovessero uno “spirito nervoso” dal cervello al
resto del corpo; insieme a Erolo, sviluppa una teoria pneumatica: riteneva che il corpo fosse
costituito da atomi attivati dall’aria esterna, in grado di circolare attraverso le arterie.
Distingueva due tipi di pneuma:
vitale, con sede nel cuore
psichico, con sede nel cervello
IL PENSIERO ROMANO
In seguito al pensiero greco, che aveva posto le basi per una scienza dell’uomo, ci fu una pausa: il
pensiero romano non si interessò alla psicologia.
L’unica eccezione fu Plinio il Vecchio, il quale segnalò solamente dei casi psichici estremi,
mantenendo una concezione cardiocentrica: la mente risiede nel cuore e agisce tramite lo pneuma.
Figura centrale del pensiero romano è Galeno, il quale sviluppa una teoria basata sul concetto di
pneuma (spirito), interpretato da scrittori seguenti come anima, distinguendolo in tre tipi:
▪ psichico→ con sede nel cervello, controllava movimenti, percezione e sensi
▪ vitale→ con sede nel fegato, regolava l’alimentazione e il metabolismo
▪ sico→ con sede nel cuore, controllava il sangue e la temperatura corporea
Galeno compì i primi studi sulle funzioni di nervi, cervello e cuore, e sostenne che le arterie
trasportavano sangue e non aria, ma sbagliò nel sostenere che vene e arterie fossero sistemi separati.

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STORIA DELLA PSICOLOGIA

  1. LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA

Lo studio della storia della psicologia permette di comprendere: ▪ storia interna> evoluzione storica dei concetti psicologici · storia esterna> influenza del conteso scientifico, culturale e sociale È sbagliato leggere la storia di una scienza in funzione del presentismo, ovvero delle conoscenze attuali, poiché non si tratta di un semplice accumulo di conoscenze, ma di un'evoluzione discontinua. Difatti, Popper, Koyré e Kuhn affermano rispettivamente che la scienza: non progredisce per perfezionamento di teorie, ma per falsificazione delle stesse 0 non progredisce per accumulo di sapere, ma per sostituzione di idee, con rotture radicali 0 attraversa diverse fasi: scienza normale, caratterizzata da una serie di paradigmi; crisi e anomalie; rivoluzione scientifica, che sostituisce i vecchi paradigmi con dei nuovi Esistono due approcci di studio per la storia della psicologia (ipotesi storiografiche): ▪ storico> considera le sue radici filosofiche, permette di comprendere come si siano affermati i suoi confini, le ragioni del suo ritardo e le influenze di altre scienze · sistematico> parte dal metodo sperimentale per definire la sua autonomia scientifica Il termine "psicologia" deriva dal greco (psiche, anima-logos, studio) ed è stato coniato fra il XVI e XVII secolo da Melantone o Goclenio; in origine, esso indicava lo studio filosofico dello "pneuma", ovvero l'animo umano. Il termine è stato ripreso nel 1700 da Christian Wolff, che ha considerato la psicologia una delle quattro branche della metafisica, insieme a ontologia, cosmologia e teologia. Solamente nella seconda metà dell'800, la psicologia conquista la sua autonomia come disciplina scientifica; tale ritardo è associato al pensiero religioso occidentale, che non riteneva adatto l'uomo come oggetto di studio.

IL PENSIERO GRECO

Un tema centrale nella psicologia di quest'epoca è quello del dualismo mente-corpo, discussa da Cartesio, ma già presente implicitamente nelle antiche civiltà (egiziana, cinese, ebraica, greca), dove l'attività psichica veniva spesso collocata nel cuore. In Grecia si sviluppano diverse teorie: ▪ Pitagora distingue tre facoltà psichiche: intelligenza ragione, distingue l'uomo dagli animali passione, l'unica delle tre con sede nel cuore ▪ Alcmeone, tra i primi a collegare l'attività psichica al cervello e ad aver fatto studi sull'anatomia umana, teorizzando che fosse il nervo ottico a organizzare i dati sensoriali. ▪ Empedocle credeva che le attività psichiche avessero origine da quattro elementi: fuoco, aria, terra e acqua; la cui unione genera la nascita e la separazione determina la morte.▪ Ippocrate introduce un approccio naturalistico di valutazione sociologica e psicologica dell'uomo. Di grande rilievo è la sua dottrina caratteriologica: gli effetti di danni traumatici e malattie al sistema nervoso sul comportamento; quest'ultimo è inoltre costituito da quattro umori e il prevalere di uno porterà un determinato temperamento (collegati ai quattro elementi di Empedocle). Ha inoltre inventato la cartella clinica e i termini "diagnosi" e "prognosi", ed è ricordato per "Delle ferite del capo", studi neurologici su pazienti con traumi alla testa, in cui affermò che il cervello è l'organo più potente, da cui tutti gli altri dipendono. ▪ Aristotele propose una teoria cardiocentrica: cervello e cuore controllano la vita corporea, ma il cervello ha solo potere di "raffreddamento" del cuore che, per via della sua attività, va incontro a surriscaldamento. Per Aristotele l'uomo è un animale, e dato che è parte della natura, può essere studiato con i metodi delle scienze della natura. Il suo trattato "De anima" viene considerato il primo testo di psicologia. ▪ Erofilo fu il primo a praticare dissezioni del corpo umano, distinguendo i nervi sensoriali e motori. ▪ Erasistrato studio il SN e ritenne che i nervi muovessero uno "spirito nervoso" dal cervello al resto del corpo; insieme a Erofilo, sviluppa una teoria pneumatica: riteneva che il corpo fosse costituito da atomi attivati dall'aria esterna, in grado di circolare attraverso le arterie. Distingueva due tipi di pneuma: vitale, con sede nel cuore psichico, con sede nel cervello

Empedocle e Ippocrate: Umori e Temperamento

Empedocle Ippocrate UMORI Temperamento Eysenck Tipo Acqua fredda umida Flegma Flegmatico Stabile e introverso Bile Fuoco caldo secco gialla Collerico Labile e estroverso Aria calda umida Sangue Sanguigno Stabile e estroverso Terra fredda secca Bile nera Melanconico Labile e introverso 26

IL PENSIERO ROMANO

In seguito al pensiero greco, che aveva posto le basi per una scienza dell'uomo, ci fu una pausa: il pensiero romano non si interessò alla psicologia. L'unica eccezione fu Plinio il Vecchio, il quale segnalo solamente dei casi psichici estremi, mantenendo una concezione cardiocentrica: la mente risiede nel cuore e agisce tramite lo pneuma. Figura centrale del pensiero romano è Galeno, il quale sviluppa una teoria basata sul concetto di pneuma (spirito), interpretato da scrittori seguenti come anima, distinguendolo in tre tipi: · psichico> con sede nel cervello, controllava movimenti, percezione e sensi · vitale>> con sede nel fegato, regolava l'alimentazione e il metabolismo " fisico>> con sede nel cuore, controllava il sangue e la temperatura corporea Galeno compì i primi studi sulle funzioni di nervi, cervello e cuore, e sostenne che le arterie trasportavano sangue e non aria, ma sbaglio nel sostenere che vene e arterie fossero sistemi separati.

IL PENSIERO MEDIEVALE

Con il Medioevo e il cristianesimo si assiste a un netto distacco dallo studio scientifico dell'uomo e la psicologia diventa dominio della teologia: l'uomo è posto sotto Dio, all'interno di una struttura gerarchica, ma non fa parte della natura; dunque, gli studi anatomici furono vietati. Questo periodo è dominato da una visione magico-soprannaturale: prevalgono il mondo dell'alchimia e dei maghi e, pur assistendo a una riscoperta del pensiero di Aristotele, esso è "depurato": si conserva solo la metafisica, adattata alle dottrine teologiche. Con il Rinascimento si ha un nuovo aspetto del pensiero: l'uomo torna ad essere parte della natura, la quale adesso ha un'energia propria e non ha un'origine divina; essa è regolata da forze deterministiche: tutto ciò che avviene nell'universo si ripercuote su altre parti di esso stesso, secondo leggi matematiche (Pico della Mirandola); motivo per cui assume importanza l'astrologia.

IL PENSIERO CARTESIANO

Con la Rivoluzione scientifica e grazie ad alcuni autori, come Copernico, Galileo, Keplero e Bacone, si supera l'aristotelismo astratto e la magia naturale, aprendo la strada alla scienza moderna, basata sul rapporto tra teoria ed esperienza empirica. A metà del 1600, Harvey scopre la circolazione sanguigna, mentre le industrie iniziano a produrre macchine idrauliche, intese come modello di paragone per la concezione dell'uomo di Cartesio. I concetti fondamentali alla base del suo pensiero sono: ▪ dualismo ▪ dottrina delle idee innate ▪ dubbio

DUALISMO Cartesiano

Cartesio sosteneva che l'uomo era costituito da due parti comunicanti tramite la ghiandola pineale: · res cogitans (spirito pensante)> priva di estensione; riguarda le attività mentali e i sentimenti · res extensa (corpo macchina)> ha un'estensione misurabile e rappresenta la materia, la parte fisica dell'essere umano; il corpo è un meccanismo perfetto assimilabile ad una macchina idraulica Cartesio fu il primo a parlare di "arco riflesso" come meccanismo automatico che regola i movimenti corporei: stimolando determinati recettori sensoriali, si provocano risposte automatiche. Tale fenomeno è dato dalle seguenti componenti: " un recettore sensoriale (afferente), porta l'impulso nervoso al SNC tramite il nervo sensoriale · una fibra motoria (efferente), dal SNC conduce agli effettori periferici Il processo sensoriale si svolge su tre livelli: 1. fisiologico> l'azione dei sensi è passiva (l'informazione proveniente dall'esterno viene subita) 2. dello spirito (res cogitans)> la sensazione diventa cosciente nella ghiandola pineale, ma non viene identificata dalla mente 3. percettivo> si produce un giudizio sulle cose, costruendo rappresentazioni mentali

DOTTRINA DELLE IDEE INNATE

Le idee costituiscono il contenuto della mente e sono distinte da Cartesio in tre tipi: · innate>> già presenti nella mente; non si presentano chiare alla coscienza, ma è l'uomo che le deve scoprire in se stesso · derivanti dai sensi · derivanti dalla memoria> come oggetti immaginari o emozioni Gli ultimi due sono parte della res cogitans; dunque, non è detto che rispecchino la realtà fisica. L'esperienza sensoriale può essere: positiva, aiuta a rivelare le idee innate negativa, induce in errore e distorce la realtà È sempre la res cogitans a generare le idee, anche quando sono innescate dall'esperienza sensoriale, ed è indipendente dalla res extensa.

DUBBIO Cartesiano

"Cogito, ergo sum" ("penso, dunque sono") Cartesio dubita di tutto ciò che non è evidente, considera il mondo pieno di apparenze e l'unica certezza è nelle idee che sono indubitabili: non in quanto vere, ma perché siamo consapevoli della loro esistenza (posso dubitare che ciò che vedo sia reale, ma non del fatto di vederlo; allo stesso modo, se penso, non posso dubitare di esistere). Il pensiero cartesiano ha generato due errori: 1. i processi psichici non sono spiegabili in termini biologici 2. i processi cognitivi vengono considerati separati da quelli affettivi In seguito a Cartesio, ci furono: · Empiristi (in Inghilterra), abbandonano l'idea della sostanza mentale e si concentrano sui processi mentali osservabili · Ideologi (in Francia), rifiutano la visione meccanica del corpo e iniziano a considerarlo come un organismo animale, reintegrando l'unità mente-corpo

GLI EMPIRISTI (INGHILTERRA)

Gli empiristi si contrappongono ai razionalisti (cartesiani) e sostengono che tutta la conoscenza deriva dall'esperienza (se per "idea" intendiamo "pensiero", le idee innate non esistono). Per Locke, l'intelletto umano è determinato unicamente da fattori ambientali: è una tabula rasa che si costruisce a partire dalla nascita in base alle esperienze vissute. L'utilizzo del termine "intelletto", invece di "mente" o "anima", evidenzia l'interesse nei processi mentali, piuttosto che nel dibattito sulla loro natura. Gli empiristi, tuttavia, non negano l'esistenza dell'anima, ma distinguono: i processi dell'anima, studiati scientificamente la sostanza dell'anima, studiata tramite la metafisica

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