Il Primo Dopoguerra in Italia: crisi economica e proteste sociali

Slide sul Primo Dopoguerra in Italia, analizzando la crisi economica, le difficoltà sociali e politiche. Il Pdf, adatto per la scuola superiore, approfondisce temi come la riconversione industriale, l'inflazione, il crollo agricolo e i problemi bancari, includendo anche l'organizzazione delle masse e i Patti Lateranensi.

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IL PRIMO DOPOGUERRA IN ITALIA

L'Europa era stremata e indebitata (USA):

  • morti
  • distruzioni
  • crisi economica
  • malessere sociale

In Italia ci furono effetti ancora più gravi per gli squilibri sociali ed economici già presenti:

  • frustrazione e delusione per l'esito della guerra
  • instabilità politica
  • gravi difficoltà economiche
  • forti contrasti sociali

CRISI ECONOMICA

  • Difficile riconversione industriale (da bellica a civile) che portò a fallimenti e licenziamenti
  • Deficit pubblico per debiti con gli USA
  • Fortissima inflazione con aumento dei prezzi
  • Crollo produzione agricola per l'abbandono delle campagne rese improduttive dall'assenza degli uomini in guerra
  • Problemi finanziari delle banche per i prestiti fatti a grosse industrie e non recuperati· Aggravamento delle già difficili condizioni di vita dei lavoratori
  • Peggioramento del tenore di vita di piccola e media borghesia
  • Problema del reinserimento dei reduci
  • Nel 1919 c'erano due milioni di disoccupati
  • Dal 1917 gli Stati Uniti posero dei limitazioni all'immigrazione

PROTESTE POPOLARI E AUTORITARISMO

La situazione di crisi determinò sfiducia verso il governo e grande instabilità politica (governi deboli) che diedero luogo a:

  • movimenti di sociali e politiche protesta => rivendicazioni
  • chiusure reazionarie, autoritarie e antidemocratiche da parte di burocrazia, esercito, polizia, magistratura, industriali, agrari

I REDUCI

C'era il problema del reinserimento sociale di sei milioni di uomini (soprattutto contadini), mezzo milione dei quali erano mutilati:

  • molti lavoravano in ruoli inferiori a quelli ottenuti durante la guerra (ufficiali)
  • molti erano disoccupati
  • non fu realizzata la riforme agraria promessa ai contadini

RIVENDICAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI

BIENNIO ROSSO 1919 - 1920

  • Operai e contadini fecero scioperi, manifestazioni, occupazione di fabbriche e terre, contro l'aumento del costo della vita e per ottenere:
    • aumento salari
    • migliori condizioni di lavoro
    • terre ai contadini
  • Gli industriali non volevano fare alcuna concessione si associarono nella Confindustria e chiesero l'intervento dell'esercito. Alcuni attuarono una "serrata" (chiusura delle fabbriche)
  • Giolitti lasciò che le proteste si esaurissero.
  • Il Partito Socialista e i sindacati giunsero ad un accordo.
  • Il biennio rosso lasciò tutti insoddisfatti.

LA PROTESTA NAZIONALISTA

Alla Conferenza di pace di Parigi all'Italia non furono date Istria e Dalmazia (Vittoria mutilata). Molti italiani erano insoddisfatti e ci furono le proteste dei nazionalisti che volevano anche l'annessione della città di Fiume.

IMPRESA DI FIUME

  • 1919 Gabriele D' Annunzio con alcuni reparti dell'esercito e gruppi di volontari occupò Fiume e insediò il governo provvisorio del Carnaro.
  • 1920 Trattato di Rapallo:
    • Fiume "città libera"
    • Italia => Istria e isola di Zara
    • Jugoslavia => Dalmazia
  • 1921 intervenne l'esercito italiano e terminò l'occupazione di Fiume. Questa impresa mostrò il malessere che c'era nell'esercito, il quale era pronto a disobbedire al governo parlamentare, e la facilità con cui in Italia si potevano compiere atti illegali senza essere puniti.

I PARTITI DI MASSA

Nel 1919 si tennero le prime elezioni a suffragio universale maschile

  • Il Partito liberale perse peso politico
  • Si diffusero i partiti di massa

PARTITO SOCIALISTA Filippo Turati 1892

Più forte tra gli operai, ma diviso in:

  • riformisti => collaborazione con borghesia progressista e riforme (Turati)
  • massimalisti => nessuna collaborazione con borghesia e rivoluzione (Menotti Serrati)

PARTITO COMUNISTA 1921 Gramsci, Bordiga, Togliatti, Terracini

  • Al congresso del Partito socialista a Livorno nacque il Partito Comunista guidato da Gramsci.

PARTITO SOCIALISTA UNITARIO 1922 FilippoTurati

  • Corrente riformista espulsa dal Partito socialista
  • Segretario Giacomo Matteotti

PARTITO POPOLARE ITALIANO 1919 sacerdote Luigi Sturzo

Inizio della partecipazione politica dei cattolici

  • in opposizione ai socialisti (interclassicismo)
  • si diffuse tra i contadini
  • programma: difesa della famiglia, libertà di insegnamento, sistema proporzionale, tassazione progressiva, riforma agraria, voto alle donne.

FASCI ITALIANI DI COMBATTIMENTO

  • Benito Mussolini: ex socialista rivoluzionario, direttore dell'"Avanti!", cambiò idee politiche e fu espulso dal partito perché interventista, fondò "Il popolo d'Italia" giornale interventista e nazionalista.
  • Nel 1919 fondò il Movimento dei Fasci italiani di combattimento
  • Aderirono interventisti ed ex socialisti rivoluzionari, conservatori, intellettuali e artisti (futuristi), reduci, "arditi" (reparti speciali missioni rischiose)
  • Programma di San Sepolcro (fotocopia): posizioni eterogenee per superare Destra e Sinistra e avere adesioni da diverse parti (fonte). Si definirono antiborghesi, antisocialisti, anticlericali, antimonarchici
  • 1919 ci furono le elezioni a suffragio universale maschile (21 anni):
    • coalizione liberale in crisi
    • molti seggi a socialisti (32,4%) e cattolici (20,6%)
    • movimento fascista nessun seggio

Il programma di San Sepolcro

Italiani! Ecco il programma nazionale di un movimento sanamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico e antidemagogico; fortemente innovatore, perché antipregiudizievole. Noi poniamo la valorizzazione della guerra rivoluzionaria al di sopra di tutto e di tutti. Gli altri problemi: burocrazia, amministrativi, giuridici, scolastici, coloniali ecc. li tracceremo quando avremo creato la classe dirigente. Per questo noi vogliamo, per il problema politico:

  1. Suffragio universale a scrutinio di lista regionale con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
  2. Il minimo di età per gli elettori abbassato ai 18 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni.
  3. L'abolizione del Senato.
  4. La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
  5. La formazione di Consigli nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni ecc. eletti dalle collettività professionali e di mestiere, con poteri legislativi, e col diritto di eleggere un Commissario generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale, noi vogliamo:

  1. La sollecita promulgazione di una Legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore di lavoro.
  2. I minimi di paga.
  3. La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.
  4. L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
  5. La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
  6. Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sull'invalidità e sulla vecchiaia, abbassando il limite di età proposto attualmente da 65 a 55 anni.

Per il problema militare, noi vogliamo:

  1. L'istituzione di una milizia nazionale, con brevi periodi d'istruzione e compito esclusivamente difensivo.
  2. La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
  3. Una politica estera nazionale intesa a valorizzare nelle competizioni pacifiche della civiltà la nazione italiana nel mondo.

Per il problema finanziario, noi vogliamo:

  1. Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
  2. Il sequestro di tutti i beni delle Congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili, che costituiscono una enorme passività per la Nazione, e un privilegio di pochi.
  3. La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell'85% dei profitti di guerra.

"Il Popolo d'Italia", 6 giugno 1919.

LO SQUADRISMO

  • Nel 1920 Mussolini abbandonò i punti più radicali del programma e il movimento diventò una nuova forza di destra, intendeva tutelare la proprietà privata e gli interessi della borghesia produttiva, quindi i socialisti divennero il nemico principale.
  • Furono organizzate le squadre d'azione: piccoli gruppi di tipo militare, i cui membri erano detti camicie nere (divisa degli Arditi), che con metodi violenti (incendi, distruzioni di edifici, percosse e omicidi) combattevano la politica socialista.
  • Iniziò l'ascesa dei fascisti, moltissimi furono gli attacchi delle squadre d'azione contro gli avversari politici. Essi ottennero sempre più adesioni e le simpatie dei moderati. Erano appoggiati da:
    • industriali e agrari (fascismo agrario in funzione antisindacale)
    • media e piccola borghesia (ceto medio)
    • esponenti della classe politica liberale
    • organi periferici dello Stato (prefetture e questure)
    • esercito
  • 1921 Giolitti, tornato al governo l'anno precedente, per avere una solida maggioranza indisse nuove elezioni e strinse un'alleanza con i fascisti (convinto di poterli controllare) e nazionalisti:
    • i fascisti ottennero 35 deputati tra cui Mussolini
    • Giolitti si dimise
    • il movimento dei Fasci divenne Partito Nazionale Fascista

LA MARCIA SU ROMA

28 ottobre 1922 Mussolini fece un colpo di stato => mandò alcune decine di migliaia di camicie nere a occupare Roma Il governo si dimise Il re Vittorio Emanuele III:

  • non fece intervenire l'esercito
  • incaricò Mussolini di formare il governo (fonte p.p.190-191 // discorso del bivacco)

VERSO LA DITTATURA

Tra il 1922 e il 1924 Mussolini per costruire il regime fascista mantenne una doppia strategia:

  • collaborazione con i liberali per costruire il regime
  • intimidazioni squadriste per indebolire il parlamento

Attuò una serie di riforme radicali per fascistizzare lo Stato, modellarlo sull'ideologia fascista e svuotare di qualsiasi potere il Parlamento:

  • 1922 la "Legge dei pieni poteri" attribuì al governo una serie di funzioni del Parlamento
  • 1922 fu creato il Gran Consiglio del Fascismo (dirigenti fascisti nominati da Mussolini) che indirizzava l'azione di governo e toglieva potere al Parlamento 1923 le squadre d'azione furono trasformate in Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, un corpo armato agli ordini di Mussolini. Le violenze continuarono.

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