SOCIOLOGIA delle DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE E SOCIALI
SOCIOLOGIA DELLA POVERTÁ
SOCIETÁ POST-FORDISTA
(CAP. 3) SOCIETÁ POST-FORDISTA
Società industriale (esordi):
- precarietà
- no mercato del lavoro regolamento
- no sistema moderno di protezione
sociale
Fase fordista: minor rischio di povertà
- modello dominante nella sfera
produttiva
- strutture familiari:
- netta divisione dei ruoli in
base al genere
- responsabilità reddituale del
capo famiglia
Povertà post-fordista > società frammentata
- instabilità coniugale - nuove forme di convivenza
- crisi dei tradizionali legami comunitari
- riorganizzazione del lavoro - internazionalizzazione della produzione
- rigidità dei sistemi di protezione sociale (crisi fiscale)
SOCIETÁ SALARIALE
SOCIETÁ FRAMMENTATA
Comunità/famiglia
(reciprocità)
- prevalenza della famiglia nucleare
fondata sul matrimonio e sulla
stabilità famigliare
- diversificazione delle forme familiari e
instabilità coniugale
- ruolo protettivo delle reti comunitarie
e parentali
- indebolimento delle reti parentali e
comunitarie, maggiori rischi di "dis-
affiliazione”
- aggregazioni sociali che nascono via
internet
Mercato (scambio)
- prevalenza di rapporti di lavoro e
forme contrattuali standard riservate
ai maschi adulti capi-famiglia
- diffusione di contratti di lavoro a termine e
atipici, maggiore partecipazione delle
donne al mercato del lavoro
- non obsolescenza delle qualificazioni
professionali
- obsolescenza delle competenze in assenza
di forme di aggiornamento continuo
- frammentazione tra "vincenti" e "perdenti"
- consumo di massa di beni
standardizzati
- possibilità di scelta nei consumi
Stato
(redistribuzione)
- protezioni collettive
- individualizzazione delle protezioni sociali
- politiche di welfare restrittive
- indebolimento del ruolo regolatore dello
Stato
- subordinazione del mercato allo Stato
tramite politiche keynesiane
Regime di genere
- regime male breadwinner forte
- regime male breadwinner debole o regime
- forte impegno delle donne in attività
di cura e domestiche non retribuite
- parità di genere nel lavoro di cura
Ciclo di regolazione
sociale
- intensivo
- frammentato e individualizzato
- condizioni di incertezza
- fase di stabilità degli assetti regolativi
fordisti
a doppio reddito
- politiche universalistiche di welfare,
soprattutto nelle aree istruzione e
formazione, sanità e pensioni
-INDIVIDUO PER DIFETTO:
- privo di supporti della proprietà sociale
- non protetto della proprietà privata
dis-affiliazione sociale > vulnerabilità sociale >>integrazione sociale
VULNERABILITÁ SOCIALE
VULNERABILITÁ SOCIALE:
- insicurezza eco/fragilità dei legami
- inserimento sociale incerto
- processi di esclusione NON ancora irreversibili
Qualità del legame sociale > perdita della funzione socializzatrice del lavoro.
QUATTRO TIPI DI LEGAMI SOCIALE
- FILIAZIONE: rapporti familiari
- PARTECIPAZIONE ELETTIVA: socializzazione extrafamiliare
- PARTECIPAZIONE ORGANICA: partecipazione al mercato del lavoro
- CITTADINANZA: appartenenza ad una comunità politico-nazionale
LEGAMI SOCIALI: protezione - riconoscimento
Legame:
FORME DI PROTEZIONE
FORME DI RICONOSCIMENTO
di filiazione
(tra genitori e figli)
- solidarietà
intergenerazionale
- contare sui genitori e
sui figli
- protezione di
prossimità
- riconoscimento
affettivo
di partecipazione elettiva
(tra amici, vicini)
solidarietà liberamente
scelta tra affini
- contare sugli amici e
conoscenti
- protezione di
prossimità
- riconoscimento
affettivo tra affini
di partecipazione organica
(tra colleghi di lavoro)
- occupazione stabile
- protezione
contrattualizzata
- riconoscimento
attraverso il lavoro e il
valore sociale associato
ad esso
di cittadinanza
(tra membri di una stessa
comunità politica)
protezione giuridica
- riconoscimento
dell'individuo sovrano
[Paugam]
TRE TIPI DI POVERTÁ
TRE TIPI DI POVERTÁ:
- POVERTÁ INTEGRATA
- Realtà sociali dove carenza di lavoro e di risorse sono generalizzate
- I poveri NON sono stigmatizzati ed esclusi
- POVERTÁ MARGINALE
- Gruppi minoritari della popolazione
Statuti soggettivi degradati e vissuti con rassegnazione
- POVERTÁ SQUALIFICANTE
- Precarietà lavorativa ed economica
- Debolezza istituzionale: i poveri sono abbandonati a sé stessi, o presi in carico a
patto di accettare uno statuto sociale svalorizzato
Tipi di legame
DEFICIT DI PROTEZIONE
DEFICIT DI
RICONOSCIEMENTO
di filiazione
- impossibilità di contare
sull'aiuto dei genitori o
dei figli in caso di
difficoltà
- abbandono,
maltrattamenti,
disaccordi persistenti,
percezione di non
poter contare sui
genitori e sui figli
di partecipazione elettiva
- isolamento relazionale
- rifiuto da parte del
gruppo dei pari
- tradimento,
abbandono
di partecipazione organica
- rapporto occasionale
con il mercato del
lavoro
- umiliazione sociale
- identità negativa
- sentimento di inutilità
- disoccupazione di
lunga durata entro una
carriera di assistito
di cittadinanza
- esclusione dai circuiti
amministrativi
- discriminazione
giuridica
- incertezza giuridica
- vulnerabilità nei
confronti
dell'istituzione
- mancato
riconoscimento dei
diritti civili, politici e
sociali
- apatia politica
- assenza di carta di
identità
- esilio forzato
PERCORSO DI SQUALIFICAZIONE
PERCORSO DI SQUALIFICAZIONE:
fragilità > dipendenza dall'assistenza pubblica > rottura dei legami sociali (possono far seguito
comportamenti a rischio)
"femminilizzazione della povertà" > "femminilizzazione della sopravvivenza"
Tendenza, propria dell'economia globale, a gravare le donne di una crescente responsabilità
nell'assicurare la riproduzione familiare.
Nuove figure di poveri: disoccupati industriali - madri sole
[ING] Margaret Thatcher > governo conservatore.
La durezza delle condizioni di vita dei disoccupati raggiunse il suo culmine.
> Le donne dimostrano una maggiore capacità di adattamento al processo di dis-qualificazione
sociale che la disoccupazione comporta, trovando maggiori occasioni di reddito.
"NAUFRAGIO" [Castel]:
figure considerato inutilizzabili nel quadro dei processi di riorganizzazione produttiva e, quindi,
"buttate in mare".
POVERTÁ FORDISTA + POVERTÁ GIOVANILE (giovani precari)
GLI STEREOTIPI SUI POVERI CHE "INGOBRANO LE POLITICHE"
Rappresentazioni e stereotipi > politiche
PRINCIPALI STEREOTIPI:
- “Buono"
- Comportamenti ritenuti virtuosi
- Collaborazione con i servizi
- NON costituisce una minaccia all'ordine sociale
- Orientamento compassionevole > "economia del dono" > infantilizzazione del
povero
MODELLO PATERNALISTA e PETAGOGICO:
i "buoni" non usano male le loro risorse per una mancanza di principi o moralità, ma per l'assenza
di competenze e per le difficoltà legate al contesto.
- “Brutto"
- Cruciale l'immaginario dello squallore e del degrado connesso alla situazione di
povertà
- "Aporofobia": paura dei poveri
- Forme di distanziamento sociale
- REIFICAZIONE: i "brutti" vanno nascosti alla vista per non disturbare con la loro sola
presenza
- "Cattivi"
- Colui che commette atti di criminalità di sussistenza o comportamenti modesti nel
chiedere l'elemosina
- Povero "scroccone": vive alla spalle dei contribuenti, spreca l'aiuto che viene dato
- "welfare queen", "madre-teenager", "padre nulla facente": di solito appartenenti a
minoranze etniche (USA, UK)
- Working poor: reddito di cittadinanza, provvedimento accusato di indurre alla
passività e all'irresponsabilità
Poveri che delinquono > politiche di populismo penale
Poveri scrocconi > misure di restrizione nell'accesso alle prestazioni
(anche introduzione di obblighi più stringenti ad "attivarsi" sul mercato del lavoro)
POLITICA
ORIENTAMENTO
IL "BUONO"
- neo-paternalismo
caritevole
- pedagogico
- compassionevole
- welfare to work
IL "BRUTTO"
- politica dei muri
- Immunizzazione
- "decoro urbano"
- Dislocazione
- "architettura ostile"
- reificazione
IL "CATTIVO"
- Tolleranza zero
- repressivo
- Populismo penale
- punitivo
- workfare
- disciplinare
SPAZIO URBANO, POVERTÁ e "METAMORFOSI" della QUESTIONE SOCIALE
(CAP. 4) SPAZIO URBANO, POVERTÁ e "METAMORFOSI" della QUESTIONE SOCIALE"
Rapporto poveri e spazio urbano
> diverse forme che la povertà urbana può assumere a seconda della configurazione spaziale che
la caratterizza e dai problemi che gli attori sociali devono affrontare, a partire da tale
configurazione.
PRINCIPALI MODELLI
QUARTIERI DELL'ESILIO E L'IPERGHETTO
- PERIFERIE OPERAIE DEL PERIODO POST-FORDISTA
(1975-2000)
Vivaci quartieri periferici (mantenevano una relazione dialettica con il centro; classe operaia
urbana) > luoghi di relegazione.
"gruppi deboli": definiti per le loro minori opportunità e per gli ostacoli che si frappongono a una
mobilità sociale imparziale.
Composizione eterogenea.
"POTERE SIMBOLICO":
- Interiorizzazione sociale delle diversità
- STIGMATIZZAZIONE [Wacquant]:
l'esposizione prolungata ad un ambiente deprivato educa all'auto-svalutazione, alla
riduzione delle richieste, attivando meccanismi cognitivi che promuovono diffidenza e
perdita di identità e riducono le capacità di azione collettiva, in un quadro di crescente
adozione di una modalità punitiva di regolazione della povertà.
"MARGINALITÁ AVANZATA"
- L'IPERGHETTO:
- Formazione socio-spaziale a sé stante
- Trasformazione del ghetto comunitario ('70, '80)
- [Wilson] CARATTERISTICHE:
a. Collasso della struttura sociale dovuto alla migrazione delle classi medio-alte afro-
americane (Frost belt -> Sun belt)
b. Elevata concentrazione di famiglie povere
c. Disimpegno dello stato e il ricorso a forme d regolazione della povertà basate
unicamente su un welfare più stringente e punitivo e sulla carcerazione di massa
Punto C -> insiste Wacquant
Doppia relegazione: appartenenza raziale - classe; + politica statale di contrazione del welfare e di
abbandono urbano.
- È difficile che possano aver luogo mobilitazioni sociali:
mancanza di un linguaggio, di un repertorio di immagini comuni (condivise) e di segni attraverso
cui concepire un destino collettivo e intravedere delle possibili alternative future
Quartiere dove le persone sono povere ma occupate
≠
Quartiere dove c'è disoccupazione
CULTURA DELLA POVERTÁ
CULTURA DELLA POVERTÁ
Elemento centrale: interiorizzazione di una sub-cultura intrisa di fatalismo che si trasmette da
una generazione all'altra, impedendo di sfruttare le opportunità di miglioramento
WILSON
Motivi della traiettoria involutiva > ricercati nella "concentrazione"
- "de-pacificazione della vita quotidiana": disgregazione familiare, indebolimento delle
reti informali di solidarietà