Storia e teoria dell'educazione: Riforma e Controriforma, presentazione Unimore

Slide da Unimore Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Storia e teoria dell'educazione. Il Pdf esplora la Riforma protestante e la Controriforma, analizzando i principi chiave e il ruolo della scuola, con un focus sul pensiero di Erasmo da Rotterdam. Adatto a studenti universitari di Storia.

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8 Pages

Storia e teoria
delleducazione
De Conti Manuele
manuele.deconti@unimore.it
Riforma e
Controriforma
Riforma e Controriforma furono movimenti religiosi e
politici cruciali che hanno modellato l'Europa nel XVI
secolo. La Riforma introdusse nuove confessioni
religiose e sottolineò l'importanza della libertà di
coscienza, mentre la Controriforma cercò di riformare
la Chiesa cattolica e fermare la diffusione del
protestantesimo. Entrambi i movimenti hanno avuto
profonde implicazioni sulla politica, sulla società e
sulla cultura europea dell'epoca.

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Riforma e Controriforma

Riforma e Controriforma furono movimenti religiosi e politici cruciali che hanno modellato l'Europa nel XVI secolo. La Riforma introdusse nuove confessioni religiose e sottolineò l'importanza della libertà di coscienza, mentre la Controriforma cercò di riformare la Chiesa cattolica e fermare la diffusione del protestantesimo. Entrambi i movimenti hanno avuto profonde implicazioni sulla politica, sulla società e sulla cultura europea dell'epoca.

La Riforma protestante (Inizio - 1517)

Avversione alle gerarchie ecclesiastiche

01. Avversione alle gerarchie ecclesiastiche Tale avversione era motivata da pratiche critiche all'interno della Chiesa cattolica, tra cui indulgenze, simonie, nepotismo e corruzione. Queste pratiche erano percepite come distorsioni dei principi spirituali

Nessuna intermediazione

03. Nessuna intermediazione Nella Riforma, il principio chiave era "nessuna intermediazione tra uomo e Dio," enfatizzando il ruolo diretto della fede personale e l'accesso individuale a Dio, senza la necessità di intermediari come i sacerdoti o la Chiesa.

Ritorno al Cristianesimo delle origini

02. Ritorno al Cristianesimo delle origini La Riforma mirava al "ritorno al Cristianesimo delle origini" attraverso una riscoperta dei principi e delle pratiche della Chiesa primitiva, basandosi sulla sola Scrittura e la fede individuale

Concezioni di salvezza

04. Concezioni di salvezza La Riforma si concentra sulla "salvezza per fede" secondo Martin Lutero, o sulla "valorizzazione del lavoro" secondo Giovanni Calvino, evidenziando le due principali prospettive teologiche che hanno guidato questo movimento religioso nel XVI secolo

La scuola della Riforma

Studio delle lingue

Prevedeva lo studio delle lingue, nazionale e antiche Durante la Riforma, si prevedeva lo studio delle lingue, sia lingue nazionali che lingue antiche come il latino, per promuovere la lettura e l'interpretazione diretta delle Scritture sacre, consentendo ai fedeli di accedere alle fonti religiose senza intermediari. Questo ha contribuito a diffondere le conoscenze religiose tra un pubblico più ampio anche perché Lutero approntò una traduzione tedesca della Bibbia.

Insegnamento quotidiano

Una o due ore di insegnamento quotidiano Durante la Riforma, in molti casi, l'insegnamento religioso poteva richiedere da 1 a 2 ore al giorno, specialmente per i giovani nelle scuole o nelle chiese. L'obiettivo era garantire una base solida di istruzione religiosa e la comprensione delle Scritture.

Il maestro sostituisce la famiglia

Il maestro sostituisce la famiglia Durante la Riforma, in alcune comunità protestanti, specialmente in ambienti calvinisti, l'istruzione religiosa poteva assumere un ruolo importante e persino sostituire in parte l'educazione fornita dalla famiglia. Tuttavia, questa pratica non era universale e variava da luogo a luogo. I riformatori come Giovanni Calvino enfatizzavano l'importanza dell'istruzione religiosa, e le scuole erano spesso utilizzate per insegnare non solo la fede, ma anche materie secolari. Quindi, in alcuni contesti, i maestri potevano svolgere un ruolo significativo nell'educazione religiosa e secolare dei giovani, ma questa situazione non si applicava a tutte le comunità o regioni durante la Riforma. L'istruzione calvinista era severa. I bambini venivano considerati naturalmente inclini al peccato; le punizioni fisiche erano legittimate; vengono condotte ispezioni nelle famiglie per verificare il livello di conoscenze religiose.

Erasmo da Rotterdam (1466/1469 - 1536)

  • Promozione delle lingua antiche Erano il mezzo di comunicazione più pratico
  • Valorizzazione della razionalità Coltivare la ragione è essenziale per realizzare la vera umanità; ma ciò richiede tempo
  • Importanza dell'insegnante A lui spetta il compito di individuare le diversità individuali dei soggetti e in rapporto ad esse seguire le modalità di insegnamento più opportune

La Controriforma (Concilio di Trento 1546 - 1563)

Valenza pedagogica

La sua valenza pedagogica Mentre la Riforma privilegia l'istruzione dei ceti borghesi e popolari al fine di creare pur minime condizioni per la lettura personale delle scritture, la Controriforma, soprattutto ad opera dei Gesuiti, ripropone un modello formativo tradizionale, in stretta aderenza con quello politico e sociale espresso dalla classe dirigente.

Una nuova concezione di uomo

Una nuova concezione di uomo La Controriforma, che fu una risposta della Chiesa cattolica alla Riforma protestante nel XVI secolo, propose una concezione specifica dell'uomo che differiva da alcune delle idee riformiste. La Controriforma sottolineava un'immagine dell'uomo come essenzialmente peccatore, incline al peccato, ma in grado di trovare la redenzione attraverso la Chiesa, i sacramenti, le opere e il rispetto di una precettistica capillare opportunamente ideata.

La precettistica capillare

La precettistica capillare La precettistica capillare ideata dalla Controriforma aveva la funzione di agire sulle coscienze e i comportamenti, soprattutto dei giovani disponendoli all'obbedienza e alla sottomissione all'autorità. L'abitudine e l'obbedienza vengono indicate come il mezzo e il fine dell'educazione e hanno nell'Indice dei libri proibiti una delle tante esemplificazioni.

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I gesuiti e la formazione dell'élite

La Compagnia di Gesù (1534)

Ignazio de Loyola (1491-1556)

Creazione dei collegi

  • Il primo aperto a Messina nel 1548
  • I Gesuiti portarono avanti un'opera di razionalizzazione pedagogica facendo del collegio una vera e propria macchina educativa
  • Adottano la cultura classica al servizio dell'educazione cristiana
  • I collegi sono articolati per classi con orari di lezione e programmi ben definiti e strutturati, principalmente per la scuola secondaria, in livello inferiore di 5 anni (studia humanitatis) e in livello superiore di 3 anni (logica, metafisica, matematica ed etica)

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L'istruzione popolare

Mentre i Gesuiti si occupano dell'istruzione superiore per formare il ceto dirigente altri ordini religiosi si impegnano all'istruzione popolare

Gli oratori

  • San Filippo Neri (1515 - 1595) si trasferisce a Roma e raccoglie intorno a sé ragazzi di strada
  • Educazione basata sul canto e il gioco scevra da punizioni corporali

Le Scuole pie

  • Fondate nel 1597 da Giuseppe Calasanzio (1556-1648)
  • Scuole gratuite che partono dall'alfabeto per approdare alle opere di Cicerone

Silvio Antoniano (1540-1603)

  • Fonda istituti professionali e scuole dedicate all'educazione delle ragazze
  • Adottano una concezione dello sviluppo fisico, morale e intellettuale sulla base delle conquiste rinascimentali con attenzione alle naturali inclinazioni degli allievi e alle fasi della crescita
  • Risulta importante il ruolo del gioco e delle ricreazioni ma anche la fermezza delle punizioni.

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