Psicologia dello sport: attenzione, concentrazione e modello S.F.E.R.A.

Schemi da Unicusano sulla psicologia dello sport, con focus su attenzione, concentrazione e modello S.F.E.R.A. I Riassunti di Psicologia per l'Università esplorano le teorie e i metodi di assessment, includendo applicazioni pratiche e tecniche di allenamento mentale.

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Psicologia dello sport – Psicoclinicanodes – Prof. Lo Destro – 9CFU
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Psicologia dello sport
9 CFU
Psicologia clinica e della riabilitazione LM-51
UniCusano
Orale – maggio 2021
Prof Lo Destro
Etivity su rituali pre-gesto motorio nel tennis
Modulo 1
Introduzione
Modulo 2
Attenzione e
concentrazione
Modulo 3
Motivazione
Modulo 4
Gruppo
Modulo 5
Attivazione
Modulo 6
Personalità
Modulo 7
Autoefficacia
Modulo 8
Allenamento
mentale
Modulo 9
Modello S.F.E.R.A.
Psicologia dello sport – Psicoclinicanodes – Prof. Lo Destro – 9CFU
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MODULO 2: ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE
★ COSTRUTTO: L’attenzione può essere definita come una capacità e processo cognitivo attivo, in cui un
individuo orienta volontariamente e consapevolmente le proprie risorse attentive, focalizzandosi su uno
stimolo target (sia esso un’informazione, un’azione, una situazione, un oggetto…) inibendo i distrattori
(di varia natura) intercorrenti.
Riconosciamo 3 dimensioni dell’attenzione:
1. Selettiva: focus su target specifico e selezionato, inibendo distrattori e stimoli concomitanti.
Es. portiere calcio
2. Divisa: focus su due azioni/stimoli concomitanti. Riprendere paradigma dual task in cui riconosciamo
azione primaria e secondaria
Es. Basket
3. Concentrazione: sforzo mentale deliberato e consapevole
Es. Ascoltare piano gara allenatore in partita
La concentrazione invece può essere compresa secondo cinque principi:
1. Focused - stato mentale
2. Un pensiero alla volta
3. Una azione specifica
4. Ruolo dirompente emozioni
5. Qui ed ora
Spesso diciamo di “aver perso” la concentrazione. In realtà essa viene reindirizzata verso stimoli
concomitanti ed interferenti. In questo senso ci colleghiamo al fenomeno del “choking under pressure” e
alla teoria dei processi ironici di Wegner. -> fonti interne ed esterne di distrazione - ANSIA
★ TEORIE: Parlando di teorie e modelli facciamo riferimento alle tre metafore con cui si ripercorre anche
implicitamete un passaggio paradigmatico:
1. Attenzione come FILTRO: hyp. Selezione precoce, problema cocktail party – coniato da Broadbent
dopo vari esperimenti tra cui quelli di Cherry
2. Attenzione come LENTE DI INGRANDIMENTO: Da uso stimoli visivi, contraddice hyp. Precoce con Hyp.
Tardiva di selezione info. – Zoom che rende attenzione flessibile
3. Attenzione come ENERGIA/RISORSA: Hyp. 1 solo pool iniziale poi proposta hyp. Di più pool di risorse
attentive. Per spiegare come sogg. Riescano a prestare attenzione in maniera efficace a 2 o + stimoli
concomitanti.
★ ASSESSMENT:
1. Approccio psicometrico: TAIS e TOQS
a. TAIS – test stile attentivo e interpersonale di Neideffer: 144 items, self-report, 17 sottoscale di
cui 6 su attenzione: (focus attentivo esterno ampio, focus attentivo interno ampio, sovraccarico
stimoli esterni/interni, focus attentivo ridotto e focus attentivo ristretto). Si articola su due
dimensioni: ampiezza (ampio-ristretto), direzione (interno, esterno). Ha il pro di essere
intuitivo ma diversi limiti, tra cui tutti quelli legati ai test self-report, l’essere orientato alla
percezione e non alla capacità concreta, non distingue atleti di diverse abilità.
b. TOQS – thought occurrance Questionnaire for Sport: 17 items su misura con cui atleti
sperimentano interferenze cognitive per pensieri intrusivi o distraenti. 3 sottoscale:
preoccupazioni su compito, pensieri irrilevanti, pensieri di fuga.
2. Approccio neuroscientifico - indici neurofisiologici:
• HR: Hyp. Intake rejection di Lacey (focus esterno <HR, focus interno >HR)

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Psicologia dello sport - Psicoclinicanodes - Prof. Lo Destro - 9CFU

Psicoclinica
nodes
Dott axs Simoncini Sofia
1573
PSICOLOGIA CLINICA
PSICOLOGIA DELLO
SPORT
@psicoclinicanodes
Psicologia dello sport
9 CFU
Psicologia clinica e della riabilitazione LM-51
UniCusano
Orale - maggio 2021
Prof Lo Destro
Etivity su rituali pre-gesto motorio nel tennis

Modulo 1

Introduzione

Modulo 2

Attenzione e
concentrazione

Modulo 3

Motivazione

Modulo 4

Gruppo

Modulo 5

Attivazione

Modulo 6

Personalità

Modulo 7

Autoefficacia

Modulo 8

Allenamento
mentale

Modulo 9

Modello S.F.E.R.A.
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Psicologia dello sport - Psicoclinicanodes - Prof. Lo Destro - 9CFU

Modulo 2: Attenzione e Concentrazione

COSTRUTTO: L'attenzione può essere definita come una capacità e processo cognitivo attivo, in cui un
individuo orienta volontariamente e consapevolmente le proprie risorse attentive, focalizzandosi su uno
stimolo target (sia esso un'informazione, un'azione, una situazione, un oggetto ... ) inibendo i distrattori
(di varia natura) intercorrenti.
Riconosciamo 3 dimensioni dell'attenzione:

  1. Selettiva: focus su target specifico e selezionato, inibendo distrattori e stimoli concomitanti.
    Es. portiere calcio
  2. Divisa: focus su due azioni/stimoli concomitanti. Riprendere paradigma dual task in cui riconosciamo
    azione primaria e secondaria
    Es. Basket
  3. Concentrazione: sforzo mentale deliberato e consapevole
    Es. Ascoltare piano gara allenatore in partita

La concentrazione invece può essere compresa secondo cinque principi:

  1. Focused - stato mentale
  2. Un pensiero alla volta
  3. Una azione specifica
  4. Ruolo dirompente emozioni
  5. Qui ed ora

Spesso diciamo di "aver perso" la concentrazione. In realtà essa viene reindirizzata verso stimoli
concomitanti ed interferenti. In questo senso ci colleghiamo al fenomeno del "choking under pressure" e
alla teoria dei processi ironici di Wegner. - > fonti interne ed esterne di distrazione - ANSIA

Teorie dell'attenzione

* TEORIE: Parlando di teorie e modelli facciamo riferimento alle tre metafore con cui si ripercorre anche
implicitamete un passaggio paradigmatico:

  1. Attenzione come FILTRO: hyp. Selezione precoce, problema cocktail party - coniato da Broadbent
    dopo vari esperimenti tra cui quelli di Cherry
  2. Attenzione come LENTE DI INGRANDIMENTO: Da uso stimoli visivi, contraddice hyp. Precoce con Hyp.
    Tardiva di selezione info. - Zoom che rende attenzione flessibile
  3. Attenzione come ENERGIA/RISORSA: Hyp. 1 solo pool iniziale poi proposta hyp. Di più pool di risorse
    attentive. Per spiegare come sogg. Riescano a prestare attenzione in maniera efficace a 2 o + stimoli
    concomitanti.

Assessment dell'attenzione

ASSESSMENT:

  1. Approccio psicometrico: TAIS e TOQS
  • a. TAIS - test stile attentivo e interpersonale di Neideffer: 144 items, self-report, 17 sottoscale di
    cui 6 su attenzione: (focus attentivo esterno ampio, focus attentivo interno ampio, sovraccarico
    stimoli esterni/interni, focus attentivo ridotto e focus attentivo ristretto). Si articola su due
    dimensioni: ampiezza (ampio-ristretto), direzione (interno, esterno). Ha il pro di essere
    intuitivo ma diversi limiti, tra cui tutti quelli legati ai test self-report, l'essere orientato alla
    percezione e non alla capacità concreta, non distingue atleti di diverse abilità.
  • b. TOQS - thought occurrance Questionnaire for Sport: 17 items su misura con cui atleti
    sperimentano interferenze cognitive per pensieri intrusivi o distraenti. 3 sottoscale:
    preoccupazioni su compito, pensieri irrilevanti, pensieri di fuga.
  1. Approccio neuroscientifico - indici neurofisiologici:
  • HR: Hyp. Intake rejection di Lacey (focus esterno <HR, focus interno >HR)

Psicologia dello sport - Psicoclinicanodes - Prof. Lo Destro - 9CFU

  • EEG: asimmetria emisferica, da sx a dx (visuospaziale) per target sports
  • ERPs: picchi rilevati in base a latenza
  1. Approccio sperimentale:
  • paradigma dual task

Psicologia dello sport - Applicazioni per migliorare l'attenzione

PSICOLOGIA DELLO SPORT - APPLICAZIONI: parliamo di tecniche per migliorare l'attenzione e
focalizzarsi, tra cui:

  • IMAGERY: L'impiego di tecniche di Imagery nello sport consente di ottimizzare il rendimento
    dell'atleta aiutandolo a riuscire al meglio delle sue potenzialità. Si tratta di pianificare
    mentalmente la prestazione mediante l'uso di immagini mentali alternandole all'esecuzione
    pratica. Il termine inglese Imagery fa riferimento all'utilizzo di immagini mentali in cui si
    rappresenta mentalmente un'azione o sequenza di azioni motorie che devono essere apprese o
    ottimizzate immaginando il più vividamente possibile di compierle col proprio corpo fin nei
    minimi dettagli, ma in assenza di un'esecuzione reale. Nello sport, si tratta di rappresentarsi
    immaginativamente l'esecuzione del gesto atletico insieme alle percezioni sensoriali e
    propriocettive (chinesica) associate alla sua esecuzione, senza che tuttavia esso venga messo in
    pratica.
  • SELF-TALK:In ambito sportivo, i pensieri che spuntano alla mente possono influenzare
    positivamente o negativamente la prestazione. E' quindi opportuno tenere sotto controllo
    e monitorare il dialogo che l'atleta si rivolge. I pensieri negativi sono disfunzionali, ovvero
    compromettono l'esito e il raggiungimento degli obiettivi, abbassano la soglia dell'attenzione,
    aumentano la focalizzazione su stimoli distraenti o irrilevanti, possono provocare un'alterazione
    dell'umore e indurre confusione.
    L'uso del dialogo interno, conosciuto come tecnica del Self Talk, per controllare ed organizzare le
    cognizioni degli atleti è stato perciò proposto come elemento chiave per una prestazione di
    successo; per questo risulta frequentemente incluso nei training di preparazione mentale
    psicologica. Il fulcro del self talk sta nella focalizzazione sui pensieri positivi e sugli obiettivi, in
    modo che essi portino al comportamento desiderato. La tecnica consiste nello sviluppo di
    affermazioni, incoraggiamenti, brevi istruzioni, parole chiave e frasi stimolanti, da ripetere a sé
    stessi (mentalmente o ad alta voce), al fine di sostituire eventuali pensieri negativi con stimoli
    positivi e rinforzanti. Quello che caratterizza un Self Talk efficace è la quasi totale assenza della
    parola NON nella formulazione delle frasi: "Devo concentrarmi" risulta molto più funzionale di
    "Non devo distrarmi". La spiegazione di questo fenomeno si trova nella teoria dei processi ironici
    di Wegner. Le ricerche in psicologia dello sport hanno rilevato che l'utilizzo del Self Talk può
    essere influente sia nell'apprendimento di nuove abilità (come rivelano gli studi sperimentali),
    che nel miglioramento della prestazione di compiti già conosciuti (come studiato dalle ricerche
    sul campo). Inoltre gli studi sull'efficacia evidenziano che il Self Talk assolve diverse funzioni a
    seconda del contenuto del dialogo interno e delle caratteristiche del gesto o abilità da eseguire.
    Secondo Theodorakis, il formato in brevi istruzioni da maggiori benefici per i compiti caratterizzati
    da precisione e tecnica, mentre frasi incoraggianti e motivanti portano migliori risultati se
    applicate a compiti basati su forza e resistenza. Sono state infine ricercate spiegazioni sui
    meccanismi sottostanti il Self Talk, ossia sul come mai produca un incremento di prestazione.
    Landin sostiene che l'efficacia della tecnica del Self Talk sia da attribuire ai suoi effetti
    sull'attenzione: monitorando e dirigendo il pensiero verso stimoli positivi si orienta il focus
    attentivo e la concentrazione su parti rilevanti dell'allenamento e/o della gara; in questo modo
    vengono attivate le giuste risorse a disposizione dell'atleta che riesce a mettere in gioco la sua
    prestazione ottimale. Bunker e Williams trovano che gli effetti attentivi del Self Talk incidano
    anche sull'aumento di autostima e sicurezza, mentre Hardy e Jones indicano che grazie a tale
    meccanismo, il Self Talk potesse essere efficace anche per controllare l'ansia e sviluppare reazioni
    emotive appropriate.
  • OBIETTIVI DI PRESTAZIONE: vedi goal setting mod.3

Psicologia dello sport - Psicoclinicanodes - Prof. Lo Destro - 9CFU

  • ROUTINES E RITUALI: Secondo Harle e Vickers le routine sono utilizzate per migliorare la
    concentrazione e, di conseguenza, le prestazioni.
    Sono state riconosciute tre tipologie di routines:
  1. Pre-evento: pre-competizione, incluso cosa fare la sera prima ...
  2. Pre-gara: prima di eseguire gesto motorio (es. tennis)
  3. Post-errore: per "lasciare andare" gli errori, e focus su compito.

Il valore delle routine pre-performance come tecniche di concentrazione è stato riconosciuto sia dal
punto di vista teorico che empirico: mindset, qui ed ora, ridurre controllo cosciente. Confine labile
con superstizione (diverse per gestione controllo). Vanno modificate dopo un po' per non renderle
automatiche.
RIFERIMENTO MODELLO SFERA: ENERGIA (EMOZIONI E DISTRATTORI)

Modulo 3: Motivazione

Costrutto della motivazione

* COSTRUTTO: La motivazione è il propulsore del comportamento umano, che lo orienta e dirige al
soddisfacimento di bisogni, al raggiungimento di obiettivi ... è quella funzione omeostatica regolatrice che
spinge l'uomo ad agire a seguito di una perturbazione dell'equilibrio omeostatico per ritornare ad uno
stato di equilibrio.

Teorie della motivazione

* TEORIE: Riconosciamo teorie biologiche (tra cui Maslow), la SDT di Deci e Ryan e il modello HMIEM di
Vallerand.

  1. Maslow: piramide
  2. SDT: È una teoria proposta da Deci e Ryan sull'autodeterminazione. Nello specifico alla base della
    motivazione vi sarebbe una motivazione più intrinseca quindi endogena psicologica interna, è una
    motivazione estrinseca quindi esterna derivante dall'interazione del soggetto con l'ambiente. L'uomo
    secondo questa teoria tende naturalmente allo sviluppo delle proprie potenzialità e quindi
    l'autoregolazione della motivazione è direttamente proporzionale al grado di soddisfazione dei
    bisogni psicologici che permettono al soggetto di regolare il comportamento tramite l'interazione
    delle variabili ambientali e della personalità. L'autodeterminazione sarebbe quindi la percezione del
    soggetto di auto regolare il proprio comportamento coerentemente con obiettivi valori e qualità
    soggettive. L'asse motivazionale varia quindi sul gradiente di autodeterminazione ritrovando agli
    estremi opposti la motivazione intrinseca quindi il livello compiuto di autodeterminazione e dall'altra
    parte l'a motivazione ovvero la riduzione o l'assenza di spinte motivazionali e quindi anche di
    regolazione del comportamento e di assenza di intenzionalità. Tra i due estremi troviamo la
    motivazione estrinseca che quindi evolve a seconda dell'interazione soggetto-ambiente in quella
    intrinseca. La motivazione estrinseca può essere di quattro tipi ed esterna, introiettata, connessa con
    l'identificazione, integrata. I bisogni secondo questa teoria sarebbero di tre tipi: di competenza
    ovvero la capacità di gestire e controllare e padroneggiare le proprie competenze, di autonomia
    quindi il percepirsi come agente causale delle proprie azioni in linea anche con il concetto di
    responsabilizzazione del sé, ed essere in relazioni ovvero essere parte di un sistema sociale e di percepirsi
    efficaci nelle relazioni con gli altri. Il soddisfacimento di questi bisogni porta al benessere e all'adattamento
    funzionale del soggetto.
  3. HMIEM: 1 assunto riprende definizioni SDT, 2 assunto 3 liveli di generalità: globale, contestuale e
    situazionale. (vedi ricerca applicata a sport per fare riflessione unica)

Assessment della motivazione

ASSESSMENT: SIMS per livello situazione, a livello contestuale riconosciamo la LMS, SMS, BREQ, AMS,
IMS

Psicologia dello sport - Applicazioni della motivazione

* PSICOLOGIA DELLO SPORT - APPLICAZIONI:
A. Ricerche in ambito sportivo sui 3 livelli di generalità del modello HMIEM di Vallerand

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