Documento dall'Università degli Studi di Padova su "Bambini e adulti. La nuova sociologia dell'infanzia". Il Pdf, utile per Psicologia a livello universitario, esplora la sociologia dell'infanzia, le teorie di socializzazione e sviluppo, e la dimensione spaziale, con riferimenti a Philippe Ariès.
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Università degli Studi di Padova 24 pag.
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Rob86ag (Robertaaaa.86@hotmail.it)SOCIOLOGIA DELL' INFANZIA
I due concetti, strettamente legati, da cui la sociologia dell'infanzia ha preso avvio sono: socializzazione e sviluppo. Perché, nella visione più classica dell'infanzia, i bambini sono considerati in fase di sviluppo, non ancora pienamente formati, e attraverso un processo di socializzazione imparano progressivamente le norme e i valori di una determinata società (grazie a diversi agenti di socializzazione: la famigli, la scuola, i gruppi di pari, ... ) e ne diventano membri.
Sono stati teorizzati 2 modelli di socializzazione:
William Corsaro, uno dei fondatori della SI americana, per spiegare i processi di socializzazione infantile ha elaborato la riproduzione interpretativa: evidenzia il ruolo attivo del bambino che collettivamente si appropria, interpreta e riproduce la realtà sociale contribuendo anche al suo cambiamento. Non considera più il contesto culturale come una variabile che influenza lo sviluppo individuale, quanto piuttosto una dinamica che si costituisce continuamente in routine culturali e pratiche prodotte collettivamente ai vari livelli organizzativi.
In linea con questa nuova visione si sviluppano i new social studies of childhood.
È detta nuova perché ciò che è nuovo non è tanto l'interesse per il bambino (perché è presente da molto tempo) ma il fatto che gli sia riconosciuta quell'agentività (agency: concetto che ha origine attorno agli anni 70, quando i bambini cominciano ad essere visti come degli attori sociali non solo con delle competenze ma anche con delle capacità di agire creativamente e di apportare cambiamenti nella società) tradizionalmente attribuita esclusivamente agli adulti in quanto soggetti già socializzati.
La SI nasce tra la fine degli anni 60 e gli anni 70, epoca di crisi della modernità, in cui comincia a essere osservata sotto un'altra luce anche l'infanzia.
Hengst e Zeiher, nell'introdurre il tema dei childhood studies, affermano che per comprenderli si può partire assumendo la distinzione tra una prospettiva centrata sul soggetto (quella dell'azione) e una centrata sul contesto (struttura), dualità che non deve essere considerata come una dicotomia ma come un rapporto necessario: l'attore sociale attraverso le sue azioni contribuisce a creare le istituzioni sociali, che a loro volta limitano quelle azioni. In base al diverso modo di leggere questo rapporto tra azione e struttura, HeZ distinguono la SI in 3 (distinzione elaborata da Leena Alanen):
Tutti gli studiosi di sociologia dell'infanzia propendono per una continua integrazione tra questi orientamenti.
Un'altra classificazione, è quella del "bambino sociologico" teorizzata da James, Jenks e Prout: sostengono i 4 approcci attraverso cui il bambino può essere studiato sociologicamente.