Sintesi di Lettera a una Professoressa della Scuola di Barbiana

Documento dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata su Lettera a una Professoressa sintesi. Il Pdf analizza la critica al sistema scolastico italiano e le disuguaglianze nell'istruzione, con un focus sulla bocciatura. Il materiale di Psicologia è utile per studenti universitari.

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30 páginas

Lettera a una Professoressa sintesi
Pedagogia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata (UNIROMA2)
29 pag.
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LA SCUOLA DELL'OBBLIGO NON PUÒ BOCCIARE
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Pedagogia e Università

Università degli Studi di Roma Tor Vergata (UNIROMA2) 29 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/lettera-a-una-professoressa-sintesi-1/8146062/ Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)LETTERA A UNA PROFESSORESSA, Scuola di Barbiana (Don Lorenzo Milani) Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito a organizzarsi. A prima vista sembra scritto da un ragazzo solo. Invece gli autori siamo otto ragazzi della scuola di Barbiana. Altri nostri compagni che sono a lavorare ci hanno aiutato la domenica. Dobbiamo ringraziare prima di tutto il nostro priore che ci ha educati, ci ha insegnato le regole dell'arte e ha diretto i lavori. Poi moltissimi amici che hanno collaborato in altro modo: per la semplificazione del testo vari genitori, per la raccolta dei dati statistici segretari, insegnanti, direttori, presidi, funzionari del ministero e dell'ISTAT, parroci, per altre notizie sindacalisti, giornalisti, amministratori comunali, storici, statistici, giuristi.

La Scuola dell'Obbligo

Bocciature e Dimenticanze

Cara signora, lei di me non ricorderà nemmeno il nome. Ne ha bocciati tanti. Ci respingete nei campi e nelle fabbriche e ci dimenticate.

La Timidezza dei Poveri

LA TIMIDEZZA dei poveri è mancanza di prepotenza: lo studente era intimidito dalla professoressa, ha creduto fosse il male dei montanari, poi ha visto che gli operai lasciano ai figli di papà tutti i posti di responsabilità nei partiti e tutti i seggi in parlamento, dunque sono come lui.

I Montanari e la Pluriclasse

I MONTANARI LA PLURICLASSE Alle elementari lo Stato mi offrì una scuola di seconda categoria. Cinque classi in un'aula sola. Un quinto della scuola cui avevo diritto. È il sistema che adoprano in America per creare le differenze tra bianchi e neri. Scuola peggiore ai poveri fin da piccini.

Scuola dell'Obbligo e Difficoltà

SCUOLA DELL'OBBLIGO Finite le elementari avevo diritto ad altri tre anni di scuola. Anzi la Costituzione dice che avevo l'obbligo di andarci. Ma a Vicchio non c'era ancora scuola media. Andare a Borgo era un'impresa. Chi ci s'era provato aveva speso un monte di soldi e poi era stato respinto come un cane. Ai miei poi la maestra aveva detto che non sprecassero i soldi: «Mandatelo nel campo. Non è adatto per studiare». Il babbo non le rispose. Dentro di se pensava: «Se si stesse di casa a Barbiana sarebbe adatto».

Barbiana

La Scuola del Prete

BARBIANA A Barbiana tutti i ragazzi andavano a scuola dal prete. Dalla mattina presto fino a buio, estate e inverno. Nessuno era «negato per gli studi». Ma noi eravamo di un altro popolo e lontani. Il babbo stava per arrendersi. Poi seppe che ci andava anche un ragazzo di S. Martino. Allora si fece coraggio e andò a sentire.

Il Bosco e il Percorso

IL BOSCO Il primo giorno mi accompagnò lui. Ci si mise due ore perché ci facevamo strada col pennato e la falce. Poi imparai a farcela in poco più di un'ora. Passavo vicino a due case sole. Coi vetri rotti, abbandonate da poco. A tratti mi mettevo a correre per una vipera o per un pazzo che viveva solo alla Rocca e mi gridava di lontano. Avevo undici anni. Lei sarebbe morta di paura. Vede? Ognuno ha le sue timidezze. Siamo pari dunque. Ma solo se ognuno sta a casa sua. O se lei avesse bisogno di dar gli esami da noi. Ma lei non ne ha bisogno.

I Tavoli e l'Insegnamento

I TAVOLI Barbiana, quando arrivai, non mi sembrò una scuola. Ne cattedra, ne lavagna, ne banchi. Solo grandi tavoli intorno a cui si faceva scuola e si mangiava. D'ogni libro c'era una copia sola. I ragazzi gli si stringevano sopra. Si faceva fatica ad accorgersi che uno era un po' più grande e insegnava. Il più vecchio di quei maestri aveva sedici anni. Il più piccolo dodici e mi riempiva di ammirazione. Decisi fin dal primo giorno che avrei insegnato anch'io. Document shared on https://www.docsity.com/it/lettera-a-una-professoressa-sintesi-1/8146062/ Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)

Il Preferito e la Ricreazione

IL PREFERITO La vita era dura anche lassù però chi era senza basi, lento o svogliato si sentiva il preferito. Veniva accolto come voi accogliete il primo della classe. Sembrava che la scuola fosse tutta solo per lui. Finché non aveva capito, gli altri non andavano avanti. LA RICREAZIONE Non c'era ricreazione. Non era vacanza nemmeno la domenica. Nessuno di noi se ne dava gran pensiero perché il lavoro è peggio. Ma ogni borghese che capitava a visitarci faceva una polemica su questo punto. Una volta venne un professorone; parlava senza guardarci. Chi insegna pedagogia all'Università, i ragazzi non ha bisogno di guardarli. Li sa tutti a mente come noi si sa le tabelline. Finalmente andò via e Lucio che aveva 36 mucche nella stalla disse: «La scuola sarà sempre meglio della merda».

I Contadini nel Mondo

I CONTADINI NEL MONDO Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati. Ma siamo un miliardo e novecento milioni. Tutta la vostra cultura e costruita così. Come se il mondo foste voi.

Ragazzi Maestri e Politica

RAGAZZI MAESTRI L'anno dopo ero maestro. Cioè lo ero tre mezze giornate la settimana. Insegnavo geografia matematica e francese a prima media. Se sbagliavo qualcosa poco male. Era un sollievo per i ragazzi. Si cercava insieme. Le ore passavano serene senza paura e senza soggezione. Lei non sa fare scuola come me. POLITICA O AVARIZIA Poi insegnando imparavo tante cose. Per esempio, ho imparato che il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia. I vostri ragazzi li invitate soltanto a farsi strada.

I Ragazzi di Paese

Contorti e il Gioco

I RAGAZZI DI PAESE CONTORTI Dopo l'istituzione della scuola media a Vicchio arrivarono a Barbiana anche ragazzi di paese. Tutti bocciati, naturalmente. Erano contorti: consideravano il gioco e le vacanze un diritto, la scuola un sacrificio. Non avevano mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andarci è un privilegio. Il maestro per loro era dall'altra parte della barricata e conveniva ingannarlo. Cercavano perfino di copiare. Gli ci volle del tempo per capire che non c'era registro.

Il Galletto e le Materie

IL GALLETTO Anche sul sesso gli stessi sotterfugi. Credevano che bisognasse parlarne di nascosto. Se vedevano un galletto su una gallina si davano le gomitate come se avessero visto un adulterio. Sul principio era l'unica materia scolastica che li svegliasse: avevamo un libro di anatomia. Due pagine erano tutte consumate. Più tardi scoprirono che son belline anche le altre. Poi si accorsero che è bella anche la storia. Qualcuno non s'è più fermato. Ora gli interessa tutto. Fa scuola ai più piccini, è diventato come noi. Qualcuno invece siete riusciti a ghiacciarlo un'altra volta.

Le Bambine e il Razzismo

LE BAMBINE Delle bambine di paese non ne venne neanche una. Forse era la difficoltà della strada. Forse la mentalità dei genitori. Credono che una donna possa vivere anche con un cervello di gallina. I maschi non le chiedono d'essere intelligente. È razzismo anche questo. Ma su questo punto non abbiamo nulla da rimproverarvi. Le bambine le stimate più voi che i loro genitori.

Sandro e Gianni

SANDRO E GIANNI Sandro aveva 15 anni. I professori l'avevano giudicato un cretino. Volevano che ripetesse la prima per la terza volta. Gianni aveva 14 anni. I professori l'avevano sentenziato un delinquente. E non avevano tutti i torti, ma non è un motivo per levarselo di torno. Document shared on https://www.docsity.com/it/lettera-a-una-professoressa-sintesi-1/8146062/ Downloaded by: MeGei (mgpecchini@gmail.com)Né l'uno ne l'altro avevano intenzione di ripetere. Erano ridotti a desiderare l'officina. Sono venuti da noi solo perché noi ignoriamo le vostre bocciature e mettiamo ogni ragazzo nella classe giusta per la sua età. Si mise Sandro in terza e Gianni in seconda. È stata la prima soddisfazione scolastica della loro povera vita.

La Piccola Fiammiferaia

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA La seconda soddisfazione fu di cambiare finalmente programma. Il ragazzo sente le stesse cose fino alla noia e intanto cresce. Le cose gli diventano puerili tra le mani. Per esempio in prima gli avreste riletto per la seconda o terza volta la Piccola Fiammiferaia. Gianni non sapeva mettere l'acca al verbo avere. Ma del mondo dei grandi sapeva tante cose. Del lavoro, delle famiglie, della vita del paese. Qualche sera andava col babbo alla sezione comunista o alle sedute del Consiglio Comunale. Voi coi greci e coi romani gli avevate fatto odiare tutta la storia. Noi sull'ultima guerra si teneva quattr'ore senza respirare. A geografia gli avreste fatto l'Italia per la seconda volta. Avrebbe lasciato la scuola senza aver sentito rammentare tutto il resto del mondo. Gli avreste fatto un danno grave. Anche solo per leggere il giornale.

Non Ti Sai Esprimere

NON TI SAI ESPRIMERE Sandro in poco tempo s'appassionò a tutto. A giugno il «cretino» si presentò alla licenza e vi toccò passarlo. Gianni fu più difficile. Dalla vostra scuola era uscito analfabeta e con l'odio per i libri. Noi per lui si fecero acrobazie. Si riuscì a fargli amare non dico tutto, ma almeno qualche materia. Ci occorreva solo che lo riempiste di lodi e lo passaste in terza. Ci avremmo pensato noi in seguito a fargli amare anche il resto. Ma agli esami una professoressa gli disse: «Perché vai a una scuola privata? Lo vedi che non ti sai esprimere?» Lo so anch'io che Gianni non si sa esprimere. Battiamoci il petto tutti quanti. Ma prima voi che l'avevate buttato fuori di scuola l'anno prima. Bella cura la vostra.

Senza Distinzione di Lingua

SENZA DISTINZIONE DI LINGUA Cos'è la lingua corretta? Le lingue le creano i poveri e poi seguitano a rinnovarle all'infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfottere chi non parla come loro. O per bocciarlo. Voi dite che Pierino del dottore scrive bene. Per forza, parla come voi. Appartiene alla ditta. Invece la lingua che parla e scrive Gianni è quella del suo babbo. Quando Gianni era piccino chiamava la radio lalla. E il babbo serio. «Non si dice lalla, si dice aradio». Ora, se è possibile, è bene che Gianni impari a dire anche radio. La vostra lingua potrebbe fargli comodo. Ma intanto non potete cacciarlo dalla scuola. «Tutti i cittadini sono eguali senza distinzione di lingua». L'ha detto la Costituzione pensando a lui.

Burattino Obbediente

BURATTINO OBBEDIENTE Ma voi avete più in onore la grammatica che la Costituzione. E Gianni non è più tornato neanche da noi. Noi non ce ne diamo pace. Lo seguiamo di lontano. S'è saputo che non va più in chiesa, né alla sezione di nessun partito. Va in officina e spazza. Nelle ore libere segue le mode come un burattino obbediente. Voi di lui non sapete neanche che esiste.

L'Ospedale della Scuola

L'OSPEDALE Così è stato il nostro primo incontro con voi. Attraverso i ragazzi che non volete. L'abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. Richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all'infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo.

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