BES e progettazione di un intervento in ambito educativo, Presentazione

Slide sui Bisogni Educativi Speciali (BES) e la progettazione di un intervento in ambito educativo. Il Pdf, utile per la scuola superiore in Educazione civica, esplora strategie di intervento come la creazione di un clima inclusivo e l'adeguamento degli obiettivi didattici per gli alunni con disabilità.

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26 pagine

BES E PROGETTAZIONE DI UN
INTERVENTO IN AMBITO EDUCATIVO
Nadia Sacchetti
nadia_sacchetti@libero.it
Ogni studente suona il suo strumento,
non cè niente da fare. La cosa difficile
è conoscere bene i nostri musicisti
e trovare larmonia.
Una buona classe
non è un reggimento che marcia al passo,
è unorchestra che prova la stessa sinfonia.
E se hai ereditato il piccolo triangolo
che sa fare solo tin tin,
o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing,
la cosa importante è che lo facciano
al momento giusto, il meglio possibile,
che diventino un ottimo triangolo,
un impeccabile scacciapensieri,
e che siano fieri della qualità
che il loro contributo conferisce allinsieme.
Siccome il piacere dellarmonia
fa progredire tutti,
alla fine anche il piccolo triangolo
conoscerà la musica,
forse non in maniera brillante
come il primo violino,
ma conoscerà la stessa musica.
Daniel Pennac

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Anteprima

BES e Progettazione di un Intervento Educativo

Nadia Sacchetti nadia_sacchetti@libero.it

"Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme. Siccome il piacere dell'armonia fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica." Daniel Pennac

Bisogni Educativi Speciali

L'espressione "Bisogni Educativi Speciali" (BES) riguarda: "Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" Secondo quanto previsto dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, «L'area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse».

Nella recente bozza di decreto-legge "La Buona Scuola", presentata il 12 marzo 2015, si legge: «All'individuazione dell'alunno come persona con disabilità ed all'acquisizione della relativa documentazione, fa seguito un piano educativo individualizzato (PEI), alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona con disabilità, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, i docenti curricolari delle singole classi e il personale docente specializzato della scuola.»

Quali Alunni con BES

Alunni con disabilità: per questi alunni esiste documentazione medica - punto a) "Buona Scuola";

  • alunni con disturbi evolutivi specifici: anche per questi alunni esiste documentazione medica - punto b) "Buona Scuola";
  • alunni con svantaggio socio-economico, linguistico o culturale previsto dalla Dir. Min. del 27 dicembre 2012 e dalla Circolare n. 8 del 6 marzo 2013; per questi alunni può esistere documentazione medica, pedagogica e didattica, nonché segnalazione dei servizi sociali - punto c) "Buona Scuola".

Funzioni del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione

  • Occuparsi della rilevazione dei BES presenti nella scuola;
  • Programmare un utilizzo funzionale delle risorse presenti nella scuola (laboratori, strumenti, risorse umane ... ) per la realizzazione di un progetto di inclusione condiviso con docenti, le famiglie e i servizi socio- sanitari;
  • Predisporre un piano di intervento, con i vari Consigli di classe, per gli alunni con disabilità;
  • Predisporre un piano di intervento, con i vari Consigli di classe, per gli alunni con BES a vario titolo - DSA, DDAI (disturbi di attenzione e iperattività - inglese ADHD), altri BES;
  • Occuparsi di rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
  • Raccogliere e coordinare le proposte formulate dai singoli GLH operativi sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell'Art. 1 comma 605 lettera b della Legge 296/06, tradotte in sede di definizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), come stabilito dall'Art. 10 comma 5 della Legge n. 122 del 30 luglio 2010;
  • Elaborare una proposta di Piano Annuale per l'Inclusività (PAI, che è parte integrante del POF) riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di giugno).

Strategie di Intervento

  • Creare un clima inclusivo La condizione imprescindibile per realizzare progetti di integrazione è che il disabile si senta "accolto" nella classe. Non ha senso, infatti, parlare di adeguamento di obiettivi e di materiali ai bisogni del disabile, se non si è creato un clima di accettazione reciproca nel rispetto delle differenze individuali.
  • Adeguare gli obiettivi del disabile agli obiettivi della classe L'adeguamento del percorso didattico del disabile a quello della classe potrebbe essere una buona occasione, per gli insegnanti, per riflettere su quale modello didattico utilizzare per agevolare l'integrazione. Per:
    1. la sostituzione: l'obiettivo non si semplifica, ma si cura soltanto l'accessibilità della richiesta per consentirne la comprensione e facilitarne di conseguenza la risposta;
    2. la facilitazione: l'obiettivo viene ricontestualizzato (proposto da altre persone, in un ambiente concreto legato al contesto di richiesta, con tecnologie più motivanti e interattive, con modalità relazionali più motivanti), semplificato nei tempi e negli spazi, arricchito con altri tipi di stimoli;
    3. la semplificazione: l'obiettivo viene semplificato nella comprensione, nell'elaborazione e/o nella risposta;

3. la scomposizione nei nuclei fondanti: l'obiettivo, magari complesso, viene ricondotto al significato essenziale per essere compreso o tradotto in un obiettivo più accessibile in un processo di avvicinamento ai nuclei fondanti di ogni disciplina relativi ai processi cognitivi tipici del sapere piuttosto che ai prodotti (nozioni);

4. la partecipazione alla cultura del compito: l'obiettivo diventa trovare occasioni per far partecipare l'alunno a dei momenti significativi di elaborazione e di utilizzo delle competenze curricolari in modo da poter sperimentare la "cultura del compito".

  • Adeguare gli obiettivi della classe alle esigenze del disabile Se gli sforzi di adeguamento delle attività della classe vengono richiesti solo all'alunno disabile, non possiamo parlare di una vera integrazione. Questa infatti, come abbiamo già precisato , richiede sia al gruppo accogliente che all'allievo inserito una serie di cambiamenti capaci di consentire loro occasioni di collaborazione e aiuto reciproco.
  • Semplificare e organizzare i materiali di studio La programmazione didattica individualizzata dovrebbe prevedere le programmazioni disciplinari differenziate solo nel livello di complessità. Il più delle volte, però, i materiali didattici della classe non sono adatti all'alunno disabile. Le alternative allora sono due: o si fa ricorso a materiale strutturato facilmente reperibile presso distributori specializzati, oppure si utilizzano materiali non strutturati, semplificando e organizzando i materiali della classe. Il materiale strutturato è rappresentato da testi specializzati, schede, giochi didattici, etc.
  • Differenziare la mediazione didattica Utilizzare modalità diverse di presentazione dei contenuti costituisce sicuramente uno dei numerosi tentativi che l'insegnante può realizzare per migliorare le condizioni dell'apprendimento. Queste diverse modalità vengono denominate in letteratura come "mediatori didattici". Per mediatore didattico si intende tutto ciò che l'insegnante intenzionalmente mette in atto per favorire l'apprendimento degli alunni.
  • Utilizzare metodi di insegnamento alternativi, anche mediati da pari Le modalità di intervento che più frequentemente vengono utilizzate sono:
  • Intervento "in classe" in situazione di lavoro diretto con l'alunno o a "distanza" ; in questo secondo caso si cerca di evitare o disincentivare la dipendenza dell'alunno dall'insegnante e stimolare momenti di lavoro autonomo, quando l'alunno sia in grado di gestirli. Tale situazione può inoltre incentivare la comunicazione anche in alunni che non posseggano appieno gli strumenti verbali.
  • Interventi individuali, anche esternamente alla classe, finalizzati ad obiettivi connessi allo sviluppo dell'autonomia, che necessitino di attenzione e concentrazione difficili da ottenere in una situazione con numerose presenze.
  • Intervento in piccolo gruppo (l'alunno disabile e due/tre compagni) finalizzati ad attività che possono essere svolte insieme. Sono state realizzate molte ricerche, italiane e straniere, che dimostrano l'utilità dell' insegnamento mediato da pari con studenti con capacità e interessi diversi. Si tratta di una serie di modalità alternative di insegnamento nelle quali gli studenti rivestono il ruolo di facilitatori dell'apprendimento dei compagni.

Cooperative Learning

Gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento. L'insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attività, strutturando "ambienti di apprendimento" in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni attività di apprendimento in un processo di "problem solving di gruppo", conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale di tutti.

Vantaggi del Cooperative Learning

  • migliori risultati degli studenti: tutti gli studenti lavorano più a lungo sul compito e con risultati migliori, migliorando la motivazione intrinseca e sviluppando maggiori capacità di ragionamento e di pensiero critico;
  • relazioni più positive tra gli studenti: gli studenti sono coscienti dell'importanza dell'apporto di ciascuno al lavoro comune e sviluppano pertanto il rispetto reciproco e lo spirito di squadra;
  • maggiore benessere psicologico: gli studenti sviluppano un maggiore senso di autoefficacia e di autostima, sopportano meglio le difficoltà e lo stress.

Che Cos'è la Progettazione

Riflessione sulle azioni da mettere in campo per migliorare l'educazione e le azioni con finalità educative. ->PRO-JECTUM dal latino 'gettare avanti' La progettazione rappresenta lo strumento con il quale ogni gruppo di lavoro riesce a dare coerenza e significato all'agire educativo ed è caratterizzata da una notevole flessibilità per adattarsi, all'interno di una precisa cornice pedagogica di riferimento, ai continui mutamenti che influiscono sia sull'ambiente familiare che sul contesto educativo dei servizi.

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