BES e Progettazione di un Intervento Educativo
Nadia Sacchetti
nadia_sacchetti@libero.it
"Ogni studente suona il suo strumento,
non c'è niente da fare. La cosa difficile
è conoscere bene i nostri musicisti
e trovare l'armonia.
Una buona classe
non è un reggimento che marcia al passo,
è un'orchestra che prova la stessa sinfonia.
E se hai ereditato il piccolo triangolo
che sa fare solo tin tin,
o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing,
la cosa importante è che lo facciano
al momento giusto, il meglio possibile,
che diventino un ottimo triangolo,
un impeccabile scacciapensieri,
e che siano fieri della qualità
che il loro contributo conferisce all'insieme.
Siccome il piacere dell'armonia
fa progredire tutti,
alla fine anche il piccolo triangolo
conoscerà la musica,
forse non in maniera brillante
come il primo violino,
ma conoscerà la stessa musica."
Daniel Pennac
Bisogni Educativi Speciali
L'espressione "Bisogni Educativi Speciali" (BES) riguarda:
"Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e
organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica"
Secondo quanto previsto dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre
2012, «L'area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di
quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni
classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale
attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale,
disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici,
difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua
italiana perché appartenenti a culture diverse».
Nella recente bozza di decreto-legge "La Buona Scuola", presentata
il 12 marzo 2015, si legge:
«All'individuazione dell'alunno come persona con disabilità ed
all'acquisizione della relativa documentazione, fa seguito un piano
educativo individualizzato (PEI), alla cui definizione provvedono
congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona
con disabilità, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per
ciascun grado di scuola, i docenti curricolari delle singole classi e il
personale docente specializzato della scuola.»
Quali Alunni con BES
Alunni con disabilità: per questi alunni esiste documentazione
medica - punto a) "Buona Scuola";
- alunni con disturbi evolutivi specifici: anche per questi alunni
esiste documentazione medica - punto b) "Buona Scuola";
- alunni con svantaggio socio-economico, linguistico o culturale
previsto dalla Dir. Min. del 27 dicembre 2012 e dalla Circolare n. 8
del 6 marzo 2013; per questi alunni può esistere documentazione
medica, pedagogica e didattica, nonché segnalazione dei servizi
sociali - punto c) "Buona Scuola".
Funzioni del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione
- Occuparsi della rilevazione dei BES presenti nella scuola;
- Programmare un utilizzo funzionale delle risorse presenti nella scuola
(laboratori, strumenti, risorse umane ... ) per la realizzazione di un
progetto di inclusione condiviso con docenti, le famiglie e i servizi socio-
sanitari;
- Predisporre un piano di intervento, con i vari Consigli di classe, per gli
alunni con disabilità;
- Predisporre un piano di intervento, con i vari Consigli di classe, per gli
alunni con BES a vario titolo - DSA, DDAI (disturbi di attenzione e
iperattività - inglese ADHD), altri BES;
- Occuparsi di rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di
inclusività della scuola;
- Raccogliere e coordinare le proposte formulate dai singoli GLH operativi
sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell'Art. 1 comma 605
lettera b della Legge 296/06, tradotte in sede di definizione del Piano
Educativo Individualizzato (PEI), come stabilito dall'Art. 10 comma 5
della Legge n. 122 del 30 luglio 2010;
- Elaborare una proposta di Piano Annuale per l'Inclusività (PAI, che è
parte integrante del POF) riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere
al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di giugno).
Strategie di Intervento
- Creare un clima inclusivo
La condizione imprescindibile per realizzare progetti di integrazione
è che il disabile si senta "accolto" nella classe. Non ha senso,
infatti, parlare di adeguamento di obiettivi e di materiali ai bisogni
del disabile, se non si è creato un clima di accettazione reciproca
nel rispetto delle differenze individuali.
- Adeguare gli obiettivi del disabile agli obiettivi della classe
L'adeguamento del percorso didattico del disabile a quello della classe
potrebbe essere una buona occasione, per gli insegnanti, per riflettere su
quale modello didattico utilizzare per agevolare l'integrazione. Per:
- la sostituzione: l'obiettivo non si semplifica, ma si cura soltanto
l'accessibilità della richiesta per consentirne la comprensione e
facilitarne di conseguenza la risposta;
- la facilitazione: l'obiettivo viene ricontestualizzato (proposto da altre
persone, in un ambiente concreto legato al contesto di richiesta, con
tecnologie più motivanti e interattive, con modalità relazionali più
motivanti), semplificato nei tempi e negli spazi, arricchito con altri
tipi di stimoli;
- la semplificazione: l'obiettivo viene semplificato nella comprensione,
nell'elaborazione e/o nella risposta;
3. la scomposizione nei nuclei fondanti: l'obiettivo, magari
complesso, viene ricondotto al significato essenziale per essere
compreso o tradotto in un obiettivo più accessibile in un processo di
avvicinamento ai nuclei fondanti di ogni disciplina relativi ai
processi cognitivi tipici del sapere piuttosto che ai prodotti
(nozioni);
4.
la partecipazione alla cultura del compito: l'obiettivo diventa
trovare occasioni per far partecipare l'alunno a dei momenti
significativi di elaborazione e di utilizzo delle competenze
curricolari in modo da poter sperimentare la "cultura del compito".
- Adeguare gli obiettivi della classe alle esigenze del disabile
Se gli sforzi di adeguamento delle attività della classe vengono
richiesti solo all'alunno disabile, non possiamo parlare di una vera
integrazione. Questa infatti, come abbiamo già precisato , richiede
sia al gruppo accogliente che all'allievo inserito una serie di
cambiamenti capaci di consentire loro occasioni di collaborazione e
aiuto reciproco.
- Semplificare e organizzare i materiali di studio
La programmazione didattica individualizzata dovrebbe prevedere
le programmazioni disciplinari differenziate solo nel livello di
complessità. Il più delle volte, però, i materiali didattici della
classe non sono adatti all'alunno disabile. Le alternative allora sono
due: o si fa ricorso a materiale strutturato facilmente reperibile
presso distributori specializzati, oppure si utilizzano materiali non
strutturati, semplificando e organizzando i materiali della classe.
Il materiale strutturato è rappresentato da testi specializzati,
schede, giochi didattici, etc.
- Differenziare la mediazione didattica
Utilizzare modalità diverse di presentazione dei contenuti
costituisce sicuramente uno dei numerosi tentativi che l'insegnante
può realizzare per migliorare le condizioni dell'apprendimento.
Queste diverse modalità vengono denominate in letteratura come
"mediatori didattici". Per mediatore didattico si intende tutto ciò
che l'insegnante intenzionalmente mette in atto per favorire
l'apprendimento degli alunni.
- Utilizzare metodi di insegnamento alternativi, anche mediati da
pari
Le modalità di intervento che più frequentemente vengono
utilizzate sono:
- Intervento "in classe" in situazione di lavoro diretto con l'alunno o
a "distanza" ; in questo secondo caso si cerca di evitare o
disincentivare la dipendenza dell'alunno dall'insegnante e
stimolare momenti di lavoro autonomo, quando l'alunno sia in
grado di gestirli. Tale situazione può inoltre incentivare la
comunicazione anche in alunni che non posseggano appieno gli
strumenti verbali.
- Interventi individuali, anche esternamente alla classe, finalizzati ad
obiettivi connessi allo sviluppo dell'autonomia, che necessitino di
attenzione e concentrazione difficili da ottenere in una situazione con
numerose presenze.
- Intervento in piccolo gruppo (l'alunno disabile e due/tre compagni)
finalizzati ad attività che possono essere svolte insieme.
Sono state realizzate molte ricerche, italiane e straniere, che
dimostrano l'utilità dell' insegnamento mediato da pari con studenti con
capacità e interessi diversi. Si tratta di una serie di modalità alternative
di insegnamento nelle quali gli studenti rivestono il ruolo di facilitatori
dell'apprendimento dei compagni.
Cooperative Learning
Gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere
obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro
apprendimento.
L'insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle
attività, strutturando "ambienti di apprendimento" in cui gli
studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni
attività di apprendimento in un processo di "problem solving di
gruppo", conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il
contributo personale di tutti.
Vantaggi del Cooperative Learning
- migliori risultati degli studenti: tutti gli studenti lavorano più a lungo sul
compito e con risultati migliori, migliorando la motivazione intrinseca e
sviluppando maggiori capacità di ragionamento e di pensiero critico;
- relazioni più positive tra gli studenti: gli studenti sono coscienti
dell'importanza dell'apporto di ciascuno al lavoro comune e sviluppano
pertanto il rispetto reciproco e lo spirito di squadra;
- maggiore benessere psicologico: gli studenti sviluppano un maggiore senso di
autoefficacia e di autostima, sopportano meglio le difficoltà e lo stress.
Che Cos'è la Progettazione
Riflessione sulle azioni da mettere in campo per migliorare l'educazione e
le azioni con finalità educative.
->PRO-JECTUM dal latino 'gettare avanti'
La progettazione rappresenta lo strumento con il quale ogni gruppo di
lavoro riesce a dare coerenza e significato all'agire educativo ed è
caratterizzata da una notevole flessibilità per adattarsi, all'interno di una
precisa cornice pedagogica di riferimento, ai continui mutamenti che
influiscono sia sull'ambiente familiare che sul contesto educativo dei
servizi.