Documento di Università sulla fissazione dei tessuti e il ruolo dell'HPV nel carcinoma della cervice uterina. Il Pdf, utile per studenti universitari di Biologia, esplora metodi di fissazione, procedure e il meccanismo molecolare di p16^INK4a, fornendo una spiegazione approfondita dei processi biologici e patologici.
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La fissazione è il primo e fondamentale passaggio nella preparazione di un campione istologico per l'osservazione al microscopio. Il suo scopo principale è preservare la struttura e la composizione chimica dei tessuti, evitando fenomeni di degradazione post-mortem e autolisi cellulare. Questo processo consente di mantenere le caratteristiche morfologiche e biochimiche del tessuto il più vicino possibile a quelle dello stato vivente. La fissazione ha diversi scopi principali:
Esistono diversi metodi di fissazione a seconda dello scopo dell'analisi:
a) Fissazione fisica > Consiste nell'utilizzo di agenti fisici per bloccare la degradazione del tessuto.
➢ Fissazione con il Criostato: la fissazione con il criostato è una tecnica che prevede il congelamento del tessuto seguito dal taglio di sezioni sottili in un ambiente a bassa temperatura. Si tratta di un Congelamento progressivo sulla piastra refrigerata del criostato (-20°C/-30℃). Questo metodo viene utilizzato principalmente per studi istologici, immunoistochimici ed enzimatici, poiché preserva le strutture biologiche senza introdurre alterazioni chimiche. Il criostato è un apparecchio costituito da:
È fondamentale l'utilizzo di crioprotettori (es. OCT, glicerolo, DMSO). Il tessuto viene immerso in un mezzo crioprotettivo per ridurre la formazione di cristalli di ghiaccio. L'OCT (Optimal Cutting Temperature Compound, è una resina) è uno dei più usati e consente un miglior ancoraggio al supporto del criostato.
b) Fissazione chimica > I fissativi chimici interagiscono con i componenti del tessuto, formando legami crociati che stabilizzano la struttura. Fissativi chimici principali:
a) Raccolta del Campione: il campione deve essere prelevato rapidamente dopo l'espianto per evitare fenomeni di autolisi e putrefazione. Il volume del fissativo deve essere almeno 10 volte superiore al volume del tessuto per garantire una penetrazione omogenea. b) Tempo di fissazione: dipende dal tipo di tessuto e dal fissativo utilizzato:
c) Modalità di fissazione
Retrazione del tessuto: Alcuni fissativi (es. alcool) causano disidratazione e restringimento del tessuto. Perdita di antigeni: Alcuni fissativi denaturano le proteine, compromettendo l'uso di tecniche immunoistochimiche. Modificazione della morfologia: Acidi forti come l'acido picrico possono alterare la struttura cellulare. La fissazione è un passaggio cruciale nella preparazione dei campioni istologici. La scelta del fissativo dipende dallo scopo dell'analisi e dalle caratteristiche del tessuto. Un protocollo ben eseguito garantisce la preservazione ottimale delle strutture cellulari e molecolari, consentendo analisi accurate sia in istologia classica che in tecniche avanzate come la microscopia elettronica o la immunoistochimica.
La colorazione è un passaggio fondamentale per visualizzare le strutture cellulari e tissutali al microscopio. Poiché molti componenti biologici sono trasparenti, l'uso di coloranti specifici permette di evidenziare nuclei, citoplasma, fibre connettivali, lipidi, carboidrati e altre strutture. I meccanismi con i quali i coloranti si legano ai costituenti dei tessuti sono sicuramente molteplici e in gran parte sconosciuti. Tuttavia, alcuni dei più importanti coloranti istologici formano legami elettrostatici, di tipo salino, con radicali ionizzabili delle macromolecole tipo proteine, acidi nucleici etc. Perciò, i coloranti sono fondamentalmente classificati in due categorie:
Colorazioni Standard (o Generali): utilizzate per evidenziare la morfologia generale dei tessuti.
➢ Ematossilina-Eosina (H&E): la più comune, colora il nucleo in blu/viola e il citoplasma in rosa. È una colorazione dicromica e combinata. Sfrutta due coloranti con affinità per diverse strutture cellulari:
➢ Azan-Mallory: evidenzia il tessuto connettivo in blu e i muscoli in rosso. L'Azan-Mallory è una colorazione tricromica che distingue bene i diversi componenti del tessuto:
> Colorazione di Van Gieson: questa colorazione usa una combinazione di acido picrico e fucsina acida per distinguere il collagene dal muscolo e dal citoplasma. Colorazione con Ematossilina di Weigert per evidenziare i nuclei; trattamento con soluzione di Van Gieson (acido picrico + fucsina acida); lavaggio, disidratazione e montaggio. Risultati della Van Gieson
Colorazioni Speciali: utilizzate per evidenziare specifici componenti tissutali.
➢ PAS (Acido Periodico di Schiff): colora i polisaccaridi e mucine in rosso-viola. La colorazione PAS (Acido Periodico di Schiff) è una tecnica di colorazione istologica utilizzata per evidenziare la presenza di polisaccaridi, glicoproteine e mucopolisaccaridi in diversi tessuti. Questa colorazione è particolarmente utile per lo studio di strutture come membrane basali, glicogeno, mucine e funziona come marker per alcune patologie. La colorazione PAS si basa sulla reazione tra l'acido periodico e i gruppi alcolici primari e secondari presenti nei polisaccaridi (come il glicogeno e le mucine). L'acido periodico ossida questi gruppi alcolici, creando un'aldeide. Successivamente, queste aldeidi reagiscono con il reagente Schiff, che colora le aldeidi di rosso-violaceo. Risultati della Colorazione PAS
La colorazione PAS è una tecnica estremamente utile per lo studio dei polisaccaridi, glicoproteine e mucopolisaccaridi. Le sue applicazioni vanno dalla diagnosi delle malattie metaboliche al riconoscimento di mucine in tessuti tumorali, fino all'analisi delle membrane basali e del glicogeno.
> Tricromica di Masson: distingue collagene (blu o verde), citoplasma (rosso) e nuclei (blu scuro o nero). > Reticolina: evidenzia le fibre reticolari in nero. > Sudan III e Oil Red O: colorano i lipidi in rosso: la colorazione cito/istochimica OIL RED-O è utilizzata per evidenziare i lipidi, sostanze solubili in solventi non polari e dunque insolubili in acqua. Questo colorante fa parte della categoria dei lisocromi, un gruppo di sostanze liposolubili che hanno la capacità di sciogliersi nelle molecole lipidiche trasmettendo loro la propria colorazione. Al microscopio i lipidi risulteranno di colore rosso-arancione, mentre i nuclei saranno di colore blu, grazie alla contro colorazione con ematossilina. La colorazione viene richiesta quando si sospetta la presenza di cellule contenenti lipidi. Per esempio, in tumori mesenchimali di sospetta derivazione adipocitica (liposarcomi). Oppure può essere utile per confermare l'accumulo di lipidi all'interno di cellule durante processi degenerativi/dismetabolici, come nella lipidosi epatica. La colorazione può essere eseguita su prelievi citologici essiccati all'aria o su pezzi istologici. Questi ultimi però non possono essere fissati