Disturbi del sistema nervoso centrale e applicazione della fitoterapia

Documento sui Disturbi del Snc. Il Pdf, un documento di Biologia per l'Università, esplora i disordini neurologici funzionali, l'azione dei neurotrasmettitori e l'efficacia di piante medicinali come iperico, zafferano e valeriana nel trattamento di ansia, depressione e insonnia.

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16 pagine

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Anteprima

DISTURBI DEL SNC

NEURO- TRASMETTITORE EFFETTO SULLA TRASMISSIONE SINAPTICA EFFETTO EMOTIVO

ACETILCOLINA, ADRENALINA, NORADRENALINA ECCITATORIE Determina REATTIVITA', STATO D'ALLARME, AZIONE, RABBIA e RANCORE

GLUTAMMATO ECCITATORIO Coinvolto nella MEMORIA, nell'APPRENDIMENTO, nella percezione del DOLORE

SEROTONINA ECCITATORIA Coinvolta nel SONNO, SESSO, APPETITO, UMORE

DOPAMINA ECCITATORIA Coinvolta nel senso di BENESSERE, PIACERE, MOVIMENTO

GABA, GLICINA INIBITORIE Coinvolti negli stati DEPRESSIVI, CHIUSURA IN SE STESSI

Disordini neurologici funzionali

  • Disturbi depressivi e dell'umore: iperico, zafferano, griffonia
  • Disturbi di ansia e insonnia: valeriana, lavanda
  • Stress mentale: lavanda, papavero della California, withania
  • Disturbi vascolari e infiammatori: tanaceto, caffeina, ergotamina
  • Demenze: ginko, melissa, salvia

DISTURBI DEPRESSIVI

DISTURBI DEPRESSIVI: depressione maggiore, depressione minore e disturbo distimico (disturbi dell'umore), la fitoterapia agisce sugli ultimi due quindi sulla depressione minore e su minimi disturbi dell'umore.

IPERICO: PLASTICITÀ SINAPTICA

Effetto acuto Inibizione ricaptazione Aumento livelli neurotrasmettitori Adattamento aumento 5-HT1, 5-HT 2+ 1 diminuzione „D1 Effetto antidepressivo

Iperico: o erba di San Giovanni. Glicosidi antrachinonici o naftodiantroni (ipericina), iperforina e flavonoidi (iperoside) e poi l'olio essenziale. Le sommità fiorite non devono contenere meno dello 0,08% di ipericine totali espresse come ipericina. Attività attribuita all'intero fitocomplesso. Marker: ipercina, iperforina. Uso: per l'insonnia e l'inquietudine nervosa, ma anche come impiego dermatologico dell'olio. Meccanismo dell'azione antidepressiva: inibizione delle MAO. L'iperofrina inibisce la ricaptazione delle catecolammine e questo potenzia la neurotrasmissione.Plasticità sinaptica e adattamento: in seguito allo stimolo da un trattamento è in grado di rimodellare le sinapsi potenziando la risposta a quel trattamento. L'effetto di inibizione di ricaptazione dell'iperico stimola anche la sintesi di nuovi recettori per i neurotrasmettitori, è una forma di adattamento allo stimolo dovuto alla presenza dei neurotrasmettitoriali a livello sinaptico. L'aumentata sintesi aumenta anche la riposta al trattamento contribuendo e potenziando l'effetto nel tempo. L'effetto non si manifesta all'istante, il sistema ha bisogno del tempo per rimodulassi e adattarsi per rispondere al meglio a quel dato trattamento (gli antidepressivi non hanno un effetto immediato ma abbiamo una latenza di circa 3 settimane).

Evidenze clincihe: l'effetto dell'iperico è confrontabile con i farmaci antidepressivi. Utilizzata per depressione medio moderata. Nella depressione maggiore l'effetto non è promettente.

L'iperforina è il composto responsabile dell'inibizione della ricaptazione. Ma abbiamo maggiore effetto e sinergismo tra i fitocostituenti nel fitocomplesso.

Problemi: sintomi gastrointestinali, reazioni allergiche, fotosensibilizzazione legato all'ipericina, interazioni farmacologiche: induce la glicoproteina P e induzione enzimatica, riduce la biodisponibilità di altri farmaci. L'iperforina attiva un recettore, viene internalizzato e a livello nucleare attiva la sintesi degli enzimi del citocromo e dei trasportatori di membrana (glicoproteina p) che si riflette in un aumentato metabolismo ed escrezione dei farmaci quindi ridotta biodisponibilità ..

Interazioni farmacodinamiche: inibitori della ricaptazione della serotonina, porta alla sindrome serotoninergica.

Preparati: nervaxon e quiens sono farmaci. Abbiamo anche integratori alimentari.

EMA: Uso tradizionale per il trattamento i fasi di affaticamento mentale e stress mentale. Mentre l'uso consolidato per il trattamento di episodi espressivi da lievi a moderati. E per il trattamento a breve termine legati a disordini depressivi lievi (disturbi dell'umore).

Zafferano

Zafferano: contiene carotenoidi, eteroside amaro (picrocina).

Proprietà: effetto ansiolitico, anti Parkinson, anti Alzheimer, anti depressivo.

Effetti: Inflammation Crocina e crocetina hanno effetti antinfiammatori in modelli sperimentali Oxidative stress Crocina, crocetina, safranale Depression HPA-axis Saffron Safranale e crocina prevengono l'innalzamento dei livelli di cortisolo in risposta allo stress BDNF levels Un estratto acquoso di zafferano innalza i livelli di BDNF nell'ippocampo

Evidenze cliniche: limiti metodologici per depressione. Effetto antidepressivo per depressione lieve significativo solo rispetto al placebo. Effetto positivo sull'ansia rispetto al placebo.

Griffonia

Griffonia: si ritrova in integratori come droga antidepressiva. La parte della pianta utilizzata sono i semi maturi. È una fonte di triptofano che è il precursore della serotonina, il triptofano attraversa la barriera ematoencefalica e a livello dei neuroni viene convertito in serotonina. C'è il rischio di sindrome serotoninergica se in associazione con inibitori della ricaptazione della serotonina.

LEZIONE 30 FITOTERAPIA

DISTURBI DI ANSIA E INSONNIA

  • Ansia: emozione simile alla paura, priva del fattore scatenante. Sintomi: tristezza, disagio, insonnia. Gli eventi che scatenano l'ansia sono diversi. L'ansia funzionale è legata alla normale reattività, ma abbiamo anche un'ansia conseguente a delle patologie (ansia patologica). Stati di ansia come attacchi di panico, ansia generalizzata, disturbi ossessivo- complivi, disturbi post traumatici da stress e disturbi correlati alle fobie.
  • Insonnia: alterazione del normale ciclo sonno-veglia che può essere causa di disturbi di ansia, o una conseguenza. Può essere trattato con la fitoterapia, ma bisogna prima definire prima il quadro patologico. Parliamo di disturbo del sonno quando c'è una difficolta nell'addormentamento, quando il sonno è alternato, quando si ha un risveglio precoce, inversione del ritmo sonno-veglia. L'insonnia può essere fisiologica o conseguenza di stimoli di natura differente, quando il disturbo si protrae nel tempo allora in quel caso è importante ripristinare un equilibrio del sonno.

Il primo approccio è l' "igiene del sonno" prima di ricorrere all'approccio fitoterapico e farmacologico, è necessario ristabilire una regolarità nei ritmi della vita, ricorrendo all'attività fisica, alla giusta alimentazione che può favorire lo stato di rilassamento (i carboidrati sono dei cibi eccitanti e rendono difficoltoso l'addormentamento) e si valuta l'atmosfera per conciliare il sonno.

DROGHE

Kava

Kava: si utilizzano le parti ipogee, utilizzata tradizionalmente con diverse funzioni a supporto delle funzioni cognitive (uso rilassante o ricreazionale, e stimolante delle funzioni congitive).

Componenti: resina contenente lato i come la kavaina, diidrokavaina. Poi abbiamo dei pigmenti colorati, olio essenziale e delle mucillagini. I lattoni sono i kavalattoni sono importanti in questa droga.

Meccanismo: i lattoni favoriscono il legame del GABA con il suo recettore GABA A (Aumentano l'affinità), la kavaina è un modulatore allosterico del recettore, si lega ad un sito accessorio del recettore e porta ad un cambiamento conformazionale del recettore che ne aumenta l'affinità per il ligando GABA. Questi composti sono anche modulatori dei canali ionici del sodio e il canale del calcio, potenziano quindi la trasmissione GABAergica perché riducono l'eccitabilità neuronale.

Uso: per il trattamento dei disturbi di ansia (Effetto ansiolitico) e anestetica locale (per l'inibizione dei canali), effetto miorilassante (per effetto dei canali del calcio).

Evidenza clinica: Metanalisi in cui si valuta l'effetto dell'estratto WS1490 rispetto al placebo, abbiamo un'efficacia del trattamento rispetto all'assenza del trattamento. Conclusione: l'uso della kava può essere utile per i disturbi di ansia per trattamenti ripetuti. Non abbiamo azione ansiolitica paragonabile all'uso del farmaco ma il trattamento ripetuto migliora la sintomatologia dell'ansia e può ridurre i sintomi associati al disturbo.

EMA: la monografia riporta le indicazioni degli studi clinici già commentati.

Problema: reazioni avverse: alcune legate all'iter azione farmacologica, ma anche reazioni di epatotossicità che si verificavano in estratti con solventi che concentravano i kavalattoni, quindi ci sono dei livelli di kavalattoni che in alcuni soggetti sensibili inducono reazioni di epatotossicità. Il polimorfismo genetico: alcuni polimorfismi del citocromo aumentavano la suscettibilità all'azione epatotossicità specialmente nelle popolazioni occidentali. Bisogna quindi prima definire i requisiti di qualità di questa droga, definire i livelli sicuri di kavalattoni per poterla sfruttare per il trattamento dei disturbi dell'ansia.

Valeriana

Valeriana: valeriana officinalis, famiglia valerianaceae. Il tempo balsamico della droga può comportare variazioni nei livelli dei costituenti della droga. La parte della pianta che ci interessa è la radice (parte ipogea), la farmacopea ci dice che deve contenere non meno dello 0,4% di olio essenziale e non meno dello 0,17% di acidi sesquiterpenici espressi come equivalenti di acido valerenico (composto di riferimento per la titolazione della valeriana, ed è il composto che è alla base degli effetti della valeriana).

Componenti: olio essenziale, poi una classe di composti che sono degli iridoidi (inseriti nel gruppo dei derivati dei monoterpeni) e sono i valepotriati, valtrato, isovaltrato e acevaltrato che sono composti che subiscono rapidamente un processo di degradazione a baldrinali e omobaldrinali. Ci sono anche flavonoidi e lignani. Composti interessanti per l'attività farmacologica: non è noto un principio attivo ma l'attività si riconduce al fitocomplesso.

  • Valepotriati: li troviamo solo nella droga fresca e dopo la raccolta vanno incontro a degradazione e si formano i corrispondenti metaboliti, i valepotriati sono composti instabili e non sono direttamente responsabili dell'attività, ma lo sono i loro prodotti di degradazione. I valepotriati sono citotossici, ma la loro instabilità porta alla formazione di metaboliti che perdono il potenziale citotossico.
  • Acido isoalerico: si forma in seguito alla raccolta della droga, responsabile dell'odore nauseabondo della droga essiccata.
  • Acido valerenico: l'acido valerenico è utilizzato per la titolazione e per analizzare il meccanismo di azione della droga.

Meccanismo: l'acido valerenico modula la trasmissione GABAergica (market farmacologico). I valepotriati aumentano l'affinità del GABA per il recettore (migliore legame e potenzia la trasmissione), inibiscono l'enzima responsabile della degradazione del GABA, e sono induttori dell'enzima che porta alla sintesi del GABA. Quindi abbiamo una conseguente potenziamento della neurotrasmissione GABAergica (azione multitarget).

Evidenza clinica: metanalisi, non abbiamo una reale efficacia del prodotto per l'ansia. Altri studi studiano preparati diversi per scoprire che la radice polverizzata è più efficace dell'estratto. Si può parlare di un miglioramento della sintomatologia ma non di un vero effetto ansiolitico. Per l'effetto ipnotico e miglioramento del disturbo del sonno gli studi sono a favore della valeriana, l'uso della valeriana richiede un uso continuativo e costante associato ad un igiene del sonno e i primi segni di miglioramento si hanno dopo una settimana. La valeriana è stata studiata in associazioni: con luppolo migliora il sonno, con melissa abbiamo dei risultati positivi per ansia e insonnia.

EMA: uso tradizionale e uso consolidato. Per l'uso consolidato l'estratto utilizzato è in etanolo (40-70%) con un DER 3-7:1, ci dice quanto è concentrato, non è molto concentrato). Uso consolidato: l'estratto può essere utile per alcuni disturbi minori del SNC e per i disturbi del sonno. Uso tradizionale: vari estratti per stress mentale e disturbi del sonno. Non si parla mai di effetto ansiolitico perché le evidenze cliniche sono contrastanti e non supportano questa attività.

Uso: medicinale (fitoterapico) e integratore alimentare di valeriana.

Luppolo

Luppolo: famiglia delle cannabaceae, interesse per le infiorescenze femminile di luppolo (coni) utilizzati nel processo di distillazione per produrre la birra, ma anche per la produzione di estratti. Interessante per il trattamento dell' insonnia.

Componenti: olio essenziale con componenti come mono e sesqiterpeni, una resina che contiene componenti acide (in particolare per la produzione della birra sono interessanti gli alfa e beta acidi: lupulone e umulone).

Meccanismo: Umulone studiato come modulatore del recettore GABA, interagisce direttamente con il recettore GABA A come agonista. Lupulone è in grado di attivare i canali TRPC6 e di inibire i trasportatori delle monoammine endogene.

Evidenze cliniche: prodotto conteneva luppolo in associazione con altre componenti, non ci sono studi sul luppolo preso singolarmente.

EMA: uso tradizionale come supporto alle funzioni cognitive in caso di stress mentale e disturbi del sonno.

Associazione valeriana-luppolo

Associazione valeriana-luppolo: l'EMA riporta una monografia con un uso consolidato, è un'associazione di due estratti di luppolo e valeriana, estratti in etanolo con un DER molto simile (4:8, 4:7). Per l'uso consolidato si parla di disturbi del sonno e per uso tradizionale per lo stress mentale (Aspetto meno definito e più generico). Prodotto: valeriana e luppolo dispert: medicinale vegetale di uso consolidato.

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