Storia della fotografia: Henri Cartier-Bresson e Robert Capa

Slide sulla Storia della Fotografia, concentrandosi sulle origini del termine e sul contributo di figure chiave come Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Il Pdf, adatto per la scuola superiore e la materia Arte, descrive le loro vite e opere significative, evidenziando l'impatto sul fotogiornalismo e sulla fotografia in generale.

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27 pagine

STORIA DELLA FOTOGRAFIA
La nascita di una nuova arte
Una foto non si scatta, si crea.
(Ansel Adams)
La parola fotograa deriva dal greco antico ed è
composta dai due termini φῶς (phôs, pronuncia fos),
luce
e γραφή (graphè, pronuncia grafé), scrittura o disegno.
Quindi, scrittura eseguita con la luce.
Una sintesi ecace che riassume una procedura
complessa (basata su principi chimici e sici) e
aascinante.
Oggi, la “penna” con cui viene eettuata la scrittura
con la luce è la macchina fotograca, ma non è sempre
stato così.
COS’E’ LA FOTOGRAFIA: LE ORIGINI

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C - PHOTO BY PIXABAY

ENRON

La nascita di una nuova arte

STORIA DELLA FOTOGRAFIA

Una foto non si scatta, si crea. (Ansel Adams)

COS'E' LA FOTOGRAFIA: LE ORIGINI

La parola fotografia deriva dal greco antico ed è composta dai due termini põs (phôs, pronuncia fos), luce e ypań (graphè, pronuncia grafé), scrittura o disegno. Quindi, scrittura eseguita con la luce. Una sintesi efficace che riassume una procedura complessa (basata su principi chimici e fisici) e affascinante. Oggi, la "penna" con cui viene effettuata la scrittura con la luce è la macchina fotografica, ma non è sempre stato così.

LA PREISTORIA DELLA FOTOGRAFIA: LA CAMERA OBSCURA

La camera oscura (o camera ottica) è un dispositivo ottico il cui principio era conosciuto gia nel V sec a.C dai cinesi e che utilizzarono anche greci e arabi. E' composto da una scatola oscurata con un foro sul fronte e un piano di proiezione dell'immagine sul retro. Essa è alla base della fotografia e precorritrice della fotocamera. L'invenzione a cui fu dato questo nome dal matematico Keplero, avvenne nel Quattrocento in funzione agli studi sulla PROSPETTIVA e divenne uno strumento indispensabile per architetti e pittori. Nel corso del tempo la camera obscura assunse molte forme diverse: poteva essere una carrozza oscurata, una tenda o una semplice scatola sulla quale la luce entra da un piccolo foro e proietta sul lato opposto un'immagine CAPOVOLTA: più il foro è piccolo, più l'immagine appare nitida e definita.

A D B Varie tipologie di camera A Fig . 47. B gettyimages DEA PICTURE LIBRARY 930121322

L'INVENTORE DEL PRIMO MODELLO DI FOTOCAMERA PORTATILE: JOHANN ZAHN

Nel 1685 l'inventore tedesco Johann Zahn creò la prima (camera oscura) reflex, ovvero una camera oscura in cui al suo interno uno specchio posto a 45° permetteva di raddrizzare l'immagine proveniente dall'obiettivo e la proiettava dritta sul vetro smerigliato, sul quale i pittori potevano appoggiare il loro foglio per riprodurre i paesaggi ripresi. La nostra camera oscura è ora pronta a riprodurre con una buona qualità le immagini ad essa esterne ma non è ancora possibile fissarle automaticamente sul foglio sul quale esse vengono proiettate. B MG

GLI ESPERIMENTI CHIMICI E L'ALCHIMIA

Dalla fine del '700 numerosi inventori e scienziati si cimentarono nella ricerca di un modo per rendere le immagini proiettate dalla camera oscura, PERMANENTI: vengono scoperti materiali FOTOSENSIBILI che permettevano di IMPRESSIONARE una superficie ma l'immagine spariva appena questa veniva esposta alla luce del sole. ANDIAMO PER GRADI: Cosa sono i MATERIALI FOTOSENSIBILI? Sono quelle sostanze chimiche che permettono alla luce di modificare la loro struttura e diventare scure con la luce. E cosa significa IMPRESSIONARE? Già alla fine del Medioevo gli ALCHIMISTI, facendo riscaldare il CLORURO DI SODIO (sale da cucina) insieme all'ARGENTO avevano scoperto che il sale liberava un gas, IL CLORO, il quale combinandosi con l'argento, provocava la formazione del CLORURO D'ARGENTO che è bianco al buio ma diventa violetto o quasi nero se esposto ai raggi del sole. Cospargendo una superficie (metallo, vetro, carta ... ) di cloruro d'argento essa diventava fotosensibile e poteva essere impressionata.

I PIONIERI DELLA FOTOGRAFIA: NIéPCE - DAGUERRE - TALBOT

I PIONIERI

Scheda riassuntiva

CHI: Joseph Nicéphore Niepce QUANDO: 1826 COSA: È il primo ad ottenere un'immagine fotografica stabile NOME: Eliografia IN CHE MODO: Otto ore di esposizione Bitume di Giudea Su lastra di peltro Immagine direttamente positiva

1)Joseph Nicéphore Niépce. 2) Veduta della finestra a Le Gros (1826). CHI: Louis Jaques Mande Daguerre 1) LouisJaques Mandé Daguerre. QUANDO: 1839, gennaio COSA: NOME: IN CHE MODO: lastra argentata esposta ai vapori di iodio Fissaggio con cloruro di sodio (sale da cucina) o iposolfito di sodio Immagine direttamente positiva Esemplare unico CHI: QUANDO: COSA: NOME: IN CHE MODO: William Henry Fox Talbot 1839, gennaio È il primo a presentare l'invenzione con il passaggio negativo-positivo Calotipia Carta trasparente resa fotosensibile dal nitrato d'argento Fissaggio con cloruro di sodio (sale da cucina) o iposolfito di sodio Successiva stampa a contatto su carta Possibilità di stampare più copie dello stesso negativo 3 1) William Henry Fax Talbot. 2) La porta aperta (1844). 2) Veduta di Parigi (1839). È il primo a presentare l'invenzione Dagherrotipia

I PIONIERI DELLA FOTOGRAFIA: JOSEPH NICéPHORE NIéPCE E L'ELIOGRAFIA

La prima foto di Joseph Nicéphore Niépce Nel 1826 lo scienziato francese Joseph Nicéphore Niépce scattò la prima immagine permanente, intitolata Vista dalla finestra a Le Gras, nella casa di campagna della sua famiglia. Niépce produsse l'immagine - la vista del cortile e degli edifici circostanti dalla finestra al piano superiore della casa - esponendo per diverse ore una lastra di rame e argento ricoperta da uno strato di bitume in una camera obscura appoggiata al davanzale.Niépce si interessò delle proprietà fotosensibili del cloruro d'argento che abbandonò in favore del bitume di Giudea. Questa sostanza è un tipo di asfalto normalmente solubile nell'olio di lavanda, che indurisce se esposto alla luce. LASTRA ORIGINALE Come si può notare, il risultato non fu molto preciso, anche a causa della luce solare che ruotando nella lunga esposizione, produsse delle ombre irreali. Immagini migliori si ottennero su supporto in vetro, che permise di realizzare eliografie più definite.

I PIONIERI DELLA FOTOGRAFIA: LOUIS DAGUERRE e il DAGHERROTIPO

Nel 1829, Niepce entra in contatto con Daguerre artista, chimico e fisico francese : i due iniziano a lavorare al FISSAGGIO PERMANENTE DELLE IMMAGINI che apparivano nella camera obscura. Daguerre introdusse delle migliorie nel procedimento sfruttato da Niepce: fu così realizzata la prima foto della storia di un essere umano, che rimase ferma per tutti i 12 minuti di esposizione. Si pensa che la persona sia proprio Daguerre che, dopo aver puntato l'obiettivo è sceso in strada e si è messo in posa quei minuti necessari per rimanere impresso.Daguerre, alla morte di Niépce, pare abbia modificato il contratto che li vedeva soci per impossessarsi completamente dell'invenzione che chiamerà DAGHERROTIPO . Nel 1839, il dagherrotipo verrà ufficialmente presentato facendo di lui un uomo ricco e famoso: realizzò infatti il KIT DEL FOTOGRAFO dando a tutti coloro che se lo potevano permettere, la possibilità di realizzare fotografie da soli. Oltre alla macchina, abbastanza ingombrante, il kit comprendeva alcune lastre e le sostanze chimiche necessarie all'intero procedimento. a a 2 a 16874 a 168741 16 874 4 a 16974 a alamy a a a a a PROCEDES DU DAGUERREOTYPE Developpemcat el fixation des images. Une fois la plaque im pressionnce, l'image est développée au moyen de vapeurs de mer- cure. L . La plaque est Introduite, pour cela , dans une boite contenant du mercure chauf- re a 60º ; elle y est laissée deux minutes t observée par une fendire et l'operation est ou garnie d'un verre rouge. I d'argent est ensuite enleve Pd l'excès d'iodure tion d'hyposulfite de soude a dix pour cent. Apres rinçage de la plaque a l'eau, est avivde au moyen du sel d'or. Pour cette opération, la plaque est disposde sur un pied achlorurer, elle est arrosée d'une solution sel d'or et chauffée par I · dessous avec une lam pe à alcool ; a la place de l'or qui se depose sur l'ar. gent ; les blancs et les noirs sont r ces. Enfin la plaque est lavée at rento Image ID: B401T3 www.alamy.com le daguerreotype me duction de plus a alamy Daguerre par u une & e solu- a L'image lamy · mercure est dissout L'image ainsi obtenue est ala a a

I PIONIERI DELLA FOTOGRAFIA: WILLIAM FOX TALBOT E IL CALOTIPO

Al posto delle lamine metalliche utilizzate da Daguerre, Talbot impiegò carta da lettere di buona qualità, trattata con soluzioni ai sali d'argento. realizzò i primi NEGATIVI su carta, invenzione che traghetto la fotografia nel nuovo mondo della RIPRODUCIBILITA'. Infatti esponendo alla luce un secondo foglio di carta fotosensibile posto a contatto con il negativo, era infatti possibile ricavarne una COPIA POSITIVA: operazione ripetibile in modo virtualmente illimitato.

I GRANDI FOTOGRAFI: NADAR (1820~1910)

Dal punto di vista culturale la FOTOGRAFIA ebbe ripercussioni notevoli: ora era possibile avere un RITRATTO PERSONALE O DI FAMIGLIA anche senza essere particolarmente abbienti. Uno dei più famosi ritrattisti fu Gaspard-Félix Tournachon detto NADAR. Sin dal 1854 Nadar si dedicò al Panthéon Nadar, un'imponente galleria di foto dove passò in rassegna le maggiori personalità del tempo, come Charles Baudelaire, Gioachino Rossini ed Édouard Manet. Nel 1858 solcò con una mongolfiera i cieli di Parigi, e in questo modo poté sperimentare per la prima volta la fotografia aerea. Nadar fu anche l'inventore del FLASH al magnesio.

WardasCharles Baudelaire POETA Sarah Bernhardt ATTRICE Ritratti di NADAR Alexandre Dumas SCRITTORE con la moglie (C) WahodArt.com Gioacchino Rossini Claude Monet e Edouard Manet 9. Naway

I GRANDI FOTOGRAFI: ROGER FENTON (1829-1869) E LA FOTOGRAFIA DI GUERRA

La desolazione dopo la battaglia è stata documentata dal primo FOTOGRAFO DI GUERRA della Storia, Roger Fenton, inviato in Crimea (1853) per mostrare i successi dell'esercito di Sua Maestà con lo strumento più innovativo dell'epoca. Fenton viaggiava con un carro-laboratorio su cui preparava le lastre, sviluppava e stampava. Fotografare in quelle condizioni climatiche torride e pericolose era una sfida. Rientrò in patria pochi mesi dopo, con oltre trecento immagini. Poteva fotografare gli accampamenti e le navi militari in rada, ritrarre ufficiali e soldati. Ma come fare nel momento della battaglia? Non era possibile mettersi in mezzo ai cannoneggiamenti armato di treppiede e lastre di vetro. Sceglie di fotografare ciò che resta sul campo alla fine della battaglia. La morte, il silenzio, la luce fredda. Alberi spezzati, palle di cannone, solchi lasciati dai carri. Pare di sentire l'urlo del silenzio. L'ombra della morte si è stesa sulla valle.

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