Riassunto Oga: concetti chiave di economia aziendale

Documento di Università su Riassunto Oga: concetti chiave di economia aziendale. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, offre una panoramica sui bisogni umani, la struttura aziendale, la gestione, il rendiconto finanziario e la pianificazione pluriennale.

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15 pagine

RIASSUNTO OGA
Bisogni umani
I bisogni umani, definiti come sensazioni di insoddisfazione psico-fisica che spingono alla ricerca
di beni in grado di alleviarle. Questi bisogni si dividono in fisici, legati alla sopravvivenza, e psichici,
che includono sfere morali, culturali e relazionali. Non agiscono mai in modo isolato, ma sono
complementari e interdipendenti.
Il soddisfacimento dei bisogni si articola in due fasi principali. La fase cognitiva prevede la
selezione dei bisogni da soddisfare e la scelta dei mezzi più eicaci, mentre la fase operativa
riguarda la produzione, il consumo e lo scambio dei beni. Questa attività segue il principio
economico del minimo mezzo, cercando di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Azienda
Lazienda è uno strumento economico per produrre beni destinati a soddisfare i bisogni umani. E’
un sistema orientato verso un fine e si adatta all’ambiente economico e sociale.
Si distingue tra :
Aziende familiari : unità di consumo diretto
Aziende Produttive : unità di produzione per consumo indiretto
Aziende finanziarie : supportano la produzione e il consumo fornendo mezzi finanziari
Tipologie di aziende
-
Private : finalizzate alla soddisfazione di beni individuali
-
Pubbliche : orientate aò soddisfacimento di bisogni collettivi
-
Imprese : mirano al guadagno ( scopo di lucro)
-
Non imprese : orientate all’utilità generale ( associazioni, fondazioni )
Struttura aziendale
Lorganizzazione aziendale si basa su due pilastri fondamentali: il lavoro e il capitale. Il lavoro
comprende le attività di ideazione, direzione ed esecuzione, mentre il capitale si presenta
inizialmente come risorsa finanziaria per poi trasformarsi in beni e strumenti specifici. Ogni azienda
attraversa un ciclo vitale che inizia con la progettazione, passa per la raccolta di capitale e termina
con l’utilizzo dei fattori produttivi per raggiungere i propri obiettivi.
La gestione e l’equilibrio economico
La gestione aziendale è il cuore dell’attività economica e si basa sull’interazione dinamica tra
lavoro, capitale e organizzazione. Essa si sviluppa attraverso decisioni e operazioni che mirano a
realizzare gli obiettivi prefissati. Le decisioni riguardano la pianificazione e il controllo delle azioni,
mentre le operazioni consistono nell’attuazione concreta di tali scelte.
Lequilibrio economico è una condizione imprescindibile per la sopravvivenza dell’azienda, che
deve garantire che i ricavi siano pari o superiori ai costi. Oltre alla sostenibilità economica, si cerca
anche di raggiungere la redditività, intesa come capacità di generare utili. Questo equilibrio non si
limita al breve termine ma richiede una visione prospettica che consideri costi e ricavi futuri per
assicurare la crescita e lo sviluppo dell’azienda.
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I presupposti della progettazione organizzativa e la micro-struttura
La progettazione organizzativa si concentra sull’organizzazione del lavoro, definendo la
suddivisione dei compiti, i meccanismi di coordinamento e i flussi decisionali. La struttura
organizzativa si modella attraverso dimensioni orizzontali, verticali e temporali, adattandosi a
variabili esterne come l’ambiente, le risorse e la tecnologia.
A livello micro, l’organizzazione si concretizza nei compiti, ovvero nelle attività aidate a singoli
individui. Tali compiti devono essere progettati tenendo conto delle esigenze fisiche e
psicologiche delle persone, per garantire motivazione ed eicienza. La somma di più compiti
forma una mansione, che può essere ottimizzata attraverso interventi come la rotazione,
l’allargamento o l’arricchimento, con l’obiettivo di migliorare sia la produttività che la soddisfazione
dei lavoratori.
I compiti sono diversi dalle mansioni
L’eicacia e l’eicienza dell’organizzazione sono centrali per il raggiungimento degli obiettivi
aziendali. Leicacia si riferisce alla capacità di raggiungere risultati economici e sociali, mentre
l’eicienza si concentra sulla riduzione dei costi necessari per ottenere tali risultati. In un contesto
così complesso, l’organizzazione deve bilanciare le sue priorità e adattarsi continuamente per
rimanere competitiva e sostenibile.
Product Manager (PM) : è una figura centrale nella gestione dei prodotti di un’azienda , è
responsabile del successo di una linea di prodotti curando sia gli aspetti strategici che operativi
Esistono 2 tipi di Product Manager :
Tipo A ha una responsabilità completa di una linea di un prodotto (fatturato, margini ) , gestisce
budget elevati e influenza le strategie ed è un esempio di figura imprenditoriale interna all’azienda.
Tipo B ha una responsabilità più limitata ed è concentrato principalmente sul marketing , si occupa
di coordinare piani e budget finanziari , ha un maggior rischio di conflitti e stress per la minore
autorità.
Struttura a matrice
Adatta a servizi complessi con tecnologie avanzate e per la personalizzazione di un prodotto o
servizio
Struttura bidimensionale
Combina dimensioni economiche / tecniche (funzioni) e di mercato / prodotto (progetti o clienti)
Doppie linee di rapporto gerarchico
E’ un buon compromesso tra eicienza e flessibilità perchè massimizza competenze tecniche e
orientate al cliente e bilancia economica di scala con la personalizzazione.
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Anteprima

Bisogni umani

I bisogni umani, definiti come sensazioni di insoddisfazione psico-fisica che spingono alla ricerca di beni in grado di alleviarle. Questi bisogni si dividono in fisici, legati alla sopravvivenza, e psichici, che includono sfere morali, culturali e relazionali. Non agiscono mai in modo isolato, ma sono complementari e interdipendenti.

Il soddisfacimento dei bisogni si articola in due fasi principali. La fase cognitiva prevede la selezione dei bisogni da soddisfare e la scelta dei mezzi più efficaci, mentre la fase operativa riguarda la produzione, il consumo e lo scambio dei beni. Questa attività segue il principio economico del minimo mezzo, cercando di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Azienda

L'azienda è uno strumento economico per produrre beni destinati a soddisfare i bisogni umani. E' un sistema orientato verso un fine e si adatta all'ambiente economico e sociale.

Si distingue tra :

  • Aziende familiari : unità di consumo diretto
  • Aziende Produttive : unità di produzione per consumo indiretto
  • Aziende finanziarie : supportano la produzione e il consumo fornendo mezzi finanziari

Tipologie di aziende

  • Private : finalizzate alla soddisfazione di beni individuali
  • Pubbliche : orientate aò soddisfacimento di bisogni collettivi
  • Imprese : mirano al guadagno ( scopo di lucro)
  • Non imprese : orientate all'utilità generale ( associazioni, fondazioni )

Struttura aziendale

L'organizzazione aziendale si basa su due pilastri fondamentali: il lavoro e il capitale. Il lavoro comprende le attività di ideazione, direzione ed esecuzione, mentre il capitale si presenta inizialmente come risorsa finanziaria per poi trasformarsi in beni e strumenti specifici. Ogni azienda attraversa un ciclo vitale che inizia con la progettazione, passa per la raccolta di capitale e termina con l'utilizzo dei fattori produttivi per raggiungere i propri obiettivi.

La gestione e l'equilibrio economico

La gestione aziendale è il cuore dell'attività economica e si basa sull'interazione dinamica tra lavoro, capitale e organizzazione. Essa si sviluppa attraverso decisioni e operazioni che mirano a realizzare gli obiettivi prefissati. Le decisioni riguardano la pianificazione e il controllo delle azioni, mentre le operazioni consistono nell'attuazione concreta di tali scelte.

L'equilibrio economico è una condizione imprescindibile per la sopravvivenza dell'azienda, che deve garantire che i ricavi siano pari o superiori ai costi. Oltre alla sostenibilità economica, si cerca anche di raggiungere la redditività, intesa come capacità di generare utili. Questo equilibrio non si limita al breve termine ma richiede una visione prospettica che consideri costi e ricavi futuri per assicurare la crescita e lo sviluppo dell'azienda.

Progettazione organizzativa e micro-struttura

1I presupposti della progettazione organizzativa e la micro-struttura La progettazione organizzativa si concentra sull'organizzazione del lavoro, definendo la suddivisione dei compiti, i meccanismi di coordinamento e i flussi decisionali. La struttura organizzativa si modella attraverso dimensioni orizzontali, verticali e temporali, adattandosi a variabili esterne come l'ambiente, le risorse e la tecnologia.

A livello micro, l'organizzazione si concretizza nei compiti, ovvero nelle attività affidate a singoli individui. Tali compiti devono essere progettati tenendo conto delle esigenze fisiche e psicologiche delle persone, per garantire motivazione ed efficienza. La somma di più compiti forma una mansione, che può essere ottimizzata attraverso interventi come la rotazione, l'allargamento o l'arricchimento, con l'obiettivo di migliorare sia la produttività che la soddisfazione dei lavoratori.

Compiti e mansioni

I compiti sono diversi dalle mansioni L'efficacia e l'efficienza dell'organizzazione sono centrali per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. L'efficacia si riferisce alla capacità di raggiungere risultati economici e sociali, mentre l'efficienza si concentra sulla riduzione dei costi necessari per ottenere tali risultati. In un contesto così complesso, l'organizzazione deve bilanciare le sue priorità e adattarsi continuamente per rimanere competitiva e sostenibile.

Product Manager (PM)

Product Manager (PM) : è una figura centrale nella gestione dei prodotti di un'azienda , è responsabile del successo di una linea di prodotti curando sia gli aspetti strategici che operativi Esistono 2 tipi di Product Manager : Tipo A ha una responsabilità completa di una linea di un prodotto (fatturato, margini ) , gestisce budget elevati e influenza le strategie ed è un esempio di figura imprenditoriale interna all'azienda. Tipo B ha una responsabilità più limitata ed è concentrato principalmente sul marketing , si occupa di coordinare piani e budget finanziari , ha un maggior rischio di conflitti e stress per la minore autorità.

Struttura a matrice

Adatta a servizi complessi con tecnologie avanzate e per la personalizzazione di un prodotto o servizio

Struttura bidimensionale

  • Combina dimensioni economiche / tecniche (funzioni) e di mercato / prodotto (progetti o clienti)
  • Doppie linee di rapporto gerarchico E' un buon compromesso tra efficienza e flessibilità perchè massimizza competenze tecniche e orientate al cliente e bilancia economica di scala con la personalizzazione.

Vantaggi

2Vantaggi Efficienza nell'uso delle risorse: Le risorse possono essere impiegate su più progetti contemporaneamente. Protezione delle competenze: Le funzioni si concentrano sullo sviluppo del know-how e delle capacità tecniche. Flessibilità: Consente il bilanciamento dei carichi di lavoro e modifiche rapide al portafoglio prodotti o progetti. Integrazione e orientamento agli obiettivi: Garantisce un approccio collaborativo e condiviso.

Svantaggi

Eccessiva complessità: Richiede sistemi informativi avanzati e può portare a sovraccarico informativo. Conflitti: Competizione tra responsabili di funzione e responsabili di prodotto per le risorse. Costi elevati: Derivati dall'integrazione e dalla gestione delle informazioni.

Ruoli chiave

Top Management - Bilancia le due funzioni della matrice (funzioni / prodotti) - Gestisce conflitti e integra funzioni / divisioni Responsabili di funzione - Assicurano qualità e completezza delle risorse - Collaborano con responsabili di prodotto / progetto Responsabili di divisione - Garantiscono risultati ( fatturato, margini e coordinano team multifunzionali ) Two Boss-Manager - Dipendono sia dai responsabili di funzione che di quelli di progetto - Garantiscono ambiguità e negoziano soluzioni bilanciate

Struttura multidivisionale

La struttura multidivisionale è un modello organizzativo che consente di suddividere l'azienda in divisioni autonome, ciascuna delle quali è responsabile di un prodotto, un mercato o un'area geografica specifica. Questa configurazione si distingue per il decentramento delle operazioni, con ogni divisione che opera in maniera quasi indipendente, mentre la direzione generale mantiene il controllo strategico e si occupa di coordinare le attività complessive.

Il funzionamento si basa su una separazione chiara tra le responsabilità operative e quelle strategiche. Le divisioni si concentrano sulla gestione quotidiana e sui risultati economici, mentre la direzione generale monitora le performance e garantisce coerenza con gli obiettivi aziendali globali. Per supportare le divisioni, alcune funzioni, come le risorse umane o la finanza, vengono spesso centralizzate, riducendo la duplicazione di attività e migliorando l'efficienza.

Tra i principali vantaggi di questo modello vi è la flessibilità, poiché ogni divisione può adattarsi rapidamente ai cambiamenti del proprio mercato. Inoltre, l'attenzione agli obiettivi specifici 3favorisce la responsabilizzazione dei manager, che acquisiscono competenze utili per ruoli di leadership più ampi. Tuttavia, questa struttura comporta anche sfide significative, tra cui i costi elevati dovuti alla duplicazione di alcune attività tra divisioni e la possibilità di conflitti interni, ad esempio nella competizione per risorse o mercati.

La struttura multidivisionale è particolarmente efficace per aziende diversificate, come multinazionali o grandi conglomerati, che operano in contesti caratterizzati da mercati distinti. In alcuni casi, questa configurazione evolve in una struttura a holding, dove le divisioni assumono una completa autonomia giuridica, trasformandosi in entità separate.

Progettazione di sistemi aziendali

La progettazione dei confini aziendali si concentra sulla definizione del posizionamento dell'azienda rispetto all'ambiente esterno, ossia su quali attività produttive sia più opportuno realizzare internamente e quali esternalizzare. Questo tema implica anche l'analisi dei rapporti con fornitori e partner esterni per determinare le modalità di collaborazione e le scelte organizzative più efficaci.

Un elemento chiave della progettazione dei confini aziendali è la decisione tra internalizzazione ed esternalizzazione di processi e attività. Questa scelta dipende da fattori economici, come i costi di produzione interni rispetto a quelli di acquisto esterno, e dai costi di transazione, ovvero le spese associate alla gestione dei rapporti con fornitori o partner. Inoltre, le considerazioni strategiche, come l'analisi della catena del valore, aiutano a determinare quali attività siano fondamentali per mantenere un vantaggio competitivo.

Un esempio pratico è quello dell'industria aeronautica, in cui le aziende spesso si specializzano in una parte della filiera produttiva, collaborando con altre imprese per la realizzazione di componenti specifici. Questo modello dimostra l'importanza di governare le relazioni interorganizzative attraverso accordi contrattuali chiari e strutture collaborative, garantendo l'efficienza e la coerenza del sistema produttivo complessivo

Il circuito delle operazioni di gestione - il finanziamento

Il circuito delle operazioni di gestione - il finanziamento Esplora la gestione aziendale come insieme di operazioni che, in base agli obiettivi stabiliti, generano risultati economici e finanziari. L'analisi si concentra sul bilancio, inteso sia come strumento di consuntivo per misurare i risultati raggiunti, sia come strumento preventivo utile nella pianificazione strategica, soprattutto per le startup.

Il circuito delle operazioni di gestione segue una sequenza ideale composta da finanziamento, impiego, trasformazione e vendita. Ogni fase è iterativa e interconnessa: ad esempio, i ricavi delle vendite generano nuove risorse finanziarie per sostenere ulteriori operazioni. In particolare, le operazioni di finanziamento includono sia finanziamenti interni (capitale di rischio fornito da imprenditori o soci) sia finanziamenti esterni (credito ottenuto da banche o altri istituti). Il capitale di rischio, che costituisce il patrimonio netto, rappresenta un investimento che i soci mettono a rischio, confidando in un ritorno sotto forma di utili. Tuttavia, in caso di perdite, il capitale può essere eroso anche completamente.

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