Appunti di Introduzione alla teologia pratica dall'Istituto Avventista

Documento dall'Istituto Avventista su Introduzione alla teologia pratica. Il Pdf esplora le definizioni, le aree di competenza e i principi unificatori della teologia pastorale nel cattolicesimo, con riferimenti al Concilio Vaticano II. Utile per studenti universitari di Religione.

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27 pagine

Istituto Avventista
Facoltà di Teologia
Laurea in Teologia
Appunti di
Introduzione alla teologia pratica
Ambito disciplinare:
Teologia pratica
Saverio Scuccimarri
Lezione 1
Definizioni
La teologia pratica (TP) è l’applicazione della teologia alla vita di tutti i giorni.
La TP è lo studio della teologia a partire dalla vita e dalle pratiche della chiesa.
Secondo Thomas Groome, la TP è unire fede e vita. Dare vita alla fede e fede alla vita (Veling). Michael Cowan
e Bernard Lee, coautori di un libro sull’importanza delle piccole chiese (2008) aggiungono che la TP è una
conversazione disciplinata tra il mondo come è, e il mondo come dovrebbe essere alla luce del Vangelo.
1
La TP è un metodo di studio, ricerca e servizio che lega il ministero pastorale alla chiesa, alla cultura e alla
società.
2
La TP è una riflessione che parte dalla vita dell’individuo, della chiesa e della società, interroga la teologia
del passato e del presente e contribuisce alla teologia del futuro.
La TP osserva la vita e le pratiche religiose di una comunità e le mette in dialogo con la teologia, affinché
pratiche e teologia possano migliorarsi a vicenda.
La TP studia le pratiche della chiesa e del mondo, con metodi e soggetti diversi. Questi metodi hanno in
comune il fatto di iniziare dall'esperienza umana e riflettere teologicamente su di essa, in vista di una
trasformazione. La TP, pertanto, aumenta la conoscenza di Dio e la fedeltà alla missione. La TP incoraggia la
chiesa ad agire fedelmente secondo una profonda comprensione del Vangelo e crea una tensione tra la
Bibbia e il modo in cui la chiesa la comprende e la vive.
3
Secondo Gerben Heitink, che ha insegnato all’Università Libera di Amsterdam, la TP, intesa come teologia
dell’azione, è la teologia, empiricamente orientata, della mediazione della fede cristiana nella prassi della
società moderna.
La TP è empiricamente orientata perché, pur servendosi di esegesi, storia, filosofia, lo fa solo in un
secondo tempo, dopo aver invece raccolto dati empirici riguardanti lo stato della chiesa o della società.
La mediazione della fede cristiana indica che l’obiettivo della TP è compiere delle azioni intenzionali,
specifiche, di mediazione, per cambiare una data situazione dopo averla correttamente interpretata.
Per prassi della società non si intende solo la pratica, ma l’intera vita, che include valori, norme e
interessi. Per secoli la prassi della società è stata influenzata dalla tradizione cristiana e viceversa. Per
questo la TP, pur trattando la prassi della chiesa, ha come orizzonte la società.
4
Le aree di competenza
La TP si divide in almeno cinque aree:
1. teologia morale (etica);
2. vita cristiana (principi e strumenti di spiritualità personale cristiana);
3. teologia pastorale (liturgia, omiletica, catechesi ed evangelizzazione) - intesa come le forme e pratiche
della chiesa tutta, e non solo del pastore;
4. teologia applicata, che cerca di comprendere come la verità teologica si applica alla chiesa e al mondo;
5. teologia della prassi, ovvero studiare Dio a partire dalla vita della chiesa, del mondo e della creazione.
1
Terry A. Veling, Practical Theology: On Earth As It Is in Heaven (Maryknoll, N.Y: Orbis Books, 2005).
2
Richard R. Osmer, Practical Theology: An Introduction (Chicago: Eerdmans, 2008).
3
John Swinton e Harriet Mowat, Practical Theology and Qualitative Research, 2nd Revised ed. (SCM Press, 2016).
4
Gerben Heitink, Practical Theology: History, Theory, Action Domains (Grand Rapids, Mich: Wm. B. Eerdmans-
Lightning Source, 1999).

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Anteprima

Istituto Avventista Facoltà di Teologia

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VIRE
FIRENZE
PARARE
Istituto Avventista
Facoltà di Teologia
Laurea in Teologia
Appunti di
Introduzione alla teologia pratica
Ambito disciplinare:
Teologia pratica
Saverio Scuccimarri

Lezione 1: Definizioni di Teologia Pratica

La teologia pratica (TP) è l'applicazione della teologia alla vita di tutti i giorni.
La TP è lo studio della teologia a partire dalla vita e dalle pratiche della chiesa.
Secondo Thomas Groome, la TP è unire fede e vita. Dare vita alla fede e fede alla vita (Veling). Michael Cowan
e Bernard Lee, coautori di un libro sull'importanza delle piccole chiese (2008) aggiungono che la TP è una
conversazione disciplinata tra il mondo come è, e il mondo come dovrebbe essere alla luce del Vangelo.1
La TP è un metodo di studio, ricerca e servizio che lega il ministero pastorale alla chiesa, alla cultura e alla
società.2
La TP è una riflessione che parte dalla vita dell'individuo, della chiesa e della società, interroga la teologia
del passato e del presente e contribuisce alla teologia del futuro.
La TP osserva la vita e le pratiche religiose di una comunità e le mette in dialogo con la teologia, affinché
pratiche e teologia possano migliorarsi a vicenda.
La TP studia le pratiche della chiesa e del mondo, con metodi e soggetti diversi. Questi metodi hanno in
comune il fatto di iniziare dall'esperienza umana e riflettere teologicamente su di essa, in vista di una
trasformazione. La TP, pertanto, aumenta la conoscenza di Dio e la fedeltà alla missione. La TP incoraggia la
chiesa ad agire fedelmente secondo una profonda comprensione del Vangelo e crea una tensione tra la
Bibbia e il modo in cui la chiesa la comprende e la vive.3

Gerben Heitink e la Teologia dell'Azione

Secondo Gerben Heitink, che ha insegnato all'Università Libera di Amsterdam, la TP, intesa come teologia
dell'azione, è la teologia, empiricamente orientata, della mediazione della fede cristiana nella prassi della
società moderna.

  • La TP è empiricamente orientata perché, pur servendosi di esegesi, storia, filosofia, lo fa solo in un
    secondo tempo, dopo aver invece raccolto dati empirici riguardanti lo stato della chiesa o della società.
  • La mediazione della fede cristiana indica che l'obiettivo della TP è compiere delle azioni intenzionali,
    specifiche, di mediazione, per cambiare una data situazione dopo averla correttamente interpretata.
  • Per prassi della società non si intende solo la pratica, ma l'intera vita, che include valori, norme e
    interessi. Per secoli la prassi della società è stata influenzata dalla tradizione cristiana e viceversa. Per
    questo la TP, pur trattando la prassi della chiesa, ha come orizzonte la società.4

Aree di Competenza della Teologia Pratica

Le aree di competenza
La TP si divide in almeno cinque aree:

  1. teologia morale (etica);
  2. vita cristiana (principi e strumenti di spiritualità personale cristiana);
  3. teologia pastorale (liturgia, omiletica, catechesi ed evangelizzazione) - intesa come le forme e pratiche
    della chiesa tutta, e non solo del pastore;
  4. teologia applicata, che cerca di comprendere come la verità teologica si applica alla chiesa e al mondo;
  5. teologia della prassi, ovvero studiare Dio a partire dalla vita della chiesa, del mondo e della creazione.

1 Terry A. Veling, Practical Theology: On Earth As It Is in Heaven (Maryknoll, N.Y: Orbis Books, 2005).
2 Richard R. Osmer, Practical Theology: An Introduction (Chicago: Eerdmans, 2008).
3 John Swinton e Harriet Mowat, Practical Theology and Qualitative Research, 2nd Revised ed. (SCM Press, 2016).
4 Gerben Heitink, Practical Theology: History, Theory, Action Domains (Grand Rapids, Mich: Wm. B. Eerdmans-
Lightning Source, 1999).

Evoluzione del Concetto di Teologia Pratica

Fino a poco tempo fa, l'espressione «teologia pratica» serviva come nome collettivo per una serie di
svariate discipline che hanno attinenza con la pratica del ministero pastorale. Nei circoli Riformati si parlava
di materie pastorali, mentre in quelli cattolici di teologia pastorale. Negli ultimi decenni però la situazione è
cambiata. Dalla fine degli anni 60, infatti, essa non designa più soltanto la teologia applicata, com'era fino a
quel momento, ma iniziava a essere teologia della prassi.

Compiti della Teologia Pratica

I compiti della TP
La TP è phronesis, cioè una saggezza pratica. Essa si occupa delle condizioni della vita umana. È attenta alle
gioie, alle speranze, alle sofferenze, alle angosce della gente del nostro tempo; in questo modo, è in
connessione con il regno di Dio sulla terra.5
Ecco riassunto il compito della TP in cinque punti: 1. Cercare la verità ed esserle fedeli mediante la
trasformazione della prassi; 2. Mettere in dialogo le tradizioni della chiesa con il contesto sociale; 3. Essere
una disciplina interpretativa che dialoga con altre discipline teologiche; 4. Esaminare teorie e prassi degli
individui e delle chiese, per orientarle verso Dio; 6. Disciplina missiologica: partecipare fedelmente alla
missione del Dio uno e trino. Lo scopo della TP non è dunque solo quello di capire il mondo, ma di
cambiarlo.6
Compito della TP è verificare che la pratica della chiesa sia fedele a Gesù e alla sua azione redentrice. Da
questo deriva che compito della TP è riconoscere le pratiche distorte della chiesa e invitarla a essere più
fedele alla missione di Gesù.7

5 Veling, Practical Theology.
6 Swinton e Mowat, Practical Theology and Qualitative Research.
7 Swinton e Mowat.

Lezione 2: Dialogo della Teologia Pratica con Altre Discipline

I rami della teologia dialogano tra di loro e con le altre discipline
La TP dialoga criticamente con le altre discipline teologiche.8 La missione senza basi teologiche è semplice
attivismo. Allo stesso tempo, la missione non è solo il destinatario passivo della saggezza teologica. La
missione deve anche sfidare la teologia, al fine di scoprirne i pregiudizi e le dinamiche di potere che
contraddicono il Vangelo, affinché il Vangelo possa parlare in modo attuale.9

Confronto con Teologie Bibliche e Sistematiche

La TP ha però trovato piuttosto difficile e a volte problematico confrontarsi con alcune teologie bibliche e
sistematiche prodotte nel secolo scorso, interessate più a promuovere i temi tradizionali con aggiornate
esegesi dei testi biblici, che ad ascoltare le problematiche sollevate da attuali situazioni della religione, della
cultura, della società e della Chiesa. Si tratta per esempio delle teologie di K. Barth, il quale affermava la
assoluta trascendenza della Parola di Dio, o di E. Jungel, che elaborava un discorso su Dio a partire
esclusivamente dalla rivelazione. In ambito cattolico, H. Urs von Balthasar e J. Ratzinger rimarcavano la
incomparabilità della rivelazione cristiana nei confronti di ogni altra filosofia e sapienza.10

Teologie della Correlazione e la Teologia Pratica

A differenza di questi movimenti di pensiero, altre teologie bibliche e sistematiche si sono interessate della
situazione attuale e sono apparse più vicine all'ambito di ricerca della TP, la quale di fatto ha intessuto con
esse un rapporto preferenziale. Sono innanzitutto le teologie della correlazione che uniscono alla
preoccupazione per l'identità quella per la rilevanza del discorso cristiano sulla realtà umana esistenziale (P.
Tillich), antropologica (K. Rahner), esperienziale (E. Schillebeeckx), culturale (C. Geffré e D. Tracy),
ecumenica e interreligiosa (W. Kasper e H. Küng).11

Teologia della Correlazione Esistenziale di Paul Tillich

La teologia della correlazione esistenziale di Paul Tillich è un metodo teologico che mette in dialogo la
cultura umana e la fede cristiana. Tillich sostiene che la teologia deve rispondere alle domande esistenziali
dell'uomo (alienazione, angoscia, significato della vita) utilizzando simboli religiosi che diano risposte
significative. Questo approccio crea una correlazione tra le domande poste dalla filosofia, dalla psicologia e
dalla società, e le risposte offerte dalla teologia cristiana, evitando sia un dogmatismo rigido sia un
adattamento superficiale alla cultura.

Teologia della Correlazione Antropologica di Karl Rahner

La teologia della correlazione antropologica di Karl Rahner si basa sull'idea che esista un legame profondo
tra l'esperienza umana e la rivelazione divina. Rahner parte dal presupposto che l'uomo è naturalmente
aperto a Dio (soprannaturale in modo esistenziale) e che la fede cristiana non è un'aggiunta estranea, ma il
compimento della sua ricerca di senso. La teologia, quindi, deve interpretare la rivelazione cristiana in
modo che risponda alle domande fondamentali dell'essere umano, collegando la dimensione
trascendentale dell'esperienza con il messaggio della fede.

Teologia della Correlazione Esperienziale di Edward Schillebeeckx

La teologia della correlazione esperienziale di Edward Schillebeeckx sottolinea il ruolo dell'esperienza
umana nell'interpretazione della rivelazione. Secondo lui, la fede cristiana deve essere compresa a partire
dall'esperienza concreta delle persone, specialmente nei momenti di sofferenza e speranza. La teologia,
quindi, non impone risposte preconfezionate, ma cerca una correlazione tra l'esperienza storica e le
narrazioni bibliche, mostrando come il messaggio cristiano possa trasformare la realtà umana e offrire
liberazione e senso nella vita concreta.

Teologia della Correlazione Culturale di David Tracy

La teologia della correlazione culturale di David Tracy è un metodo che mette in dialogo la tradizione
cristiana con la cultura contemporanea. Tracy sostiene che la teologia non può essere autoreferenziale, ma
8 Swinton e Mowat.
9 Dave Hazle, «Practical Theology Today and the Implications for Mission», International Review of Mission 92, fasc.
366 (2003): 345-55, https://doi.org/10.1111/j.1758-6631.2003.tb00409.x.
10 Mario Midali, «1. Storia e compiti della teologia pratica», Note di Pastorale Giovanile, consultato 21 gennaio 2025,
https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php.
11 Midali.
deve confrontarsi con le grandi esperienze simboliche e intellettuali della società (arte, filosofia, scienza).
Attraverso un processo di mutua critica e illuminazione, la fede cristiana viene reinterpretata in modo che
possa essere significativa nel contesto culturale attuale, senza perdere la sua identità.

Teologia della Correlazione Ecumenica di Walter Kasper

La teologia della correlazione ecumenica di Walter Kasper si concentra sul dialogo tra le diverse tradizioni
cristiane per promuovere l'unità nella diversità. Kasper sostiene che l'ecumenismo non significhi
uniformità, ma un arricchimento reciproco tra le Chiese attraverso l'ascolto e la comprensione delle
esperienze di fede altrui. La sua teologia cerca di correlare le differenze confessionali con la comune radice
cristiana, ponendo l'accento sulla misericordia come principio centrale per il rinnovamento della Chiesa e
l'avvicinamento tra i cristiani.

Teologia della Correlazione Interreligiosa di Hans Kung

La teologia della correlazione interreligiosa di Hans Kung si basa sull'idea che tutte le religioni condividano
una base etica comune e che il dialogo tra di esse sia essenziale per la pace e l'unità dell'umanità. Küng
propone un ecumenismo globale, che non si limiti al cristianesimo, ma si apra a tutte le tradizioni religiose
per trovare punti di convergenza, specialmente su questioni morali e sociali. La sua teologia cerca una
correlazione tra la fede cristiana e le altre religioni, promuovendo una visione inclusiva e un'etica mondiale
fondata sulla giustizia e la pace.

Nuove Teologie Politiche e della Liberazione

Ci sono poi le nuove teologie politiche (J. B. Metz e J. Moltmann) che si prefiggono di sviluppare i contenuti
sociali e politici del messaggio cristiano, attraverso la categoria del Regno di Dio. Ci sono ancora alcune
teologie della liberazione e dell'inculturazione prodotte in America Latina, in Africa e in Asia negli ultimi tre
decenni del secolo scorso, le quali, debitamente purificate da aspetti inaccettabili o comunque criticabili,
hanno ispirato e guidato altrettanti modelli di evangelizzazione liberatrice e inculturata in quei continenti, e
hanno avuto positive ricadute anche in ambito europeo e in modo particolare nella pastorale giovanile.12

Relazione della Teologia Pratica con Discipline Non Teologiche

Inoltre, la TP entra in relazione anche con altre discipline non teologiche. Le altre discipline, in particolare le
scienze sociali, sono diventate alleate vitali sia per l'analisi della condizione umana sia come strumenti di
servizio. Questo matrimonio tra teologia e altre discipline attraversa il divario sacro-secolare e si basa sul
presupposto che la verità di Dio e il significato di Dio sono presenti nel mondo e che discipline
complementari sono in grado di interrogare situazioni concrete in modi che la teologia non può.13
Le scienze sociali (SS) hanno dato alla TP l'accesso alla mente umana, alla società e alla cultura, alla politica
e alle teorie sociali. Sono psicologia, sociologia, filosofia, teoria politica, teoria sociale, antropologia, ecc ... 14

Ampliare la Sfera del Discorso Teologico

Il discorso della teologia ha una sfera più ampia
La TP amplia la sfera della teologia. Per il teologo cattolico David Tracy, tutta la teologia è un discorso
pubblico e identifica tre sfere distinte a cui si dirige il discorso teologico. Queste sono la società,
l'accademia e la chiesa. Dio è interessato ai problemi e alle situazioni che riguardano tutta la creazione e
non solo la comunità cristiana. Dio è più preoccupato per i senzatetto che per i luoghi di culto. Dio è
preoccupato per la pace in Medio Oriente e in Ucraina. Il discorso teologico deve preoccuparsi tanto della
coscienza politica quanto della purezza dottrinale.15
La missione ha a che fare con il modo in cui il popolo di Dio diventa una presenza di guarigione e
trasformazione nel mondo in collaborazione con Dio. La chiesa non esiste per se stessa, ma per servire il
mondo che la circonda; un mondo che Dio ama e per il quale in Cristo è morto. Ciò indica anche una
comprensione poliedrica della missione. L'enfasi sulle questioni di giustizia sociale non dovrebbe sostituire
l'evangelizzazione, né entrambe dovrebbero oscurare la responsabilità delle chiese di affrontare le
12 Midali.
13 Hazle, «Practical Theology Today and the Implications for Mission».
14 Swinton e Mowat, Practical Theology and Qualitative Research.
15 Hazle.

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