Storia del disegno e della grafica: l'acquaforte nel Seicento e Settecento

Slide dall'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino su Storia del disegno e della grafica: l'acquaforte nel Seicento e nel Settecento. Il Pdf, un set di appunti universitari di Arte, esplora tecniche e opere di artisti come Pietro Testa e i Tiepolo, con riproduzioni e descrizioni dettagliate.

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28 pagine

Storia del disegno e della grafica
L’acquaforte nel Seicento e nel
Settecento
Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino
a.a. 2024/2025
Prof. Antonio Musiari
Negli anni Quaranta del XVII secolo il pittore Pietro Testa
(Lucca 1611-Roma 1650), toscano d’origine, si concentrò
sulla sua personale tecnica all’acquaforte, ricettiva di
drammatici contrasti di luci e ombre. Tra le rielaborazioni di
soggetti ideati dall’incisore stesso spicca le serie dedicata alle
Stagioni. Dall’Allegoria dell’Inverno, ultima del ciclo di
quattro fogli, traspare il pensiero caratterizzante l’intera
produzione grafica di Testa: l’animo umano, governato dal
tempo e dai cambiamenti, sarebbe imprigionato dai sensi e
dalle passioni. Illustra al meglio tale approccio filosofico la
scena con la Luna crescente a sinistra e, a destra, l’Artista in
figura di maturo uomo barbuto, che sfugge all’agguato
dell’Invidia per levarsi verso l’alto con il sostegno della Virtù
foriera di una corona di alloro.

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Anteprima

Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino

Storia del disegno e della grafica

L'acquaforte nel Seicento e nel Settecento

Prof. Antonio Musiari
TICIANVS
a.a. 2024/2025-

Negli anni Quaranta del XVII secolo il pittore Pietro Testa
(Lucca 1611-Roma 1650), toscano d'origine, si concentrò
sulla sua personale tecnica all'acquaforte, ricettiva di
drammatici contrasti di luci e ombre. Tra le rielaborazioni di
soggetti ideati dall'incisore stesso spicca le serie dedicata alle
Stagioni. Dall'Allegoria dell'Inverno, ultima del ciclo di
quattro fogli, traspare il pensiero caratterizzante l'intera
produzione grafica di Testa: l'animo umano, governato dal
tempo e dai cambiamenti, sarebbe imprigionato dai sensi e
dalle passioni. Illustra al meglio tale approccio filosofico la
scena con la Luna crescente a sinistra e, a destra, l'Artista in
figura di maturo uomo barbuto, che sfugge all'agguato
dell'Invidia per levarsi verso l'alto con il sostegno della Virtù
foriera di una corona di alloro.Pietro Testa (Lucca 1611 - Roma 1650), Allegoria dell'Inverno,
acquaforte, scontornata, p.f. 495 x 715, 1644, terzo statoG. BEREDA CASTILLOAVS

Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto

Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova, 1609-
Mantova 1664), Circe trasforma i compagni di Ulisse in animali,
acquaforte, 219x 318 mm, 1650-16511
E
CASTILUNE

Testa d'uomo all'orientale

Giovanni Benedetto
Castiglione detto il
Grechetto,
Testa d'uomo
all'orientale
acquaforte
1632-1635
Genova, Galleria di
Palazzo Spinola

Salvator Rosa

Salvator Rosa
(Napoli 1615-Roma 1673),
Il genio di Salvator Rosa
acquaforte, 461 x 275 mm
1662
Roma, Gabinetto
Nazionale delle Stampe
Ingenuus,Liber, Pictor, Succensor, et Aequus,
Spretor Opum, Mortisque hic meus eft Genius.
Saluacor Rond'---

"Rispettabile pittore" a detta di Filippo Baldinucci, Pietro
Aquila fu allievo di Pietro del Po (Palermo 1610 - Napoli
1692) e affinò poi la propria tecnica, in specie nel
puntinato, sul modello di Domenico Campagnola (Venezia
1500 ca. - Padova 1564) e di Ottavio Leoni (Roma 1578
ca. - 1630). A Roma - dove strinse una salda amicizia con
Carlo Maratta (Camerano 1625 - Roma 1713) - Aquila
lavorò soprattutto sui grandi cicli di Raffaello, Annibale
Carracci e Pietro da Cortona, nel plauso generale per il suo
trattamento della pittura di storia. Il segno forte e
contrastato di Aquila privilegia le figure, i cui gesti e
panneggi sono enfatizzati da intense ombreggiature.EMINENTIS AC REV PRINCIPI DECIO
AZOLINO S.R. E. CARD AMPLISSIMO.
Divxcena inferis mactanda. ab Adullis tumulo et ivmbra ad tumm SIDERVM lucem confuunit. EMINEN PRINCEPS, o ampus mortara
Duplex illi salus ot wito altera ab arte Petr Corton prautantisi pitoro altera ab immortali nonne tito cuti ppaam hisse miris typu sair per
pohviam: venerationas

Sacrificio di Polissena

Pietro Aquila (Marsala o Palermo 1640 ca .- Alcamo 1692), Sacrificio di
Polissena da Pietro da Cortona, acquaforte con ritocchi a bulino, f. 480 x
758, m. 440 x 625, p.f. 433 x 622, primo stato di due--

Produzione di Marco Ricci

Nella produzione di Marco Ricci, che fu soprattutto pittore
di paesaggi e scenografo, domina l'inventiva. L'incisione
cui dedicò gli ultimi sei anni e mezzo della sua esistenza -
offrì
a
questo
poliedrico
artista l'opportunità
di
compendiare e forse di ripensare la propria poetica. I
paesaggi boscosi di Ricci sono intervallati da scenette
aneddotiche non prive di sfumature moraleggianti, come
nel caso dei contadini che schiacciano un serpente.
A infondere vivacità in queste fantasticherie bucoliche
provvedono tagli rapidi, eppure esperti e calcolati.Illet Exe: - D. D. Paulo Abbatti Contarono Patri" Soneto
Obsequi argumentum Carola Orsolini nnn

Paesaggio con figure

Marco Ricci (Belluno 1676-Venezia 1730), Paesaggio con figure, 1723-1730
acquaforte, 255 x 535 mm, Gabinetto Disegni e Stampe dell'Acc. AlbertinaCon intensa empatia, i fratelli Giandomenico e Lorenzo Tiepolo si
cimentarono nelle traduzioni di opere del padre Giambattista.
L'Accademia Albertina possiede una serie di ventiquattro fogli da
un'unica accessione, come provato dalla coerenza della qualità.
nell'impressione e nella selezione dei supporti, coevi all'attività dei due
artisti. Cinque di queste incisioni si devono a Lorenzo e vantano il
pregio aggiuntivo della rarità. perché di lui si conoscono appena nove
prove a stampa.
Ponendo a confronto le interpretazioni di temi sacri e letterari da dipinti
di Giambattista da parte di Giandomenico e Lorenzo, risulta evidente
come Giandomenico avesse sviluppato nell'acquaforte, mediante la
bipolarita del bianco e nero, un trattamento della luce che, pur nel
sostanziale rispetto della lezione paterna, conferiva ai soggetti una
evanescenza liberatoria. Dal canto suo Lorenzo, intersecando i segni con
incomparabile finezza, perseguì una vibrazione chiaroscurale capace di
far affiorare la venatura drammatica delle scene. In questo senso, la resa
visiva di Santa Tecla implorante si impone tra i vertici assoluti
dell'incisione all'acquaforte.1

Giuseppe e Maria passano dinanzi a un pastore

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727-1804), Giuseppe e Maria passano dinanzi a un
pastore con gregge, acquaforte, 182 x 240 mm, 1750-1753, terzo stato di tre
Venezia, Museo Correr, Gabinetto Disegni e Stampe
Ventiquattresima tavola dalle Idee pittoresche sopra la Fuga in Egitto di Gesù, Maria e Giuseppe
... , serie di 27 incisioni dedicate al principe Carlo Filippo di GreinffenklauGiandomenico
Tiepolo

Pulcinella, due maghi e un efebo

Pulcinella, due maghi
e un efebo
acquaforte
233 x 184 mm
1743-1757
nGiandomenico Tiepolo da Gianbattista Tiepolo, Rinaldo incantato da Armida,
acquaforte, 249 x 290 mm, Gabinetto Disegni e Stampe dell'Acc. Albertina14

Rinaldo e Armida nel giardino incantato

Lorenzo Tiepolo da Gianbattista Tiepolo, Rinaldo e Armida nel giardino incantato
acquaforte, 255 x 355 mm, Gabinetto Disegni e Stampe dell'Acc. Albertina
--Francisco Comili Cigarette

La predica di San Patrizio d'Irlanda

Giandomenico Tiepolo
da Giambattista Tiepolo
La predica di San
Patrizio d'Irlanda
acquaforte
454 x 230 mm
Gabinetto Disegni e
Stampe dell'Accademia
AlbertinaGianbattista Tiepolo
(Venezia 1696-
Madrid 1770)
La predica di San
Patrizio d'Irlanda
olio su tela
233 x 184 mm
1746
Padova, Musei CiviciLorenzo Tiepolo
(Venezia 1736-Madrid
1776) da Giambattista
Tiepolo
Santa Tecla implora la
cessazione della peste
per la città di Este
acquaforte
638 x 379 mm
1761
Gabinetto Disegni e
Stampe dell' Accademia
Albertina
Joannes Balta Tiepolo inv. et pin.
Laurentius Tiepolo filius del el ineGianbattista Tiepolo
(Venezia 1696-
Madrid 1770)
Santa Tecla che prega
l'Eterno Padre
olio su tela, 1759
684 x 394 cm
Este, Duomo di Santa
TeclaGiandomenico Tiepolo trasse due serie di incisioni da
soggetti del padre Giovan Battista. Questi aveva progettato
una serie di teste di "carattere" traendo spunto dalle Teste
all'orientale del Grechetto senza mai poterle realizzare.
Il figlio iniziò a lavorare alle prime ventisette incisioni tra
il 1757 e il 1762. Dopo la morte di Gianbattista, al rientro
dalla Spagna (1770), Giandomenico riprese il tema dei
volti esotici realizzando altre trenta acqueforti.
Questa riprodotta è l'ultima tavola dal primo libro della
Raccolta di teste.
TICIANVS

Studio di testa

Giandomenico Tiepolo
Studio di testa
Acquaforte, 170 x 122
mm
1757-1762Procerum ex Familia Crotta Sanctorum Icones,
Quas Later pinxit, obsequi"animo Filius incidens
EXCEL". N. VIRO D. D. IO. ANTO" CROTTA. Q. D . ALEXN.
D. D. D.
Io: Dom Tiepolo Io Bapt" Filius.

I santi della famiglia Crotta

Giandomenico Tiepolo da Gianbattista Tiepolo, I santi
della famiglia Crotta, bulino e acquaforte, 265 x 368 mm, 1750-1773
1Gianbattista Tiepolo, I santi della famiglia Crotta, olio su tela
194 x 318,5 cm, 1750, Francoforte, Städelsches KunstinstitutFrancesco Londonio, maestro nella pittura di genere
pastorale, apprese nel 1758 la tecnica dell'acquaforte da
Benigno Bossi (Arcisate 1727 - Parma 1792) e produsse
un centinaio di lastre dai propri dipinti e disegni. Queste
tavole, complesse e articolate, confluirono nell'album
Collezione completa di tutte le stampe originali in
settantaquattro tavole divise in sette serie, rappresentanti
in belle scene campestri, bestiami e gruppi di contadini /
disegnate dal vero ed incise su lastre di rame a bulino e
all'acqua forte da Francesco Londonio che il calcografo
Angelo Allodi impresse nel 1837 a Parma nello studio di
Paolo Toschi.

Pastori con gregge all'abbeverata

Francesco Londonio (Milano 1723 - 1783), Pastori con gregge all'abbeverata
acquaforte e bulino, 253 x 341 mm, Gabinetto Disegni e Stampe dell'Acc. AlbertinaPregevole esempio della poetica del sublime è la Visione di
Daniele di Luigi Sabatelli - professore di Pittura presso
l'Accademia di Brera dal 1808 al 1850, anno della sua
scomparsa. L'incisore aveva immaginato, in un disegno di
raffinata precisione, l'incontro del profeta, avvolto in un
mantello mosso da un vento mistico, con le quattro belve
descritte nel racconto biblico: il leone con ali d'aquila,
l'orso, il leopardo a quattro teste con ali d'uccello e il
mostro dai denti di ferro irto di dieci corna.
INVS------

Visione di Daniele

Luigi Sabatelli (Firenze 1772 - Milano 1850), Visione di Daniele, acquaforte
625 x 410 mm, Gabinetto Disegni e Stampe dell'Acc. AlbertinaPer approfondimenti
https://www.metmuseum.org/about-the-met/Collection-
Areas/drawings-and-prints/materials-and-
techniques/printmaking/etching
TICIANVS

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