Documento dall'Università Niccolò Cusano su Dispense di Psicologia della Percezione. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, approfondisce la percezione visiva, l'anatomia dell'occhio e i meccanismi di elaborazione della luce, come descritto nell'abstract e nell'outline.
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Prof.ssa Valentina Focaroli .DEGLI S LIST NICCOLÒ CUSAT UNIVERSITÀ CUSANO RS GL ST NS MENS INGENII NI VERBUM S CUSANO UNIVERSITÀ Dispense dell'insegnamento di "Psicologia della Percezione" Prof.ssa Valentina Focaroli RICERCATRICE Revisione Dicembre 2024 È vietato copiare e riprodurre il presente documento se non nei limiti di legge 1Corso di Psicologia della Percezione Prof.ssa Valentina Focaroli .DEGLI S LIST NICCOLÒ CUSAT UNIVERSITÀ CUSANO
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La percezione visiva ha tradizionalmente occupato un ruolo centrale nella psicologia della percezione. L'importanza attribuita alla vista nello studio della percezione si spiega anche con il ruolo predominante che questo senso ha nella vita quotidiana degli esseri umani. La percezione visiva è una delle principali aree di studio della psicologia della percezione. Questo campo si occupa di comprendere come il sistema visivo umano interpreti le informazioni luminose provenienti dall'ambiente per formare un'esperienza coerente e significativa del mondo che ci circonda. Attraverso la percezione visiva, siamo in grado di riconoscere oggetti, identificare volti, percepire il movimento e navigare nello spazio con precisione. La vista gioca un ruolo fondamentale nella vita quotidiana degli esseri umani, poiché fornisce una quantità significativa delle informazioni sensoriali necessarie per interagire con l'ambiente. Questo senso ci permette non solo di osservare il mondo esterno, ma anche di analizzarlo e interpretarlo in modo da prendere decisioni, pianificare azioni e adattarci alle mutevoli condizioni circostanti. Studiare la percezione visiva è cruciale per diverse ragioni. In primo luogo, consente di approfondire la comprensione dei meccanismi biologici e neurologici alla base dell'elaborazione visiva, tra cui il funzionamento dell'occhio, del nervo ottico e delle aree cerebrali coinvolte, come la corteccia visiva. In secondo luogo, ci aiuta a comprendere come il cervello integri e organizzi le informazioni visive per creare una rappresentazione coerente della realtà, nonostante la complessità e talvolta l'ambiguità degli stimoli sensoriali. Revisione Dicembre 2024 È vietato copiare e riprodurre il presente documento se non nei limiti di legge 4Corso di Psicologia della Percezione Prof.ssa Valentina Focaroli .DEGLI S LIST NICCOLÒ CUSAT UNIVERSITÀ CUSANO
Le strutture dell'occhio possono essere suddivise in tre sistemi principali: il sistema ottico, il sistema nervoso e il sistema che controlla i movimenti oculari.
Revisione Dicembre 2024 È vietato copiare e riprodurre il presente documento se non nei limiti di legge 5Corso di Psicologia della Percezione Prof.ssa Valentina Focaroli DEGLIS LIST NICCOLO USAR UNIVERSITÀ CUSANO Queste tre componenti lavorano in sinergia per garantire una visione chiara e precisa e per consentire un'interazione efficace con l'ambiente.
Muscolo retto laterale Sclera Sclera Coroide Iride Retina Pupilla Macula Fovea Cornea Corpo vitreo Camera anteriore con humor acqueo Papilla ottica Zonula dello ZINN Nervo ottico, Arteria e vena centrale della retina Corpo ciliare Muscolo retto mediale Fig. 1. Immagine occhio umano. Il funzionamento dell'occhio è spesso paragonato a quello di una fotocamera: entrambi consentono il passaggio di una quantità controllata di luce attraverso una lente per metterla a fuoco su una superficie fotosensibile. La differenza fondamentale risiede nel modo in cui queste immagini vengono elaborate, integrate e interpretate. I processi visivi non si limitano a ricevere segnali luminosi; le informazioni devono essere trasmesse al cervello e interpretate in modo che l'individuo possa decidere come rispondere. Pur esistendo situazioni in cui gli esseri umani non vedono altrettanto bene di altre specie (per esempio, alcuni animali hanno una visione Revisione Dicembre 2024 È vietato copiare e riprodurre il presente documento se non nei limiti di legge 6Corso di Psicologia della Percezione Prof.ssa Valentina Focaroli .DEGLI C UNIVERSITÀ USANO NICCOLO notturna migliore), gli esseri umani hanno comunque un sistema visivo altamente sofisticato, in grado di elaborare una vasta gamma di stimoli visivi. Sappiamo che alcuni aspetti della nostra capacità visiva sono ben adattati alle esigenze di sviluppo e apprendimento umane. Ad esempio, i neonati sono attivi esploratori visivi e possono seguire oggetti in movimento, mostrando una preferenza per i volti umani. Il processo visivo inizia sulla superficie esterna del bulbo oculare quando la luce entra nella cornea e termina nella retina, una membrana complessa di cellule specializzate nella trasduzione, ovvero la conversione di una forma di energia in un'altra. La luce interagisce con la retina e viene elaborata in impulsi elettrici; la visione diventa così un processo neurale coinvolgendo il sistema nervoso centrale. Questi impulsi neurali vengono trasportati attraverso il nervo ottico di ciascun occhio a parti specifiche del cervello, in particolare al lobo occipitale, dove vengono interpretati e attribuiti di significato. I raggi luminosi che entrano nell'occhio vengono prima deviati da una membrana curva, la cornea, per poi attraversare la pupilla, dove subiscono un'ulteriore deviazione. Un'ulteriore regolazione dei raggi avviene attraverso un meccanismo automatico chiamato accomodamento, che consiste in una maggiore o minore appiattimento del cristallino. Il cristallino diventa piuttosto arrotondato quando l'oggetto su cui cerchiamo di mettere a fuoco è vicino, mentre si appiattisce notevolmente se l'oggetto è lontano. Pertanto, se un oggetto è vicino, i muscoli si contraggono, il cristallino si ispessisce e i raggi luminosi vengono deviati maggiormente. La parte più esterna dell'occhio è la sclera, una struttura resistente che mantiene la forma dell'occhio. Nella sua parte anteriore, la sclera è trasparente ed è ricoperta da una sottile membrana chiamata congiuntiva, che ha una funzione protettiva. Tra la sclera e la retina si trova una membrana intermedia chiamata coroide, o membrana coroidale, che evita la riflessione interna della luce Revisione Dicembre 2024 È vietato copiare e riprodurre il presente documento se non nei limiti di legge 7Corso di Psicologia della Percezione Prof.ssa Valentina Focaroli DEGLI C NICCOLO USA UNIVERSITÀ USANO assorbendola. Altamente vascolarizzata, la coroide ha anche una funzione nutritiva per le cellule della retina. La forma sferica dell'occhio è resa possibile dalla presenza di due tipi di liquidi. Nella parte anteriore, tra la cornea e il cristallino, si trova un fluido chiamato umor acqueo. Nella parte posteriore, invece, c'è uno spazio ampio riempito da una sostanza gelatinosa chiamata umor vitreo. Nella parte posteriore dell'occhio si trova un punto cieco (o disco ottico), causato dalla presenza del nervo ottico. Il cervello riesce a compensare la perdita di visione dovuta al punto cieco. Lo strato più interno della parte posteriore dell'occhio è la retina, dove si forma l'immagine. Data la sua importanza nella visione, la prossima sezione sarà dedicata a essa. Sulla retina si trova un punto con un diametro di circa 1°, la fovea, dove la visione è più nitida. La fovea si trova a 2 mm dal punto cieco, in una piccola area chiamata macula lutea (o macchia gialla). In questa zona c'è una concentrazione molto alta di coni. Ogni bulbo oculare è dotato di tre coppie di muscoli che permettono di dirigere l'occhio in tutte le direzioni del campo visivo. Queste coppie di muscoli hanno ruoli antagonisti tra loro.
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