Le opere di Jeff Koons e Maurizio Cattelan nell'arte contemporanea

Documento di Università su Jeff Koons e Maurizio Cattelan. Il Pdf esplora le opere di questi artisti, evidenziando temi come consumismo e critica al sistema dell'arte. Questo documento, utile per lo studio dell'Arte a livello universitario, descrive opere chiave come 'The New' di Koons e 'Mini me' di Cattelan, fornendo un'interpretazione delle intenzioni artistiche e dell'impatto sul pubblico.

Mostra di più

16 pagine

1980, Je Koons, The New:
Prima mostra che rende Je unartista così visibile. Intitola la mostra The New.
Ritroviamo un rilancio dei mezzi, del concettuale, scritta, ready made etcLa
scritta annuncia questa mostra come un qualcosa di molto comunicativo, di
impatto, che fa il verso alle scritte pubblicitarie.
1981-1986, Je Koons, New Hoover Convertibles, New Shelton Wet Dry
Doubledecker:
Tecnica di ready made, li appoggia su questi cristalli e sotto c’è una struttura in
neon che illumina da sotto questa serie di oggetti. In strada la gente vede questa
vetrina e più di qualcuno entra nel museo chiedendo se fosse possibile
acquistare l’aspirapolvere. Ovviamente non può acquistare in quella sede.
Prende questa posizione contro l’arte concettuale perché era stata piena di
intenzioni, però diicile, con quell’impatto sul pubblico che, invece di avvicinarlo,
lo allontanava. Imposta tutto il suo lavoro sul lavoro di interfaccia, l’arte
concettuale con i suoi contenuti, la mantiene, ma lavora sull’impatto che ha l’arte
rispetto al pubblico, sul quale Je lavora in prima battuta. L’interfaccia non la fa
lui, capisce dove vengono elaborate le migliori, cioè nel mondo del commercio.
Sta usando l’aspetto commerciale di un oggetto, assunto in ready made, per far
avvicinare il pubblico al mondo dell’arte, farlo entrare in un museo. Il contenuto è
sulla società della merce, dello spettacolo. Ci sta parlando di come il capitale,
nella fase in cui è arrivato, i consumi arrivati in questa fase, diventano, non come
negli anni 60’ che si veniva dal niente, il mondo della merce negli anni 80’ non
vende più sol una funzione, ma un desiderio, la capacità di toccare le corde della
tua immaginazione, risvegliando il desiderio di acquisto. Una di queste corde è il
nuovo, acquisti qualcosa che hai g solo che è vecchia. Utilizza quindi
uninterfaccia merceologica per presentare l’arte.
Je Koons, 1980, New Double Shelton Wet Dry:
Le aspirapolveri sono macchine per aspirare lo sporco. Finché sono nuovi, slegati
dalla funzione pratica, l’opera esiste come opera di Koons, se li accendi una volta
perdono la verginità e il lavoro, l’opera, si distrugge e torna ad essere un oggetto
normale. Questo ci fa capire il nuovo quanto è labile e dura poco.
1981-1986, Je Koons, Veduta mostra The New:

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Jeff Koons: The New (1980)

Prima mostra che rende Jeff un'artista così visibile. Intitola la mostra The New. Ritroviamo un rilancio dei mezzi, del concettuale, scritta, ready made etc ... La scritta annuncia questa mostra come un qualcosa di molto comunicativo, di impatto, che fa il verso alle scritte pubblicitarie.

THE NEW

Jeff Koons: New Hoover Convertibles, New Shelton Wet Dry Doubledecker (1981-1986)

Tecnica di ready made, li appoggia su questi cristalli e sotto c'è una struttura in neon che illumina da sotto questa serie di oggetti. In strada la gente vede questa vetrina e più di qualcuno entra nel museo chiedendo se fosse possibile acquistare l'aspirapolvere. Ovviamente non può acquistare in quella sede. Prende questa posizione contro l'arte concettuale perché era stata piena di intenzioni, però difficile, con quell'impatto sul pubblico che, invece di avvicinarlo, lo allontanava. Imposta tutto il suo lavoro sul lavoro di interfaccia, l'arte concettuale con i suoi contenuti, la mantiene, ma lavora sull'impatto che ha l'arte rispetto al pubblico, sul quale Jeff lavora in prima battuta. L'interfaccia non la fa lui, capisce dove vengono elaborate le migliori, cioè nel mondo del commercio. Sta usando l'aspetto commerciale di un oggetto, assunto in ready made, per far avvicinare il pubblico al mondo dell'arte, farlo entrare in un museo. Il contenuto è sulla società della merce, dello spettacolo. Ci sta parlando di come il capitale, nella fase in cui è arrivato, i consumi arrivati in questa fase, diventano, non come negli anni 60' che si veniva dal niente, il mondo della merce negli anni 80' non vende più sol una funzione, ma un desiderio, la capacità di toccare le corde dellatua immaginazione, risvegliando il desiderio di acquisto. Una di queste corde è il nuovo, acquisti qualcosa che hai già solo che è vecchia. Utilizza quindi un'interfaccia merceologica per presentare l'arte.

Jeff Koons: New Double Shelton Wet Dry (1980)

Le aspirapolveri sono macchine per aspirare lo sporco. Finché sono nuovi, slegati dalla funzione pratica, l'opera esiste come opera di Koons, se li accendi una volta perdono la verginità e il lavoro, l'opera, si distrugge e torna ad essere un oggetto normale. Questo ci fa capire il nuovo quanto è labile e dura poco.

WET DE

Jeff Koons: Veduta mostra The New (1981-1986)

Jeff Koons: New 100's Merit Ultralights (1981)

Cartelloni dell'epoca, che prende come ready made, prende solo i cartelloni che hanno inglobato la parola "new". Ci sono le sigarette nuove.

-NEW- 100's! Merit Ultra- Lights. MERIT Only 5 mg tar -NEW- 100's! Merit Ultra- Lights. MERIT Only 5 mg tar

Jeff Koons: New Rooomy Toyota Family Camry (1983)

ROOOMY! TOYOTA NEW FAMILY CAMRY

Jeff Koons: New new too (1983)

New! New too! Club GIN & TONIC club Smirnoff® VODKA & TONIC

Jeff Koons: The Club Smirnoff Bloody Mary (1983)

Concetto di nuovo, perverso, è una strategia. Jeff Koons è questo, un ready made che diventa un oggetto concettuale sul quale scovare il senso della società dei consumi.

NEW! Club Smirnoff BLOODY MARY

Jeff Koons: One Ball Total Equilibrium Tank (1985)

Il pallone da basket ci comunica subito. Il pallone è sospeso, non sta a galla sull'acqua, sembra che non ci sia nulla dentro la teca perché è pieno di liquido. Il pallone è sospeso e per fare questo ha fatto una soluzione acquosa che ha lo stesso peso specifico del pallone. Quel pallone è il simbolo del "ce la posso fare anche io" il sogno americano, che arriva a raggiungere l'equilibrio, l'armonia. Le classi più svantaggiate sono diventate super star grazie al basket, ti parla del mito della scalata.

SPALRY

Jeff Koons: Dr. Dunkenstein (1985)

La mostra è accompagnata da cartelloni pubblicità dove il testimonial è un giocatore di basket con il pallone in mano.

DR. DUNKENSTEIN

Jeff Koons: Travel Bar, Luxury and Degradation (1986)

Questo è un oggetto rifatto in acciaio, è una valigetta per i super alcolici, qualcosa che è merce, che viene venduto al supermercato, che ti dà questa idea di lusso e di degradazione, per via degli effetti collaterali, è la metafora della società di consumi. Lo rifà in acciaio. Il mondo dell'alcol rifatto in acciaio sopraffino perché ha un aspetto luccicante e prezioso, ma non è un materiale prezioso. Materiale carico di attrattiva, usato per fare le pentole. Non c'è lusso nell'acciaio. Lo spettatore viene ammaliato dalla delicatezza del materiale, dalla sua purezza, ha la sensazione di vedere una superficie preziosa, ma è un inganno. Tutto ciò che sta dietro i super alcolici ricorda il lusso.

Jeff Koons: Hennessy, The Civilized Way to Lay Down the Law (1986)

Idea che ti propone l'alcolico del senso di lusso. È un cartellone. Questo tipo di pubblicità, si accorge Koons, è studiata sulla popolazione afroamericana, che ha una cultura più bassa; quindi, il livello deve essere palese e chiaro.

Hennessy the civilized way to lay down the law The world's most civilized spirit Henness

Jeff Koons: Stay in Tonight (1986)

In un quartiere di bianchi il messaggio è diverso. C'è sempre l'idea del lusso.

Stay in tonight. Frangelico liqueur /hươ tà trường chuẩn thị

Jeff Koons: Rabbit (1986)

Oggettino inutile, idiota, puro gadget, articolo da negozio di regali, ma rifatto in acciaio inossidabile. Diventato poi simbolo della sessualità infantile. Anche questa carota, trovato nell'originale, fa riferimento alla masturbazione da bambini. Questa sessualità è simbolo di come ci rapportiamo al mondo della merce, del consumo. Il coniglio è creato solo per sedurre, infatti è anche lucidato a specchio.

Jeff Koons: Cape Codder Troll (1986)

Sorpresa che trovi nell'ovetto Kinder, ripresa e rifatta in acciaio.

Jeff Koons: Louis XIV (1986)

Jeff Koons: Art Magazine Ad Artforum (1988-1989)

Ci dice, Jeff, che lavorava come Broker a Wall Street. Pubblicità della sua mostra, che viene annunciata da pubblicità che sono lavori di Koons. C'è lui che segna alla lavagna, ha l'aspetto di un bambolotto, e ci sono tanti bambini. Sta insegnando l'adorazione del luccichio.

JEFF KOONS Cc Dd Ce Ff Gg Hh KK L][Mm Nn Oo Pp EXPLOIT MENTALITY BANALITY THE AS MYJOUR MASSES CREATE THE TRUST WE BA SONNABEND . NEW TECK MAX HETELER . KOIN DONALD YOUNG - CHICAGO

Jeff Koons: Serpents (1988)

Lo fa lui, si è finto il creativo al servizio dell'industria per produrre dei gadget, degli oggetti idioti e inutili di pessimo gusto. Li fa o in ceramica, o in legno scolpito, chiede ai migliori artigiani.

HACE agroDICE groß

Jeff Koons: Amore (1988)

i you amore

Jeff Koons: Naked (1988)

Jeff Koons: Michael Jackson and Bubbles (1988)

Questi oggetti giustificano se stesse perché c'è un sacco di gente che ne compra. Anche in voi c'è questo bambino che inizia a entusiasmarsi, ma voi lo mettete a tacere, c'è una lotta tra il vostro io che dice che queste cose vanno disprezzate, e il vostro inconscio, che le vorrebbe.

Jeff Koons: Pink Panther (1988)

La porcellana un tempo era di lusso, ora è a portata di tutti.

Jeff Koons: Baloon Dog Magenta, Versailles (1994-2000)

Questo gonfiabile è stato portato a Versailles. Tutta la gente presente sta trasformando il rococò, nello stereotipo del rococò. Tutto diventa Koons, tutto diventa stereotipo.

Maurizio Cattelan: Torno subito, Galleria Neon, Bologna (1989)

Nasce a Padova. Ripropone la mostra chiusa del gruppo N, con un carattere più ironico. Andavi alla mostra è non trovavi quel "la mostra è chiusa e tu non sei invitato" come il gruppo N; invece, c'era scritto "Torno subito" e la mostra era chiusa. C'è un filone su cui Cattelan riflette sulla sua inadeguatezza nell'entrare nel mondo dell'arte. "Torno subito" è un modo per farci ragionare su che cos'è il sistema dell'arte, sull'artista che non ce la fa a fare la parte per farsi volere bene.

TORNO SUBITO

Maurizio Cattelan: Una domenica a Rivara (1992)

Il suo lavoro è un'evasione sostanzialmente e lui non c'era. Arte che sia accattivante, che sappia entrare in relazione con il pubblico. Prende una situazione da cartone animato, da telefilm. Non sono situazioni complesse, ma situazioni in cui durante un cartone animato si ride.

Maurizio Cattelan: Lavorare è un brutto mestiere (1993)

Viene invitato alla biennale di Venezia. L'unica cosa che fa è rivolgersi ad un'agenzia di pubblicità e lasciargli lo spazio alla biennale per far mettere le opere dell'agenzia, espone i manifesti. È un lavoro sul sistema dell'arte, sulle tappe che il giovane artista deve passare. Si nega alla biennale.

Chiale sarà la prossima donna?"

Maurizio Cattelan: Mini me (1999)

È una foto, fatta ad un fantoccio, che è lui, la sua presenza alle mostre diventa questo fantoccio. Si trova negli scaffali tra i libri e sogna di diventare uno di quei libri.

CARO CONSAGRA CASTELLANI ¥1100 Germans Calent Jannis Kounen ETTORE-SPALLETTI GL THE AF Anish Kapoor FABRONIOPERA GLIERI REWEMME NEW TESTAMENTAL PICTHI SOL LEWITT WALL DRAWING GILBERT & GEORGE AND EORGA Fontana WOLF JAHCI FATHO Fontana capo Musée d'art contemporain de Bordeas

Maurizio Cattelan: Untitled (2002)

Si introduce come un clandestino. Fa un buco nel pavimento del museo e si inserisce lui, la sua presenza nel museo equivale a quella di un rapinatore nella banca.

I!| GERHARD RICHTER

Maurizio Cattelan: Untitled (2007)

Inizia a lavorare sulle tecniche tipiche dell'arte contemporanea, una di queste è lo estraniamento (lezione di Duchamp). Il cavallo è al contrario, vediamo la parte dietro. La comica è data dal fatto che il cavallo non dovrebbe stare lì, idea dell'enigma.

Maurizio Cattelan: Hollywood Bellolampo Palermo (2001)

riprodotta la scritta di Hollywood su una collina a Palermo, durante un periodo hard per la mafia.

HOLLWY

Maurizio Cattelan: Bidibidobidiboo (1996)

Teca, scoiattolo imbalsamato, con tanti mobili fatti su misura. Si è sparato, si è ucciso, ha la pistola. Immagine della tenerezza, di ciò che è carino, ma è come dire il nostro mondo è arrivato al punto in cui qualcosa di così carino si uccide. Immagine da cartone che rappresenta a pieno i nostri tempi.

Maurizio Cattelan: Senza titolo (1997)

Altra immagine da cartone. Struzzo imbalsamato che ficca la testa sottoterra anche qui c'è un buco nel pavimento.

Maurizio Cattelan: Senza titolo (2002)

Somarello così tanto carico, i nostri tempi ci hanno così caricati che ormai siamo in aria, non ci muoviamo più. Lavori di forte impatto che fanno ridere, ma se ci vai a fondo trovi dei significati molto importanti, graffianti.

Maurizio Cattelan: Mother (1999)

Anche qui Cattelan non si trova. Venivano fuori dalla terra due manine di un uomo vero, un fachiro, che si è fatto seppellire vivo e venivano fuori solo le mani, in preghiera.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.