Slide sulla pittura gotica italiana del XIII secolo, con un'analisi delle opere di Duccio di Buoninsegna e Giotto. Il Pdf, utile per la scuola superiore e la materia di Arte, esplora il passaggio dallo stile bizantino a una maggiore attenzione alla realtà e alle emozioni, offrendo un supporto visivo e testuale.
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La pittura gotica è ancora influenzata dallo Stile Bizantino (mancanza di spazialità, figura bidimensionali e sfondo oro) ma il XIII sec. è il periodo in cui gli artisti iniziano a porre la propria attenzione alla REALTÀ e a cercare immagini PIÙ REALISTICHE mettendo in scena anche le emozioni e contestualizzando le scene narrate in ambiente riconoscibili e dotati di spazialità. Assistiamo quindi ad una fase di cambiamento il cui cuore risiede nella città di Firenze.
Tra i più importanti maestri di questo periodo: Cimabue e Giotto (Firenze) Duccio di Buoninsegna, Pietro e Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini (Siena)
La più importante pala d'altare per dimensioni e complessità (dipinta anche sul retro). Il linguaggio utilizzato da Duccio di Buoninsegna mantiene, per alcuni aspetti una natura bizantina come il fondo dorato, la disposizione fortemente simmetrica delle figure e la prospettiva gerarchica dei personaggi: la Vergine è raffigurata con dimensioni maggiori rispetto ai Santi poiché è il personaggio più importante. L'opera però presenta anche alcuni elementi tipici del linguaggio gotico come le linee di contorno delle figure eleganti e sinuose e rese ancora più delicate dalle decorazioni e dai panneggi delle vesti. Al centro la Vergine Maria col Bambin Gesù, seduta su un trono riccamente decorato e strutturato come un edificio gotico. Intorno a lei schiere di angeli, santi ed evangelisti, in primo piano inginocchiati i protettori della città di Siena San Paolo e San Giovanni evangelista a sinistra, San Giovanni Battista e San Pietro a destra. altri santi e apostoli a mezzo busto in alto Lo sfondo dorato sottolinea la sacralità della scena. I colori brillanti come il rosso e il blu, in contrasto con l'oro dello sfondo, rendono l'opera ancora più preziosa. La spazialità è ancora bizantino: i personaggi sono infatti rappresentati su più livelli ma non c'è spazio tra di loro, sembrano piuttosto delle "teste sovrapposte una sopra all'altra". Percepiamo invece una ricerca di prospettiva (intuitiva) nel trono.
Sul restro 26 scena della Passione
Primo pittore a cercare il superamento della bidimensionalità bizantina, iniziatore della scuola pittorica toscana (maestro di Giotto)
A B C Gesù è rappresentato come una figura profondamente umana, percepiamo il peso del corpo, portato verso il basso dalla gravità. La testa pesante cade in avanti mentre il sangue sgorga dal costato. L'espressione del volto ci trasmette stanc hezza e sofferenza la crocifissione ci viene descritta in tutta la sua tragicità. il corpo non presenta segni di sofferenza, il corpo e la testa sono eretti e gli occhi aperti. L'incarnato è vivo e i muscoli tesi. A C corpo è sofferente e inarcato, l'incarnato livido e la testa reclinata. L'espressione sofferente è sofferente e gli occhi chiusi
BM.C.C Bonaventura Berlinghieri, San Francesco e storie della sua vita, 1235 Giotto, Rinuncia ai beni terreni, 1292 - 96, Basilica di S.Francesco, Assisi Giotto, Compianto sul Cristo morto,, 1303 - 05, Cappella degli Scrovegni, Padova
"Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura".
Costruita per volere di Enrico Degli Scrovegni come cappella privata annessa al palazzo. Piccola cappella ad una navata e copertura a botte affrescata come un cielo stellato Completamente affrescata da Giotto
Il tema, che collega le diverse storie che compongono il ciclo di affreschi, è la SALVEZZA che culmina con il GIUDIZIO UNIVERSALE in controfacciata *.Storie di Gioacchino e Anna Storie di Marie e Gesù Storie della Passione di Cristo allegorie di vizi e virtù Gli affreschi sono organizzati su quattro registri ed ognuno racconta una storia diversa
L'idea di spazialità e profondità sono rese grazie alla folla sullo sfondo, che diventa una macchina indefinita e alle lance, e fiaccole, che diventano più piccole man mano che si allontanano Il personaggio misterioso, di spalle, apre lo spazio coinvolgendo noi spettatori all'interno della scena La scena principale, quella del tradimento da parte di Giuda sta al centro della scena Il "bacio del tradimento" è bloccato un istante prima. L'espressione di Gesù sembra preannunciare quello che succederà dopo. Osservando bene i due visi vediamo come Giuda sia rappresentato in maniera grottesca, quasi animalesca, a sottolineare la negatività del suo comportamento.
anche gli angeli si disperano per la morte di Cristo (umanizzazione dei personaggi sacri) Giotto è il primo a cercare di rappresentare le emozioni provate dai personaggi, rappresentandole anche attraverso le espressioni dei loro visi. Di nuovo personaggi di spalle. Questo, vestito di arancione, compie un gesto importantissimo, sorregge la testa di Gesù, che viene qui rappresentato come un "corpo morto" un corpo reale che prova sofferenza e muore. La scena del "Compianto sul Cristo morto" rappresenta il momento dell'ultimo saluto della Vergine Maria al corpo esanime del figlio, prima della sepoltura. Giotto sposta la scena principale (Maria che guarda Gesù) nell'angolo in basso a sinistra. Il nostro sguardo è accompagnato lì dalla linea diagonale della roccia sullo sfondo, che divide il mondo celeste da quello terreno. L'albero in cima preannuncia la resurrezione di Cristo. I gesti, così esagerati e spettacolari vogliono enfatizzare le emozioni ed il dolore provato dai personaggi e coinvolgere lo spettatore in questi sentimenti
Copyright MIBAGY 2017 Simone Martini, Annunciazione a Sant'Anna, 1333 Giotto, Annunciazione a Sant'Anna, 1303 - 05, Cappella Degli Scrovegni, Padova
L'opera di Giotto presenta una ricerca di profondità ottenuta tramite una prospettiva intuitiva che trasforma l'ambiente in una "scatola spaziale" L'opera di Simone Martini non è ambientate in nessun ambiente riconoscibile, lo sfondo monocromo ha il solo scopo di aumentare la sacralità dell'immagine Le figure sono eleganti ed affusolate, così leggere da essere irreali - Simoni Martini Le figure sono descritte come corpi veri, in carne, ossa e massa ed occupano uno spazio "concreto" nella composizione - Giotto Le posizioni dei corpi ed i loro movimenti sono resi attraverso un dettagliato chiaroscuro - Giotto L'opera presenta numerosi richiami all'architettura gotica - Simone Martini