Programma Incontro
- Lo scopo della formazione nel XXI secolo
- Avere cura delle emozioni
- L'intelligenza emotiva di D.Goleman
- Le intelligenze intra e interpersonali di H.Gardner
- Il pensiero convergente Vs il pensiero divergente?
- La creatività
Scopo della Formazione nel 21º Secolo
- «Lo scopo della formazione nel 21° secolo non è la padronanza dei contenuti o l'uso
delle nuove tecnologie; consiste nella padronanza del processo di apprendimento.
- La formazione dovrebbe aiutare a trasformare gli studenti principianti in studenti esperti:
individui che vogliono apprendere, che sanno come apprendere strategicamente e che,
grazie ad uno stile proprio altamente flessibile e personalizzato, sono ben preparati
all'apprendimento per tutta la vita.»
CAST (2011).Universal Design for Learning (UDL) Guidelines version 2.0. Wakefield, MA: Author.
Caratteristiche degli Studenti Esperti
Studenti Esperti: Motivazione e Curiosità
- Sono individui che desiderano apprendere quindi studenti motivati e curiosi.
- Vi sono 3 elementi che un percorso formativo dovrebbe costantemente alimentare e
promuovere nei propri allievi:
la CURIOSITA',
l'AUTONOMIA e
l'AUTOSTIMA.
Studenti Esperti: Apprendimento Strategico
- Sanno come apprendere strategicamente e posseggono uno stile altamente flessibile e
personalizzato.
- Si tratta quindi di allievi competenti ed allenati dal punto di vista METACOGNITIVO,
in grado quindi di comprendere i punti di forza e le criticità delle proprie strategie di
studio/lavoro e delle proprie prestazione nell'ottica di un costante miglioramento e di
una formazione continua.
Formare Studenti Esperti e Creativi
DA DOVE INIZIARE PER FORMARE
STUDENTI ESPERTI E CREATIVI?
Siamo Tutti Diversi
- Ognuno apprende in maniera differente. Siamo infatti tutti differenti come lo sono
ad es. le nostre impronte digitali.
Investire sulla Dimensione Emotiva
- APPRENDIMENTO+EMOZIONI_Avere cura delle proprie emozioni e dell'emozione
nell'e dell'apprendere degli allievi.
Perché è così importante?
Il Super Potere dei Nostri Superman
Secondo Giuseppe Riva (2019, 2014) è come se le nuove generazioni avessero in più, rispetto alle
precedenti, il potere della vista a raggi X di Superman: grazie a essa possono vedere attraverso i media
digitali identificando delle opportunità nascoste e la strada per raggiungerle ( ... ) in quanto per loro, l'uso
della tecnologia è trasparente, diretto ed immediato. Rappresenta un'opportunità e non un problema.
Questo poggia sulla loro predisposizione ad apprendere in maniera intuitiva.
La Kryptonite dei Nativi Digitali
I neuroni a specchio, si attivano quando il soggetto sperimenta delle emozioni e quando questo vede
qualcuno sperimentare delle emozioni (Rizzolatti, Sinigaglia, 2006), sono alla base del
rispecchiamento emotivo a sua volta alla base della teoria dell'attaccamento.
- In particolar modo John Bowlby, psicologo inglese padre della teoria dell'attaccamento (J.Bowlby, 2000), sottolinea
come attraverso l'analisi dei segnali corporei il bambino costruisce i propri "modelli operativi interni ", schemi
mentali che organizzano le informazioni di tipo corporeo ed emotivo in strutture spazio-temporali per elaborare
previsioni sull'andamento delle proprie relazioni, soprattutto durante situazioni di ansia e di bisogno.
- I nativi digitali man mano che crescono vedono il corpo dell'altro scomparire dalla relazione che
diventa prevalentemente digitale, rendendo impossibile utilizzare i processi di rispecchiamento per
potenziare le proprie capacità di regolazione emotiva.
- Molti casi di cyberbullismo nascono proprio dall'incapacità di percepire nell'altra persona il disagio generato da
azioni come l'insulto o la condivisione online di contenuti sensibili.
- Questa minore capacità di regolazione emotiva porta i nativi a prediligere emozioni sperimentate attraverso la
tecnologia ( ... ) che possono scegliere quando e dove sperimentare senza dover imparare a controllarle (Riva, 2019).
Riconoscere la Rabbia
- All'interno della famiglia affettiva la rabbia è poco elegante, distruttiva. Ci si arrabbia e poi ci si
scusa. Il valore fondante è legato al non confliggere.
- La condizione pandemica ha però contribuito a far crollare l'idealizzazione determinando
l'irruzione della rabbia in soggetti che non sono stati abituati ad una sua gestione positiva.
- La rabbia prende così la forma di un vuoto, di una lamentazione.
- Vi è però la possibilità di riconoscere la rabbia come non esclusivamente distruttiva ma come
emozione che può unire e rappresentare l'occasione per ricalibrare le esigenze, porre un limite.
- Per fare questo servono degli adulti che «reggano le bordate della rabbia» e che non crollino di
fronte a questa, non si spaventino affinchè non diventi né esplosiva né implosiva.
Elena Budai, Convegno «L'ombra della pandemia sugli adolescenti», 202 1
Evitare il Contagio Emozionale
- Gli allievi, soprattutto se preda di comportamenti esplosivi ed aggressivi necessitano di
relazionarsi con adulti sufficientemente allenati nella gestione delle proprie emozioni ed
in grado di gestire il «contagio emozionale» che si verifica in situazioni complesse.
- Vi è la necessità di mettere in campo: ascolto, autocontrollo ed empatia,
investendo prima di tutto sull'abbassamento delle proprie reazioni emotive.
- Saper gestire le proprie emozioni non significa non mostrarle ma significa non agirle in
modo istintivo.
L'Intelligenza Emotiva
- Gli psicologi definiscono "intelligenza emotiva" come quell'aspetto dell'intelligenza
legato alla capacità di gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle di
coloro che ci circondano. Il nome è apparso per la prima volta nel 1990,
nell'articolo "Emotional Intelligence" di Peter Salovey e John D. Mayer.
- Insegnante di Psicologia a Harvard e collaboratore scientifico del "New York Times",
Daniel Goleman ha rivoluzionato il modo di concepire l'intelligenza, quando, nel
1995 ha pubblicato la sua opera letteraria più famosa, "Emotional Intelligence".
L'Intelligenza Emotiva Secondo Daniel Goleman
Lo studioso Daniel Goleman ha identificato le cinque caratteristiche fondamentali dell'intelligenza emotiva:
consapevolezza di sé (capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni)
dominio di sé (capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine)
motivazione (capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all'azione)
empatia (capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto)
DANIEL
GOLEMAN
abilità sociale (capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti
che accadono tra le persone)
INTELLIGENZA
EMOTIVA
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BUR
CHE COS'È E
PERCHÉ PUÒ
RENDEREL FELICE
La Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner
spaziale
naturalista
Visualizzare il
mondo in 3D
Comprendere gli
esseri viventi e
leggere la natura
musicale
Capire se
stessi, quello
che si sente e
cio che si
vuole
Discernere i
suoni, il loro
passo, il tono, il
ritmo e il timbro
Trovare le
giuste parole
per esprimere
quello che vuoi
dire
LE TIPOLOGIE DI
Qualificare le
cose, facendo
ipotesi e
dimostrandole
INTELLIGENZE
linguistico
matematica
e logica
M
Coordinare la mente
con il corpo
Sentire i sentimenti
e le motivazioni delle
persone
Monitoraggio
delle domande
sul perché si
vive e perché si
muore
cinestesia
corporea
interpersonale
esistenziale
intra-
personale
Investire sulla Pedagogia dell'Errore
- Investire sulla pedagogia dell'errore, sulla visione del «not yet»- «Non ci siamo ancora
arrivati ma ci arriveremo!»
- Accogliere l'errore come un successo, un prezioso indicatore della strada da percorrere
ai fini della crescita e del miglioramento.
Elogio dell'Errore
«In una società che ci vuole sempre perfetti, diventa ogni giorno più importante tornare a
comprendere la valenza di uno sbaglio e la sua portata all'interno del cammino di
formazione di ciascun individuo».
Vittorino Andreoli
Giancarlo Provasi
elogio
dell'emrore
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BUR
BUR
Creatività e Lavoro in Team
- Talvolta la o le vie più funzionali per far fronte a delle situazioni complesse sono ancora
tutte da scrivere e diviene centrale pensare fuori dagli schemi legati al pensiero «Si deve
fare così perché si è sempre fatto così!» per trovare modalità condivise all'interno del
proprio team per far fronte ai bisogni e alle caratteristiche dei propri allievi.
idea
Un Punto Fermo
- Il binomio apprendimento-insegnamento rappresenta un percorso condiviso
entro cui la conoscenza si co-costruisce con i propri allievi.
a
Il Pensiero Convergente ed il Pensiero Divergente
INTELLECTUAL
Creativity
Pensiero Convergente e Pensiero Divergente
PENSIERO CONVERGENTE
PROBLEMA
IDEA
SOLUZIONE
PENSIERO DIVERGENTE
IDEA 1
IDEA 7
IDEA 2
IDEA 6
PROBLEMA
IDEA 3
IDEA 5
IDEA 4
Il Pensiero Divergente
Negli anni '60, J.P. Guilford differenziò e definì il pensiero convergente e il pensiero divergente.
Dal lavoro giovanile di J.P.Guilford il termine pensiero divergentemè quello più
strettamente connesso all'atto creativo. Guilford, asseriva che il pensiero divergente è la
capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema, in particolare per
un problema che non preveda un'unica risposta corretta. È facile rendersi conto che una simile
capacità ha probabilmente un ruolo nell'atto creativo, poichè l'artista ha spesso bisogno di
esplorare una serie di possibili modi di dipingere un quadro, di portare a termine un romanzo o
di scrivere una poesia prima di decidersi alla fine per quello che sembra essere il migliore.
Ovviamente ci aspettiamo che un atto creativo riporti anche l'impronta dell'originalità, ma
anche in questo caso il pensiero divergente avrà un suo ruolo, poiché più ampia sarà la gamma
di possibilità che siamo in grado di produrre, più alta sarà la probabilità che una di esse dia
prova di originalità.
Incoraggiare il Pensiero Divergente
Bruner sostiene che nell'ambito dell'educazione tendiamo a ricompensare solo le risposte «giuste» e
a penalizzare quelle «sbagliate». Questo rende i bambini riluttanti ad azzardare soluzioni nuove o
originali nella risoluzione di un problema, dato che le probabilità di sbagliare in questo caso diventano
inevitabilmente maggiori. In altre parole essi non vogliono correre rischi. Tuttavia il salto immaginativo, la
produzione di una risposta diversa da quella convenzionale, la prontezza ad assumersi quelli che potrebbero
essere chiamati i rischi conoscitivi sono inscindibili dallo sforzo creativo. L'insegnante dovrebbe essere
preparato ad agire in un'atmosfera in cui tale sforzo sia incoraggiato e ricompensato piuttosto che in un clima
educativo dove vengano approvate soltanto le soluzioni caute e convergenti.
Secondo Bruner il pensiero creativo è olistico (produce cioè risposte che hanno un'ampiezza superiore
alla somma delle loro parti), mentre il pensiero razionale e convergente è algoritmico (produce cioè
risposte che sono inequivocabilmente esse stesse). Entrambi i tipi di pensiero hanno un loro ruolo
fondamentale, ma dovrebbero essere utilizzati per completarsi e sostenersi a vicenda e non venire in un certo
senso considerati come reciprocamente incompatibili.