Slide da Liuc Università Cattaneo su I fondamenti teorici della Politica Economica. Il Pdf, adatto per l'università e la materia di Economia, analizza i concetti di obiettivi e strumenti della politica economica, con focus sulle implicazioni quando gli strumenti sono inferiori agli obiettivi.
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Materiale per il corso di Competizione, Mercati e Politica Economica Niccolò Comerio, Massimiliano Serati, Andrea Venegoni
LIUC Università Cattaneo
Descrive il funzionamento di un sistema (nel nostro caso del sistema economico).
I livelli di analisi sono sia macro che micro (macroeconomia e microeconomia appunto).
Risponde a domande come: quali sono le determinanti del PIL? Qual è la relazione tra tassi di interesse ed investimenti? Che processo concorre alla formazione dei salari nel mercato del lavoro?
POLITICA ECONOMICA (SCIENZA NORMATIVA)
Alla luce di quanto definitivo dall'economia politica, la politica economica si occupa di stabilire le modalità di intervento nel sistema economico, al fine di modificarne o condizionarne l'evoluzione.
Ciò è necessario ogni qualvolta vi siano situazioni strutturali o contingenti in grado di alterarne il corretto funzionamento.
Risponde a domande quali: che azioni occorre mettere in atto per generare un aumento del PIL? Quali sono le misure da adottare per ridurre la disoccupazione? Quali interventi aiutano a contenere la crescita dei prezzi?
LIUC Università Cattaneo Ciascun modello economico è espresso come un insieme di relazioni tra variabili economiche, che possono essere sia endogene che esogene.
VARIABILI ENDOGENE
Sono quelle variabili il cui livello è determinato all'interno del sistema economico.
In altre parole, le loro dinamiche sono spiegate dalle altre variabili presenti nel sistema.
Sono le variabili target, obiettivo dell'attività di politica economica che è volta a orientarne il comportamento.
Esempi di variabili obiettivo sono il livello di occupazione, la stabilità dei prezzi o un determinato livello di inflazione.
VARIABILI ESOGENE
Variabili indipendenti dalle dinamiche del sistema economico di cui fanno parte.
Il valore può essere dato (c.d. variabili date) o è direttamente controllabile dalle autorità di politica economica (banche centrali e governi).
In questo ultimo caso vengono definite variabili strumentali, in quanto attraverso le loro variazioni i responsabili della politica economica provano ad influenzare l'andamento delle variabili obiettivo.
Esempi di variabili strumentali sono la spesa pubblica, la base monetaria o l'offerta di moneta.
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Tuttavia, non sempre le autorità di politica economica (come le banche centrali) hanno il pieno controllo delle variabili strumentali.
Ad esempio, le autorità di politica monetaria non hanno pieno controllo dell'offerta di moneta, e il loro comportamento può essere influenzato da eventi solo in parte controllabili, come l'andamento dei conti con l'estero, della finanza pubblica e dell'intera economica.
Si parla in questi casi di endogeneizzazione delle variabili esogene.
LIUC Università Cattaneo Ciascun modello economico è rappresentabile in forma analitica per mezzo di un sistema di equazioni che descrivono le relazioni esistenti tra variabili economiche. Esso può essere scritto come:
FORME STRUTTURALI
Modelli di economia politica: servono a spiegare quali siano le relazioni che intercorrono tra le variabili presenti in un sistema economico.
Ammettono relazioni istantanee, vale a dire non sfasate nel tempo, tra le variabili che rappresentano gli obiettivi di politica economia (quindi le variabili endogene).
Il comportamento corrente delle variabili endogene è espresso in funzione del comportamento corrente e passato delle variabili esogene, e di quello corrente e passato delle altre variabili endogene.
Esempio: la curva di Phillips.
FORME RIDOTTE
Modelli di politica economica.
Servono a simulare l'impatto che manovre di politica economica (operate tramite modifica delle variabili strumentali) genererebbero su una variabile obiettivo endogena.
Non presentano relazioni istantanee tra variabili endogene.
Il comportamento delle variabili endogene è spiegato solamente da variabili esogene (presente e passato) o valori solo passati delle altre variabili endogene.
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Risolvere un problema di politica economica significa individuare la manovra ottimale da attuare, ossia scegliere opportunamente gli strumenti giusti tra quelli disponibili e determinarne il valore ottimale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
La risoluzione di un problema di politica economica richiede, pertanto, che si segua il seguente procedimento:
Individuazione degli obiettivi (ipotizziamone due, O1 e O2)
Definizione del valore ottimale degli obiettivi selezionati (O1* e O2*). Ciò viene effettuato attraverso la minimizzazione di una funzione di perdita sociale, del tipo:
L = (01 - 01)2+(02 - 0%)2
Individuazione degli strumenti idonei per perseguire gli obiettivi prefissati.
LIUC Università Cattaneo Affinché un problema di politica economica ammetta soluzione univoca devono essere soddisfatti due requisiti:
Regola di Tinbergen: il numero degli strumenti a disposizione dei responsabili della politica economica deve essere uguale al numero degli obiettivi che si prefiggono di raggiungere (condizione necessaria ma non sufficiente).
La ragione di questa regola nasce dal fatto che nel modello in forma ridotta (modello di politica economica) ricavabile dal modello in forma strutturale (modello di economia politica) il numero delle equazioni è uguale al numero degli obiettivi, mentre il numero delle incognite coincide con il numero degli strumenti.
Se il numero degli obiettivi è uguale al numero degli strumenti, allora nel modello in forma ridotta il numero delle equazioni sarà uguale al numero delle incognite, che è condizione necessaria per la risoluzione di un sistema di equazioni lineari, come normalmente, per semplicità, si ipotizza.
Gli n strumenti distinti a disposizione devono essere linearmente indipendenti; in caso contrario il sistema risulta sotto determinato ed ammette infinite soluzioni.
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Si consideri un modello caratterizzato da due obiettivi (O1 e O2) e due strumenti (S1 e S2):
01 = a1S1 + a2S2 02 = B1S1 + B2S2
Nel rispetto della Regola di Tinbergen, tale modello (e quindi il problema di politica economica annesso) ammette soluzione se:
a) Il numero di strumenti è almeno pari al numero di obiettivi (comma 1). b) Gli strumenti sono tra loro linearmente indipendenti (comma 2).
In forma matriciale:
[0] = 18 2 × 2
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In forma matriciale:
01 02. = a1 LB1 S1 LS2. B2 × S
0 = Ax S
La soluzione è:
S = A-1× 0
A patto che la matrice A sia invertibile, ossia se:
det A = a132 - @201 # 0
Non è possibile invertire una matrice se il determinante è pari a 0, vale a dire quando due righe o due colonne sono linearmente dipendenti
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È UGUALE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI
Si consideri un modello caratterizzato da due obiettivi (O1 e O2) e due strumenti (S1 e S2):
01 = a1S1 + a2S2 02 = B1S1 + B2S2
Occorre decidere quale strumento abbinare a ciascun obiettivo, applicando la Regola di Mundell, in base alla quale «per raggiungere ciascuno degli obiettivi occorrerà utilizzare lo strumento che si rivela relativamente più efficace per il raggiungimento di quel determinato obiettivo».
Abbandoniamo quindi l'idea di efficacia assoluta, per passare a quella di efficacia relativa.
Ciò si ottiene confrontando a2 a1 e B1. B2
Quanto S1 e S2 influenzano O1
Quanto S1 e S2 influenzano O2
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È UGUALE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI
In termini assoluti:
se a2 S1 è in assoluto più efficace di S2 nel raggiungere O1
In termini relativi:
S1 O1
se Q1 a2 > B1 B2
a1 a2 ‹ S2 O2
S1 è anche relativamente più efficace di S2 nel raggiungere O1.
S2 0. S1 O2
se B1 B2 S2 è relativamente più efficace di S1 nel raggiungere O1.
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È UGUALE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI: UN ESEMPIO
01 = a1S1 + a2S2 02 = B1S1 + B2S2
01 = 5S1 + 2S2 02 = 3S1 + 4S2
In termini assoluti:
se a1 > 1 Q2 S1 è in assoluto più efficace di S2 nel raggiungere O1
5 ->1 2
In termini relativi:
S1 O1
a2 se B1 > B2
5 3 4
S1 è anche relativamente più efficace di S2 nel raggiungere O1.
-> 2
S2 O2
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È MAGGIORE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI
Si consideri un modello caratterizzato da due obiettivi (O1 e O2) e tre strumenti (S1, S2 e S3):
01 = a151 + a2S2 + a3S3 02 = B1S1 + B2S2 + B3S3
Essendovi a disposizione più strumenti di quelli necessari, qualcuno rimarrà inutilizzato.
Applicando la regola di Mundell, occorrerà determinare l'efficacia relativa di ciascuno strumento.
Gli strumenti con efficacia minore non verranno utilizzati: è quindi un problema di facile soluzione.
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È MINORE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI
Si consideri un modello caratterizzato da due obiettivi (O1 e O2) e due strumenti (S1 e S2):
01 = a151 + a2S2 02 = B1S1 + B2S2
Supponiamo che lo strumento S2 non sia più utilizzabile. Il modello diventa:
01 = a1S1 02 = B1S1
Quindi:
B1 a1 02 01 =
LIUC Università Cattaneo SE IL NUMERO DEGLI STRUMENTI È MINORE AL NUMERO DEGLI OBIETTIVI
01 = 01 B1 -02
L'equazione ottenuta costituisce un chiaro vincolo che deve essere rispettato nel perseguimento di O1 e O2.
Qualsiasi modifica apportata a O2 si ripercuoterà inevitabilmente su O1.
La soluzione raggiungibile, in quanto ottimo vincolato, sarà inevitabilmente subottimale.