Documento da Università su Le autorità amministrative indipendenti. Il Pdf, di Diritto per l'Università, esamina le autorità amministrative indipendenti italiane, come Banca d'Italia, CONSOB e IVASS, e il concetto di finanza sostenibile, fornendo una comprensione chiara degli argomenti.
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Le AAI sono soggetti/organi in posizione di indipendenza rispetto al potere di indirizzo politico (governo) per funzioni in cui è necessaria l'imparzialità e terzietà. Il loro ruolo principale è quello di garantire il corretto funzionamento dei mercati e la tutela dei diritti fondamentali, agendo in modo imparziale e indipendente dal potere politico. Nell'Unione Europea le AAI, nascono negli anni Novanta, con la necessità di tutelare interessi diffusi o collettivi rispetto ai poteri economici forti, garantendo un controllo sui mercati e ristabilendo un equilibrio tra i poteri economici e quelli sociali. Queste autorità, per alcuni tratti presentano differenze, per altri hanno caratteri in comune.
Tra le differenze troviamo:
Nei caratteri comuni troviamo:
Le AAI in Italia sono:
Concentriamoci sulla Banca d'Italia.
Attualmente ha sede a Palazzo Koch (Roma). Viene istituita nel 1893 in seguito al riordino degli istituti di emissione. Nel 1926 viene trasformata nell'unico istituto autorizzato all'emissione di banconote e dotato di poteri di vigilanza sulle altre banche. È la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell'Eurosistema. Persegue finalità di interesse generale (e in piena indipendenza), nel settore monetario e finanziario, attraverso funzioni di regolazione, controllo e vigilanza. Per fronteggiare i compiti nell'ambito dell'Eurosistema e nel contesto nazionale, segue di principi di autonomia e di indipendenza. Secondo lo Statuto, gli organi centrali sono:
La Banca d'Italia è organizzata in tre dimensioni di attività: internazionale, nazionale e locale. È articolata in 8 Dipartimenti che garantiscono lo svolgimento coordinato delle funzioni della Banca. Ogni Dipartimento è composto di Servizi (curano attività specialistiche, amministrative e tecniche), costituiti da Divisioni. Essa ha filiali nei capoluoghi regionali e in alcuni capoluoghi di provincia. Ogni filiale ha compiti specifici, come:
Inoltre, ha delegazioni nelle città di Londra, New York e Tokyo.
Tra le funzioni abbiamo:
La funzione di controllo riguarda i prodotti finanziari oggetto degli investimenti e i relativi emittenti (controllo di trasparenza), gli intermediari dei quali i risparmiatori si avvalgono per effettuare tali investimenti (controllo di correttezza) e i mercati nei quali essi vengono realizzati (controllo di efficienza).
Tra le funzioni abbiamo:
A partire dalla metà dell'Ottocento, si può parlare di una vera e propria rivoluzione finanziaria, che ha dato avvio a un processo di istituzionalizzazione dell'attività bancaria. Durante questo periodo, si affermano tre modelli principali di banca:
La sua funzione primaria è quella di ampliare la raccolta del credito tramite:
Questa banca raccoglie risorse principalmente attraverso i depositi. e le impiega con lo sconto di cambiali, anticipazioni su titoli, aperture di credito in conto corrente, e mutui ipotecari. Questo modello segna la nascita della banca commerciale moderna.
Raccoglie risorse attraverso l'emissione di azioni, ma anche tramite obbligazioni societarie e depositi. Le risorse vengono poi impiegate sia sotto forma di prestiti, sia attraverso investimenti diretti nei titoli emessi dalle imprese (azioni e obbligazioni).
Con il tempo, questi modelli hanno portato alla definizione di un'impresa bancaria moderna, che:
Nel contesto italiano, l'attività bancaria inizia ad assumere un riconoscimento giuridico con il Codice di Commercio del 1882, che definisce le operazioni di banca come atti di commercio. Tuttavia, sarà soprattutto nel Novecento che il sistema bancario italiano vivrà una fase di profonda evoluzione. All'inizio del secolo, il panorama bancario nazionale si presenta estremamente frammentato, in quanto convivono:
Nel 1936, ci fu l'approvazione della legge bancaria che introdusse un modello centralizzato. In questo contesto, il credito viene definito come una funzione di interesse pubblico, e il sistema viene sottoposto a un controllo diretto da parte dello Stato. Nascono così gli istituti di credito di diritto pubblico e le banche di interesse nazionale, molte delle quali vengono assorbite o controllate dall'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Questo assetto, fortemente regolamentato, resterà sostanzialmente invariato fino agli anni Novanta. Successivamente la legge Amato del 1990 segnò l'inizio della trasformazione degli enti creditizi pubblici in società per azioni, controllate inizialmente da fondazioni bancarie. Questo processo di privatizzazione mira a modernizzare il sistema. L'ingresso nel mercato unico europeo nel 1992 comporta anche l'adozione del modello della banca universale, già consolidato in altri Paesi europei. Le banche italiane possono così operare liberamente in tutti i settori del credito e della finanza. A metà degli anni '90 si assiste alla privatizzazione delle principali banche, seguita da una fase di concentrazione che porta alla nascita di grandi gruppi come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Oggi, il sistema bancario italiano si presenta come un sistema prevalentemente privato, ma in cui le fondazioni bancarie, pur essendo soggetti di diritto privato, continuano a detenere partecipazioni significative in alcuni istituti. Inoltre, lo Stato mantiene una presenza residuale in alcune banche strategiche. Il sistema risulta più concentrato, integrato a livello europeo, e orientato verso una piena intermediazione tra risparmio e investimento.
Come viene vigilato questo modello? Secondo il TUB, la vigilanza si articola in due profili (finalità):
L'attività di vigilanza prudenziale svolge un insieme di attività integrate volte alla valutazione dei rischi e analisi sulla solidità patrimoniale finanziaria e organizzativa. Essa esegue, nel rispetto dell'autonomia imprenditoriale delle banche: