Le autorità amministrative indipendenti italiane e la finanza sostenibile

Documento da Università su Le autorità amministrative indipendenti. Il Pdf, di Diritto per l'Università, esamina le autorità amministrative indipendenti italiane, come Banca d'Italia, CONSOB e IVASS, e il concetto di finanza sostenibile, fornendo una comprensione chiara degli argomenti.

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1. Le autorità amministrative indipendenti
Le AAI sono soggetti/organi in posizione di indipendenza rispetto al potere di indirizzo
politico (governo) per funzioni in cui è necessaria l’imparzialità e terzietà.
Il loro ruolo principale è quello di garantire il corretto funzionamento dei mercati e la tutela
dei diritti fondamentali, agendo in modo imparziale e indipendente dal potere politico.
Nell’Unione Europea le AAI, nascono negli anni Novanta, con la necessità di tutelare
interessi diffusi o collettivi rispetto ai poteri economici forti, garantendo un controllo sui
mercati e ristabilendo un equilibrio tra i poteri economici e quelli sociali.
Queste autorità, per alcuni tratti presentano differenze, per altri hanno caratteri in comune.
Tra le differenze troviamo:
- la struttura (possono presentarsi come organi collegiali, monocratici o enti pubblici);
- le responsabilità;
Nei caratteri comuni troviamo:
- la nomina dei vertici tra categorie professionali altamente qualificate;
- le clausole vincolanti di incompatibilità;
- il divieto di rinnovo della carica;
- l’impossibilità di revoca dell’incarico;
- l’autonomia organizzativa e di bilancio;
- i poteri di regolazione, controllo e sanzione;
Le AAI in Italia sono:
- Banca d’Italia;
- CONSOB;
- IVASS;
- AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) è l'autorità indipendente
italiana che vigila sui settori delle comunicazioni;
- AEEG (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l’autorità
indipendente italiana che regola e vigila sui settori dell’energia elettrica, gas, acqua e
rifiuti;
- Commissione per il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;
- Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici;
- Garante per la protezione dei dati personali;
Concentriamoci sulla Banca d’Italia.
Banca d’Italia
Attualmente ha sede a Palazzo Koch (Roma). Viene istituita nel 1893 in seguito al riordino
degli istituti di emissione. Nel 1926 viene trasformata nell’unico istituto autorizzato
all’emissione di banconote e dotato di poteri di vigilanza sulle altre banche.
È la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche
centrali (SEBC) e dell’Eurosistema.
Persegue finalità di interesse generale (e in piena indipendenza), nel settore monetario e
finanziario, attraverso funzioni di regolazione, controllo e vigilanza.
Per fronteggiare i compiti nell’ambito dell’Eurosistema e nel contesto nazionale, segue di
principi di autonomia e di indipendenza. Secondo lo Statuto, gli organi centrali sono:
l’Assemblea dei Partecipanti;
1
il Consiglio superiore, ha funzioni di amministrazione generale e controlla
l’andamento della gestione;
il Direttorio, si occupa dei provvedimenti a rilevanza esterna nell’esercizio delle
funzioni pubbliche della Banca;
il Collegio Sindacale, svolge funzioni di controllo sull’amministrazione della Banca,
verifica la regolare tenuta della contabilità, esamina il bilancio ed esprime il proprio
parere sulla destinazione degli utili;
il Governatore, contribuisce a formulare la politica monetaria per l’area dell’euro e
partecipa alle decisioni in materia di vigilanza bancaria nell’ambito del Meccanismo di
vigilanza unico;
il Direttore generale, attua le decisioni del Consiglio superiore ed è affiancato dai tre
Vice direttori generali (che possono anche sostituirlo);
i tre vice direttori generali
La Banca d’Italia è organizzata in tre dimensioni di attività: internazionale, nazionale e
locale. È articolata in 8 Dipartimenti che garantiscono lo svolgimento coordinato delle
funzioni della Banca. Ogni Dipartimento è composto di Servizi (curano attività specialistiche,
amministrative e tecniche), costituiti da Divisioni.
Essa ha filiali nei capoluoghi regionali e in alcuni capoluoghi di provincia. Ogni filiale ha
compiti specifici, come:
- servizio di tesoreria dello Stato;
- tutela dei clienti degli intermediari bancari e finanziari (in materia di vigilanza
bancaria e finanziaria);
- circolazione monetaria e sistema dei pagamenti;
- attività di analisi economica e di rilevazione statistica a livello locale;
Inoltre, ha delegazioni nelle città di Londra, New York e Tokyo.
Tra le funzioni abbiamo:
1. Concorre alle decisioni di politica monetaria attraverso la partecipazione del
Governatore al Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea.
2. Vigila sulla stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, in attuazione del
principio della tutela del risparmio sancito dalla Costituzione (art.47 Cost).
3. Gestisce le riserve valutarie proprie.
4. È responsabile della produzione delle banconote in Euro (con altri StM), della
gestione della circolazione e dell’azione di contrasto alla contraffazione.
5. Come Autorità di Vigilanza persegue la sana e prudente gestione degli
intermediari, la stabilità complessiva e l’efficienza del sistema finanziario,
nonché l’osservanza delle disposizioni che disciplinano la materia da parte dei
soggetti vigilati.
Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa)
La funzione di controllo riguarda i prodotti finanziari oggetto degli investimenti e i relativi
emittenti (controllo di trasparenza), gli intermediari dei quali i risparmiatori si avvalgono per
effettuare tali investimenti (controllo di correttezza) e i mercati nei quali essi vengono
realizzati (controllo di efficienza).
Tra le funzioni abbiamo:
1. regolamenta la prestazione dei servizi e dellle attività di investimento da parte degli
intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e
le operazioni di appello al pubblico;
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Le autorità amministrative indipendenti

Le AAI sono soggetti/organi in posizione di indipendenza rispetto al potere di indirizzo politico (governo) per funzioni in cui è necessaria l'imparzialità e terzietà. Il loro ruolo principale è quello di garantire il corretto funzionamento dei mercati e la tutela dei diritti fondamentali, agendo in modo imparziale e indipendente dal potere politico. Nell'Unione Europea le AAI, nascono negli anni Novanta, con la necessità di tutelare interessi diffusi o collettivi rispetto ai poteri economici forti, garantendo un controllo sui mercati e ristabilendo un equilibrio tra i poteri economici e quelli sociali. Queste autorità, per alcuni tratti presentano differenze, per altri hanno caratteri in comune.

Differenze tra le AAI

Tra le differenze troviamo:

  • la struttura (possono presentarsi come organi collegiali, monocratici o enti pubblici);
  • le responsabilità;

Caratteri comuni delle AAI

Nei caratteri comuni troviamo:

  • la nomina dei vertici tra categorie professionali altamente qualificate;
  • le clausole vincolanti di incompatibilità;
  • il divieto di rinnovo della carica;
  • l'impossibilità di revoca dell'incarico;
  • l'autonomia organizzativa e di bilancio;
  • i poteri di regolazione, controllo e sanzione;

AAI in Italia

Le AAI in Italia sono:

  • Banca d'Italia;
  • CONSOB;
  • IVASS;
  • AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) è l'autorità indipendente italiana che vigila sui settori delle comunicazioni;
  • AEEG (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l'autorità indipendente italiana che regola e vigila sui settori dell'energia elettrica, gas, acqua e rifiuti;
  • Commissione per il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;
  • Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici;
  • Garante per la protezione dei dati personali;

Concentriamoci sulla Banca d'Italia.

Banca d'Italia

Attualmente ha sede a Palazzo Koch (Roma). Viene istituita nel 1893 in seguito al riordino degli istituti di emissione. Nel 1926 viene trasformata nell'unico istituto autorizzato all'emissione di banconote e dotato di poteri di vigilanza sulle altre banche. È la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell'Eurosistema. Persegue finalità di interesse generale (e in piena indipendenza), nel settore monetario e finanziario, attraverso funzioni di regolazione, controllo e vigilanza. Per fronteggiare i compiti nell'ambito dell'Eurosistema e nel contesto nazionale, segue di principi di autonomia e di indipendenza. Secondo lo Statuto, gli organi centrali sono:

  • l'Assemblea dei Partecipanti;
  • il Consiglio superiore, ha funzioni di amministrazione generale e controlla l'andamento della gestione;
  • il Direttorio, si occupa dei provvedimenti a rilevanza esterna nell'esercizio delle funzioni pubbliche della Banca;
  • il Collegio Sindacale, svolge funzioni di controllo sull'amministrazione della Banca, verifica la regolare tenuta della contabilità, esamina il bilancio ed esprime il proprio parere sulla destinazione degli utili;
  • il Governatore, contribuisce a formulare la politica monetaria per l'area dell'euro e partecipa alle decisioni in materia di vigilanza bancaria nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico;
  • il Direttore generale, attua le decisioni del Consiglio superiore ed è affiancato dai tre Vice direttori generali (che possono anche sostituirlo);
  • i tre vice direttori generali

Organizzazione della Banca d'Italia

La Banca d'Italia è organizzata in tre dimensioni di attività: internazionale, nazionale e locale. È articolata in 8 Dipartimenti che garantiscono lo svolgimento coordinato delle funzioni della Banca. Ogni Dipartimento è composto di Servizi (curano attività specialistiche, amministrative e tecniche), costituiti da Divisioni. Essa ha filiali nei capoluoghi regionali e in alcuni capoluoghi di provincia. Ogni filiale ha compiti specifici, come:

  • servizio di tesoreria dello Stato;
  • tutela dei clienti degli intermediari bancari e finanziari (in materia di vigilanza bancaria e finanziaria);
  • circolazione monetaria e sistema dei pagamenti;
  • attività di analisi economica e di rilevazione statistica a livello locale;

Inoltre, ha delegazioni nelle città di Londra, New York e Tokyo.

Funzioni della Banca d'Italia

Tra le funzioni abbiamo:

  1. Concorre alle decisioni di politica monetaria attraverso la partecipazione del Governatore al Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea.
  2. Vigila sulla stabilità e l'efficienza del sistema finanziario, in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dalla Costituzione (art.47 Cost).
  3. Gestisce le riserve valutarie proprie.
  4. È responsabile della produzione delle banconote in Euro (con altri StM), della gestione della circolazione e dell'azione di contrasto alla contraffazione.
  5. Come Autorità di Vigilanza persegue la sana e prudente gestione degli intermediari, la stabilità complessiva e l'efficienza del sistema finanziario, nonché l'osservanza delle disposizioni che disciplinano la materia da parte dei soggetti vigilati.

Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa)

La funzione di controllo riguarda i prodotti finanziari oggetto degli investimenti e i relativi emittenti (controllo di trasparenza), gli intermediari dei quali i risparmiatori si avvalgono per effettuare tali investimenti (controllo di correttezza) e i mercati nei quali essi vengono realizzati (controllo di efficienza).

Funzioni della Consob

Tra le funzioni abbiamo:

  1. regolamenta la prestazione dei servizi e dellle attività di investimento da parte degli intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e le operazioni di appello al pubblico;
  2. vigila sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza e l'ordinato svolgimento delle negoziazioni nonché sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei prodotti finanziari;
  3. sanziona i soggetti vigilati;
  4. controlla le informazioni fornite al mercato dai soggetti che fanno appello al pubblico risparmio;
  5. accerta eventuali andamenti anomali delle contrattazioni su titoli quotati e compie ogni altro atto di verifica delle violazioni delle norme in materia di abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e di manipolazione del mercato (aggiotaggio);
  6. comunica con gli operatori e il pubblico degli investitori per un più efficace svolgimento dei suoi compiti e per lo sviluppo della cultura finanziaria dei risparmiatori;
  7. collabora con le altre autorità nazionali e internazionali preposte all'organizzazione e al funzionamento dei mercati finanziari;

Evoluzione del modello di banca

A partire dalla metà dell'Ottocento, si può parlare di una vera e propria rivoluzione finanziaria, che ha dato avvio a un processo di istituzionalizzazione dell'attività bancaria. Durante questo periodo, si affermano tre modelli principali di banca:

La banca di deposito

La sua funzione primaria è quella di ampliare la raccolta del credito tramite:

  • l'espansione dei depositi da parte della clientela,
  • l'aumento delle operazioni di credito, soprattutto rivolte al piccolo commercio.

Questa banca raccoglie risorse principalmente attraverso i depositi. e le impiega con lo sconto di cambiali, anticipazioni su titoli, aperture di credito in conto corrente, e mutui ipotecari. Questo modello segna la nascita della banca commerciale moderna.

Il credito mobiliare

Raccoglie risorse attraverso l'emissione di azioni, ma anche tramite obbligazioni societarie e depositi. Le risorse vengono poi impiegate sia sotto forma di prestiti, sia attraverso investimenti diretti nei titoli emessi dalle imprese (azioni e obbligazioni).

Le banche universali

  • Concentrano la raccolta del risparmio sotto forma di depositi;
  • Offrono una gamma ampia di servizi bancari, tra cui i pagamenti e la concessione di credito;
  • Sono attive anche sul fronte degli investimenti azionari e obbligazionari, partecipando al capitale delle imprese.

Con il tempo, questi modelli hanno portato alla definizione di un'impresa bancaria moderna, che:

  1. Raccoglie su larga scala il risparmio tramite depositi;
  2. Impiega parte di queste risorse in operazioni di credito, garantendo così la funzione di intermediazione finanziaria tra risparmio e investimento;

Caso italiano

Nel contesto italiano, l'attività bancaria inizia ad assumere un riconoscimento giuridico con il Codice di Commercio del 1882, che definisce le operazioni di banca come atti di commercio. Tuttavia, sarà soprattutto nel Novecento che il sistema bancario italiano vivrà una fase di profonda evoluzione. All'inizio del secolo, il panorama bancario nazionale si presenta estremamente frammentato, in quanto convivono:

  • grandi banche private, ispirate al modello tedesco della banca mista;
  • istituzioni pubbliche secolari, come il Monte dei Paschi di Siena e il Banco di Napoli;
  • le casse di risparmio, nate con finalità mutualistiche;
  • le banche popolari, con un forte radicamento territoriale;

Evoluzione del sistema bancario italiano

Nel 1936, ci fu l'approvazione della legge bancaria che introdusse un modello centralizzato. In questo contesto, il credito viene definito come una funzione di interesse pubblico, e il sistema viene sottoposto a un controllo diretto da parte dello Stato. Nascono così gli istituti di credito di diritto pubblico e le banche di interesse nazionale, molte delle quali vengono assorbite o controllate dall'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Questo assetto, fortemente regolamentato, resterà sostanzialmente invariato fino agli anni Novanta. Successivamente la legge Amato del 1990 segnò l'inizio della trasformazione degli enti creditizi pubblici in società per azioni, controllate inizialmente da fondazioni bancarie. Questo processo di privatizzazione mira a modernizzare il sistema. L'ingresso nel mercato unico europeo nel 1992 comporta anche l'adozione del modello della banca universale, già consolidato in altri Paesi europei. Le banche italiane possono così operare liberamente in tutti i settori del credito e della finanza. A metà degli anni '90 si assiste alla privatizzazione delle principali banche, seguita da una fase di concentrazione che porta alla nascita di grandi gruppi come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Oggi, il sistema bancario italiano si presenta come un sistema prevalentemente privato, ma in cui le fondazioni bancarie, pur essendo soggetti di diritto privato, continuano a detenere partecipazioni significative in alcuni istituti. Inoltre, lo Stato mantiene una presenza residuale in alcune banche strategiche. Il sistema risulta più concentrato, integrato a livello europeo, e orientato verso una piena intermediazione tra risparmio e investimento.

Vigilanza del modello bancario

Come viene vigilato questo modello? Secondo il TUB, la vigilanza si articola in due profili (finalità):

  • vigilanza di stabilità (art. 5 del TUB): sana e prudente gestione dell'impresa, stabilità, efficienza e competitività del sistema finanziario (capacità di assorbire le perdite);
  • vigilanza di tutela (art. 127 del TUB): trasparenza e correttezza delle relazioni banca-cliente (capacità di conservare la fiducia);

L'attività di vigilanza prudenziale svolge un insieme di attività integrate volte alla valutazione dei rischi e analisi sulla solidità patrimoniale finanziaria e organizzativa. Essa esegue, nel rispetto dell'autonomia imprenditoriale delle banche:

  • controlli a distanza, cioè analisi dei dati inviati dalle banche e incontri con gli esponenti;

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