Modulo 8 Puericultura: i bisogni dei bambini e la Piramide di Maslow

Slide sulla Puericultura che esplora i bisogni dei bambini, focalizzandosi sulla Piramide di Maslow. Il Pdf, attribuito alla Dott.ssa Ostetrica Veronica Lai, è una presentazione didattica di Psicologia per l'Università, che illustra i bisogni fisiologici e di sicurezza.

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30 pagine

MODULO 8
PUERICULTURA
DOTT.ssa Ostetrica Veronica Lai
veronicaostetrica.87@gmail.com
@veronicaostetrica (INSTAGRAM)
I BISOGNI DI UN BAMBINO

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PUERICULTURA

DOTT.ssa Ostetrica Veronica Lai

@
veronicaostetrica.87@gmail.com
@veronicaostetrica (INSTAGRAM)V

I BISOGNI DI UN BAMBINO

QUALI SONO I BISOGNI DI UN BAMBINO?

I BISOGNI NEI BAMBINI

Piramide di Maslow

Bisogni di
autorealizzazione
Sviluppo e
autostima
Bisogni di stima
Riconoscimento
sociale
Bisogni sociali
Appartenenza
amore
Protezione
Bisogni di
sicurezza
Fame sete
sonno
Bisogni
fisici

La piramide dei bisogni di
Maslow è una
rappresentazione
schematica, visuale della
gerarchia dei bisogni umani.
Nata nell'ambito della
psicologia sociale ha avuto
nel tempo applicazioni in
campi molto diversi e,
nonostante le critiche,
rimane uno dei modelli più
funzionali sulla motivazione
delle persone.

PIRAMIDE DI MASLOW

La gerarchia dei bisogni di Maslow è la teoria formulata dallo
psicologo americano Abraham Maslow che consiste in un
modello a cinque livelli dei bisogni primari dell'uomo
identificati in:

  • I bisogni fisiologici: Il primo gradino (dal basso) della
    piramide di Maslow è rappresentato dai bisogni fisici.
    Respirare, mangiare, dormire, avere a disposizione acqua e
    cibo e vestiti e un riparo sono fattori indispensabili per la
    sopravvivenza umana: se bisogni come questi non fossero
    soddisfatti, sarebbe infratti il corpo dell'individuo a perire,
    impedendogli di "salire" verso il soddisfacimento dei
    bisogni più evoluti.

PIRAMIDE DI MASLOW

  • I bisogni di sicurezza: Solo una volta soddisfatti i bisogni
    fisici, l'individuo tende a guardare a quelli legati alla
    sicurezza, che si tratti di sicurezza e stabilità finanziaria o di
    sicurezza intesa come protezione dai possibili rischi e danni
    a carico della salute e della sopravvivenza fisica poco
    importa. È soprattutto il bambino a sentire preminente
    questo livello di bisogni che nell'adulto si espliciterebbe
    nella ricerca del posto fisso, la stipula di polizze
    assicurative, ecc., soprattutto se si guarda alla sicurezza da
    un punto di vista economico.

BISOGNI PRIMARI

Sono i primo e il secondo gradino, e compaiono fin dalla nascita

  • BISOGNI FISIOLOGICI: la respirazione, l'alimentazione e
    l'idratazione, l'evacuazione, il sonno; nell'adulto la
    riproduzione e i rapporti sessuali.
  • BISOGNI DI SICUREZZA: successivamente compaiono i bisogni
    che motivano il bambino a ricercare protezione e contatto;
    senza questo il bambino non cresce sereno

ALIMENTAZIONE

Alimentarsi è un bisogno primario e il bambino percepirà dei
segnali come il mal di pancia, la spossatezza, l'iper-agitazione

  • Niente tv a tavola.
  • Il momento della colazione, pranzo e cena è un momento di
    scambio in famiglia.
  • evitare argomenti pesanti a tavola, come brutti voti, o
    dinamiche di famiglia.
    . Possiamo farci aiutare nella preparazione dei pasti: questo
    rafforzerà il legame con il genitore e invoglierà a provare il
    cibo in tavola
    L'idratazione è un elemento molto sottovalutato
    Normalmente un individuo dovrebbe assumere circa 1 litro di
    acqua ogni 25 kg di peso.

DORMIRE

  • Seguire il ritmo del neonato facendo piccoli spostamenti
    di orario
  • Fare attenzione che il bambino non sia iperstimolato di
    giorno
  • Non lasciarlo piangere, ma se chiama andare da lui/lei: si
    instaurerà un senso di fiducia che permetterà al
    bambino di dormire sereno
    Il dormire spesso è più un'esigenza del genitore che del
    bambino

PIRAMIDE DI MASLOW

  • I bisogni di appartenenza: Lo step immediatamente
    successivo nella piramide di Maslow è rappresentato,
    comunque, dai bisogni di appartenenza sociale. L'individuo
    ha bisogno di sentirsi parte di un gruppo, piccolo o grande
    che sia. Un esempio, forse il più importante, di gruppo
    sociale "piccolo" a cui legare la propria appartenenza è
    rappresentato dalla famiglia; mentre tra i "grandi" gruppi
    sociali all'interno dei quali provvedere ai propri bisogni di
    appartenenza ci sono comunità religiose e istituzioni. Se
    non soddisfatti, a ogni modo, bisogni come questi possono
    portare tanto a un generico senso di solitudine, quanto a
    forme di depressione o ansia sociale. Ancora una volta
    sarebbe soprattutto l'individuo in tenera età a sentire più
    forti i bisogni d'appartenenza.

BISOGNO D'APPARTENENZA

  • Mentre il bambino cresce sviluppa il bisogno secondario,
    ovvero il bisogno di amore e di appartenenza; si parla sia
    del ricevere che del dare: un bambino ha bisogno di ricevere
    amore e attenzione
  • Amore genitoriale e/o relazionale, amicizia e infine intimità
    sessuale.
  • la mia famiglia ,la mia classe ..

PIRAMIDE DI MASLOW

  • I bisogni di stima: L'ultimo dei "d-need" avrebbe a che
    vedere con la stima. Gli individui hanno bisogno di veder
    riconosciuti il proprio valore e la propria importanza e non
    di rado è proprio questa la ragione che li porta a occupare
    posizioni lavorative di prestigio o a dedicarsi a determinati
    hobby. Nel suo modello lo psicologo fa riferimento, tra
    l'altro, a due forme diverse di stima: una, più "bassa", è
    quella che proviene dagli altri e che non di rado sconfina
    nel prestigio, nella fama, ecc .; mentre l'altra, di livello più
    alto, è essenzialmente autostima e ha a che vedere con la
    ricerca di libertà, indipendenza, fiducia in se stessi.

PIRAMIDE DI MASLOW

  • I bisogni di autorealizzazione: Il livello più alto della
    piramide di Maslow, e cioè il bisogno più evoluto nella
    gerarchia segnata dallo studioso, è quindi quello dell'auto-
    realizzazione. L'auto-realizzazione ha a che vedere con le
    migliori, le più alte potenzialità di ciascun individuo e,
    soprattutto, con la loro realizzazione. Non deve stupire, per
    questo, che giungere all'auto-realizzazione può significare
    per ciascuno qualcosa di diverso: il genitore ideale, l'atleta
    perfetto, il pittore apprezzato possono essere tutte forme
    di auto-realizzazione del sé. Quello che Maslow intende per
    auto-realizzazione, del resto, è diventare il meglio di ciò che
    si può essere.

ALTRI BISOGNI: ambiente esterno

E' consigliabile portare il bambino a spasso, lasciare che
prenda aria e luce il luoghi aperti e sani come giardini o al
mare: in questo modo potrà rafforzare le sue difese
immunitarie; l'esposizione controllata al sole arricchisce il
bambino di vitamina D.
Per la salute dei bambini ed evitare infezioni è bene evitare
luoghi affollati o dove siano presenti malati.
Nei primi mesi di vita è bene portare in giro il bambino con
supporti adeguati come la navetta o la fascia, in modo che
mantenga una corretta postura.

IL PIANTO

Tutti i lattanti e i bambini piccoli utilizzano il pianto

Tutti i lattanti e i bambini piccoli utilizzano il pianto come
forma di comunicazione: si tratta dell'unico mezzo a loro
disposizione per esprimere un bisogno.
Tutti i bimbi del mondo piangono allo stesso modo e
fondamentalmente per le stesse cose. Se per alcuni genitori il
pianto è un evento del tutto normale e quindi tollerato, per
altri è quel qualcosa che genera ansia, trepidazione, un
problema non tollerato.
Tale pianto è normale e solitamente si interrompe non
appena le esigenze sono soddisfatte, ad esempio quando i
bambini sono alimentati, fanno il ruttino, il pannolino viene
cambiato o sono cullati.

IL PIANTO

Il pianto come sistema di segnalazione

Per il neonato piangere è un vero e proprio sistema di
segnalazione, un richiamo tutt'altro che generico, un segnale
che ha lo scopo di portare la madre vicino a lui/lei, il più
presto possibile. E un modo per dialogare, per allenare gli altri
a rispondere adeguatamente.
Dopo la nascita tutti i pianti sembrano essere molto simili,
varia solo il timbro, l'acuto o la modulazione, pertanto è
necessario del tempo, qualche settimana, perché il neonato
impari a comunicare meglio e i genitori a capire le
innumerevoli sfumature di questo vocalizzo. Il bambino va
compreso, rispettato, aiutato.
La maggior parte degli episodi di pianto è una risposta a fame,
fastidio (ad esempio a causa del pannolino bagnato), dolore
(mal di pancia o mal d'orecchio), paura o separazione dai
genitori.

IL PIANTO

Il pianto come sistema di segnalazione del neonato

Per il neonato piangere è un vero e proprio sistema di
segnalazione, un richiamo tutt'altro che generico, un segnale
che ha lo scopo di portare la madre vicino a lui/lei, il più
presto possibile. E un modo per dialogare, per allenare gli altri
a rispondere adeguatamente.
Dopo la nascita tutti i pianti sembrano essere molto simili,
varia solo il timbro, l'acuto o la modulazione, pertanto è
necessario del tempo, qualche settimana, perché il neonato
impari a comunicare meglio e i genitori a capire le
innumerevoli sfumature di questo vocalizzo. Il bambino va
compreso, rispettato, aiutato.
La maggior parte degli episodi di pianto è una risposta a fame,
fastidio (ad esempio a causa del pannolino bagnato), dolore
(mal di pancia o mal d'orecchio), paura o separazione dai
genitori.

I CAPRICCI

Il termine "capriccio"

Il termine "capriccio" viene usato in realtà a sproposito per
descrivere quelle voglie improvvise o bizzarrie spesso di breve
durata del bambino che noi genitori tendiamo o meno a
soddisfare.
È infatti importante chiarire che questi atteggiamenti ai nostri
occhi tanto sconvenienti ed eccessivi non sono immotivati, né
tanto meno futili. Alla loro base, infatti, è sempre possibile
individuare un bisogno implicito, che chiede a gran voce di
essere visto, riconosciuto e convalidato.

CAPRICCI

I capricci come modo di comunicare

I capricci sono un modo di comunicare dei bambini che
reclamano un bisogno non soddisfatto di aiuto, di attenzione,
che segnalano paura o fatica a tollerare le regole imposte
dagli adulti.
Facciamo un esempio. È mattina presto e il nostro bambino
non vuole proprio saperne di prepararsi. Gli proponiamo
persino di indossare la sua maglia preferita, ma lui risponde
che non gli piace più e inizia un pianto inconsolabile.
Davanti a una condotta del genere in molti si lascerebbero
sopraffare dal nervosismo e, vista anche la fretta di uscire,
andrebbero a reprimere il comportamento con durezza
vestendo a forza il bambino

CAPRICCI

La situazione dei capricci

La situazione, probabilmente, si sarebbe potuta svolgere
diversamente se l'adulto, invece di impuntarsi, avesse cercato
di porsi in ascolto. Difficilmente, infatti, il bisogno più evidente
è effettivamente quello all'origine del capriccio. Nel nostro
esempio magari il vero problema del bambino non era "quale
maglia indossare", ma piuttosto la consapevolezza che una
volta pronto sarebbe dovuto andare all'asilo, separandosi dal
genitore.
Con quel comportamento il bambino stava cercando di
comunicare, seppur in maniera inefficace, qualcosa che non
era ancora in grado di dire a parole: la paura e la tristezza di
doversi separare dalla persona amata.

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