Documento dall'Università degli Studi della Tuscia sull'interazione simbolica. Il Pdf esplora le basi della comunicazione e l'agire umano culturale, con un focus sulle discipline della comunicazione, la realizzazione della comunicazione e le regole per descrivere, utile per lo studio universitario.
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Pragmatica e argomentazione (Università degli Studi della Tuscia) Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da AMANDA VELAZQUEZ LOPEZ (amanda.velazquezlop@studenti.unitus.it)L'interazione simbolica-Riassunti
La comunicazione viene studiata da discipline quali semiotica/semiologia. La comunicazione avviene mediante l'uso di segni di un linguaggio. Infatti, le discipline prendono il loro nome proprio dalla nozione greca di segno-> osservo, esamino, significo, faccio comprendere. La comunicazione può prendere un'accessione anche più generale (derivante dal latino) >mettere in comune, condividere. Unendo queste due accezioni si potrebbe definire la comunicazione come mettere in comune qualcosa tramite l'ausilio di segni. In tempi recenti si è sviluppata anche la zoosemiotica (studia la comunicazione animale).
Si tratta sicuramente di un concetto semplice quanto complesso. La comunicazione può essere definita come il compimento di un insieme di movimenti (delle mani, il guardare uno specchio, suonare un campanello, pronunciare una parola, etc.). A questo va ricollegato anche il significato del concetto di agire, che significa "comportarsi in un dato modo/compiere movimenti". Comunicare quindi equivale ad agire. La comunicazione, e quindi l'agire, non avviene in maniera isolata. Chi comunica lo fa per e con qualcun altro, il che implica una risposta da parte dell'altro in questione, ovvero l'interlocutore. Si parla quindi di dare il vita ad un interazione/interagire.
Come già visto, agire significa "compiere un movimento per raggiungere uno scopo". L'agire non avviene mai senza uno scopo e questi sono veramente numerosi. La difficoltà sta nell'individuarli. A differenza dei movimenti che sono direttamente percepibili, gli scopi non lo sono anche se sono fondamentali in quanto è grazie a loro che si giustificano le nostre azioni. Questi scopi vanno quindi individuati. È anche Jürgen Trabant che nella sua opera intitolata elementi di semiotica spiega bene quanto sia fondamentale lo scopo:
Abbiamo necessità di comprendere lo scopo di un'azione soprattutto quando ci si trova davanti a qualcosa di sconosciuto. La stessa cosa capita quando si vuole entrare in contatto con culture e lingue differenti dalle nostre. Vogliamo comprenderle e per farlo dobbiamo individuare gli scopi delle loro azioni che ci permettono di capire le loro diverse realtà. Per descrivere l'agire umano è necessario individuare tutti i suoi componenti fondamentali. Individuo che agisce/interagisce Scopo perseguito Entità fisiche This document is available free of charge on studocu Scaricato da AMANDA VELAZQUEZ LOPEZ (amanda.velazquezlop@studenti.unitus.it)Bisogna, però, fare una distinzione tra attività proprie dell'essere umano (o attività naturali) dall'agire umano. Un aiuto per questa definizione viene data dall'austriaco Ludwig Wittgenstein che definisce gli atti naturali dell'essere umano come animali e sono quegli atti che l'uomo compie per necessità, innati (comportamenti di difesa o conservazione che sono spontanei). Sono quei comportamenti che l'uomo condivide con gli animali perché anch'essi li svolgono per necessità. Gli atti dell'agire umano invece sono da lui chiamati atti rituali che sono invece compiuti intenzionalmente dall'uomo per raggiungere un qualcosa o obiettivo. Si può dunque parlare di:
AZIONI ATTIVITÀ NATURALI AZIONI DI UTILITÀ - lo scopo è: obbligato - lo scopo è: costruito - intervegono su: - intervengono su: altre azioni naturali, mondo il mondo materiale materiale, altri individui esempi: esempi: · mangiare · guidare · dormire · costruire una casa · respirare · potare una pianta · digerire · fare la spesa · camminare · lavorare a maglia · afferrare · comunicare: · guardare - usare segnali · esprimere - parlare una lingua . ( ... ) · ( ... ) SVILUPPO APPRENDIMENTO fig. 2 - Attività naturali e Azioni di utilità Si è iniziato a pensare che, tuttavia, non solo l'essere umano sia in grado di fare questa differenza nell'agire. Nonostante ciò, secondo numerosi zoologi solamente l'uomo è in grado di diventare animale culturale (l'agire culturale per noi diventa di fondamentale importanza e complessità a differenza di altre specie animali). Le attività naturali sono date da ciò che concerne il nostro fisico (biologico e fisiologico) regolato dal nostro patrimonio genetico. Lo scopo principali di queste azioni da noi compiute è quello di sopravvivere: camminare, mangiare o bere, respirare, ecc. Sono degli atti necessari (non possiamo vivere senza magiare) e soprattutto involontari o automatici. Giustamente anche in questo caso ritorna la nozione di scopo anche se in questo caso non è qualcosa di prefissato (non decido di respirare solo qualche ora al giorno). Agire quindi diventa uguale al rispetto di una serie di ordini genetici. Inoltre queste azioni vengono svolte in base ad un condizionamento che proviene dal fisico stesso (stimoli interni o sollecitazioni esterne). Proprio per questo motivo si definisce l'agire naturale come automatico, in quanto queste attività non possono non essere eseguite (vista la necessaria sopravvivenza). In questo l'essere umano è simile all'animale i cui comportamenti sono il diretto controllo genetico. Scaricato da AMANDA VELAZQUEZ LOPEZ (amanda.velazquezlop@studenti.unitus.it)Per riassumere si può dire che le attività naturali sono riconoscibili grazie a quattro fattori:
Si può usare anche uno schema per descrivere le AN:
chi è attivo ciascun singolo individuo le entità fisiche su cui / con cui si realizza l'atto sono percettive e motorie obiettivi vitali (tutto un piccolo mondo organizzato mediante i sensi e il movimento) fig. 3 - schema delle ATTIVITÀ NATURALI Sono fondamentali tre punti in questo schema:(a) non si hanno scopi ma obiettivi vitali prefissati; non prevedono l'intersoggettività )le entità fisiche coinvolte sono di natura percettiva e motoria. This document is available free of charge on studocu Scaricato da AMANDA VELAZQUEZ LOPEZ (amanda.velazquezlop@studenti.unitus.it)Quando urtiamo qualcosa o c'è qualcosa o qualcuno che ci colpisce tendiamo ad avere una reazione immediata a tale fenomeno (un urlo o un movimento, etc.). Questa reazione immediata e irriflessa è ciò che chiamiamo esprimere. Anche l'esprimere è qualcosa che accomuna l'uomo ad altri esseri viventi. Espressione reattiva non è da collegarsi solamente ad un movimento o ad un suono ma anche, ad esempio, ad un'espressione facciale di cui spesso non ci rendiamo neanche conto. L'espressione è una reazione fisica immediata e irriflessa alle sensazioni (positive o negative) di qualche tipo che colpiscono l'essere animato. L'espressione arriva in maniera automatica e quindi istintiva ed è chiaramente manifestata attraverso comportamenti vari e ben percepibili. Questa precisazione è necessaria per collocare l'esprimere nella colonna delle AN e non delle AU. Anche per l'esprimere manca l'intersoggettività e l'intenzione volontaria di produrre l'atto. L'espressione è, quindi, la reazione fonetica del singolo alla modifica accidentale del suo stato.
Se nel capitolo precedente è stato descritto nel dettaglio AN, adesso si da spazio anche alla definizione dell'AU. Un primo elemento caratterizzante è quello dello scopo. La ricerca scientifica, partendo dalla paleontologia (studia le forme di vita animale/umana in epoca preistorica), ha affermato che non oltre all'agire naturale si debba riconoscere un'altra forma di agire, quella che prevede il raggiungimento di uno scopo esplicito. È una forma di azione che, a differenza dell'AN, prevede l'interagire (contesto quindi intersoggettivo e non più intrasoggettivo). Questo tipo di azione viene chiamato agire utile e si caratterizza anche questo da tre elementi: per lo scopo, per l'intersoggettività, per il contesto in cui si realizza. L'uomo si differenzia per tre aspetti dalle altre specie animali:
Queste tre caratteristiche possono comparire, ciascuna e separatamente dalle altre, anche in altre specie animali. Compaiono tutte insieme solo nell'essere umano. La stazione eretta: va da intendersi come la capacità di deambulare usando soltanto i due arti posteriori. Si può osservare anche in alcuni animali come nei canguri. La faccia corta: è un elemento presente anche in alcuni animali come il gatto. La mano libera: l'uso della mano è evidente anche in alcuni animali, in particolare la scimmia. Questo permette di capire, però, che tutti e tre gli elementi insieme sono osservabili solo nell'essere umano. Ognuno di questi tre elementi è interconnesso: se cambia uno verranno influenzati automaticamente anche gli altri due. I diversi assetti incidono su quattro aspetti: