Speaking e Oratoria Classica: comunicazione efficace e gestione dello stress

Documento dall'Università su Speaking e Oratoria Classica. Il Pdf esplora i principi della comunicazione efficace e dell'oratoria classica, trattando temi come lo sviluppo del carisma, la gestione dello stress e l'applicazione della Programmazione Neuro Linguistica (PNL).

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16 pagine

SPEAKING E ORATORIA CLASSICA!
Lezione 02!
Per realizzare i propri sogni ci vuole CAPA:!
C = ci devi credere!
A = avere idee chiare (su cosa vorrei fare)!
P = programmare (organizzarsi)!
A = agire (senza perdere tempo e rimandare)!
Spesso è dicile trovare la propria unicità: bisogna tener conto del contesto diverso in cui siamo
cresciuti e di quello in cui viviamo. Dobbiamo essere il meglio di ciò che siamo, non bisogna
accontentarsi. Bisogna capire chi siamo veramente, senza tener conto delle etichette che ci
danno gli altri o che ci diamo noi stessi. Siamo noi stessi a definire la nostra identità e il modo in
cui gli altri ci vedono, non le etichette che ci abbiano.!
Il successo cioè star bene con gli altri e soprattutto con te stesso, dipende dalle tue abitudini.
Spesso non le abbandoniamo perché ci danno sicurezza ma non sempre sono la cosa giusta per
noi, piccoli cambiamenti quotidiani possono produrre grandi cambiamenti nel tempo. !
Per cambiare ci sono due metodi:!
-
dall’interno —> metodo Stanislavskij!
-
dall’esterno —> provare ad assumere l’atteggiamento e il comportamento della persona da
interpretare !
(Entrambi metodi usati dagli attori)!
3 passaggi:!
-
chiedersi cosa si sa fare bene!
-
chiedersi cosa si vorrebbe fare davvero!
-
chiedersi con chi si vogliono condividere le esperienze!
Da soli non si raggiunge la felicità, questa condizione si raggiunge quando si vivono momenti
condivisi con persone vere. !
Bisogna sorridere, osare. Ogni giorno ci ore la possibilità di conoscere nuove persone e di farsi
conoscere. Bisogna essere pronti perché le occasioni a volte sono irripetibili e rimandare rischia di
farci perdere quell’occasione, che non tornerà più. Spesso si rinuncia per paura di non essere
all’altezza e ci si nasconde. Imparare a parlare in pubblico può essere una buona soluzione per
iniziare a dire quello che si pensa in modo corretto. !
Perché è così dicile parlare in pubblico?!
Perché non basta sapersi esprimere con belle e specifiche parole, ma consiste nel saper
sostenere con ecacia le proprie idee. !
Comunicare significa mettere in comune la mia idea con la tua, non basta parlare o digitare un
messaggio. Se il ricevente non ascolta o non condivide l’idea la comunicazione non è ecace.
Quando il ricevente non capisce la colpa non va attribuita a lui, è invece di chi comunica, che non
è riuscito a comunicare in maniera ecace. !
Bisogna imparare a controllare la propria voce, per evitare che risulti insicura o tremante, questo
può accadere tramite l’esercizio e il controllo dell’ansia. Chi ti vede e ti ascolta percepisce il tuo
stato d’animo e la tua agitazione e questo può portarli a non prendere seriamente il tuo discorso.
Sono molteplici gli atteggiamenti che contano quando si parla davanti a un pubblico: i movimenti,
la gestualità, il contatto visivo. !
Elementi del corso: !
MODULO 1
ELEMENTI DI COMUNICAZIONE EFFICACE
-
Il CARISMA dell’oratore e le regole base della comunicazione
-
La CHIMICA DEL SUCCESSO di un intervento in pubblico : aspetti di comunicazione
verbale e non verbale
-
Il CONTROLLO dello STRESS e il superamento della paura del pubblico
-
Le RISORSE oerte dalla Programmazione Neuro Linguistica (PNL)
-
Lo SCHEMA di un intervento standard e di un intervento breve
LEZIONE 3!
IL CARISMA!
Pagina 1
Una persona può avere da dire una cosa per cii vorresti che tutti ti stessero ad ascoltare, se però
non ci sarà qualcuno che ti ascolterà realmente, qualunque cosa sia non arriverà mai a
destinazione. Nella comunicazione non conta solo quello che hai da dire, perché se nessuno ti
presterà attenzione sarà come se tu non avessi mai parlato. Se non riesci a farti capire la colpa è
tua, non di chi ti ascolta.!
Cosa si può fare per risolvere questo problema? !
Il carisma dell’oratore che parla davanti a tante o poche persone, in un’occasione che ritiene
importante per lui, è importante e fa la dierenza. Carisma è una parola di cui si aerra il
significato ma che resta dicile da definire: sicuramente si tratta di una qualità di alcune persone
che sono ammirate. !
Cosa occorre per avere carisma? !
Per avere carisma bisognerebbe avere magnetismo. Essere magnetici significa essere capaci di
catturare l’attenzione. Alcuni sostengono che il carisma sia una cosa innata, altri credono che sia
un’abilità che può essere sviluppata nel tempo. Sicuramente madre natura può dare degli aiuti a
qualcuno, ad esempio avere una bella voce, la capacità di essere estroversi e di sapersi
relazionare senza troppe dicoltà. Un bel fisico, l’altezza, la postura, lo sguardo sono tutte
caratteristiche utili al carisma. Pochissime persone però si preoccupano di fare attenzione ad
alcuni aspetti della vita che riguardano i rapporti con gli altri. !
Ognuno di noi potrebbe sviluppare il proprio carisma, è importante però accettare se stessi per
come si è, con i difetti e le debolezze. Facendo attenzione alle giuste cose si può sviluppare il
carisma, solo se lo si desidera davvero però, perché cambiare è dicile, ma è importante farlo
anche di poco e con calma. !
“C A R I S M A”!
1. C = comunicazione —> oggi più che mai in un contesto come il nostro in cui quasi ovunque e
sin da subito si comincia a comunicare è importante possedere buone capacità comunicative;
per comunicare con ecacia bisogna essere convinti di ciò che si dice ed esporre con ordine.
Bisogna creare interesse per ottenere l’attenzione degli ascoltatori, quindi è importante capire
come creare questa condizione. Nella maggior parte dei casi, l’ascoltatore starà a sentire
l’oratore se ciò che egli sta dicendo potrebbe essergli utile. Dopo aver catturato l’attenzione
del pubblico l’oratore potrà arrivare al suo discorso, argomentando ciò che si dice per
renderlo più potente. Nel caso in un discorso lungo e complesso sarebbe utile arrivare a una
conclusione magari riprendendo i punti fondamentali trattati prima. Con l’evoluzione l’oratoria
è arrivata a contenere un sacco di consigli e regole provenienti dal passato. In Aristotele
troviamo 3 leve fondamentali da tenere presente quando si parla:!
-
logos —> consiste nella parola!
-
pathos —> capacità di suscitare un’intensa emozione !
-
ethos —> coincidenza tra quello che viene detto e come viene detto, corrisponde alla credibilità
dell’oratore = riuscire a dire quello che vuoi dire in modo da apparire credibile!
COSE DA NON FARE (nella comunicazione)!
Esistono parole che hanno una valenza negativa e possono influenzare il discorso ad esempio
“rubare”, “disturbo?”, “non vorrei annoiarla”. Dicendo “no” si crea una barriera tra le due persone
e nessuno dei due esce vincitore da questa situazione. Spesso una persona continua a sostenere
fermamente la sua tesi principalmente per orgoglio, non considerando l’opzione di non avere
ragione essersi sbagliato. Una maniera più ecace consiste nel non dire “no” ma nell’ascoltare la
tesi dell’interlocutore e dicendo “si però”, per poi aggiungere qualcosa come una variabile, un
dettaglio o un’opinione. Al posto di dire “disturbo?” o “le posso rubare 5 minuti?” si potrebbe dire
“avrei una cosa importante da dirti”. Al posto di dire sempre “io”, si può provare ad usare il “noi”.
Tutti questi aspetti, per quanto piccoli siano, possono modificare il modo di porci e presentarci
con gli altri. Spesso usiamo degli intercalari tra una frase e l’altra che sono inutili e distraggono
l’ascoltatore. !
COSE DA FARE (nella comunicazione)!
Avere una buona stretta di mano forte poiché è il primo contatto fisico che sia ha con l’altra
persona.!
LEZIONE 04!
Qualcosa che suscita carisma è qualcosa che porta le persone ad ascoltare l’oratore. !
Pagina 2

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Anteprima

Lezione 02

Per realizzare i propri sogni ci vuole CAPA:

  • C = ci devi credere
  • A = avere idee chiare (su cosa vorrei fare)
  • P = programmare (organizzarsi)
  • A = agire (senza perdere tempo e rimandare)

Spesso è difficile trovare la propria unicità: bisogna tener conto del contesto diverso in cui siamo cresciuti e di quello in cui viviamo. Dobbiamo essere il meglio di ciò che siamo, non bisogna accontentarsi. Bisogna capire chi siamo veramente, senza tener conto delle etichette che ci danno gli altri o che ci diamo noi stessi. Siamo noi stessi a definire la nostra identità e il modo in cui gli altri ci vedono, non le etichette che ci affibbiano.

Il successo cioè star bene con gli altri e soprattutto con te stesso, dipende dalle tue abitudini. Spesso non le abbandoniamo perché ci danno sicurezza ma non sempre sono la cosa giusta per noi, piccoli cambiamenti quotidiani possono produrre grandi cambiamenti nel tempo.

Metodi per il cambiamento

Per cambiare ci sono due metodi:

  • dall'interno -> metodo Stanislavskij
  • dall'esterno -> provare ad assumere l'atteggiamento e il comportamento della persona da interpretare

(Entrambi metodi usati dagli attori)

Passaggi per la felicità

3 passaggi:

  • chiedersi cosa si sa fare bene
  • chiedersi cosa si vorrebbe fare davvero
  • chiedersi con chi si vogliono condividere le esperienze

Da soli non si raggiunge la felicità, questa condizione si raggiunge quando si vivono momenti condivisi con persone vere.

Bisogna sorridere, osare. Ogni giorno ci offre la possibilità di conoscere nuove persone e di farsi conoscere. Bisogna essere pronti perché le occasioni a volte sono irripetibile e rimandare rischia di farci perdere quell'occasione, che non tornerà più. Spesso si rinuncia per paura di non essere all'altezza e ci si nasconde. Imparare a parlare in pubblico può essere una buona soluzione per iniziare a dire quello che si pensa in modo corretto.

Difficoltà nel parlare in pubblico

Perché è così difficile parlare in pubblico?

Perché non basta sapersi esprimere con belle e specifiche parole, ma consiste nel saper sostenere con efficacia le proprie idee.

Comunicare significa mettere in comune la mia idea con la tua, non basta parlare o digitare un messaggio. Se il ricevente non ascolta o non condivide l'idea la comunicazione non è efficace. Quando il ricevente non capisce la colpa non va attribuita a lui, è invece di chi comunica, che non è riuscito a comunicare in maniera efficace.

Bisogna imparare a controllare la propria voce, per evitare che risulti insicura o tremante, questo può accadere tramite l'esercizio e il controllo dell'ansia. Chi ti vede e ti ascolta percepisce il tuo stato d'animo e la tua agitazione e questo può portarli a non prendere seriamente il tuo discorso.

Sono molteplici gli atteggiamenti che contano quando si parla davanti a un pubblico: i movimenti, la gestualità, il contatto visivo.

Elementi del corso

MODULO 1

ELEMENTI DI COMUNICAZIONE EFFICACE

  • Il CARISMA dell'oratore e le regole base della comunicazione
  • La CHIMICA DEL SUCCESSO di un intervento in pubblico : aspetti di comunicazione verbale e non verbale
  • Il CONTROLLO dello STRESS e il superamento della paura del pubblico
  • Le RISORSE offerte dalla Programmazione Neuro Linguistica (PNL)
  • Lo SCHEMA di un intervento standard e di un intervento breve

LEZIONE 3

IL CARISMA

Pagina 1Una persona può avere da dire una cosa per cii vorresti che tutti ti stessero ad ascoltare, se però non ci sarà qualcuno che ti ascolterà realmente, qualunque cosa sia non arriverà mai a destinazione. Nella comunicazione non conta solo quello che hai da dire, perché se nessuno ti presterà attenzione sarà come se tu non avessi mai parlato. Se non riesci a farti capire la colpa è tua, non di chi ti ascolta.

Risolvere i problemi di comunicazione

Cosa si può fare per risolvere questo problema?

Il carisma dell'oratore che parla davanti a tante o poche persone, in un'occasione che ritiene importante per lui, è importante e fa la differenza. Carisma è una parola di cui si afferra il significato ma che resta difficile da definire: sicuramente si tratta di una qualità di alcune persone che sono ammirate.

Requisiti per il carisma

Cosa occorre per avere carisma?

Per avere carisma bisognerebbe avere magnetismo. Essere magnetici significa essere capaci di catturare l'attenzione. Alcuni sostengono che il carisma sia una cosa innata, altri credono che sia un'abilità che può essere sviluppata nel tempo. Sicuramente madre natura può dare degli aiuti a qualcuno, ad esempio avere una bella voce, la capacità di essere estroversi e di sapersi relazionare senza troppe difficoltà. Un bel fisico, l'altezza, la postura, lo sguardo sono tutte caratteristiche utili al carisma. Pochissime persone però si preoccupano di fare attenzione ad alcuni aspetti della vita che riguardano i rapporti con gli altri.

Ognuno di noi potrebbe sviluppare il proprio carisma, è importante però accettare se stessi per come si è, con i difetti e le debolezze. Facendo attenzione alle giuste cose si può sviluppare il carisma, solo se lo si desidera davvero però, perché cambiare è difficile, ma è importante farlo anche di poco e con calma.

"CARISMA"

  1. C = comunicazione -> oggi più che mai in un contesto come il nostro in cui quasi ovunque e sin da subito si comincia a comunicare è importante possedere buone capacità comunicative; per comunicare con efficacia bisogna essere convinti di ciò che si dice ed esporre con ordine. Bisogna creare interesse per ottenere l'attenzione degli ascoltatori, quindi è importante capire come creare questa condizione. Nella maggior parte dei casi, l'ascoltatore starà a sentire l'oratore se ciò che egli sta dicendo potrebbe essergli utile. Dopo aver catturato l'attenzione del pubblico l'oratore potrà arrivare al suo discorso, argomentando ciò che si dice per renderlo più potente. Nel caso in un discorso lungo e complesso sarebbe utile arrivare a una conclusione magari riprendendo i punti fondamentali trattati prima. Con l'evoluzione l'oratoria è arrivata a contenere un sacco di consigli e regole provenienti dal passato. In Aristotele troviamo 3 leve fondamentali da tenere presente quando si parla:
    • logos -> consiste nella parola
    • pathos -> capacità di suscitare un'intensa emozione
    • ethos -> coincidenza tra quello che viene detto e come viene detto, corrisponde alla credibilità dell'oratore = riuscire a dire quello che vuoi dire in modo da apparire credibile

COSE DA NON FARE (nella comunicazione)

Esistono parole che hanno una valenza negativa e possono influenzare il discorso ad esempio "rubare", "disturbo?", "non vorrei annoiarla". Dicendo "no" si crea una barriera tra le due persone e nessuno dei due esce vincitore da questa situazione. Spesso una persona continua a sostenere fermamente la sua tesi principalmente per orgoglio, non considerando l'opzione di non avere ragione essersi sbagliato. Una maniera più efficace consiste nel non dire "no" ma nell'ascoltare la tesi dell'interlocutore e dicendo "si però", per poi aggiungere qualcosa come una variabile, un dettaglio o un'opinione. Al posto di dire "disturbo?" o "le posso rubare 5 minuti?" si potrebbe dire "avrei una cosa importante da dirti". Al posto di dire sempre "io", si può provare ad usare il "noi". Tutti questi aspetti, per quanto piccoli siano, possono modificare il modo di porci e presentarci con gli altri. Spesso usiamo degli intercalari tra una frase e l'altra che sono inutili e distraggono l'ascoltatore.

COSE DA FARE (nella comunicazione)

Avere una buona stretta di mano forte poiche è il primo contatto fisico che sia ha con l'altra persona.

LEZIONE 04

Qualcosa che suscita carisma è qualcosa che porta le persone ad ascoltare l'oratore.

Pagina 2

  1. A = ASCOLTO -> ascoltare costa fatica, parlare è più semplice, nonostante questo però è sbagliato parlare continuamente perché il carisma si accresce ascoltando. Ascoltare significa riuscire a capire meglio chi si ha di fronte e cosa pensa, cosa vuole. Ascoltare è importante in molti campi come la medicina dove il medico prima di prescrivere un farmaco ascolta il paziente, la vendita dove il venditore per vendere il prodotto migliore al cliente deve prima ascoltarlo e comprendere i suoi bisogni. Oggi ascoltare è difficile, si tende più spesso a pensare di aver capito tutto prima ancora che il nostro interlocutore abbia finito di parlare. Spesso siamo condizionati anche dalle abitudini, come quella di interrompere, data anche dalla vita ormai frenetica che conduciamo e dai tempi sempre più stretti che vengono richiesti.

Chi domanda guida la conversazione

Chi domanda guida -> la conversazione è condotta da chi fa una domanda all'altro e lo induce a rispondere e a dargli l'informazione che desidera.

Ascolto carismatico

Come si può ascoltare in modo carismatico?

Utilizzando forme di rilancio passive, per dare l'idea a chi sta parlando che tu stia continuando ad ascoltarlo, dire per esempio "mh mh", "si", "certo", "già è vero". Un altro modo è quello di riprendere l'ultima parola della frase detta dall'interlocutore, per dare l'idea di star seguendo il suo discorso. Esistono anche manifestazioni non verbali che trasmettono questa idea per esempio guardare l'altra persona mentre questa parla, annuire col capo.

Esistono anche forme di rilancio attive, come la ripresa di parte del discorso fatto dall'altra persona per esempio chiedendo "quindi tu hai detto che ieri è successo questo e poi sei andata a casa, ho capito bene?".

"Come mai non mi consideri abbastanza?" Oppure "negli ultimi tempi mi dedichi poca attenzione, perché ho commesso qualche errore o perché non mi ritieni capace?"

La seconda frase da inizio a una conversazione he non prevede una risposta secca e permette un dialogo più costruttivo e libero.

SAR: sistema di attivazione reticolare

SAR = sistema di attivazione reticolare

Con la semplice osservazione si possono notare tutte le cose non dette e quelle dette nascondendo qualcosa, per questo è importante guardarsi durante un dialogo. Tutto le nostre esperienze si basano su ciò che decidiamo realmente di vedere. Il nostro sistema di attivazione reticolare seleziona le informazioni e decide se conservarle, è il sistema che ci permette per esempio durante una telefonata di notare la nostra auto preferita che passa, senza però accorgerci di un sacco di altre cose che succedono poiché siamo impegnati. Questo sistema opera una selezione di ciò che cerchiamo, viviamo, sentiamo, quindi questo filtraggio automatico e involontario trattiene ciò che ci importa. È interessante perché ci dice che qualunque cosa noi cerchiamo potremmo trovarla e sono le nostre aspettative che determinano il risultato finale. Se ci si sofferma sulle cose negative ciò che ci ricorderemo saranno proprio degli aspetti, per questo dovremmo invece concentrarci sulle cose positive che sentiamo; la scelta degli aspetti su cui concentrarsi può condizionare anche la nostra vita. Non c'è niente di assoluto per cui vale la pena mollare tutto, bisogna sempre vedere il bicchiere mezzo pieno, qualunque cosa osservata in modo differente può darci nuove sensazioni spesso più positive che negative.

Body language e micro movimenti

Osservazione del body language e dei micro movimenti -> il body language è presente sempre quando parliamo ed è incontrollabile, per questo ci può rivelare molto più di ciò che possiamo ascoltare o può contraddire ciò che viene detto. Deve esserci coerenza. Tra il body language e ciò che viene detto deve esserci coerenza affinché la comunicazione sia efficace e credibile, se ciò che è detto non coincide con ciò che è trasmesso dal corpo, dalle espressioni e dai gesti prevale ciò che è espresso in modo non verbale.

Segnali di gradimento

  • contatto visivo
  • annuire col capo
  • accarezzamento delle labbra con un dito o col dorso della mano
  • giocare con una penna
  • aggiustarsi i capelli
  • spostare oggetti verso di se o spostarsi in avanti
  • sfiorare l'altra persona (micro contatto),

Segnali di rifiuto

  • strofinarsi il naso (a causa della vasodilatazione dovuta all'ansia o allo stresso)
  • indietreggiare o spostarsi indietro

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